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Roma. Arrestata per furto la donna che scatenò il pogrom antimigranti al Tiburtino III

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E’ finita agli arresti domiciliari Pamela, la donna di 35 anni che a fine agosto aveva raccontato di essere andata fuori dal centro di accoglienza di via del Frantoio a cercare l’uomo che poco prima aveva tirato sassi contro i suoi figli e di essere stata addirittura “sequestrata” per quasi un’ora assieme alla nipote da un gruppo di migranti.

Nel giro di pochi minuti comparvero sulla scena noti mazzieri di Casapound e Forza Nuova, con una tempestività che neanche gli abitanti della zona potevano mettere in campo.

Manifestazioni antifasciste e un gran lavoro nel quartiere aveva limitato i danni, lasciando comunque tracce difficili da estirpare.

Che Pamela e il suo compagno avessero seri problemi “comportamentali” era noto a tutti, soprattutto nel quartiere. E molti avevano messo in dubbio fin da subito la veridicità del suo racconto, poi smantellato dall’interrogatorio davanti al magistrato (un’accusa di “sequestro di persona” è cosa assai seria, con pene previste anche oltre i 20 anni di carcere; dunque vanno soppesate professionalmente).

Le sue incursioni, insieme al suo compagno, nel supermarket vicino casa erano diventate di dominio pubblico nei giorni successivi, quando anche i giornali mainstream che avevano abboccato alla provocazione fascista si sentivano costretti a mettere la vicenda nl cassetto dei “disperati gli uni contro gli altri”.

 

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2 Commenti


  • Luca

    Un tempo, molti anni fa, un comunista “normale” si sarebbe schierato dalla parte del più debole, ovvero della signora Pamela, che va a rubare per mangiare lei e i suoi figli mentre si pagano vitto e alloggio ai disperati con la pelle colorata solo perché si sono presi il rischio di salire su un gommone e recuperati dopo poche miglia nautiche dalla barca a vela di Gino Strada che va in vacanza in Egitto per ericordare Regeni. Che tra l’altro siccome non sanno cosa cazzo fare tutto il giorno si mettono a lanciare sassi contro i ragazzini !”di strada” non di Gino ma proprio quelli che giocano in strada, street-kids! Adesso ci pensano i fascisti ed è per questo che tra il “popolo” sempre di più si avanza la camicia nera, e voi vi stupite? Io mi stupisco di chi si stupisce.


    • Redazione Contropiano

      Un “comunista normale” di molti anni fa avrebbe annoverato la signora Pamela nella categoria del “sottoproletariato”, quindi marxianamente in “questa putrefazione passiva degli infimi strati della società, che in seguito a una rivoluzione proletaria viene scagliato qua e là nel movimento, sarà più disposto, date tutte le sue condizioni di vita, a lasciarsi comprare per mene reazionarie”. La distinzione tra “deboli” e “forti” non è per niente comunista, ma tipica della borghesia intellettuale che si compiace di mostrarsi compassionevole; oppure dei fascisti che cercano di comprare sottoproletari vezzeggiandone i peggiori difetti come se fossero qualità. Il buon Gino Strada con questa vicenda non c’entra nulla; né ci risulta che viaggi in barca a vela. In ogni caso, se anche lo facesse, ci interrogheremmo – comunisticamente – sul tonnellaggio, il prezzo, le condizioni di vita e salariali dell’equipaggio, in qual modo eventualmente ne sia venuto in possesso, ecc. Conoscendone la storia, dubitiamo fortemente che abbia potuto commettere qualcosa di men che corretto (non lo paga nessuno per andare ad operare in ospedali da campo da lui aperti in zona di guerra…).
      Che i “comunisti” abbiano disatteso per anni il rapporto con il territorio, le periferie, la popolazione (lavoratori precari e non, disoccupati, pensionati e anche sottoproletari), questo è certo. Ma come dimostra la giornata di ieri proprio al Tiburtino III, noi abbiamo capito la lezione e stiamo tornando.
      Nessuno spazio per i fascisti, tra la nostra gente! Forse era questo che volevi sapere?

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