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Martedì, 17 Marzo 2015 14:45

Napoli. Assemblea antifascista

Mercoledi assemblea alle 17.30 a via Matteo Renato Imbriani (ex Opg "Je so pazzo)

Domenica sera, alle 20:30 un ragazzo è stato aggredito a Via Foria, nei pressi della sede “ufficiosa” di Casa Pound e di altri gruppi di estrema destra, solo perché vestito in modo “alternativo” e identificato per questo come nemico politico. Il ragazzo, preso a cinghiate da tre fascisti, ha riportato sette punti di sutura. Si tratta della terza aggressione di matrice fascista nel giro di un mese.

È il momento di dire basta! Non siamo disposti a tollerare le continue violenze di chi, odiato dalla città per le sue posizioni razziste, omofobe, discriminatorie e ora anche filo-leghiste, sfoga le sue frustrazioni picchiando ragazzi e organizzando ronde (come testimoniano diversi abitanti di Via Foria e dimostrano finanche alcuni post su facebook, in cui i camerati si danno appuntamenti di notte per andare a caccia di “compagni”).

Per far luce su questi episodi, per dare voce ai ragazzi aggrediti nell’ultimo mese, per fare un ragionamento più complessivo sulle ultime mosse dell’estrema destra a Napoli e in Italia, per riaprire un dibattito sulla chiusura dei covi dei fascisti, e soprattutto per organizzare insieme una mobilitazione popolare in vista del 25 aprile e dei 70 anni della liberazione, invitiamo tutti i cittadini sensibili, gli studenti, i lavoratori, gli attivisti, a un momento pubblico di confronto, che si terrà all’Ex OPG occupato “Je so’ pazzo” di Materdei alle ore 17:30.

Interverranno i ragazzi aggrediti in questo mese, alcuni studiosi dell’estrema destra napoletana, militanti politici e sindacali delle diverse organizzazioni democratiche e di base di questa città. A settanta anni dalla Liberazione c’è ancora molto da fare per realizzare quelli idee di giustizia, uguaglianza e libertà che il fascismo ha sempre cercato di negare, ma che in tempi di crisi è sempre più necessario riaffermare.

Antifasciste e antifascisti napoletani

Pubblicato in Eventi

Domenica sera, alle 20:30 un ragazzo è stato aggredito a Via Foria, nei pressi della sede “ufficiosa” di Casa Pound e di altri gruppi di estrema destra, solo perché vestito in modo “alternativo” e identificato per questo come nemico politico. Il ragazzo, preso a cinghiate da tre fascisti, ha riportato sette punti di sutura. Si tratta della terza aggressione di matrice fascista nel giro di un mese.

È il momento di dire basta! Non siamo disposti a tollerare le continue violenze di chi, odiato dalla città per le sue posizioni razziste, omofobe, discriminatorie e ora anche filo-leghiste, sfoga le sue frustrazioni picchiando ragazzi e organizzando ronde (come testimoniano diversi abitanti di Via Foria e dimostrano finanche alcuni post su facebook, in cui i camerati si danno appuntamenti di notte per andare a caccia di “compagni”).

Per far luce su questi episodi, per dare voce ai ragazzi aggrediti nell’ultimo mese, per fare un ragionamento più complessivo sulle ultime mosse dell’estrema destra a Napoli e in Italia, per riaprire un dibattito sulla chiusura dei covi dei fascisti, e soprattutto per organizzare insieme una mobilitazione popolare in vista del 25 aprile e dei 70 anni della liberazione, invitiamo tutti i cittadini sensibili, gli studenti, i lavoratori, gli attivisti, a un momento pubblico di confronto, che si terrà mercoledi all’Ex OPG occupato “Je so’ pazzo” di Materdei alle ore 17:30.

Interverranno i ragazzi aggrediti in questo mese, alcuni studiosi dell’estrema destra napoletana, militanti politici e sindacali delle diverse organizzazioni democratiche e di base di questa città. A settanta anni dalla Liberazione c’è ancora molto da fare per realizzare quelli idee di giustizia, uguaglianza e libertà che il fascismo ha sempre cercato di negare, ma che in tempi di crisi è sempre più necessario riaffermare.

Antifasciste e antifascisti napoletani

Pubblicato in Italia (flash news)

Le lavoratrici dei nidi e delle scuole d’infanzia di Roma Capitale, organizzate con l’Unione Sindacale di Base, parteciperanno all'assemblea pubblica che si terrà sabato 14 marzo a Roma, presso la Casa delle Culture, via di San Crisogono 45 dalle ore 10.00.
L’assemblea è indetta per coordinare una prima mobilitazione cittadina per il 19 marzo, contro il bilancio e per un per un'alternativa di città, che dica chiaramente che ROMA NON SI VENDE  e che non si vendono i servizi per l’infanzia.
Durante un incontro con le parti sociali dello scorso 10 marzo, l’Amministrazione capitolina ha auspicato una riorganizzazione dei nidi e delle scuole d’infanzia che non tiene alcun conto degli aspetti educativi e sociali espressi da questi servizi. La riduzione della spesa, quantificata in 18 milioni di euro, significherà diminuzione drastica della qualità, aumento dei carichi di lavoro per il personale e licenziamento del personale precario.
Anche in questo caso il bilancio concretizza un potere cinico, che acuisce le diseguaglianze sociali, che colpisce le già faticose condizioni del personale, che provoca di fatto il licenziamento delle precarie, trasformando gli asili in gabbie, meri luoghi di custodia.
La Federazione romana USB e l’USB Nidi-Scuole di Roma Capitale aderiscono con convinzione al fronte più ampio che si sta creando contro questo bilancio:  crediamo che l’educazione e la difesa della qualità dei servizi non possa essere venduta; crediamo che il diritto dei bambini ad avere luoghi educativi rispettosi della singolarità e della differenza debba essere una priorità; crediamo che i servizi educativi siano un bene di tutti i cittadini e che insieme debbano essere difesi.

Pubblicato in Lavoro & Conflitto
Giovedì, 12 Marzo 2015 16:09

Roma non si vende agli appetiti privati

Mentre l'Assemblea capitolina sta accelerando l'approvazione di un bilancio di tagli e privatizzazioni, un fronte ampio di realtà sociali si riunirà il 14 marzo alle 10.00 in un'assemblea pubblica, presso la Casa delle Culture, per coordinare una prima mobilitazione cittadina per il 19 marzo, che dica chiaramente che Roma Non si Vende.

Il bilancio in discussione è invece una lista di tagli e vendite di pezzi di città, che addirittura comprime il “Piano di rientro" da 3 anni ad 1 anno, rendendo ancora più traumatico il peso che le classi sociali più deboli dovranno sopportare, in termini di riduzione dei servizi, aumento delle tariffe e peggioramento della qualità della vita.

Ma se da un lato si taglia, dall'altro si consegnano importanti risorse pubbliche agli appetiti privati, consentendogli profitti facili e sicuri attraverso la privatizzazione di servizi e la vendita di beni pubblici e lanciando “grandi opere” ad alto costo e bassa utilità.

Un meccanismo già visto, nel quale è facile il proliferare di quell' economia criminale emersa con Mafia Capitale.

Un bilancio che approfondisce le diseguaglianze sociali, acuendo le già drammatiche condizioni della periferia e spingendo i cittadini verso l’esasperazione, senza peraltro ridurre il debito comunale.

Per questo un fronte ampio si sta creando contro questo bilancio, un fronte composto da una serie di realtà che in questi anni hanno studiato la situazione dei servizi e del patrimonio di questa città, le condizioni dei cittadini e dei lavoratori, che hanno formulato proposte alternative e praticabili a quella che è una vendita di Roma e dei diritti di chi la abita.

E' infatti possibile invertire la rotta, rinegoziando un debito che arricchisce le banche e strangola i cittadini, tassando i grandi patrimoni privati, mettendo in discussione il patto di stabilità interno e gestendo anche la spesa pubblica in modo più trasparente e solidale.

Il 19 saremo in piazza per ricordare alla città e ai consiglieri comunali che questi sono I temi di cui occuparsi se si vogliono tutelare gli interessi dei cittadini e non quelli degli speculatori.

Il 28 febbraio Roma ha saputo dimostrare di non volersi vendere alla “nuova” Lega, ora è necesario ribadire che Roma Non si Vende nemmeno ai vecchi e nuovi speculatori.

#Romanonsivende

Pubblicato in Italia (flash news)

Sabato 14 marzo a Parma, Ross@ propone una giornata di dibattito politico che muova dalla propria analisi sul tema Europa e unione monetaria. Quindi si entrerà nel merito di questioni – come la fuoriuscita o meno dall’eurozona – che hanno continuato ad essere oggetto di dibattito anche aspri. La giornata non è ovviamente un congresso di partito né un seminario o un convegno di carattere meramente culturale. Non è nelle intenzioni di Ross@ fare della semplice “politica culturale”, ma ritiene che ragionare su questi temi sia già in sé un atto politico fondamentale e necessario, per incidere concretamente e per promuovere attivamente un orientamento politico in grado sovvertire lo stato di cose presente.

La proposta che parte da Ross@ è netta e contraddistinta dalla parola d'ordine “rottura e unità”. Rottura con il sistema di “governance” della UE e unità in quanto volta all'aggregazione più ampia possibile di coloro che si ritrovano nella dimensione della rottura. Domenica 15 marzo sempre a Parma ci sarà invece una assemblea di discussione e decisione sulla fase politica degli attivisti di Ross@ provenienti da tutti i territori in cui questa esperienza si è andata radicando.

Al convegno di sabato 14 marzo in diversi panel interverrano Giorgio Cremaschi, Franco Russo, Mimmo Porcaro, Carlo Formenti, Sergio Cesaratto, Roberto Musacchio, Lidia Undiemi, Ernesto Screpanti, Emiliano Brancaccio.
Il momento vuole essere l'occasione per riflettere sulla proposta politica elaborata da Ross@ a riguardo dei temi relativi alla lotta contro l'Unione Europei e i suoi meccanismi, euro incluso. L'obiettivo è quello di sottoporre la proposta ad un confronto più ampio possibile, coinvolgendo tutti i soggetti e singoli che si richiamano alla critica dell'impianto dell'Unione Europea e ad un suo superamento.
Il convegno di Ross@ è ovviamente pubblico ed è rivolto anche ai singoli e alle realtà organizzate che trovano preminenti i contenuti politici proposti. Il progetto di ricomposizione di Ross@, non punta una semplice sommatoria di ciò che già esiste, nell'intento di riunire le membra sparse della sinistra antagonista, in modo autoreferenziale e identitario, ma cercare aggregazione sulle tematiche proposte: rottura dell’Unione Europea e costruzione di un’area politica e sociale indipendente e alternativa al sistema Pd. Tenuto conto del carattere sui generis della costruzione europea e la particolare natura appena esposta dei trattati europei “occorre porre con forza il principio della forzatura e rottura dei trattati, come elemento prioritario di lotta politica, superando le limitazioni settoriali e mirando al loro intero impianto” è scritto nel documento di convocazione del convegno di sabato. “La rottura che ha la valenza di “campo strategico” e di “leva contingente”. Questa leva si deve articolare su un piano che non sia subordinato necessariamente a soluzioni e scenari aprioristicamente precostituiti (ritorno alla nazione, area mediterranea, generico internazionalismo, Europa dei popoli, ecc.)”. In tale contesto, scrive il documento di Ross@ “Il PD è da considerarsi come “partito di governance”. Il renzismo é espressione congiunturale di questo modello e non semplice partito-persona, “premierato assoluto” o epifenomeno del berlusconismo ecc. Il problema è il PD e il suo sistema, non Renzi. Con la parola sistema non si vuole identificare solamente un'organizzazione partitica, ma tutta la sua ramificazione in ambito sociale, culturale ed economico”.

Pubblicato in Politica

In redazione, in questi giorni, ci è arrivata la locandina di un'iniziativa di "approfondimento programmatico’’ su "Mezzogiornificazione dell’ Europa e vento greco-contro la Troika e chi la sostiene, costruire il blocco sociale dei popoli dell’ Europa mediterranea’’. La tematica ci è parsa subito interessante e abbiamo deciso di approfondirne i contenuti attraverso una discussione-intervista con alcuni degli organizzatori che sono anche tra i promotori dell'appello "Maggio" in Campania.

D.- Potresti chiarire ‘’chi’’ e ‘’perché’’ organizza quest’ iniziativa?

Michele Franco- L’ Assemblea pubblica regionale cui fai riferimento è organizzata da ‘’Maggio’’ coalizione    per l’ alternativa sociale e politica alle politiche del PD e del Centro-destra. E’ un progetto nato in vista della prossima scadenza elettorale regionale ma con un orizzonte che va ben oltre questa scadenza perché vuole essere il tentativo di proiettare anche sul terreno politico-istituzionale quanto a livello di Movimenti s’è costruito negli ultimi tempi a Napoli e in Campania, non dimentichiamoci che proprio nel capoluogo campano – e non casualmente – si sono svolte Assemblee Nazionali dei Movimenti da quella dei Laboratori per lo Sciopero Sociale, alla  Assemblea Centro-meridionale contro lo ‘’Sblocca-Italia’’, all’ Assemblea di ‘’Abitare nella crisi’’.  Quindi, il nostro territorio è uno dei punti più attivi della ‘’coalizione sociale’’ e delle lotte che attraversano, seppur a ‘’macchia di leopardo’’, tutto il paese, soprattutto nelle aree metropolitane.

D. – C’ hai sicuramente chiarito degli aspetti, tuttavia ti chiediamo ancora qualche specificazione, in    particolare sull’ espressione-concetto di ‘’coalizione sociale’’ che, negli ultimi tempi, ci sembra un po’ inflazionato.

Michele – Hai ragione, il termine di ‘’coalizione sociale’’ sta diventando un concetto che, dilatandosi nell’ uso, corre il rischio di snaturarsi.  Tuttavia, il fatto che, ad esempio., anche Landini inizi a pronunciarlo frequentemente è indice anche di una certa capacità d’ influenza – una volta si sarebbe detto di ‘’egemonia culturale’’ – del linguaggio di Movimento. Ti chiarisco subito che, per noi e fuor di polemica, ‘’coalizione sociale’’ non è qualcosa su cui ‘’mettere un cappello’’ per il semplice fatto che  siamo parte della stessa, infatti siamo compagne-i impegnate-i in vari Movimenti, Comitati, Collettivi, alcune-i sono anche quadri e militanti del sindacalismo conflittuale. Inoltre, ma questo mi sembra un dato acquisito, qualsiasi “coalizione sociale” deve essere incardinata ad un attitudine autonoma ed indipendente non solo dalle compatibilità capitalistiche ma anche da qualsiasi ammiccamento verso il PD. Comunque, per evitare rischi di autoreferenzialità, vi diciamo che siamo coscienti del fatto che la coalizione è ancora debole ed è soltanto un primo passo per giungere ad un ampio ‘’blocco sociale’’ che è la condizione essenziale per sostanziare qualsiasi progetto di rottura e di cambiamento.

D. – Bene, ora vorremmo chiedervi qualche informazione in più sull’ iniziativa. – Ad es., come intendete procedere per l’ ‘’approfondimento programmatico’’ sulla ‘’Mezzogiornificazione’’ dell’ Europa cui fate riferimento nella locandina dell’ iniziativa?

Rosario Marra – Per rispondere, prima una breve informazione sull’origine dell’iniziativa.  Essa soltanto per motivi di calendario cade in periodo elettorale perché nasce da un’esigenza sentita da tempo da settori di Movimento, forze della sinistra d’ alternativa e singoli attivisti.  Del resto, qualsiasi ‘’approfondimento’’ per essere tale non può nascere da esigenze elettoralistiche che finirebbero per svuotarne il contenuto.  Per meglio raggiungere il nostro obiettivo abbiamo chiesto l’ autonomo contributo a due studiosi del nostro territorio la cui serietà scientifica, però, va ben oltre i confini regionali.  Ci riferiamo ad Emiliano Brancaccio, economista critico dell’ Università del Sannio – di scuola antiliberista- e a Francesco Caruso dell’ Università della Calabria a noi noto anche per la sua militanza di Movimento.   Più nello specifico, il termine ‘’mezzogiornificazione’’ non è nostro ma è stato adoperato da  Krugman nel ’91, ossia alla vigilia del Trattato di Maastricht, per indicare come il dualismo tra il Nord e il Sud dell’ Italia si sarebbe progressivamente spostato tra il Centro-Nord dell’ Europa e i Paesi mediterranei del Sud Europa.

D. – Quindi, quella della ‘’mezzogiornificazione’’ è una definizione non vostra ma che condividete.

Rosario – Sì, esatto.  In altri termini, pensiamo che la ‘’vecchia’’ e mai risolta ‘’questione’’ meridionale oggi riviva in un ambito che va oltre i confini nazionali e questo è lo stesso motivo per cui affermiamo che il nostro Meridione, in termini di reddito, disoccupazione, desertificazione produttiva è la parte più ‘’grecizzata’’ dell’ Italia.

D. – Proviamo ad uscire da un ambito che, per quanto interessante, è ancora prevalentemente descrittivo. – In particolare, quali conseguenze traete sul piano politico-programmatico da questa ‘’fotografia’’?

Umberto Oreste – Come occorre un aggiornamento analitico sulle forme del potere nel meridione, così occorre progettare una alternativa di politica economica. Ciò, anche se non ci dà immediatamente una prospettiva anticapitalista, serve per introdurne almeno degli elementi utili a non farci rinchiudere in un ambito di mera ‘’riformabilità’’ delle attuali politiche europee che, alla fine, porterebbe prima o poi ad arenarsi nelle secche della ‘’flessibilità’’ e dell’ ‘’austerità espansiva’’ che non risolverebbero i problemi di recessione e di spirale deflattiva che ci troviamo di fronte e, soprattutto, non contrasterebbe il chiaro segno di classe a favore dei processi speculativi.

D. – Potresti fare qualche esempio?

Umberto – Non dobbiamo ripetere errori del passato quando si sono fatte le nazionalizzazioni in favore dei padroni, pagando lautamente aziende in crisi. Le nazionalizzazioni che proponiamo sono nell'interesse di tutti e riguardano settori strategici per l'economia meridionale. Inoltre, pensiamo che proprio al Sud occorra ricostruire con urgenza la cultura del controllo dei lavoratori per avviare forme di autogestione come avvenuto in Argentina o in Grecia. Insieme al controllo dei lavoratori dei servizi e della produzione deve crescere la partecipazione degli utenti e degli abitanti dei territori. E questa volta deve unificarsi l'opposizione ai padroni, ai loro mediatori politici, alla loro collusione con la criminalità. Dobbiamo saper coniugare lotte, progetti di alternativa politica e pratiche di  solidarietà sociale come in Grecia ed in Spagna per allargare la partecipazione e dare speranze al nostro meridione.

Redazione- Di ‘’carne a cuocere’’ ne avete, in bocca al lupo per l’ iniziativa. 

Il link dell’iniziativa di Napoli:

http://contropiano.org/eventi/item/29361-napoli-la-mezzogiornificazione-dell-europa-assemblea-pubblica-regionale

Pubblicato in Politica

NO ALLA MILITARIZZAZIONE DEL QUARTIERE: FUORI CASAPOUND DA COVERCIANO !

Ultimamente la Questura di Firenze sta mostrando una certa attenzione per il nostro quartiere e lo si nota dal presidio fisso di forze dell’ordine, con tanto di cambi turno, che vediamo ogni giorno.  Nella sera di venerdi 13 febbraio, ad esempio, erano già due le camionette presenti e tre le auto degli agenti in borghese che consumavano litri di benzina per star fermi in via D’Annunzio, dove la finta libreria il Bargello (in realtà sede di #Casapound) si presentava comunque col bandone chiuso.
L’indomani polizia e carabinieri erano addirittura raddoppiati e avevano un fare più nervoso del solito, tant’è vero che a molti di noi per poco non veniva impedito di uscire dal portone di casa.

Una situazione insopportabile!

Questo perchè sabato 14 febbraio, al circolo Andreoni, decine di famiglie hanno partecipato al carnevale proposto dall’Assemblea di quartiere, creando un altro importante momento di socialità e condivisione con merenda, animazione e giochi per bambini, raccolta firme e adesioni.
Siamo tutti piuttosto sensibili al problema della presenza dei fascisti, che ha ridotto #Coverciano ad una caserma dove divise, lampeggianti e richieste di documenti a chi va a lavoro, prende un caffè o porta fuori il cane sono diventate prassi quotidiane.

Assistiamo anche a pedinamenti fin sotto casa e pattugliamenti: questo avviene non solo nei confronti di chi sta partecipando all’Assemblea di quartiere, ma più in generale a chi negli ultimi due mesi sta prendendo posizione contro Casapound. Il clima non è più tollerabile, cinque esaltati nostalgici della RSI non possono essere protetti notte e giorno da decine di poliziotti, a spese di chi lavora. Cinque esaltati non possono aprire nessuna sede fascista né a Coverciano né altrove.
Ora, aver avuto la sede sempre dietro la Questura non può giustificare il fatto che se Casapound si sposta si debba spostare anche questa!

A certe “velate” intimidazioni rispondiamo con la mobilitazione: Coverciano i fascisti li ha sempre cacciati, fatevene una ragione.

   Assemblea Permanente Antifascista di Quartiere

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Martedì, 24 Febbraio 2015 14:25

Aversa. Presentazione di "Maggio"

Mercoledi 25 febbraio ore 18,30 assemblea ad Aversa di presentazione dell'appello MAGGIO sulle prossime elezioni regionali in Campania. L'assemblea si tiene presso il Centro di Documentazione via Magenta 84.

Pubblicato in Eventi

Giovedì 26 febbraio, presso il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma, in via Genova 3/A, Sala Pastorelli, ore 10.00, l’ USB P.I. Vigili del Fuoco organizza l’assemblea nazionale dei precari VV.F. . Nel corso dell’iniziativa verrà presentata la proposta di legge elaborata dalla USB per la stabilizzazione dei VV.F. precari.

I precari dei vigili del fuoco, che per decenni hanno lavorato nei comandi provinciali permettendo di garantire il soccorso alla popolazione, con un colpo di spugna oggi si vedono completamente cancellati a causa dei tagli apportati dal governo. Dal prossimo anno la situazione peggiorerà ulteriormente, perché il governo, invece di sanare la situazione, esclude del tutto i precari da prospettive di stabilizzazione.

Secondo i dati forniti dal Dipartimento VV.F. presso il Ministero degli Interni, oggi a sopperire a tutte le emergenze e calamità nel nostro Paese ci sono solo 28.000 vigili del fuoco divisi in quattro turni: una media giornaliera di 5.600 unità di cui, tolti quelli in servizio agli aeroporti, 3.600 rappresentano la quota operativa sul territorio. Una media di un vigile del fuoco ogni 15.000 abitanti, contro il rapporto 1/1.500 abitanti della media europea.

Con una popolazione di circa 65.000.000 di abitanti, che colloca l’Italia quarto paese dell'Unione europea (dopo Germania, Francia e Regno Unito) ed una densità demografica  di 210,5 abitanti per chilometro quadrato, più alta della media dell'Unione, secondo l’USB ci sono tutte le condizioni per dare risposte occupazionali al precariato  e di soccorso alla cittadinanza.

All’assemblea sono state invitate delegazioni di precari provenienti da tutte le regioni, al fine di predisporre le iniziative di lotta a sostegno della proposta di legge.

I vigili del fuoco parteciperanno alla manifestazione nazionale del prossimo 28 febbraio a Milano, CONTRO I LADRI DI DIRITTI, per dire no ai tagli e al precariato, per un corpo nazionale  “bene comune” al servizio di tutti i cittadini.

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