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Donne unite per ottenere la Breast-Unit a Sassari

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A Sassari, il 4 marzo 2017, si è tenuta presso l’Hotel Vittorio Emanuele, in una gremita sala Mimosa, la conferenza dibattito che ha visto le donne impegnate nella lotta per ottenere un Ce.Se.Mu (Centro di senologia multidisciplinare), confrontarsi con rappresentanti della Giunta Regionale e alcuni autorevoli esperti.

La giornata si è aperta con la proiezione di un video che spiega cosa è la Breast-Unit. Un complesso organigramma che parte dalla prevenzione per arrivare, passo per passo, all’assistenza nei confronti della paziente oncologica. Questo è ciò che chiedono tutti coloro i quali hanno preso a cuore la vicenda, i cui risvolti sono ancora nebulosi, soprattutto per quanto concerne l’aspetto strutturale.

Terminato il video, è intervenuta Sonia Pippia, Commissaria alle Pari Opportunità di Sassari e paziente oncologica che, con una breve introduzione, ha dato inizio al dibattito vero e proprio. “Di Breast-Unit – dice Sonia Pippia – se n’è già parlato dal 2013 e come commissario delle pari opportunità ho posto delle domande. Nel 2014 è iniziata la raccolta firme sul gruppo Facebook, che ha visto 50.000 adesioni, più 7000 in formato cartaceo. Firme d’opinione, che però son servite per prendere coscienza dell’importanza di una Breast – Unit a Sassari”. Nel 2015 presso la Camera di Commercio di Sassari, la Commissaria per le Pari Opportunità, ha anche partecipato a una “tavola rotonda”, dove tutti gli esperti del caso sono stati chiamati a raccolta, ma, conclude Pippia, “non è servita”. In soldoni, sono rimaste solo parole. Lo stesso quesito lo pone Luana Farina, moderatrice della conferenza che, assieme a un cospicuo gruppo di donne, si sta impegnando in questa lotta. Luana Farina dopo una breve premessa di carattere generale conclude sottolineando l’importanza dell’educazione alimentare nel processo di guarigione o nei casi di recidiva, specie durante il periodo della menopausa.

In relazione a ciò, è intervenuto l’assessore regionale dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale Luigi Arru che, per dare risposta ad alcuni quesiti, è partito dalla presa in esame della delibera dal Direttore Generale dall’AOU di Sassari, Antonio D’urso, firmata il 17 febbraio, dove viene indicato l’avvio di un percorso sperimentale di diagnosi e cura del tumore mammario“Al di là della delibera della rete ospedaliera nella quale si parla di tre Breast Unit – sostiene Arru –  che necessita dell’approvazione del Consiglio Regionale, dobbiamo imparare a lavorare insieme, non ci vuole una delibera per iniziare il percorso, esistono atti di legge ma, al di là di questi, è importante sedersi e iniziare il percorso di presa in carico delle donne, e questo si può fare già da oggi” e conclude “il documento, secondo le leggi della Sardegna, passa al Consiglio che ha la potestà di cambiarlo, con i tempi decisi in agenda”. A ciò si ricollega il Presidente del Consiglio Regionale Ganau, che prosegue “Vorrei scindere due momenti, uno è quello che si sta facendo adesso che riguarda la delibera del Direttore dell’AOU, che di fatto definisce la Breast-Unit. La delibera contiene quelli che sono gli atti che servono affinché le cose viste nel video siano attuate. Ciò che interessa è che quei percorsi come sono descritti, siano praticati a Sassari, ed è questo che per adesso ci interessa. Solo dopo l’approvazione della riorganizzazione della rete ospedaliera ci saranno tre Breast – Unit, a Sassari, Cagliari e Nuoro”.
In relazione alla domanda posta da una componente del pubblico nei riguardi dei tempi di attivazione, Ganau risponde che “Questa approvazione verrà fatta prima dell’estate perché c’è un’approvazione del consiglio. La Breast non ha ancora trovato attuazione perché ci sono cose dentro la riorganizzazione complessiva della rete ospedaliera che sono in discussione, anche da parte dei sindaci stessi dei territori interessati”. Dopo questa precisazione, Luana Farina espone un problema importante, l’insufficienza dei trasporti per le pazienti oncologiche presso i vari centri ospedalieri. Nel progetto della Breast è necessario predisporre dei mezzi gratuiti che agevolino il raggiungimento dei centri preposti da parte dei pazienti. La risposta di Ganau, che ci sono già mezzi di trasporto le cui spese sono a carico dell’azienda sanitaria locale, ha suscitato non poco disappunto e polemiche, in un’atmosfera già di per sé tesa.

Per sedare gli animi è intervenuto il Dott. D’Urso, che ha cercato subito di rassicurare tutti dicendo che “La Breast – Unit non è assolutamente in discussione”. Infatti, secondo quanto riportato da D’Urso, c’è la volontà di mettere in piedi un percorso organizzato, con personale adeguatamente formato in base alle diverse esigenze delle pazienti, definito da lui stesso come “pilastro di questa organizzazione”. A conclusione del discorso, D’Urso si è detto “disposto a modificare il percorso in base ai suggerimenti e alle vostre indicazioni – riferendosi alle persone interessate alla vicenda – in un’azione di co-progettazione”. Il consigliere regionale Demontis, interviene per chiarire che “pare ci sia il timore che la Breast – Unit sia aperta a Olbia piuttosto che a Sassari. Io sono intervenuto sulla stampa in base a questo ragionamento. Non c’è un’azienda sanitaria locale che possa attivare una Breast in contrasto con l’ordinamento regionale, altrimenti sarebbe il caos”Secondo Demontis, la scadenza posta per il 31-12-2016, è stata una pura formalità di carattere ordinatorio.

Un breve intervento della presidente dell’associazione “Progetto disabili della Sardegna”, che si è mostrata molto scettica rispetto alle promesse e alle parole dette dai politici presenti, spiana la strada all’interessante intervento del Dott. Vincenzo Migaleddu, che ha posto in risalto il problema dell’inquinamento ambientale e delle attività agricole “che nei loro prodotti, soprattutto nel latte, hanno la diossina e il piombo. La Giunta Regionale non si è posta il problema di evitare che questi prodotti avessero tali sostanze nocive, non è possibile che una giunta possa affrontare i problemi sanitari, se ha approvato per il 2017 l’aumento di metri quadri di una discarica e una centrale a Carbone nel Sulcis. È inutile quindi tentare di risolvere i complessi problemi della sanità, se questi derivano in prima istanza dalla cattiva gestione del territorio”. Un atteggiamento quest’ultimo, in sintonia con la condizione di subalternità della Sardegna, che i politici sardi portano avanti da sempre.

La conferenza è stata molto partecipata, il dibattito è stato vivo e sono emerse non poche perplessità da parte di chi ha seguito passo passo ogni singolo intervento. Ciò che si augurano tutti, soprattutto le donne che sono coinvolte in prima persona in questa battaglia, è che alle parole seguano i fatti.

Stridente è stata la mancata partecipazione del sindaco Nicola Sanna, responsabile della salute pubblica della città e di Francesco Pigliaru, primo garante della salute del Popolo Sardo, che dimostrano ancora una volta, nel caso ce ne fosse bisogno, la loro totale inadeguatezza a ricoprire ruoli di cosí forte responsabilità.

 

fonte: http://lnx.pesasardignablog.info/2017/03/07/donne-unite-per-ottenere-la-breast-unit-a-sassari/

 

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