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Catania. La Provincia ristruttura sotto il segno dei tagli di spesa

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Riassetto ex Provincia di Catania. Giambertone(USB): "Chiediamo una ristrutturazione che tenga conto dei servizi per la collettività"

La Città Metropolitana di Catania ha proposto alle organizzazioni sindacali un nuovo assetto della struttura dell’ex Ente Provincia,che prevede procedure " per una razionalizzazione delle posizioni dirigenziali e ad una loro diminuzione, che contemperi, comunque ,l’incremento delle funzioni che a regime la L.R. 15/15 conferirà effettivamente con i decreti presidenziali di trasferimento alla città metropolitana".

Tutte le organizzazioni sindacali hanno manifestato una grande contrarietà, per motivi diversi,a questo nuovo assetto,in modo particolare i 3 Rsu appartenenti all'USB, fra cui il segretario provinciale Sergio Giambertone, e uno appartenente al CNL,che hanno manifestano forti perplessità e dubbi sulla correttezza dell’ operazione avviata e, soprattutto, sulla validità dei presupposti e dei contenuti del riassetto che si intende approvare, per le seguenti motivazioni:.

"Nelle premesse dell’atto – dichiara Giambertone- si fa riferimento alla piena autonomia normativa e organizzativa in materia di organizzazione degli uffici, evidenziando solo limiti attinenti alla capacità di bilancio e alle esigenze di esercizio delle funzioni, dei servizi e dei compiti loro attribuiti. Orbene, sono noti i gravi problemi di bilancio nei quali versano le ex province regionali a causa di una riforma che, da un lato attribuisce nuovi e maggiori competenze, ma dall’altro non ha finora trasferito adeguate risorse economiche per lo svolgimento dei compiti istituzionali che, nelle more di una completa attuazione della legge regionale n. 15/2015, continuano a gravare sull’Ente. Non si comprende, peraltro, l’urgenza di procedere a un riassetto delle funzioni e dei compiti di questo Ente essendo in corso una definizione, da parte dell’Osservatorio regionale, che dovrebbe effettuare una ricognizione delle entrate e delle spese necessarie allo svolgimento delle funzioni attribuite agli enti di area vasta, e definire anche i criteri per la riallocazione delle funzioni e delle risorse finanziarie, umane e strumentali, anche sulla base di parametri perequativi di natura economico-demografica".

"Con la proposta- spiega nei dettagli il dirigente dell'USB- si cerca di ottenere un risparmio, diminuendo di 2 servizi l’attuale struttura dell’Ente, non è dato sapere, però, se tali economie siano sufficienti a superare i precitati problemi finanziari che, purtroppo – con il mantenimento dei prelievi forzosi e senza un’inversione di rotta da parte della Regione e dello Stato – sono destinati ad aumentare, tanto che il risparmio che si dovrebbe conseguire dalla soppressione di 2 servizi potrebbe non bastare.In merito alle funzioni e competenze indicate nella nuova proposta di riassetto organizzativo, spiace definirla come assolutamente anacronistica, in quanto la stessa non tiene conto delle nuove e diverse competenze della Città Metropolitana attribuite con l’ultima riforma. Basta evidenziare, ad ..15/2015 riserva a questo Ente, per comprendere che sono state riportate vecchie competenze, senza un adeguato approfondimento. Per non parlare del 2° Servizio del 3° Dipartimento dove vengono riportate le competenze. “demandate alla Provincia dall’art. 5 della L.R. n. 10/2005, non considerando che la citata L.R. n. 15/2015 ha riservato per se stessa le medesime competenze all’art. 33, comma 2. Si è costretti allora a ritenere che la proposta in oggetto risponda solo all’interesse preminente di voler considerare ancora operative posizioni di lavoro vecchie e di volerle riattivare, aggiornandole, al solo scopo di delegare responsabilità dirigenziali che permangono nonostante le attività istituzionali dell’Ente non possono essere svolte pienamente a causa delle scarsissime risorse finanziarie".

"All’Amministrazione- conclude Giambertone- si è chiesto con insistenza, allora, di voler attendere la definizione, si spera imminente, dell’attribuzione delle funzioni e delle risorse finanziarie, umane e strumentali che consentirebbero di svolgere pienamente le rinate competenze istituzionali e solo da quel momento sarebbe non solo ragionevole, ma anche necessario porre in essere una ristrutturazione dell’Ente che tenga conto delle effettive potenzialità di poter continuare a fornire alla collettività quei servizi nei territori provinciali che inopinatamente lo Stato, con una riforma sciagurata, peraltro bocciata nel referendum del 4 dicembre, ha sottratto alla cittadinanza con la scusa dell’inutilità delle Province. Che le Province fossero necessarie ce ne siamo accorti purtroppo per i numerosi incidenti mortali dovuti alle mancate manutenzioni stradali provinciali per i gravi tagli di risorse finanziarie e per ultimo anche nel caso del disastro del rifugio di Rigopiano".

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