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Anzola dell’Emilia. Il pugno di ferro negli sfratti

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In allegato di seguito il comunicato di ASIA-USB rispetto al picchetto antisfratto organizzato martedì mattina ad Anzola dell’Emilia dal sindacato:

Questa mattina eravamo a San Giacomo del Martignone, nel comune di Anzola dell’Emilia, a difendere la famiglia Moukhlik.

Il nucleo si è stabilito nella provincia di Bologna già da anni, dove ha vissuto e lavorato fino all’aggravarsi della crisi delle piccole aziende del luogo che le porta al fallimento e al conseguente licenziamento dei lavoratori, impedendo così agli stessi di poter pagare un affitto. Naturalmente questo è alla base della crescita dell’emergenza abitativa che ha portato alla fine allo sfratto di luglio, della settimana scorsa e quello di oggi.

L’edificio in cui hanno vissuto queste famiglie, i Moukhlik, ultimi rimasti e sfrattati oggi, doveva essere una sistemazione transitoria della durata di sei mesi, ma a causa del disinteresse dell’amministrazione locale sono rimaste a vivere lì per almeno cinque anni, pagando comunque una rata mensile dell’affitto al comune – pur non avendo un contratto regolare.
Le famiglie nel corso degli anni, hanno incontrato massicce difficoltà burocratiche sia nella ricerca lavorativa che in quella di un abitazione adeguata alle loro esigenze proprio perchè vivendo in un centro di prima accoglienza erano impossibilitati ad ottenere la residenza conseguentemente un contratto di lavoro regolare e la cittadinanza italiana.
Nonostante queste e innumerevoli altre mancanze della amministrazione pubblica, dopo un rinvio di due giorni lavorativi della settimana scorsa, stamattina alle 4.30 si sono presentati carabinieri e antisommossa per eseguire questo vergognoso sfratto.

Le forze dell’ordine fin dal primo istante ci hanno impedito con la forza di fornire rappresentanza sindacale agli inquilini, nel nome di una legge che fa riferimento solo alla tutela di un’amministrazione incosciente e irresponsabile. Non c’è stato nessun margine di discussione e trattativa ne con l’ufficiale giudiziario, che si è mostrato determinato ad eseguire lo sfratto sin dal primo momento, ne con gli assistenti sociali e l’amministrazione comunale. Benchè si siano sentiti male una madre cardiopatica e un minore, carabinieri e ufficiale giudiziario hanno impedito al personale medico di entrare.

La famiglia ha resistito a lungo all’interno dell’appartamento nonostante le pressioni e le minacce da parte delle forze dell’ordine ma soprattutto degli assistenti sociali.

Che oggi si sono mostrati dal loro lato peggiore, ricattando i genitori con soluzioni abitative indegne, quali dormitori, e soprattutto con allontanamenti dei minori dal nucleo familiare. La famiglia è stata talmente determinata che solo con il vile e ingiustificato intervento dei vigili del fuoco è stato possibile eseguire lo sfratto. La porta è stata letteralmente fatta a pezzi, ferendo il padre all’interno. Carabinieri e digos sono irrotti nell’appartamento usando estrema violenza sugli inquilini che strenuamente continuavano a resistere.

Le forze dell’ordine non hanno risparmiato nessuno, anzi hanno preso a calci e strattonato donne, anziani e bambini, sotto gli occhi di delegati sindacali e cittadini accorsi in solidarietà alla famiglia.
Le violenze poliziesche subite hanno addirittura costretto alcuni membri della famiglia a fare ricorso all’assistenza del pronto soccorso.

Mentre uno degli attori fondamentali in dinamiche come queste, ovvero l’amministrazione comunale ha rifiutato qualsiasi dialogo con i cittadini, gli assistenti sociali si sono ostinati a proporre soluzioni abitative in strutture a dir poco fatiscenti, come dormitori con pareti ammuffite e finestre danneggiate.

L’ assenza del comune e in particolar modo del sindaco Veronesi non ci ha meravigliati più di tanto, visto che già nei giorni scorsi, lo stesso sindaco aveva negato più di un incontro alla famiglia sotto sfratto dandosi per malato e dimostrando ancora una volta il suo più totale disinteresse riguardo alle problematiche sociali dei cittadini più bisognosi.

Quella di oggi è la perfetta rappresentazione delle politiche sociali che il partito democratico, sempre più distante dai propri cittadini, intende portare avanti sia a livello locale che nazionale.
Come Asia-Usb non intendiamo subire passivamente questo attacco ai diritti fondamentali della popolazione e continueremo ad opporci con forza a questo tipo di abusi.
Per noi oggi non si è chiusa nessuna partita ma rilanciamo le nostre lotte per il diritto all’abitare e al lavoro in modo più determinato e forte di prima, il comune di Anzola dovrà fare i conti con i propri cittadini riguardo all’accaduto di oggi!

Stamattina, contemporaneamente allo sfratto di Anzola a Bologna abbiamo difeso un altra famiglia dalla minaccia di sfratto.
La famiglia di Alex, residente al Pilastro, oggi ha subito il quarto tentativo di sfratto nel giro di pochi mesi – grazie alla determinazione della famiglia e al picchetto resistente è stato possibile rinviare lo sfratto al 13 novembre nonostante la presenza di digos e celere sul posto.
Stop sfratti! Stop sgomberi!
ASIA – USB

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