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Giugliano (Napoli). Tammariello e il campetto di Camposcino

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Tammariello, conosciutissimo per le attività sociali che svolge in modo disinteressato, è stato costretto per i fatti concreti determinatosi, a lasciare quella particolare della gestione del Campetto di Camposcino.

Il Campetto, per Tammariello era stato, dopo tante battaglie portate avanti nella città e nei confronti delle amministrazioni, il traguardo raggiunto quale uno dei punti di riferimento di inclusione sociale di tanti ragazzi del quartiere che diversamente prendono vie malsane. Dato lo stato di degrado in cui versano le fasce sociali deboli in assenza di supporto istituzionale.

Anche se… lo stesso Tammariello non compariva in nessun rapporto di convenzione di donazione gratuita stipulato dalla vecchia amministrazione in favore e con la Parrocchia.

E in più rispetto al contributo di 12.000 euro di ogni anno dato sempre alla Parrocchia per spese di gestione che nei fatti allo stato ufficiale consentivano l’accesso gratuito alle attività per i ragazzi.

Ma per Tammariello non era interessante ad avere qualche titolo nel rapporto di convenzione. Interessante era l’attività pratica gratuita per i ragazzi e che la espletava con passione con l’aggiunata del supporto solo ed unico di commercianti sensibili che donavano in occasione di feste beni solo materiali e mai in denaro.

La nuova amministrazione ha rinnovato la convenzione con la parrocchia e sempre a titolo gratuito. Ma in questo caso eliminando il contributo di 12.000 euro adducendo la causa per le nuove leggi che non consentono il contributo per beni donati in via gratuita.

L’eliminazione di tale contributo di fatto però implica la non gratuità delle attività del campetto per i ragazzi. Ed è questo il fatto saliente della decisione per Tammariello di lasciare.

Per Tammariello non si può far pagare a dei ragazzi provenienti da famiglie che vivono in molti casi anche al disotto della soglia di povertà.

Osservazioni:

  • Lo snodo di tutta la vicenda è il mancato contributo che non permette la gratuità per l’accesso al campetto dei ragazzi.
  • La vecchia amministrazione pur consentendo il contributo già aveva esautorato Tammariello. Per la esclusione da ogni rapporto della convenzione.
  • La nuova amministrazione adducendo alle nuove leggi che non consentono il contributo, Tammariello lo esautora definitivamente.
  • Il Parroco si dchiara in linea con la nuova amministrazione.

Difatti, le nuove leggi seguono la logica dei vincoli di bilancio che sono fatte appositamente per traferire il sociale alla gestione privatistica.

Ed è in questo che la nuova amministrazione fa la sua scelta.

Quella di non mettere in discussione le compatibilità di bilancio che degradono il sociale, e qui varrebbe la pena di chiedersi, a che servono le amministrazioni se il tutto deve ricondursi ad una quadratura di bilancio. Per questo, potrebbe bastare anche un buon ragioniere.

Ma di ossequiare l’obiettivo della privatizzazione del bene pubblico per il massimo profitto che oggi è la linea di tendenza di tutta la politica omologata del nostro paese.

La chiave di lettura di tutto ciò la troviamo nella seconda parte della dichiarazione del Parroco. Ove interpretiamo che ci si avvia ad un nuovo progetto di gestione di affido privatistico.

 

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