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Roma. La Sapienza al fianco degli studenti bolognesi

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Oggi 16 febbraio 2017, in seguito all’appello lanciato dagli studenti e le studentesse dell’Università di Bologna, abbiamo deciso di mobilitarci anche nell’ateneo di Roma della Sapienza per comunicare alla popolazione studentesca la gravità di quanto successo nell’ateneo felsineo. 
Nella città universitaria decine di studenti hanno sanzionato e chiuso simbolicamente la porta del rettorato, muovendosi successivamente per le vie dell’ateneo prendendo parola e comunicando nelle facoltà e nei luoghi di socialità.
Abbiamo interrotto la quotidianità delle biblioteche e delle aule studio , segnalando il ristretto orario d’aperutura delle stesse, problematica da tempo sollevata dal corpo studentesco e scientemente ignorata dalla governance dell’ateneo, che oltre l’apertura spot di una biblioteca h 24 a geologia non ha fatto nient’altro.
vfbtnfhGli studenti e le studentesse della biblioteca di Via Zamboni 36 si sono incontrati per settimane, decidendo di autogestire gli spazi che attraversavano ogni giorno. Da qui la loro mobilitazione, che ha coinvolto centinaia di studenti, contro l’installazione dei tornelli.
Alla chiamata bolognese hanno risposto le università di numerose città italiane, da Torino a Palermo, passando per Roma e Napoli, gli studenti e le studentesse hanno deciso di prendere parola contro la gestione elitaria degli atenei. La governance universitaria vuole limitare l’accesso al sapere solo ai pochi che, tra tasse crescenti e affitti insostenibili,  possono permettersi di frequentare l’università. 
Il tentativo di dividere il corpo studentesco da parte delle maggiori testate giornalistiche è stato smontato dall’assemblea tenutasi il 15 febbraio al numero 38 di via Zamboni. La divisione tra collettivi cattivi e studenti meritevoli di frequentare gli spazi universitari crolla nel vedere la gigantesca partecipazione alle giornate bolognesi appena trascorse. 
Abbiamo intenzione di non lasciare questa giornata come un momento isolato, crediamo che ora più che mai ci sia la necessita di continuare ad aprire spazi all’interno delle università che permettano agli studenti di riprendersi la possibilità di scegliere circa la gestione delle proprie vite. 
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