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Partinico. Assemblea solidale con Emiliano, attivista ancora detenuto ad Amburgo

Ieri sera (martedi 11 luglio) alle ore 21,00 si è tenuta, presso la sede del circolo di Rifondazione Comunista di Partinico, una partecipatissima assemblea, aperta a tutte le realtà politiche e sociali e alla cittadinanza, in solidarietà al compagno Emiliano Puleo, fermato dalla polizia tedesca venerdì sera ad Amburgo per aver preso parte, insieme a migliaia di militanti ed attivisti provenienti da tutta Europa, alle contestazioni del G-20.

Dopo giorni frenetici di instancabile lavoro nel tentativo di ottenere la sua liberazione, ieri, abbiamo organizzato un primo incontro pubblico per permettere all’intera comunità locale nonché alle numerose associazioni ed organizzazioni politiche e sindacali che hanno partecipato di far sentire la propria vicinanza ad Emiliano, ancora oggi ingiustamente detenuto nel carcere di Billwerder insieme ad altri 5 manifestanti italiani, e il proprio sostegno incondizionato alla famiglia ed ai compagni di circolo del giovane comunista partinicese.

Ad aprire l’assemblea i compagni Giacomo Minore e Valentina Speciale, che hanno spiegato come dal tardo pomeriggio di venerdì, giorno in cui Emiliano è stato fermato, né i compagni né la famiglia lo hanno più sentito personalmente, dato che dal carcere,  fino a ieri, gli avevano impedito di telefonare a casa nonostante ne avesse diritto. Sin da subito, il Partito della Rifondazione Comunista, tramite i suoi vertici, si è attivato subito facendo pressioni in tutte le sedi competenti, come l’Ambasciata e il Consolato generale d’Italia ad Hannover, ottenendo una visita da parte del Console ad Emiliano, e alla Farnesina, grazie anche alla pronta collaborazione del deputato di Sinistra Italiana Erasmo Palazzotto. Emiliano è difeso dal legal team di avvocati della Linke col quale sia i compagni di Partito che la famiglia sono costantemente in contatto.

Durante l’assemblea si sono susseguiti molti interventi di solidarietà ad Emiliano ed agli altri arrestati da parte dei numerosi compagni, militanti politici e sindacali, rappresentanti delle istituzioni locali e cittadini comuni.

È intervenuta, in diretta telefonica, anche Eleonora Forenza, europarlamentare del PRC/Altra Europa presente alle manifestazioni contro il G-20, che ha raccontato come la polizia tedesca, dopo aver perso il controllo di vaste aree della città nonostante l’impiego di corpi speciali armati, abbia dato vita da una vera e propria rappresaglia generalizzata contro i manifestanti. Lo dimostra anche il fatto che “il fermo di Emiliano e degli altri cinque manifestanti italiani è avvenuto dopo le manifestazioni, non durante”. Tra le centinaia di manifestanti fermati c’era anche lei: “Finita la manifestazione ci siamo allontanati per cercare qualcosa da mangiare. Eravamo a meno di 200 metri dalla fine del corteo quando alcuni dei nostri compagni hanno ricevuto la richiesta di fornire i documenti con la motivazione che la polizia di Amburgo aveva notizie che gruppi di italiani sarebbero venuti ad Amburgo per creare disordini. A quel punto io mi sono precipitata per fornire i miei documenti, il mio passaporto di servizio, il mio tesserino parlamentare, qualificandomi come parlamentare europea, spiegando appunto che avevamo appena preso parte alla manifestazione del tutto pacifica. Credo che il fatto che fossimo attivisti italiani sia stato il nostro principale punto di colpa perché noi abbiamo fornito tutti i documenti, ci hanno perquisito senza trovare alcunché nei nostri zaini. L’altro capo di imputazione oltre ad essere italiani era che indossavamo delle felpe nere”.

In collegamento telefonico anche il deputato Erasmo Palazzotto che ha dichiarato che “il giudice che ha convalidato l’arresto di Emiliano e degli altri cinque italiani arrestati lo ha fatto sulla base di prove indiziarie che non sono né chiare né note”. “La mia sensazione” ha aggiunto il deputato di S.I. “è che vista la disastrosa gestione dell’ordine pubblico ci sia stata una reazione, una forma di punizione per giustificarsi di fronte all’opinione pubblica. La mia idea è che hanno bisogno di fare passare del tempo, in modo tale che si abbassi l’attenzione mediatica su quello che è successo ad Amburgo in questi giorni. Poi conclude: “dubito che i procedimenti a carico abbiano un seguito. Entro 15 giorni il giudice dovrà decidere se ci sono elementi per celebrare un processo o scarcerare Emiliano gli altri cittadini italiani”.

L’assemblea, infine, ha denunciato come le misure repressive sperimentate dal governo tedesco in occasione della prima grande manifestazione di massa contro le politiche di austerità e di guerra tenutasi in Germania si stiano pericolosamente estendendo in tutti gli ordinamenti degli stati membri, al fine criminalizzare il dissenso crescente verso le impopolari riforme liberiste e i tagli alla spesa pubblica imposti dalla governance europea. Questo dimostra come l’Unione europea, il cui nucleo costituente è rappresentato dal binomio governabilità-austerity, si stia avviando verso una progressiva e generalizzata limitazione degli spazi di agibilità democratica e verso una pesante restrizione delle libertà e dei diritti civili e sociali di tutte/i.

Per questo dobbiamo continuare a mobilitarci come e più di prima. Continueremo a seguire con attenzione l’evolversi della situazione di Emiliano facendo tutto il possibile per ottenere il suo rilascio e farlo tornare a casa. Bisogna continuare a mantenere alta l’attenzione, a fare pressioni alla Farnesina, all’Ambasciata di Germania a Roma ed al Consolato d’Italia ad Hannover, affinché tutti e sei gli italiani arrestati vengano liberati. Si parte e si torna insieme.

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