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Napoli. Contro la repressione, assemblea cittadina

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Chi devasta e saccheggia è lo Stato!

L’11 Marzo in piazza c’eravamo tutti!

Condividiamo l’appello scritto assieme agli altri promotori del “comitato cittadino contro la repressione” nato in questi mesi a Napoli.

Appello per un'assemblea cittadina contro il tentativo di criminalizzazione dei manifestanti dell'11 marzo.

La Questura di Napoli ha concluso le indagini riguardanti i fatti della manifestazione dello scorso 11 marzo scorso contro il leader della Lega Nord Matteo Salvini.

Da subito, attraverso le notizie diffuse dai media, è apparso evidente il tentativo di una eclatante montatura contro i promotori e partecipanti della giornata: gli stessi capi d’accusa di devastazione e saccheggio, paventati nello specifico dal questore Antonio De Iesu, appaiono fortemente intimidatori verso i movimenti di lotta napoletani.

Nella realtà le pesanti accuse non corrispondono ai fatti di quella giornata: l'11 marzo scorso, infatti, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, è stato “accolto” a Napoli da migliaia di persone (lavoratori, pensionati, studenti, disoccupati) che hanno manifestato, con determinazione e conflittualità, contro le sue posizioni razziste e xenofobe.

Con l’applicazione del decreto Minniti, concretizzatosi nei rastrellamenti e nei blitz anti-abusivi dei giorni scorsi a Milano e a Roma da parte della polizia di stato, dei carabinieri, della polizia municipale, durante i quali ha perso la vita l’ambulante senegalese Magatte Niang, appaiono più chiare le ragioni dell’allora direttiva ministeriale di Minniti al Prefetto di Napoli Carmela Pagano, di commissariare la Mostra D'Oltremare per permettere il raduno di Salvini e i suoi presunti epigoni leghisti del sud.

Con le indicazioni accusatorie della Questura trasmesse alla Procura Generale del Tribunale di Napoli, si prefigurano dunque possibili provvedimenti giudiziari da parte della magistratura. Se questa non sarà realmente obiettiva ma volutamente di parte, saranno colpiti vari soggetti impegnati nelle mobilitazioni politiche e sociali di questa città.

Bisogna smarcarsi dalla criminalizzazione del metodo del conflitto, proprio perché siamo coscienti del fatto che attraverso quella criminalizzazione del metodo, in realtà, si vuole criminalizzare il merito! Non bisogna cedere al piano giuridico e giudiziario su cui si vorrebbe provare ad appiattire le lotte ma rilanciarle sul piano politico.

Non possiamo restare inermi di fronte all’ennesima stretta repressiva dello Stato, che attraverso il Decreto Minniti, il Decreto Minniti-Orlando, la Riforma del processo penale e la Riforma della legittima difesa, stringe ancor di più gli spazi di agibilità politica e di libertà personale.

In un clima minaccioso, così come prospettato dalla questura napoletana ed appesantito dai recenti fatti di Roma, ci rivolgiamo a tutto il movimento politico e sociale, nonché a settori democratici della cultura e dell'arte, ritenendo necessaria la costruzione di una campagna di controinformazione e di lotta.

Per discuterne insieme e preparare le contromosse ai provvedimenti giudiziari, invitiamo tutti all'Assemblea del 19 Maggio (il luogo dell’assemblea verrà definito nei prossimi giorni)

L’11 Marzo in piazza contro Salvini e Minniti c’eravamo tutti!

No alla criminalizzazione delle lotte!

No alla logica dei buoni e cattivi!

No al daspo urbano! No al Decreto Minniti!
 

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