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Pisa. Prima licenziato e poi sfrattato dalla medesima cooperativa

Salah Taouil ha lavorato nella cooperativa Axis come socio fondatore per ben 17 anni, occupato nei servizi di pulizia delle strade, giardinaggio, raccolta dei cartoni e pulitura dei camion utilizzati per la raccolta dei rifiuti. Nel marzo del 2017 la Axis licenzia Salah per “Giustificato Motivo Oggettivo” (G.M.O.). sostenendo che a seguito della perdita di appalti con committenze che svolgono anche servizi pubblici essenziali, il lavoratore non poteva essere più fruttuosamente impiegato all’interno della cooperativa, ponendo quindi fine all’attività lavorativa del lavoratore.

 

Assistito dall’USB e dal suo legale, Salah faceva valere le proprie ragioni in giudizio e otteneva sentenza favorevole dal tribunale di Pisa sezione lavoro, in base alla quale il licenziamento per g.mo. Irrogato dall’axis era da ritenersi illegittimo riconoscendogli il diritto alla percezione delle mensilità come previsto dall’attuale normativa. (il Job Act ha abrogato la possibilità di reintegra nel posto di lavoro nei casi di licenziamento per G.M.O..). In forza del contratto di lavoro con Axis, Salah alloggia con la sua famiglia in uno degli appartamenti che la cooperativa ha messo a disposizione dei lavoratori, ovviamente previo pagamento di un canone di locazione. Non avendo percepito alcunché a titolo di risarcimento del danno per l’illegittimo licenziamento, privato quindi di sostentamento economico e con la minaccia di sfratto dalla propria abitazione, questo lavoratore si trova quindi in una situazione di estrema difficoltà, in cui sono messe a rischio le condizioni essenziali per la propria sopravvivenza.

La vicenda lavorativa e personale di Salah rischia di trasformarsi così in una sorta di “omicidio assistito”, perpetrato per mano di chi, in nome della mutualità e del cooperativismo, agisce e opera sul mercato del lavoro con intenti e finalità aziendali, orientate dalla logica del profitto, operando scelte di tipo manageriale in cui la persona è materiale a perdere.

Axis nasce infatti come cooperativa di tipo B con duplice natura: da un lato è un’impresa a tutti gli effetti e svolge attività di tipo commerciale, artigianale e industriale dall’altro lo scopo sociale è l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggi. Si giunge così paradosso per cui una cooperativa nata per creare nuove possibilità di lavoro per soggetti deboli adotta lo strumento del licenziamento e della totale deresponsabilizzazione verso gli stessi soggetti, prima recuperati e poi abbandonati al loro destino.

In questi giorni sono state staccate le prime utenze (fornitura elettrica) all’abitazione dove vive Salah e la sua famiglia, che doveva pagare la Axis con i soldi che la cooperativa deve ancora dare al lavoratore.

Da mesi chiediamo inutilmente un incontro con la dirigenza di questa cooperativa oramai divenuta “fantasma”, assorbita da non si sa bene quale altra cooperativa. Di fronte a questo comportamento irresponsabile e disumano da parte di chi dirige questa azienda mascherata da cooperativa, abbiamo iniziato un percorso di mobilitazione per garantire i diritti di questo lavoratore, aprendo nel contempo uno squarcio su un sistema cooperativistico evidentemente ad uso e consumo di chi ha ben altri scopi rispetto alla solidarietà e al mutualismo.

Per questo abbiamo chiesto un incontro con le strutture dirigenti del sistema cooperativo di cui fa parte Axis – in questo caso le Acli, di cui il presidente di Axis e’ stato precedentemente dirigente – e con l’amministrazione comunale di Pisa e Cascina, per trovare una giusta soluzione per Salah e per denunciare le false finalità sociali di questa come di tante altre cooperative.

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1 Commento


  • Giordano Bruno

    Obbligo di fedeltà… al pesone!

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