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I presidi sotto Montecitorio sono stati solo l'inizio di una eco resistenza più articolata, autorganizzata e diffusa: "Ce n'est qu'un début, continuons le combat!". Entro l'11/11/2014 il Governo Renzi/Lupi, dopo l'ennesima fiducia messa alla Camera dei Deputati, calendarizzerà la seduta al Senato nei prossimi giorni, per la definitiva conversione il legge. Per questo motivo, il Comitato No Corridoio Roma-Latina insieme ad altre realtà ecoresistenti, ha lanciato un appello a tutti i Comitati, i Forum e le Associazioni che hanno a cuore la propria terra, la propria aria e il proprio mare, di partecipare all'incontro naz.le del 31 Ottobre 2014 dalle ore 17,00 presso i locali di Via Giovanni Giolitti,231 a Roma (vicino alla stazione Termini). La finalità è quella di decidere insieme le modalità del Presidio al Senato ed altre iniziative di contrasto.
Il "Rottama Italia" contiene ed è portatore insano di devastazioni, nocività e inquinamenti senza precedenti:
- impennata della cementificazione e impermeabilizzazione del territorio
- incentivi all'energia da fossile (carbone)
- decine di trivellazioni per il petrolio
- nuove grandi opere autostradali
- svendita del demanio pubblico
- privatizzazione dell'acqua pubblica, nonostante il referendum
- centralizzazione dei controlli da parte dei Ministeri e conseguente perdita di poteri degli Enti Locali
- proroghe ai concessionari autostradali, senza alcuna gara
- autocertificazione da parte dei proprietari di aver fatto le bonifiche dei siti contaminati, esautorando di fatto il potere di controllo degli Enti Locali.

Per contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - cell. 3332152909

Evento FB: https://www.facebook.com/events/1527474377493542/?fref=ts -

*Portavoce Comitato No Corridoio Roma-Latina per la Metropolitana Leggera

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A Bergamo il 30 ottobre, ore 21.00:

Incontro con Iñaki Egaña
MEMORIA STORICA E DEMOCRAZIA SOCIALE E POLITICA NEL PAESE BASCO
Ne parliamo con Iñaki Egaña, storico autore delle opere enciclopediche “Euskal herria e libertà” e “La guerra cicile spagnola” conduce l’incontro Giovanni Giacopuzzi, pubblicista.

INFORMAZIONI: http://maite.it/events/incontro-con-inaki-egana/

EHL MILANO
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Giovedì 16 Ottobre h.21.00

Via Cesare Battisti 57

 Cesena

Assemblea pubblica

 

JOBS ACT: USB, LA RISPOSTA VERA È LO SCIOPERO GENERALE

Interverrà:

Valentina Delussu

 

 (responsabile Lavoro privato Emilia Romagna dell’ UNIONE SINDACALE DI BASE)

 

Venerdì 24 ottobre ’14

Manifestazione Regionale a Bologna

Partenza : Piazza xx Settembre h: 09.00

 

 

JOBS ACT: USB, LA RISPOSTA VERA È LO SCIOPERO GENERALE

24 OTTOBRE - 24 ORE - MANIFESTAZIONI IN TUTTE LE REGIONI

Lo scempio dei diritti dei lavoratori che si è consumato  in Senato, con la fiducia “in bianco” e di dubbia costituzionalità chiesta dal governo Renzi sul jobs act, può e deve essere contrastata. Lo sciopero generale nazionale di 24 ore, proclamato dall’Unione Sindacale di Base per il 24 ottobre prossimo, è la risposta urgente e netta a queste politiche contro il mondo del lavoro, attuate da Renzi  in continuità con i governi precedenti, in spregio al Parlamento e sotto dettatura della troika. Una risposta chiara fuori dai balletti concertativi , dalle ambiguità e complicità di CGIL-CISL-UIL che in questi decenni hanno lasciato passare  di tutto traghettando il mondo del lavoro nella passività e nella sconfitta.
Piazze in cui l’USB chiama anche tutte le lavoratrici ed i lavoratori precari, i disoccupati, gli studenti, per i quali Renzi sta preparando un futuro di nuova schiavitù, insieme ai pensionati, ai cassintegrati, ai lavoratori in mobilità, che vengono destinati ad una vita di miseria.
L’USB invita inoltre tutte le forze politiche e sociali, tutti i movimenti e le associazioni che hanno espresso la loro opposizione al jobs act, ad utilizzare, sostenere e promuovere lo sciopero generale del 24 ottobre, per dare un forte e inequivocabile segnale di lotta a chi ci vorrebbe privare dei diritti e della dignità

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 Aggiornamento ore 13: Avviata la procedura di mobilità e disdetti gli accordi aziendali.

Rotte le trattative sull'Ast di Terni. L'azienda ha dimostrato anche al tavolo con governo, enti locali e sindacati, di avere in testa soltanto una cosa: la realizzazione del piano originario, ovvero il licenziamento di 550 dipendenti e lo spegnimento di uno dei forni dello stabilimento. Obiettivo: un risparmio di cento milioni di euro l'anno, con cui vorrebbe "confermare un ruolo di competitor a lungo termine sul mercato dell'acciaio inox".

Tutto quel che è avvenuto nei mesi scorsi è servito soltanto a dilazionare i tempi, sfiancare e sfiduciare i lavoratori, evitare l'occupazione dello stabilimento. Le procedure di mobilità erano infatti state ritirate all'inizio di settembre per consentire una finta ripresa delle trattative e dar lustro all'intervento del ministro dello sviluppo, la confindustriale Federica Guidi. Anche la telefonata di Renzi all'amministratore delegato dell'ast non ha avuto alcun risultato.
Ieri pomeriggio, infine, l'ultimo inutile “incontro”. Il governo ha messo sul tavolo una sua proposta: 290 esuberi e 110 milioni di investimento, lo spostamento a Terni della linea di laminazione in via di smantellamento alla ThyssenKrupp di Torino, incentivi per la “mobilità volontaria” e interventi pubblici per “ricollocare” i lavoratori da licenziare.

Ovviamente i sindacati non potevano accettarla e così è saltata qualsiasi ipotesi di accordo.

Un "pressante invito" all'azienda perché non spedisca subito le lettere di licenziamento è stato rivolto da tutte le autorità pubbliche locali (Regione, provincia e comune); ma ci sono ben poche speranze che le cose vadano diversamente.

Da stamattina assemblea in fabbrica. A questo punto solo l'occupazine dello stabilimento potrebbe costringere l'Ast a cambiare atteggiamento. Avranno questa determinazione, i lavoratori di Terni?

 

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Giovedì, 09 Ottobre 2014 08:34

Verona. Con l'Ucraina antifascista

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Mercoledì, 08 Ottobre 2014 18:35

Ross@: identità e azione

La partecipata assemblea, tenutasi a Bologna il 5 ottobre, ha approvato, con la fase congressuale e dopo una lunga e articolata elaborazione, il documento politico e lo statuto del Movimento politico “ROSS@”, il cui acronimo ne esplicita con chiarezza le finalità: Resistenza Organizzazione Solidarietà Socialismo Anticapitalismo.

“Rottura e unità” sono le parole chiave che ne costituiscono il programma politico: rottura con una fase storica pre-crisi liberal-democratica che non può e non deve essere considerata un punto di ritorno e unità di un blocco antagonista, in grado di a) condurre una lotta senza quartiere al neo-liberismo, alle politiche di austerity, alle logiche di sfruttamento planetario, legate al profitto, con un irrinunciabile allargamento del campo semantico dell’espressione ”conflitto capitale-lavoro”; b) dare vita ad una nuova RESISTENZA che non si declini attraverso lo schema azione-reazione, ma che si traduca in una costante, radicale e sistematica offensiva al sistema attraverso l’azione intersoggettiva di un blocco antagonista.
L“agire identificante” di Ross@ deve essere quello dell’OPPOSIZIONE PERMANENTE.
Il momento storico che stiamo attraversando si può considerare sicuramente uno dei peggiori degli ultimi decenni. La nostra è un’epoca caratterizzata dal trionfo del capitalismo nella sua forma più cruda e brutale, dall’arretramento delle condizioni di vita delle masse, dovuto alla spoliticizzazione delle stesse e alla disgregazione che ne consegue, dalla stretta autoritaria che le élite europee e mondiali stanno trasformando in un vero e proprio regime.
Il sistema capitalistico, pur aggiornato in quanto a mezzi, metodi e strumenti, si configura, oggi più che mai, come un apparato olistico, coerente e onnipervasivo, di oppressione dell’uomo sull’uomo. La razionalità strategica mezzo – fine che mette capo al profitto, ha trasformato completamente i rapporti di produzione – accumulazione, i rapporti sociali e personali, travolgendo, infine, ogni residuo diaframma politico e l’idea stessa di funzione pubblica.
La crisi del debito, al di là dei tecnicismi, dimostra come gli stessi stati nazionali, un tempo sovrani, vale a dire titolari di un potere sommo, autonomo e inderivabile, siano di fatto soggetti alla stessa logica di un privato debitore. Gli stessi stati nazionali sono entrati nel circolo della mercificazione e le loro politiche sono inevitabilmente determinate dalle fluttuazioni dei mercati. In una parola, non esiste più l’economia politica, ma la politica dell’economia, vale a dire la legge dei creditori. Lo stato è divenuto mezzo di produzione di plusvalore, la cui proprietà è detenuta dai gruppi finanziari che manovrano la speculazione internazionale.
In una tale situazione, la politica interna ed estera è dettata esclusivamente da logiche di profitto. Renzi che parla alla City di Londra non differisce in nulla da un qualsiasi venditore che richiama gli acquirenti in un mercato rionale. La logica consiste nel far passare l’idea che il proprio “sistema paese” è meno costoso e più efficiente di un altro, col solo fine di attirare investimenti. I capitali non servono più a promuovere progetti politici, bensì i progetti politici servono a far fruttare i capitali.
In questa situazione non è più possibile alcuna mediazione riformistica, per il semplice fatto che la politica non è più in grado di ritagliarsi alcun potere autonomo dalla logica del capitale. È necessario, oggi più che mai, rovesciare il tavolo e lottare a ogni livello contro la legge del profitto. Bisogna costituire una filiera dell’opposizione che sia politica, sindacale, culturale e sociale, una filiera ramificata a tutti i livelli, da quello continentale a quello locale. Costruire un’alternativa nella situazione attuale, significa opporsi in maniera pervasiva e permanente al sistema, attuare forme di opposizione che sappiano mettere in campo un agire uguale e contrario a quello ispirato alla logica del profitto.

Questa la sfida di Ross@: la capacità di ricondurre a unità, nell’arcipelago di identità, a volte liquide, a volte bulimiche, l’azione di lotta. Questa l’inversione di rotta di Ross@: un “agire identificante”, un nuovo concetto di identità che non scaturisca da un a-priori dettato da scelte elettoralistiche o di agenzia, ma costituisca l’esito naturale e il fattore identificante dell’azione intersoggettiva, capace di creare opposizione reale.

Alcuni territori sono già diventati “laboratori” di quest’ azione identificante e, proprio a Verona, per esempio, proprio nella città dal tessuto politico-sociale particolarmente ruvido, si sta costituendo un blocco antagonista attraverso plurali iniziative concrete che prendono corpo nella lotta antifascista, nell’internazionalismo, nell’antimperialismo, nell’anticapitalismo : un “in-tra” che può diventare fondativo di identità.

* Ross@ Verona

 

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L'8 Ottobre alle 16 e 30 presso l'aula 15 del Magistero dell'Università di Cagliari si svolgerà una assemblea tra studenti di ogni ordine e grado a fronte delle ultime vicende sulla questione Occupazione Militare e in vista della prossime mobilitazioni che si svolgeranno sul territorio sardo. L'invito è quello di partecipare all'assemblea per creare un momento di dibattito ma anche per poter organizzare la componente studentesca affinchè possa dare il suo apporto al movimento di lotta.

Pubblicato in Eventi
Lunedì, 06 Ottobre 2014 20:34

Giorgio Cremaschi sul percorso di Ross@

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