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Per definire la piattaforma e il percorso del Controsemestre popolare, proponiamo un primo incontro il 23 aprile, alle 16.30, a Roma, in via Galilei 53 (fermata metro A, Manzoni)

Prime firme proponenti:

Giorgio Cremaschi - Ross@

Confederazione Usb

Confederazione Cobas

Rete 28 Aprile - Cgil

Rete dei Comunisti

Sinistra Anticapitalista

Militant – Rete Noi Saremo Tutto

Qui di seguito alcune prime proposte di discussione per l'assemblea del 23 aprile

PER UN CONTROSEMESTRE POPOLARE

Il governo Renzi si prepara al semestre italiano nell'Unione Europea con un piano liberista e autoritario che colpisce a fondo la Costituzione. Ce lo chiede l'Europa, dice questo governo come i suoi predecessori. Così abbiamo avuto l'età pensionabile più alta d'Europa e una serie continua di leggi per estendere il precariato, ultima il Jobs Act. L'Italia è il solo paese della Unione Europea che ha messo nella Costituzione la clausola capestro del pareggio di bilancio e ora il governo Renzi si prepara ad una nuova ondata di privatizzazioni e tagli di servizi e di posti di lavoro, coperti dalla concessione di uno sgravio fiscale che verrà pagato con la distruzione di ciò che resta dello stato sociale, anche tramite una “spending review” che, invece di colpire corruzione e privilegi, intende bastonare ulteriormente i più deboli. La democrazia è in pericolo, si costruisce un sistema elettorale ancora più autoritario ed escludente di quello attuale e ovunque, sul piano delle relazioni sociali, crescono le spinte antidemocratiche, di cui é parte fondamentale il recente accordo tra Cgil-Cisl-Uil e Confindustria sulla rappresentanza sindacale, che massacra ulteriormente i diritti sindacali e del lavoro.

Il governo Renzi ha fatto proprio l'obiettivo delle classi dirigenti e dei poteri forti del nostro paese, di usare il vincolo europeo per realizzare una controriforma sociale e politica globale e la crisi è diventata la grande occasione per realizzare il progetto. Ma l'obiettivo della controriforma globale è anche quello che le classi dirigenti europee vogliono imporre in tutto il continente. Per questo l'opposizione al governo Renzi deve oggi essere parte della lotta contro il potere e i vincoli che ci vengono imposti dalla Unione Europea.

Basta con la retorica ipocrita che presenta come un processo democratico quello che è un processo autoritario guidato dai governi liberisti più forti, dalla tecnocrazia e dai poteri economici e finanziari. L'Unione Europea reale è quella che attraverso le politiche di austerità ha risposto alla crisi con decine di milioni di disoccupati in più, è quella che smantella la più grande conquista dei suoi popoli: lo stato sociale. È quella della distruzione dei contratti e dei diritti del lavoro, della precarizzazione, della delocalizzazione e dell'incentivo alla concorrenza selvaggia tra lavoratori. L'Unione Europea reale é quella della chiusura delle frontiere anche ai sopravvissuti delle stragi sul mare, è quella che ha imposto, con i diktat dei governi tedeschi e di quelli succubi della Germania, la sovranità limitata ai paesi debitori, stravolgendovi le regole democratiche e le stesse Costituzioni, è quella che ha massacrato la Grecia, grazie anche ai suoi governi complici, compiendo una politica di sopraffazione che copre di vergogna tutte le sue istituzioni. L'Unione Europea reale è quella che dopo avere imposto patti devastanti come il Fiscal compact e il Mes, ora all'insaputa dei suoi popoli sta trattando con gli Stati Uniti il TTIP, un trattato che mette finanza e multinazionali al di sopra di qualsiasi potere istituzionale.

Così come il governo Renzi, questa Unione Europea è il nostro avversario oggi e non possiamo più subirne le aggressioni senza reagire davvero. Mentre le forze reazionarie in tutto il continente accrescono il loro consenso strumentalizzando la rabbia sociale contro questa Europa, le principali forze politiche del centrosinistra e le grandi centrali sindacali ne appaiono come i principali sostegni. Questo provoca una situazione pericolosissima per la democrazia, che finisce soffocata tra la tecnocrazia finanziaria, i governi social-liberisti, le rivolte reazionarie.

Vogliamo usare il semestre italiano per costruire l'opposizione, la contestazione, l'alternativa al governo Renzi e al sistema di potere europeo di cui è parte e che lo sostiene. L'Italia è ancora indietro su questo terreno. I movimenti reali e le lotte sociali hanno finora faticato ad individuare le controparti e gli avversari da combattere. A differenza che negli altri paesi del sud Europa massacrati dalle politiche dell’Unione Europea, della Troika e dei governi liberisti, in Italia non abbiamo ancora visto nelle strade una lotta democratica di massa contro l'Unione Europea e i suoi vincoli all’altezza della gravità della situazione. Questo ha indebolito le lotte e soprattutto dato spazio alle forze leghiste e del populismo di destra. Se si vuole uscire dalla tenaglia tra le politiche liberiste e autoritarie del governo Renzi e i lepenismi, bisogna costruire rapidamente un campo democratico e anticapitalista contro questa Unione Europea. Per questo proponiamo a tutte le forze che si oppongono ad essa e al governo Renzi e che rifiutano entrambi, nel nome del lavoro, dei diritti sociali, dei Beni comuni e della democrazia, di incontrarsi per definire un percorso comune, partendo da tre scelte di fondo.

1) L'opposizione al liberismo di Renzi e dei governi europei di centro destra e centro sinistra e a tutte le controriforme .

2) La lotta per abbattere le politiche di austerità e i trattati e i vincoli che le impongono.

3) Il contrasto alla deriva autoritaria sia sul piano del sistema politico che delle relazioni sociali, dalla legge elettorale del governo Renzi all'accordo sindacale del 10 gennaio.

Partendo da questi punti intendiamo proporre la costruzione di un’alleanza di forze diverse, che si muovono assieme contro la disoccupazione e per i diritti del lavoro e i Beni comuni, contro le privatizzazioni e per il rilancio del pubblico e dei diritti sociali, contro l'autoritarismo, per la democrazia politica e sindacale, per la partecipazione.

Il nostro obiettivo é giungere al semestre di presidenza italiana della Unione Europea dando avvio ad un Controsemestre del lavoro, dei diritti sociali, dei Beni comuni e della democrazia, che si contrapponga ai contenuti liberisti del governo Renzi e dell’Unione Europea per tutta la durata del semestre italiano.

Per definire la piattaforma e il percorso del Controsemestre popolare, proponiamo un primo incontro il 23 aprile, alle 16.30, a Roma, in via Galilei 53 (fermata metro A, Manzoni)

Pubblicato in Eventi

Veniamo a conoscenza di un ennesimo esproprio da parte dello Stato di terreni di proprietà di Lampedusani. Alcuni di questi,  sono  da anni coltivati, esempio  tra le altre cose di come l’agricoltura sia possibile a Lampedusa e sia già in atto, nonostante nessun tipo di incentivo o programmazione. Mentre si lancia la campagna Porto l’orto a Lampedusa (i promotori cercano settantamila euro), come se aspettassimo che qualcuno venisse a portarceli, o a insegnarci a coltivare, lo Stato ripropone la sua campagna “Esproprio l’orto a Lampedusa”. Riteniamo la cosa molto grave, a fronte di una militarizzazione sempre più massiccia dell’isola, non solo per il fatto in se, ma per le modalità, con cui lo Stato continua a trattare i cittadini di Lampedusa e il territorio dell’isola. Una dittatura a tutti gli effetti. L’amministrazione comunale, non ha saputo portare a conoscenza ne i diretti interessati, ne la popolazione, di questo fatto assai grave, e non si è opposta a questo ennesimo furto.

In questi anni la retorica della Lampedusa dell’accoglienza è stata funzionale agli sfruttatori e a chi fa profitto sulla pelle di chi viene da paesi sfruttati e invasi. 

A questo proposito vogliamo ribadire alcune posizioni

-          I centri per migranti vanno chiusi tutti.

-          Bisogna garantire a chi viaggia, mezzi sicuri, aerei e navi di linea che possano portare nelle destinazioni scelte da chi intraprende un viaggio.

-          La percentuale della gente che arriva a Lampedusa dalla Libia è minima rispetto al totale di chi arriva in Italia senza documenti. Come mai si parla solo degli arrivi a Lampedusa ? E’ forse Lampedusa un grande palcoscenico? Lampedusa non può essere il teatro mediatico su cui si creano le rappresentazioni di Stato per giustificare la militarizzazione del Mediterraneo e dell’isola e per ingrassare chi gestisce i centri di detenzione per migranti.

-          I soldi buttati per i centri di detenzione per migranti e per le operazioni militari come Mare Nostrum  potrebbero essere impiegati per creare posti di lavoro.

-          Chi parte dalla Libia paga dalle 2 alle 3 mila euro per un viaggio, riteniamo che questi soldi sarebbero abbastanza per pagarsi un normale biglietto e cercare un lavoro in Europa. 

-          Se davvero sta a cuore la vita delle persone bisogna che l’Europa cambi politica estera, non produca più armi e non sfrutti più i territori altrui come ha sempre fatto. 

Di seguito una relazione sugli espropri fatti alla famiglia Tonnicchi in questi anni che riteniamo utilissima per comprendere come lo Stato da sempre abbia abusato dell’isola di Lampedusa, che ricordiamo soffre ancora la carenza di strutture primarie come le scuole.

Presto convocheremo un’assemblea cittadina dove discutere di questi temi e pensare insieme delle azioni per contrastare la militarizzazione dell’isola e la speculazione, attraverso il centro di Imbriacola, sulla pelle di chi scappa dall’ Africa.

Riteniamo che il primo passo sia opporsi all’esproprio delle terre nei pressi del centro di Imbriacola. 

Relazione sugli espropri della famiglia Tonnicchi: 

Terminati i grandi eventi bellici della seconda guerra mondiale, a partire dal1986 inizia un nuovo periodo militarizzazione dell’isola di Lampedusa che vede principalmente coinvolto il vallone Imbriacola che conseguentemente viene pian piano deturpato e svilito.

Ciò avviene quando, in seguito agli eventi bellici che hanno coinvolto l’isola di Lampedusa (relativamente ai presunti tentativi di attacco da parte della Libia), oltre ai terreni demaniali presenti nel vallone (dove per intenderci vi era l’edificio del vecchio ospedale militare dismesso), alcuni terreni coltivati di proprietà della famiglia Tonnicchi, estesi circa 5.670 mq., (censiti in catasto al foglio di mappa 11, particelle 74, 75, 83, 84 e 89) sono stati sottratti ai legittimi proprietari manu militari per essere messi in concessione dell’Esercito Italiano al fine di garantire un presidio militare sull’isola (Caserma Adorno), e tutto ciò era avvenuto con un comportamento di mero fatto e in assenza di qualsivoglia provvedimento autoritativo legittimo.

Tale occupazione da parte delle Forze Militari è iniziata a far data dal mese di aprile del 1986 e da allora i legittimi proprietari non hanno mai ricevuto alcun indennizzo da parte delle competenti Autorità Statali, nonostante le numerose richieste in tal senso formulate da parte degli odierni attori, ciò a far data dal1990.

Nell’anno 2005 l’area di cui sopra è stata smilitarizzata per potere assumere una nuova destinazione d’uso e precisamente quella di “Centro di prima accoglienza” per gli immigrati extracomunitari e ciò sulla base di un decreto di occupazione d’urgenza emesso dal Prefetto di Agrigento con il quale veniva autorizzato il Ministero dell’Interno ad occupare per la durata di un anno i fondi di proprietà della famiglia Tonnicchi (ancora una volta senza mai corrispondere alcun indennizzo).

E come se non bastasse, nel 2003 altre particelle di terreno appartenenti ai medesimi proprietari (particelle 85 e 86, per oltre 3.000 mq) e confinanti con quelle già ILLEGITTIMAMENTE OCCUPATE, erano state ancora una volta occupate d’urgenza con ordinanza sindacale (poi revocata in autotutela), poi con decreto  del Prefetto di Agrigento, ciò al dichiarato fine di realizzare “un nuovo centro di permanenza con primaria funzione di primo soccorso e smistamento”.

Tale progetto, tuttavia (non se ne conoscono le ragioni), fu di fatto abbandonato anche se il provvedimento di occupazione d’urgenza non è mai stato revocato formalmente e comunque, ancora una volta, nessun indennizzo è stato corrisposto ai legittimi proprietari.

Nel 2007 la famiglia Tonnicchi inizia una lunga e costosa causa innanzi al Tribunale di Palermo al fine di ottenere il giusto  risarcimento per la subita occupazione illegittima e per la perdita della proprietà del terreno oramai irreversibilmente trasformato (cementificato e deturpato) e non più idoneo alle sue naturali finalità agricole.

Ad oggi ancora non è stata pubblicata la relativa sentenza.

E veniamo ai nostri giorni.

In data 4/4/2014 viene pubblicato all’albo pretorio del Comune di Lampedusa e Linosa un documento avente il seguente oggetto: “Indizione e convocazione di Conferenza di Servizi ai fini dell’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio su alcune aree confinanti con il Centro di Primo Soccorso e Accoglienza (C.P.S.A.) di C/da Imbriacola, in Lampedusa, ai sensi dell’art. 10, comma 1, del D.P.R. 327/2001 e s.m.i., per la realizzazione di opere quali canali, Briglie e vasche per il deflusso e recapito nel vallone Imbriacola delle acque meteoriche, previste nel progetto di ripristino dell’agibilità del Centro”.

Le aree interessate dall’esproprio e dall’occupazione temporanea sarebbero in buona parte ancora una volta di proprietà della famiglia Tonnicchi.

La Conferenza di  Servizi viene indetta per il giorno 14/4/2014, alle ore 10:30 presso la sede del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche Sicilia e Calabria (in Palermo, Piazza Verdi n. 16) senza che siano mai stati interpellati i legittimi proprietari dei fondi.

Non solo.

Per il realizzando progetto, il Provveditorato interregionale per le opere pubbliche ha presentato il suo progetto al PON Sicurezza per lo Sviluppo-Obiettivo Convergenza 2007-2013 ottenendo il finanziamento di €. 3.700.000.

Si apprende ancora dal suddetto documento che dell’importo complessivo finanziato la somma di €. 2.600.050,37 è destinata ai lavori da eseguire, compresi gli oneri di sicurezza, ed €. 1.099.949,63 per somme a disposizione dell’Amministrazione fra cui la lauta cifra di €. 3.500,00 (!!!) per espropriazioni ed attività di supporto Uffici espropri.

Ed ancora: si apprende dalla interessante lettura del medesimo documento che risulterebbe acquisito persino il Nulla Osta del Comune di Lampedusa e Linosa per la valutazione di incidenza ai fini della compatibilità ambientale.

Risulta inoltre che mai nessun sopralluogo sui fondi interessati sia mai stato effettuato e pertanto non si comprende come possa essere stato realizzato il progetto. Progetto della cui utilità peraltro si dubita fortemente.

A parte il fatto che sempre dallo stesso documento risulta che la parte dei terreni che si vorrebbero espropriare e occupare andrebbero a frazionare irrazionalmente e inutilmente la proprietà dei fondi, ciò al presumibile fine di diminuire l’indennizzo da corrispondere, lasciando ai legittimi proprietari parte dei loro terreni che però di fatto sarebbero inutilizzabili oltre che sicuramente inaccessibili e non più idonei alle finalità agricole né ad altre finalità.

Fonte: http://askavusa.wordpress.com

Pubblicato in Italia (flash news)

Al termine dell’assemblea generale indetta dall’USB, che si è conclusa nella tarda serata di ieri presso la sala della Protomoteca in Campidoglio,  le educatrici ed insegnanti di nidi e scuola d’infanzia del Comune di Roma hanno incontrato il vice sindaco Luigi Nieri, a cui hanno sottoposto la loro piattaforma, già inviata lo scorso 1 aprile al sindaco Marino, all’assessore Cattoi ed ai consiglieri comunali.

Le lavoratrici hanno così inteso ribadire i punti imprescindibili di una vertenza che si trascina da tempo. Le richieste più urgenti riguardano l’attivazione di percorsi di stabilizzazione e di percorsi formativi (corso-concorso) per l’inserimento in una graduatoria permanente del precariato di nidi e scuole, attualmente inserito nelle graduatorie municipali; il rifiuto delle supplenze a tre ore; l’indicazione dei fondi europei come risorsa finanziaria alla quale attingere per l'apertura di nuovi nidi pubblici.

Il vice sindaco ha pubblicamente assunto l'impegno di rispondere in forma scritta a tutti i punti della piattaforma.

Dall'assessore alle Politiche Educative e Scolastiche, Alessandra Cattoi, è giunto l’impegno ad un incontro con l’USB, fissato per il prossimo mercoledì 16 aprile, in cui verranno esaminate le possibilità di utilizzo dei fondi europei per potenziare i servizi scolastici ed educativi e creare percorsi formativi finalizzati alla tutela del precariato.

All’assessore verrà inoltre chiesto un intervento tempestivo per sanare le problematiche legate alla mancata copertura del personale assente, da cui deriva il non rispetto dei rapporti numerici consentiti per legge.

Secondo l’USB, l’assunzione di impegni nella direzione indicata dalle lavoratici darebbe prova reale della dichiarata volontà politica di mantenere i servizi educativi e scolastici in un range di qualità.

Pubblicato in Lavoro & Conflitto

Un dato unifica i lavoratori delle aziende del tpl genovese: se AMT e ATP oggi sono ancora in attività ciò è dovuto solo ed esclusivamente ai lavoratori che hanno pagato pesantemente e di tasca propria i tagli voluti dalle istituzioni. Eppure, nonostante i sacrifici, le mobilitazioni, pesanti sanzioni per gli scioperi e referendum laceranti la situazione di AMT è di nuovo critica. Tutti gli impegni assunti dalle istituzioni stanno miseramente naufragando : il Comune di Genova mette in dubbio il contributo di 4 milioni di euro, degli autobus nuovi promessi da Burlando non vi è traccia, l’agenzia del trasporto non decolla, la gara per l’assegnazione del tpl ligure è in ritardo e nessuno sa quando si farà. I sacrifici fatti finora potrebbero essere del tutto inutili e i lavoratori di AMT chiamati presto a nuovi tagli.

Il progetto delle istituzioni è infatti chiaro : ridurre i costi, tagliare il personale e privatizzare il tpl. L’integrativo dei lavoratori di AMT rischia dunque di essere il prossimo obbiettivo di questo progetto. Faisa Cgil Cisl e Uil hanno scelto di far accettare ai lavoratori la politica dei sacrifici. Lo dimostra bene quanto succede in Atp in questi giorni dove Faisa Cgil Cisl e Uil si sono schierati apertamente dalla parte dell’azienda per costringere i lavoratori a rinunciare alla difesa dei loro diritti. L'USB ha sempre considerato il progetto della Regione, condiviso e sostenuto da Faisa cgil cisl e uil, di azienda unica e gara d’appalto per ferro e gomma dannoso e finalizzato solo a privatizzare un bene pubblico fondamentale per i cittadini. Va fermata la politica dei sacrifici pagati solo dei lavoratori e contrastata la privatizzazione di AMT e del Tpl ligure. Per fare questo serve costruire un sindacato alternativo a chi è stato fino ad oggi complice di questa situazione disastrosa.

 Per discutere di questo l'USB invita le lavoratrici e i lavoratori di AMT ad una assemblea giovedi 17 aprile alle ore 21 alla sala Cap  in via Albertazzi

Pubblicato in Lavoro & Conflitto

Assemblea al CSOA Spartaco via Selinunte 57 – Mercoledì 9 aprile 2014 – ore 17.30

È urgente che i movimenti sociali, il sindacalismo conflittuale ed il mondo dell’attivismo sociale e politico si interroghino sulla funzione dell’Unione Europea sia sotto il profilo delle politiche economiche che sul fronte delle trasformazioni istituzionali e costituzionali in corso nei paesi del vecchio continente, che dal punto di vista della nuova aggressività europea sulla scena internazionale. Mentre in Francia il Front National ottiene una forte affermazione elettorale guadagnando consensi proprio nei settori popolari, sottolineando le evidenti responsabilità dell’UE nei processi di impoverimento, in Spagna invece una grandissima manifestazione ha visto convergere più di 200 organizzazioni sociali contro la troika e per il pane, la casa, il lavoro e la dignità. Due contesti a noi molto vicini ci mostrano i due possibili esiti ai quali stiamo andando incontro: lasciare spazio alle destre oppure produrre una lettura lucida della situazione e lavorare all’organizzazione di un grande e variegato movimento sociale che metta sotto accusa il processo di costruzione dell’Unione Europea. Anche le recenti vicende dell’Ucraina, dove è andato al potere un governo fortemente influenzato da forze reazionarie ma sponsorizzato dall’UE, segnalano come la costruzione del nuovo superstato alimenti una rinnovata vocazione imperialista.
Attendere ancora di fronte alla rapida evoluzione del contesto potrebbe costarci molto caro. È ora di far emergere un’altra ipotesi di futuro, fuori dalla gabbia dell’UE, che apra una nuova prospettiva per tutti i popoli che stanno soffrendo le conseguenze dei diktat e dei vincoli delle politiche dell’oligarchia finanziaria europea. Approfondire l’analisi ed elaborare una piano di azione comune anche in vista del prossimo semestre a guida italiana della Commissione europea sono i primi obiettivi che proponiamo a tutte le realtà collettive ed al mondo degli attivisti e dei militanti che vogliono provare ad invertire la rotta. 

CSOA Spartaco

Pubblicato in Eventi
Mercoledì, 02 Aprile 2014 11:46

Ross@: il cammino di una proposta politica

Ad un anno dalla ideazione resa pubblica, in forma assembleare a Bologna, della proposta di un nuovo spazio politico a sinistra, tutte le ragioni presentate allora si vanno confermando.
1) Il Paese sta vivendo un periodo di recessione peggiore di quello del dopoguerra, senza che vi sia stata apparentemente nessuna guerra dichiarata. Il dato della disoccupazione e della precarietà è tristemente illuminante.
La dismissione del tessuto industriale (manifatturiero, agro-alimentare, chimico, siderurgico), l'arretramento della mano pubblica in settori persino strategici di sviluppo e produzione basilare (telecomunicazioni, energia, trasporto, ecc.), la sostanziale trasformazione capitalistica che ha spostato i propri interessi dall'ambito della produzione a quelli della finanza hanno disegnato una conversione complessiva, che ha pesato esclusivamente sulle spalle dei ceti popolari  sia in termini di agibilità dei diritti sociali minimi  (salute, lavoro, ambiente, istruzione, cultura, ecc.) che di accesso democratico;

 

2) la situazione politica e sociale italiana ha subito, dopo le già esiziali e antipopolari misure dei vari governi degli ultimi vent'anni rese più intollerabili dagli esecutivi guidati da Berlusconi, Monti e Letta (questi ultimi in stretta connessione con le politiche imposte dall'UE, dalla BCE e dal FMI) una accelerazione verso un progressivo e negativo sistema complessivo che, incarnato ed incardinato oggi nel governo Renzi, in una torsione autoritaria inaudita che sta portando il Paese ad una sempre maggior riduzione degli spazi democratici (sindacali, politici e sociali) e della loro espressione.
Una accelerazione velocizzata dalla scomparsa/estinzione de facto dei cosidetti corpi intermedi (questo vale sia per l'ambito dei partiti politici, che da soggetti collettivi ad integrazione di massa si sono trasformati in partiti azienda, partiti personali, comitati elettorali, partiti frattali sia per le organizzazioni sindacali confederali) e dal formarsi di organizzazioni movimentiste di chiara impostazione leaderistica e populista.
L'analisi ci indica che siamo di fronte ad un processo di vera e propria degenerazione del sistema, fondato su almeno tre elementi portanti:
- il decisionismo, impersonificato dalla modifica -nei fatti- del ruolo del Presidente della Repubblica e dal progetto di mutamento nelle funzioni del Presidente del Consiglio;
- un fenomeno di vero e proprio “sfarinamento sociale”, considerati i bassissimi livelli di conflitto che scaturiscono da una situazione di vero e proprio inasprimento della contraddizione dello sfruttamento nel rapporto capitale e lavoro causato dalla particolare aggressività della gestione capitalistica della crisi;
- l’idea di governabilità considerata ormai quale unico “bene in se'” dell’azione politica.
Difatti il tema della legge elettorale ha reso reale e concreto il vero e proprio “precipitare degli eventi” di questi ultimi tempi: dalla vicenda del cosiddetto “Porcellum” giudicato –caso unico nel quadro delle cosiddette democrazie avanzate- illegittimo dalla Corte Costituzionale, fino all’accordo “Berlusconi/Renzi” per una proposta di legge liberticida contenente, per di più, gli stessi profili di incostituzionalità della precedente. Una proposta liberticida che non pare essere decodificata con la dovuta attenzione per la prospettiva di svolta autoritaria che rappresenta.
L’intreccio tra questo stato di cose e l’idea della “velocità del fare”, saltando completamente il ruolo delle istituzioni e dei corpi intermedi, che vanno recuperati alla loro funzione di rappresentanza, soffocando il conflitto (com’è nel caso della legge, altrettanto liberticida di quella elettorale, sulla rappresentanza sindacale) può trovare anche il suo punto di saldatura nel consegnarsi alla protezione di un “uomo forte”.
Intanto il sistema PD, al quale come Ross@ siamo fin qui stati del tutto estranei, si sta trasformando in sistema “Renzi” nel quadro di un’involuzione dello stesso concetto di personalizzazione della politica.
3) Sul piano internazionale sono tornati a spirare venti di guerra e riappare la logica di divisione del mondo in blocchi suddivisi tra opposti imperialismi egualmente pericolosi.
L’Europa vive sotto il tallone di ferro dell’imposizione monetarista, definita dal trattato di Maastricht, in un quadro complessivo di “deficit democratico” per mezzo del quale esercita il proprio dominio la grande finanza che ha imposto l’adozione di norme iugulatorie ai paesi membri come il fiscal compact e l’obbligatorietà del pareggio di bilancio (inclusa dal Parlamento Italiano e Spagnolo addirittura in Costituzione) costringendo i paesi resi più deboli economicamente dalla crisi finanziaria a ridurre in condizioni di servaggio i propri cittadini, come è avvenuto in modo drammatico nel caso greco e in quello portoghese.
L'arretramento politico di matrice anticapitalistica è reso evidente dalla realtà dei fatti: nelle liste presenti alle prossime elezioni europee non ci saranno soggetti collocati in una dimensione seriamente anticapitalista perseguente l’obiettivo di “rottura” dei meccanismi perversi dell’Unione: la lista Tsipras si presenta, al di là delle negative specificità italiane, semplicemente come “antiliberista” e la sua posizione, riassunta nella denominazione “europeisti insubordinati”, appare -nella volontà dei promotori- coerente con la volontà scientemente perseguita di non mettere in discussione il sistema ma di svolgere una semplice funzione di “riduzione del danno”, quindi del tutto inadeguata rispetto alla gravità dello scontro in atto.
Non conteranno i risultati elettorali: né della lista Tsipras italiana né di altre formazioni anche di destra che si stanno aggirando pericolosamente per l'Europa. Deve infatti essere chiaro che, al di là della partecipazione al voto e della diversità tra le elezioni europee e quelle nazionali, la “crisi tira sempre a destra”. Aumentando le difficoltà di vita delle popolazioni crescono intolleranze, impostazioni sovraniste, razzismi, sperequazioni, ingiustizie sociali, marcato individualismo mascherato da identità nazionaliste.
Questa analisi indica di procedere nel progetto di costruzione di quel soggetto politico di opposizione e d’alternativa, Ross@, che risulta essere assolutamente necessario, pur nella realistica considerazione di tutte le difficoltà del contesto.
Un soggetto politico oggi del tutto assente dal panorama italiano. Un panorama reso sterile dalla collezione di straordinari fallimenti accumulati dalle residualità politiche che hanno agito in nome di una sedicente radicalità di sinistra. La lezione di questi fallimenti non è stata minimamente colta come segnale della necessità di un profondo cambiamento di rotta, a causa della pervicace volontà di autoconservazione di un ceto politico.
L'esito è stato devastante: si è via via persa parallelamente all'analisi politica coerente l'opportunità di una azione politica, facendo sopravanzare un sostanziale analfabetismo politico.
In questo quadro si è verificata una dispersione delle capacità di militanza e dello stesso elettorato della sinistra d'alternativa italiana, e sono mancate le necessarie pratiche di contrasto verso l'offensiva reazionaria in atto che ha potuto così costruire elementi di egemonia reale nella società (come è avvenuto a riguardo dell'escalation elettorale del M5S).
In questo senso Ross@ deve compiere un vero e proprio salto di qualità oltre a quanto già sta realizzando sul terreno della costruzione di una cultura politica antagonista e di una presenza di movimento, chiarendo che il progetto costitutivo di una adeguata soggettività politica della sinistra d'alternativa non può essere perseguito superando semplicemente residualità organizzative ma andando al cuore di quella grande massa di disponibilità alla militanza e all'impegno politico che nel corso di questi anni pare essersi smarrito. Questo può essere possibile soltanto recuperando i concetti fondamentali di identità politica anticapitalista e di classe agita nella dimensione dell'autonomia politico-organizzativa sul modello consiliare.
Identità ed autonomia risultano essere le precondizioni essenziali di attrattività alternativa per realizzare l'indispensabile aggregazione e il radicamento sul territorio, nelle lotte sociali, nelle fabbriche, nelle scuole, tra i ceti popolari.
Ross@ è così chiamata al proprio percorso costitutivo organizzando, nei prossimi mesi, a partire da assemblee territoriali, il necessario momento di definizione politico-organizzativo a livello nazionale, così come già indicato per il prossimo mese di giugno.

 

Pubblicato in Documenti

La CGIL non si smentisce mai, anche dopo le dichiarazioni di Moretti relative al suo “stipendio”,  e dopo essersi schierata, a Lucca, contro Riccardo Antonini, ha deciso di invitare l’ad delle Fs al congresso nazionale della Filt (Federazione Italiana Lavoratori dei Trasporti). E non è il solo “elemento di spicco” ad essere presente alla quattro giorni fiorentina, ci saranno anche Maurizio Lupi – Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Fabrizio Bolzoni – Presidente Legacoop Servizi, Nereo Marcucci – Presidente CONFETRA, Alessandro Ricci – Presidente Interporto Bologna, Giuliano Poletti – Ministro del Lavoro.

Insomma, tante belle chiacchiere sullo sfruttamento di chi lavora (e in ottima compagnia), in particolare nel settore della logistica dove, guarda caso, è in atto una delle lotte più significative degli ultimi anni.

Riceviamo il comunicato dei familiari delle vittime della strage di Viareggio e pubblichiamo:

Il congresso nazionale della Filt-Cgil si tiene a Firenze dal 1° al 4 aprile.

Moretti è rinviato a giudizio con capi d’imputazione gravissimi per una strage ferroviaria che ha causato 32 Vittime e feriti gravissimi.
Questo “signore” in questi anni ha licenziato diversi ferrovieri perché denunciavano la drammatica situazione della sicurezza in ferrovia.
Questo personaggio ha devastato il trasporto pendolari costringendo chi lavora e studia a disagi inauditi.
Dal 2007 ad oggi sui binari delle ferrovie italiane sono caduti 43 lavoratori, ad una media impressionante: 1 ogni due mesi.
A seguito del disgusto per le sue dichiarazioni sulla strage di Viareggio: “uno spiacevole episodio” e del fatto che al possibile ritocco al suo stipendio “se ne sarebbe andato all’estero”, nessun grande mezzo di informazione e nessun politico, sindacalista, economista, industriale … ha ricordato che è rinviato a giudizio per la strage ferroviaria (annunciata) di Viareggio del 29 giugno 2009.
Moretti: dimissioni subito, Moretti: processo subito!
Altro che congressi, dibattiti e … stipendi!
assemblea 29 giugno
Pubblicato in Politica

Nei giorni 19 e 20 Marzo 2014 i Comitati NOcorridoio a Roma e NObretella a Velletri, hanno informato in Assemblee Pubbliche, del ricorso presentato dal pool legale formato dagli avvocati, Pietro Adami, Cecilia Frajoli Gualdi e Marcello Nardi, al Tribunale amministrativo regionale (TAR) del Lazio in data 28 febbraio 2014 contro il progetto definitivo, tratto Roma -Civitavecchia (A12) - Tor de’ Cenci.
Nell'istanza legale è stata formalizzata anche la richiesta di sospensiva cautelare della delibera CIPE del 2 agosto 2013, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 3 Gennaio 2014, relativa al programma delle infrastrutture strategiche (Legge n. 443/2001), fino all’annullamento dell’atto impugnato perché ritenuto illegittimo, formulata dall’associazione “Verdi Ambiente e Società Onlus” per conto dei nostri Comitati.
Il tratto in discussione ha un
enorme impatto ambientale e sociale. Infatti si tratterebbe di far passare un’autostrada in una zona fortemente urbanizzata, vicino ai quartieri di Vitinia, Torrino-Mezzocammino, Tre Pini e Tor de Cenci. L’autostrada, sopraelevata in viadotto lungo 16 km, taglierà la Riserva naturale Statale del Litorale Romano, il Parco regionale di Decima-Malafede, l'ansa del fiume Tevere, tutto a pochi metri di distanza dalle case, ma alcune verranno perfino espropriate e abbattute.

Agli abitanti della zone limitrofe e ai cittadini romani e non solo, viene imposto un danno irreparabile e la beffa del pedaggio. Inoltre, l’impatto su zone protette sarà enorme, perché l’opera interferirà su zone tutelate sul piano archeologico, naturalistico e fluviale, fino ad oggi salvaguardate dall’edificazione selvaggia. Ebbene, gli avvocati hanno denunciato che l’impatto ambientale dell’opera non è stato affatto studiato. Laddove lo è stato fatto, i pareri sono tutti fermamente negativi. Non sono state studiate sufficientemente le opzioni alternative (tra cui l’opzione zero, cioè la non realizzazione dell’opera). Infine, alcuni pareri non sono stati acquisiti, nonostante era obbligatorio. Solo per effetto di una serie di forzature procedurali, omissioni e carenze, si è potuti giungere alla pubblicazione finale che è stata impugnata.

Il TAR si riunirà il prossimo 26 marzo, per decidere se concedere o meno la sospensiva cautelare richiesta dai nostri avvocati che bloccherebbe l'iter e la procedura di affidamento in gara dell'opera in attesa della sentenza su tutto l'articolato del Ricorso.

Pubblicato in Italia (flash news)
Martedì, 18 Marzo 2014 09:22

Roma. Assemblea No Corridoio

MERCOLEDI 19 MARZO 2014 ORE 17,30

presso l'Associazione "Spinaceto Cultura" in Via Carlo Avolio,64 (Roma)

ASSEMBLEA INFORMATIVA

verrà illustrato il Ricorso presentato al TAR del Lazio

Coordina:

Gualtiero ALUNNI (Portavoce Comitato NOcorridoio)

Intervengono:

Avv. Marcello NARDI

Avv. Cecilia FRAJOLI GUARDI

Guido POLLICE (Pres. Associazione Verdi Ambiente e Società onlus)

COMUNICATO STAMPA congiunto
Comitati Nocorridoio Roma-Latina e Nobretella Cisterna-Valmontone
Oggetto: depositato ricorso al TAR del Lazio.
Il pool di avvocati: Marcello Nardi, Cecilia Frajoli Gualdi, Pietro Adami hanno notificato il ricorso in data 28 Febbraio 2014 e il 5 Marzo 2014 è stato iscritto a ruolo con richiesta di “sospensione cautelare” su delega del Presidente Guido Pollice dell'Associazione “Verdi Ambiente e Società
onlus”, alla quale i nostri Comitati si sono rivolti. IL 12 Marzo 2014 si terrà la prima udienza preliminare.
L'obiettivo è l'annullamento della Deliberazione CIPE del 2 Agosto 2013 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 3 Gennaio 2014. Stiamo parlando del progetto devastante dell'autostrada a pedaggio A12-Tor de Cenci-Latina e della bretella Cisterna-Valmontone. Nei dieci anni trascorsi dalla presentazione del primo progetto, non è stato attivato nessun percorso informativo e
partecipativo delle comunità locali coinvolte da parte dei governi e delle giunte regionali che si sono succedute. Va altresì sottolineato il parere contrario all'autostrada dei Sindaci di Pomezia, Ardea, Cori e del Presidente Municipio IX Roma Capitale, senza dimenticare, per ultimo in ordine di tempo, la stessa ferma contrarietà dell'Istituto Nazionale di Urbanistica e l'appello al
Presidente della Repubblica e all'Unione Europea lanciato da Italia Nostra.
I nostri movimenti hanno organizzato decine di assemblee e manifestazioni partecipate da centinaia di cittadini/e oltre ad avere raccolto più di 13mila firme in calce alla petizione popolare.
Il raffazzonato progetto ha, tra le altre, molte incongruenze come l'uso del silenzio/assenso in materia ambientale, il non aggiornamento della Verifica d'Impatto Ambientale, l'omessa valutazione dell'Opzione Zero e della Verifica d'Incidenza su aree S.I.C. (Siti d'interesse Comunitario), una valutazione non unitaria delle due Valutazioni d'impatti ambientale, carenze istruttorie e procedurali, ulteriori accertamenti sulle numerose prescrizioni.
Ringraziamo i tanti cittadini che, rispondendo al nostro appello, si sono autotassati per affrontare le spese legali.
Non sarà più tutto come prima, oggi seguiamo la via legale, ma se non basterà a fermare il mostro di cemento/asfalto, ci attrezzeremo per fronteggiare l'apertura del cantiere.
Roma, 6 Marzo 2014
Comitato No Corridoio Roma-Latina per la metropolitana leggera
web: http://quartiereroma12.blogspot.it / - Portavoce: Gualtiero Alunni - cell.: 3332152909
email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. facebook: comitato no corridoio - you tube: RomaXII
Comitato NO CORRIDOIO

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Fuori dall'Unione Europea, una proposta politica per il cambiamento
"Sabato 8 marzo alle 17.30, presso il CSO “RICOMINCIO DAL FARO” in via del Trullo 330 a Roma, la Rete dei Comunisti presenta la sua proposta politica sulla rottura dell'Unione Europea.
L'UE è uno spazio politico comune oppure una gabbia per i popoli e per i lavoratori che occorre combattere? Ne parleremo sabato 8 marzo durante un'assemblea aperta alla quale invitiamo a partecipare tutti i compagni e le compagne che hanno voglia di riprendere a parlare di politica.

 

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