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Roma. Con i prigionieri palestinesi in sciopero della fame per la Dignità e la Libertà

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Mercoledi 19 aprile  2017, ore 17 – 19, Largo Argentina – Roma

Sono più di 1.500 i prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane e nei centri di detenzione, con alla testa Marwan Barghouthi e leader di vari gruppi politici che hanno iniziato lo sciopero della fame il giorno 17 aprile nella Giornata Internazionale dei prigionieri palestinesi. 

Rivendicano dignità e diritti, negati e vilipesi da Israele che viola impunemente il diritto internazionale. Le loro richieste oltre ad essere  riconosciute  dalla Convenzione di Ginevra,  sono umane: poter studiare, poter ricevere visite e telefonate delle famiglie, essere curati e non abbandonati alle malattie. non passare anni e anni in prigione senza alcun processo, insieme a molte altre.

I prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane sono oggi  più di  6500 di cui 57 donne e 300 minori. Questi i dati ufficiali della Commissione per gli affari dei Prigionieri, Club dei Prigionieri palestinesi e l' Ufficio Centrale di Statistica. Dal settembre  del 2000, ci sono stati circa 100.000 arresti effettuati dalle autorità israeliane, tra cui 15.000 bambini, più di  15.000 donne, 70 membri del Parlamento  ed ex ministri. Inoltre, le autorità israeliane hanno emesso circa 27.000 ordini di detenzione amministrativa.

 

Dal 1967, anno dell'occupazione militare della Cisgiordania e Gaza, più di 800.000 sono stati i palestinesi incarcerati e tutti, compresi i minori e le donne,  hanno subito e continuano a subire torture e abusi, come documentato da diversi rapporti delle Nazioni Unite, da BetSelem, organizzazione israeliana per la difesa dei diritti umani e tante altre organizzazioni.

 

Dal carcere e nella giornata del 15 aprile, anniversario del suo sequestro nel 2002, Marwan Barghouthi ha lanciato un appello rivolto anche all'autorità Palestinese,  ai partiti politici ed ai movimenti locali e internazionali di mobilitarsi per sostenere i prigionieri nella loro giusta battaglia per la dignità e la libertà.

 

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