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Catania, Vigili del fuoco. “I mezzi cadono a pezzi e li rattoppiamo con il fil di ferro”

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I Vigili del fuoco di Catania aderenti all’USB, ieri, nell’ambito dello sciopero nazionale della categoria indetto dall’USB Vvf, hanno dato vita ad un nutrito presidio davanti al comando provinciale – di via Cesare Beccaria.

“Dietro ad ogni sciopero e manifestazione – spiega Carmelo Barbagallo, coordinatore provinciale USB Vvf – cè sempre un lungo cammino di lotta, la ricerca dei diritti dei Vigili del fuoco quali un Contratto nazionale di lavoro scaduto dal 2009, riconoscimento della categoria altamente usurante, copertura INAIL, uno stipendio degno della nostra categoria e un parco mezzi adeguato con più personale e meno precari. Attualmente al Comando dei VVF di Catania abbiamo un parco mezzi con una media di età intorno ai 20 anni, che dopo l’intenso utilizzo di questi mesi è praticamente da gettare. Nonostante questo ci si appresta ad affrontare la stagione estiva con ancora altro lavoro straordinario per l’antincendio boschivo da sommare alle altre calamità, oltretutto quest’anno le cose sono anche cambiate vista la chiusura del Corpo Forestale, quindi aumento di competenze e più lavoro senza avere più mezzi e uomini e tanto meno riconoscimenti qualificativi. Ancora non basta, in attesa della riapertura del distaccamento permanente di Palagonia stiamo ancora aspettando nuovi mezzi e uomini oltre alla riclassificazione delle sedi che, vede la Sicilia prima come numero di interventi ormai da 5 anni e Catania 3° come numero di interventi pro capite oltre l’aumento delle 14 unità del nucleo sommozzatori di Catania con ripristino h24 che allo stato attuale se dovessero accadere due micro calamità, il soccorso sarebbe in tilt il che dà molto a pensare visto che parliamo di zona ad alto rischio, sismico, idrogeologico e boschivo”.
“Le nostre sedi sono fatiscenti – continua Barbagallo – i mezzi cadono a pezzi da 20 anni e siamo costretti a rattopparli quotidianamente con il fil di ferro, abbiamo una carenza di 90 lavoratori, non facciamo più corsi di formazione e il servizio lavanderia è completamente in tilt da 6 mesi. Non abbiamo l’assicurazione INAIL, quindi, se ci facciamo male o ci ammaliamo a causa del lavoro altamente usurante, non siamo tutelati da nessuno. Hanno allungato l’età pensionabile a 60 anni ma è impensabile che un vigile del fuoco riesca a stare in una squadra operativa attiva a quell’età. Il telo gonfiabile per le evacuazioni è stato dismesso perché non più omologato ma non è mai stato ripristinato: questo è scandaloso”.

“L’USB – sottolinea Barbagallo – chiede il rinnovo del contratto scaduto da 8 anni, gli adeguati corsi di formazione, i mezzi e il personale – per lavorare in sicurezza”.

Al presidio di ieri, presente, in segno di solidarietà con la protesta, il Pci , con il segretario provinciale Francesco Rapisarda e il professore Luca Cangemi. Durante il presidio, hanno incontrato i lavoratori Beppe Spampinato, capo gabinetto del sindaco di Catania, e – un rappresentante della Protezione civile, considerando che l’obsoleto edificio che ospita il comando provinciale dei Vvf etnei è proprietà dell’ex Provincia regionale: “Ieri, – il Comune di Catania, la Multiservizi e la Protezione Civile – conclude Barbagallo – ci hanno assicurato l’impegno per mettere in sicurezza le sedi e per rappresentare le nostre esigenze a livello nazionale. Pretendiamo il rilancio del soccorso etneo, non accettiamo queste condizioni di costante e alto pericolo per i cittadini e per noi stessi”.

 

 

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