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Giù le mani da Eddy Sorge!

Al compagno Eduardo Sorge – Eddy – la Prefettura di Napoli ha recapitato una ingiunzione di pagamento di 4.131 Euro (da pagare entro 3 giorni dalla notifica) in riferimento alla sua partecipazione ad un blocco stradale, effettuato 3 anni fa, nell’ambito della Vertenza dei “Disoccupati Organizzati 7 Novembre”.

Ancora una volta si tenta – dove non arriva la puntuale e quotidiana “terapia del manganello” ed il solito mix di arresti/denunce/fermi di polizia – di spezzare la volontà di lotta dei senza lavoro napoletani e di infangare le ragioni delle varie vertenze sociali in corso nell’area metropolitana napoletana.

Attraverso l’uso discrezionale dello strumento delle “sanzioni amministrative” gli apparati repressivi dello stato effettuano una vera e propria azione di killeraggio sociale e politico per stroncare qualsiasi processo di mobilitazione, di organizzazione e di lotta.

La Questura di Napoli e il pool di magistrati della Procura che seguono la “conflittualità sociale” hanno frequentemente abusato di questa normativa nel corso degli anni consapevoli che l’imposizione di multe e delle varie forme di gabelle economiche è un formidabile grimaldello per disarticolare qualsivoglia movimento di lotta. Almeno dal 2001 in poi sono centinaia i disoccuapti, gli occupanti di case, i lavoratori e gli attivisti che sono stati colpiti da questo infame, quanto antisociale, provvedimento.

Una deriva penale che la recente legislazione in materia di “sicurezza” – approvata dal Parlamento – amplifica a dismisura modellandola, sapientemente, sulle varie espressioni con cui oggi si configurano le variegate espressioni della conflittualità urbana e sociale (http://contropiano.org/news/politica-news/2019/07/26/approvato-il-decreto-sicurezza-bis-guai-a-protestare-nelle-piazze-0117619).

E’ evidente che c’è l’esigenza e l’urgenza politica e materiale – a Napoli e non solo – di costruire una efficace risposta all’accentuarsi di queste esplicite forme di criminalizzazione del dissenso per riconquistare – nei posti di lavoro, nel territorio e nell’intera società – piena libertà di lotta e di organizzazione. Un impegno culturale, politico e materiale su cui è utile determinare il massimo di unità possibile, di articolazione programmatica e di convergenza vera tra movimenti di lotta, organizzazioni politiche/sociali e tra quanti non intendono soccombere ai deliri securitari ed autoritari.

Per il momento c’è da esprimere il massimo di solidarietà umana e politica ad Eddy, ai disoccupati del Movimento 7 Novembre e a tutti gli attivisti inquisiti per la partecipazione alle “lotte sociali”.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

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1 Commento


  • Ivano

    Prendeteli dai 49 milioni rubati dalla lega questi soldi che servono, infami!

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