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Catania. Il Midulla è della città, e alla città ritorna

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Nel quartiere popolare di San Cristoforo,dopo 5 anni, attivisti e cittadini, operanti nel quartiere, riaprono il centro polifunzionale "Midulla", una ex sala cinematografica, sita fra il mercato rionale e la via Plebiscito. Un centro che si pone come obiettivo l’aggregazione giovanile, la promozione dei diritti sociali e la produzione di attività culturali ed artistiche.

"A Catania – spiegano i promotori – è in atto una ricostruzione spontanea, gruppi di cittadini si stanno già prendendo cura dei beni comuni presenti sul proprio territorio, pensiamo a San Berillo, Librino o lo stesso San Cristoforo. Le attività di cura dei beni comuni svolte da gruppi di persone attive contribuiscono in maniera significativa al miglioramento della qualità della vita di tutti i membri della comunità e il fatto che semplici cittadini si occupino dei beni di tutti con la stessa attenzione che riservano a quelli propri dimostra come nella società civile ci siano ancora senso di responsabilità e di appartenenza, solidarietà e capacità di iniziativa. Tutto questo non soltanto dà un contributo fondamentale alla crescita della nostra città ma è già bellissimo di per sé. Ad oggi tutte le associazioni che non mirano al profitto economico si trovano, però ad affrontare l’enorme tema degli spazi, perché è di spazi che queste realtà vivono. Se la fruizione degli spazi è subordinata alla legge del profitto, agli affitti da pagare, allora l’intera vita delle associazioni è costretta a snaturarsi. Crediamo fermamente che la pubblica proprietà debba ritornare ad essere luogo dei diritti e del poter fare, contro le logiche prettamente commerciali, l’abbandono degli spazi pubblici e l’alienazione dei beni comuni operata dalle amministrazioni di ogni colore. È per queste ragioni che dopo anni di richieste. Dopo anni di attesa. Dopo anni di presunte buone notizie smentite dai fatti. Dopo anni di abbandono. Dopo anni di immobilità istituzionale. Dopo tanta pazienza ci assumiamo la responsabilità di riaprire, occupandolo, il Midulla in abbandono – ex centro polifunzionale del Comune di Catania – al fine di riqualificarlo e restituirlo alla città di Catania, e in primo luogo al quartiere di San Cristoforo, come luogo di socializzazione, educazione, produzione culturale e formazione artistica. È così che il Midulla, inizia un nuovo ciclo di vita per essere riconsegnato ai catanesi. In un quartiere senza strutture per bambini, ragazzi e famiglie è inspiegabile che si tenga chiuso un luogo di aggregazione che rappresenta una risorsa insostituibile. 5 anni di attesa sono fin troppi, per tutti noi è arrivato il tempo di agire".

E  domenica 8 gennaio 2017, un gruppo di attivisti e cittadini è entrano nell’ex cinema, assumendosi l'impegno e la responsabilità politica dell'occupazione e di di sistemare il centro polifunzionale e renderlo riutilizzabile.

sdgrtnumnf"E – dicono gli occupanti del Midulla – se vi state chiedendo chi siamo: noi siamo quella rete di cittadini ed associazioni che – come in molte atre realtà italiane e non – negli ultimi anni sperimenta pratiche di cooperazione sociale e rigenerazione urbana dal basso, (auto)costruendo ambienti comuni, promuovendo diverse forme di arte, cultura e sport, trasformando spazi abbandonati in luoghi in cui ritrovarsi e relazionarsi. Una parte di cittadinanza che è figlia del desiderio di partecipazione sociale e che sperimenta quotidianamente l’opportunità di esistere, di prendersi cura della città che abita; che è in grado di mobilitare risorse umane, tecniche e finanziarie; che agisce con modalità e strategie differenziate per tutelare diritti collettivi; e che non ha paura di assumersi responsabilità e oneri volti alla cura e allo sviluppo di luoghi e beni comuni. Nella nostra città esistono spazi pubblici sottratti al degrado che diventano presidi di socialità e di aggregazione fuori dalle logiche commerciali; esistono pratiche di impegno sociale che diventano un'alternativa per decine di bambini e ragazzi che vivono in quartieri disagiati; esiste uno stato sociale creato da decine di attivisti che ogni giorno attraverso tantissime iniziative crea nei fatti una città migliore. Ciò che sta accadendo con il Midulla è solo parte di tutto questo; parte di un grande cambiamento culturale per il quartiere di San Cristoforo che risiede nell’azione autonoma di persone che, in quanto cittadini si riappropriano di ciò che è loro semplicemente per vivere meglio e rendere migliore il quartiere che abitano".

Comune di Catania – Centro Culturale Ambientale”, questa è la scritta sulla targa fissata al muro accanto ad uno degli ingressi vandalizzato dell’ex cinema Midulla: "L’edificio, adiacente ad un mercato al coperto utilizzato solo in minima parte – denunciano gli occupanti del Midulla – oggi si trova su una strada dove la spazzatura regna sovrana. I quattro ingressi dell’edificio sono sprangati con alcune tavole e catenacci, i vetri delle ante sono completamente rotti ed uno degli ingressi porta evidenti i segni di fuoco. Una volta il Midulla era un cinema, almeno fin quando l'amministrazione comunale non lo ha acquistato e ristrutturato con i fondi Urban. Il centro, come da ristrutturazione avvenuta circa 13 anni fa, comprende una palestra, una sala studio ed una biblioteca ed è stato chiuso definitivamente circa 5 anni fa dopo che il comune aveva tagliato i finanziamenti per il centro. Quando il Comune di Catania aveva smesso di erogare fondi, per un certo periodo alcune associazioni avevano organizzato corsi di palestra per donne, mantenendo aperta la struttura alcuni giorni la settimana. Trascorrere due ore settimanali in palestra, per le signore – che per fortuna hanno comunque a loro disposizione almeno il G.A.P.A. di via Cordai – era uno svago, voleva dire lasciare da parte per un momento i problemi quotidiani: il lavoro che manca, i soldi che non bastano, i figli che non vedono futuro, le vicissitudini che stravolgono la nostra esistenza. Inoltre la biblioteca, costituita da donazioni di cittadini e mai ufficialmente inaugurata, poteva essere un luogo dove tanti giovani e ragazzi del quartiere avrebbero avuto a loro disposizione: libri da consultare, computer dove connettersi e da utilizzare per gli studi, magari ragazzi più grandi pronti a consigliarli ed aiutarli. Perché a San Cristoforo sono molti i ragazzi che vorrebbero avere gli stessi diritti degli altri giovani catanesi e non possono averli perché la famiglia è povera o assente, perché gli adulti non sono in grado di aiutarli, perché la società li emargina. Ed allora il Centro Midulla poteva essere una grande risorsa per cercare di risollevare culturalmente il quartiere. Poteva essere centro di aggregazione per donne, uomini, giovani ed anziani. Poteva essere un’opportunità per creare nuovi posti di lavoro. Poteva essere tante cose e a 5 anni dalla sua chiusura è arrivato il tempo di agire prima che sia troppo tardi ed è per questo che noi apriamo quelle porte vandalizzate ed entriamo". 

 

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