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Roma, disoccupata con due figli rischia di nuovo lo sfratto. Mercoledì 27 presidio

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Roma, 26/09/2017

Mercoledì 27 settembre a Roma, in via Fillia 27 (Piano di Zona Longoni), l’AS.I.A./USB sarà in presidio dalle 8.30 per fermare lo sfratto di Roberta Maggi, disoccupata e madre di due minori. Dopo l’ennesimo rinvio torna infatti l’incubo dello sfratto per Roberta e per i suoi figli, di cui uno con problemi di handicap.

Al presidio sarà ancora presente l’on. Roberta Lombardi, che nel luglio 2015 aveva stabilito la sua residenza parlamentare presso l’abitazione della signora Maggi, una iniziativa apprezzata da tutti coloro che si battono contro la truffa dei P.d.Z e la povertà dilagante nella nostra città.

Nonostante l’’indagine in corso da parte della magistratura penale che riguarda anche la società costruttrice Sette Costruzioni S.p.A. (PdZ Longoni) per i reati di truffa, il giudice civile ha confermato l’esecuzione dello sfratto per Roberta Maggi e la sua famiglia.

Gli immobili dei Piani di Zona sono stati realizzati per essere assegnati a famiglie in emergenza abitativa, per questa finalità hanno usufruito di finanziamenti pubblici a fondo perduto. Ma gli inquilini o gli acquirenti, nonostante le numerose opposizioni presentate dall’avvocato Vincenzo Perticaro, subiscono sfratti per morosità dopo aver pagato per anni dei canoni di locazione o prezzi di vendita molto più alti di quelli del libero mercato, una vera e propria truffa ai danni di decine di migliaia di inquilini romani.

L’AS.I.A./USB, di fronte a questa vergognosa ingiustizia che sembra non aver fine, sarà ancora una volta al fianco di Roberta e degli abitanti dei Piani di Zona e denuncia gli ingiustificabili ritardi dell’Amministrazione Raggi che fino ad oggi ha prodotto pochi fatti, mentre sta continuando a coprire i dirigenti comunali che hanno permesso questa enorme truffa ai danni della città disattendendo la legge. Il ripristino della legalità si applica solo quando si tratta dei poveracci e non quando si tratta di costruttori e cooperative che hanno sottratto allo Stato ingenti risorse destinate ad affrontare il problema della casa a Roma.

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