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Contro la devastazione del nostro territorio: no all’autostrada Roma-Latina

Sabato 30 Settembre 2017 a Latina si terrà un’assemblea pubblica contro il progetto dell’Autostrada Roma-Latina, organizzata in Piazza del Popolo dal “Comitato No Corridoio Roma-Latina per la metropolitana leggera”. Questo ci permette di riaffrontare il tema sull’(in)utilità delle grandi opere nella nostra città e in Italia.

Ci continuano a dire che questa autostrada toglierà Latina dall’isolamento, metterà in sicurezza la “pontina killer”, trasformandola in una strada nuova ed efficiente, e farà aumentare i posti di lavoro in città e in provincia. Tutto questo non è nient’altro che la solita propaganda, colma di retoriche e fantasie, sulle fantomatiche “grandi opere” che migliorerebbero il nostro Paese.

E’ invece vero che l’autostrada Roma-Latina è simile a tanti progetti, come la Tav in Val Susa e la Tap in Puglia, che distruggono il territorio contribuendo ad esaurire le risorse che questo offre. L’autostrada a pedaggio, da Borgo Piave arriverà fino a Tor de’ Cenci, zigzagando tra la SS148 e la Pontina Vecchia, incanalando il traffico in un enorme imbuto alle porte di Roma e menomando drasticamente la mobilità locale tra Ardea e Pomezia.

Il piano che ci è sempre stato presentato non è chiaro riguardo la condizione in cui verseranno la Pontina e, di conseguenza, le linee Cotral che oggi la percorrono. Inoltre il progetto non riguarderà il tratto di strada da Latina a Terracina, lasciando quindi immutati i problemi di quest’ultimo.

Il disegno prevede anche due tangenziali che da Latina-Ovest e Latina-Sud si collegheranno con il casello di Borgo Piave, andando a incrementare i problemi legati all’autostrada ed espropriando le terre di molte famiglie che si trovano ai confini del centro abitato. Il numero di posti di lavoro per la costruzione dell’autostrada sarà molto più esiguo di quanto ci è stato promesso, per non parlare del lavoro tolto alle oltre 52 aziende agricole che verranno private dei terreni. Sarà pericolosamente intaccata la riserva naturale di Decima-Malafede e verrà generato un forte impatto sociale sulla popolazione dei quartieri attraversati dal mostro di cemento e asfalto. Il costo del pedaggio, per andare e tornare da Latina a Roma e viceversa, sarà infine di 12 euro: ben oltre il prezzo dei biglietti di pullman e treni che percorrono la stessa tratta.

Noi studenti e studentesse, giovani lavoratori e lavoratrici, viviamo quotidianamente il dramma della mobilità cittadina e di quella verso gli altri centri abitati, in particolare verso Roma, in quanto per raggiungere le scuole, le università e i posti di lavoro, dobbiamo contare su mezzi fatiscenti, linee inaffidabili e coincidenze inesistenti. Pensiamo quindi che piuttosto che investire in questa grande opera, sia più funzionale e produttivo risolvere le criticità del trasporto pubblico nell’intera provincia.

Gli autobus cittadini rendono completamente isolati la periferia e i borghi, non lasciando scelta sugli orari e impedendo la permanenza nel centro-città al di fuori degli orari scolastici o lavorativi per svolgere qualsiasi tipo di attività extra. Per chi abita nei paesi limitrofi la situazione è ancora più drammatica, poiché si rischia quotidianamente di rimanere bloccati o di arrivare in ritardo. I pullman regionali e gli autobus cittadini non garantiscono corse domenicali e festive,

aggravando l’isolamento delle città pontine ed impedendo la comparsa di qualsiasi forma di turismo nel territorio. Discorso analogo può essere fatto per chi vive tutti i giorni il dramma del pendolarismo sui treni regionali da e verso Roma: frequenti blocchi del servizio per guasto o soppressione delle corse, coincidenze con le linee su gomma quasi del tutto inesistenti e mancanza dell’ultima corsa dell’autobus che coincida con l’orario dell’ultimo treno che arriva da Roma. Nell’ultimo anno, sono state inoltre aumentati i treni diretti, senza fermate intermedie, tra Roma e Latina, ma non sono stati migliorati gli altri collegamenti con le altre città del nord e sud pontino.

I problemi della mobilità e dell’isolamento non possono essere risolti con un’unica “grande opera” dannosa e ricca di contraddizioni, ma piuttosto ripensando la mobilità nel suo complesso, incrementando il trasporto pubblico su gomma e su ferro, ampliando ed arricchendo l’offerta culturale, aumentando gli spazi cittadini di aggregazione sociale e promuovendo le attività di conoscenza del territorio e delle sue risorse storiche e naturalistiche.

Invitiamo tutti e tutte a consultare il materiale prodotto dal Comitato No Corridoio e a condividere esperienze personali e proposte per arricchire il dibattito il 30 Settembre in Piazza del Popolo.

Contro la devastazione del nostro territorio, ogni cantiere sarà un presidio!

Crowdfunding: https://www.produzionidalbasso.com/project/sostieni-il-comitato-no-corridoio-roma-latina/
Info: https://www.facebook.com/comitato.nocorridoio/

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