Menu

Scudo verde e sistema tranvie non risolvono il problema della mobilità

Il gruppo di lavoro che ha stilato delle osservazioni sul progetto di tranvia 3.2 legge con sconcerto le dichiarazioni del sindaco Dario Nardella che rivendica meraviglie incredibili a seguito della realizzazione delle tranvie fiorentine. L’approssimazione e il trionfalismo che traspaiono dagli annunci del sindaco di Firenze appaiono quanto mai irrealistiche e socialmente discutibili.

Il sindaco sostiene che con tranvie e “scudo verde” si dimezzerà il traffico a Firenze. I cittadini sono abbastanza stanchi di sentire annunci non supportati da dati concreti; sarebbe estremamente utile vedere gli studi su cui si basano queste dichiarazioni.Dal progetto della tranvia 3.2 si legge che i progettisti prevedono una diminuzione del 10% del traffico nel quartiere Gavinana e probabilmente sono dati ottimisti.

Gli effetti meravigliosi immaginati per lo “scudo verde”, se non esiste una valida alternativa per i pendolari che giornalmente invadono Firenze, sarà solo una gabella ulteriore per chi deve recarsi a lavorare o studiare in città: le tranvie non sono una risposta né razionale, né efficace ad intercettare il traffico pendolare. La soluzione sarebbe il potenziamento delle ferrovie con l’introduzione di un servizio molto più efficiente, creando un servizio metropolitano e suburbano di treni leggeri dalle forti accelerazioni per intercettare i pendolari all’origine. Pensare di raccoglierli tutti alle porte di Firenze è un’idea folle oltre che impossibile, costringerebbe i quartieri esterni a diventare enormi parcheggi e allungherebbe i tempi di viaggio di chi si reca a Firenze. Nel caso della progettata tranvia 3.2 tutto ciò è evidente: si ignora la ferrovia che giunge dal Valdarno e la val di Sieve e si pensa di riempire di parcheggi l’area di Bagno a Ripoli (che sarebbero comunque insufficienti).

Sostenere che si potranno aumentare i servizi locali con l’entrata in servizio del sottoattraversamento TAV è smentita, oltre che dalle difficoltà di riprendere i lavori, proprio da contratto di programma fatto tra Regione Toscana e Ferrovie dove nei prossimi 15 anni si prevede solo acquisto di nuovi treni (non mezzi leggeri adatti ad uso metropolitano) per sostituire molti di quelli esistenti che risalgono al secolo scorso.
Anche le dichiarazioni rassicuranti di Nardella sulla prossima eliminazione dei pali in piazza stazione non riescono a nascondere il fatto che QUESTE tranvie sono nate con progetti sbagliati, attenti più agli interessi dei costruttori che non quelli dei cittadini e del paesaggio urbano. L’adozione di batterie per i tram con una autonomia limitata di 1,3 km dimostra che questi sono rabberci dalla dubbia efficacia.

Le stesse promesse aritmetiche di “piantare più alberi” di quelli abbattuti nascondono una gestione inefficace del verde urbano affidata ormai solo a esternalizzazioni. Sostituire piante mature con nuove piantine richiederà decenni per ottenere risultati analoghi.

La sensazione che Firenze sia la città del turismo speculativo, del cemento e delle chiacchiere si fa sempre più forte.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *