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Taranto, la città e gli operai in corteo

E’ partito il corteo.Ma la stampa mainstream rifiuta pervicacemente di dare la notizia, foss’anche in un trafiletto. Dimostrando così che l’informazione, in Italia, è ridotta al rango di scendiletto del potere, come in una qualsiasi dittatura da quinto mondo…

Un esempio per tutti? Quegli indegni reazionari di Repubblica… Che non riescono nemmeno a pronunciare la parola “Taranto”…

Non entrate, ci stanno ammazzando”. E’ l’invito rivolto agli operai del siderurgico ArcelorMittal di Taranto, che si recavano al lavoro da cittadini e associazioni ambientaliste che hanno tenuto un sit in davanti alla portineria D.

Oggi lo sciopero indetto dall’Usb coincide con lo sciopero per il clima e al presidio hanno partecipato anche attivisti di Fridays For Future Taranto.

Vergognatevi”, hanno urlato ai lavoratori che smarcavano il badge alcuni manifestanti, che hanno poi diffuso un video sui social.

C’è chi ha chiamato gli operai che entravano “burattini” e “pecore”, mentre il coordinatore provinciale Usb, Francesco Rizzo, ha detto che l’intento non era “forzare” le persone, “che possono entrare tranquillamente, ma faranno i conti con la propria coscienza”.

Molti di quelli che stavano entrando, peraltro, erano i “comandati” dall’azienda per tenere in funzione l’altoforno (che in una acciaieria non si deve spegnere mai, altrimenti bisogna poi sostituirlo). Ed è altrettanto vero che per stamattina ArcelorMittal aveva “comandato” un numero doppio di lavoratori rispetto ad altre scadenze simili.

In mattinata anche un corteo di Fridays For Future, dall’Arsenale a piazza della Vittoria per un dibattito su salute e lavoro.

* Tutte le foto sono di Patrizia Cortellessa

In diretta dalla portineria D dell'ex ILVA ora Arcelor Mittal

Questa mattina alle 6 il picchetto dell'USB, del comitato Liberi e Pensanti, di Friday for Future e di altre realtà cittadine tarantine, insieme a militanti sindacali e politici provenienti da tutta Italia hanno promosso picchetti informativi di fronte a tutte le portinerie dell'attuale Arcelor Mittal ex Ilva per sostenere lo sciopero generale.Su 2.500 lavoratori che entrano da questa portineria solo 250 – 300 sono entrati, molti dei quali "comandati" in numero esorbitante dall'Azienda, per boicottare lo sciopero indetto da USB.Il presidio è stato un momento importante di svolta nel conflitto contro il mostro industriale che opprime Taranto, i suoi operai e i suoi cittadini. Per la prima volta nella storia del movimento sindacale del dopoguerra unn sindacato si è assunto la responsabilità di indire uno sciopero per la chiusura di una azienda e la sua completa ristrutturazione, attraverso un percorso di nazionalizzazione, che metta al centro gli interessi delle popolazioni attraverso un loro coinvolgimento diretto sulle sorti dei territori sui quali vivono.Un passaggio coraggioso, che apre una nuova era del conflitto di classe nel nostro paese, contro i diktat dell'Unione Europea che proibiscono investimenti pubblici a beneficio delle maggioranze, mettendo al centro esclusivamente gli interessi delle multinazionali e del capitale finanziario.Da Pisa una piccola delegazione di Potere al Popolo! ha partecipato attivamente, insieme ai compagni ed alle compagne di Potere a Popolo! Taranto, al picchetto alla portineria principale dell'azienda.

Pubblicato da Potere Al Popolo a Pisa su Giovedì 28 novembre 2019

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