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Roma. Attivisti dei centri sociali interrompono il Consiglio Comunale

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Oggi diversi attivisti del Rialto e della Rete Decide Roma hanno interrotto i lavori del Consiglio comunale per denunciare lo sgombero del Rialto e l'ipocrisia delle "soluzioni" trovate, nonché per rivendicare un processo realmente partecipativo alla costruzione del regolamento sul patrimonio pubblico. Sono stati esposti bandiere dell'acqua pubblica e cartelli con le scritte: “la città solidale non si sgombera e non si mette a bando”, “siamo in credito, non siamo in debito” e “#sgomberorialto, mACQUAle bando non siamo corrotti. Tra i temi denunciati c'è infatti lo sgombero della sede nazionale del Forum dei Movimenti per l'Acqua, tema che (in teoria) rappresenta la "prima stella" della forza politica al governo della capitale.

Al termine di quest'azione è stato ottenuto un incontro con l'Assessore Mazzillo durante il quale è emerso che:

– l'Amministrazione non ha intenzione di individuare alcuna soluzione alternativa per garantire la continuità delle attività portate avanti dalle realtà presenti al Rialto;

– l'Amministrazione,  dopo tre mesi di incontri, non ha ancora cognizione di causa rispetto all'attuazione della delibera 40/04 e quindi della possibilità di trasferimento delle realtà all'ex-autoparco dei vigili urbani;


– l'Amministrazione non è ancora in grado di segnalare i tempi con cui prenderà avvio la discussione sul regolamento sul patrimonio pubblico;

– l'Amministrazione non prevede di mettere in campo nessun percorso partecipativo reale e di confronto con la città sul tema del regolamento;

– la Giunta sta lavorando a una direttiva con cui da indicazioni al Dipartimento Patrimonio di esaminare le determine di sgombero e richiesta di arretrati emesse dall'approvazione della delibera 140 a oggi per valutare caso per caso l'eventuale ritiro in autotutela in conformità con quanto già affermato, in linea di principio, nelle sentenze. Soluzione ben lontana quindi dal blocco degli sgomberi e delle richieste economiche, dall'atto politico che nemmeno caduto l'alibi del danno erariale, agitato della Procura della Corte dei Conti, la Giunta è disposta a assumersi.

Alla luce di tutto ciò, ribadiamo che proseguiremo la mobilitazione con cui denunciare l'atto di forza dello sgombero del Rialto e la vergognosa strategia mediatica costruita con il bando cucito su misura del Forum Acqua, nonché per realizzare un vero percorso partecipativo sul regolamento al fine di giungere ad un provvedimento che concretamente tuteli gli spazi sociali e le realtà associative recependo il principio dei beni comuni urbani.

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