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Ieri anche a Bruxelles gli antifascisti italiani hanno manifestato davanti alla sede dell'ambasciata italiana in Belgio a sostegno della mobilitazione antifascista a Cremona. Qui di seguito il loro comunicato stampa:

Domenica 18 gennaio, a Cremona, oltre sessanta persone appartenenti all’organizzazione neofascista  CasaPound hanno assaltato – con un’azione organizzata e premeditata – il Centro Sociale Dordoni. Nello stabile c’erano solo otto persone: una di loro, Emilio, un uomo di 49 anni, è stato colpito ripetutamente con spranghe e calci alla testa ed è attualmente in coma.

L’episodio si inserisce in una lunghissima catena di aggressioni violente, sempre premeditate e organizzate, perpetrate da CasaPound ai danni di giovani militanti di sinistra, studenti, sedi di organizzazioni politiche e sociali, centri di rifugio per immigrati, giornalisti, sedi di mezzi di informazione, forze dell’ordine, sedi delle istituzioni europee…

150124 pic 02 copia copiaCasaPound è un’organizzazione che da dodici anni rivendica esplicitamente la propria natura di ‘fascisti del terzo millennio’ e in questi anni molti dei suoi membri sono stati protagonisti, non solo in episodi di violenza politica, ma anche di efferati fatti di cronaca nera (dalle azioni delle frange estreme del tifo calcistico organizzato, a omicidi di ambigui faccendieri nel mondo finanziario, fino alle più recenti inchieste sulla collusione tra criminalità organizzata e mondo politico nelle più grandi città italiane).

Anziché reagire come prevedrebbe la Costituzione Italiana – che vieta ogni apologia del fascismo e condanna ogni forma di razzismo -, le istituzioni italiane hanno fino ad oggi ignorato il pericolo costituito da tale organizzazione neofascista.  Fino ad arrivare al paradosso che oggi CasaPound presenta proprie liste alle elezioni, si atteggia a associazione culturale e solidaristica. Questa ambiguità è permessa dall’inattività delle istituzioni italiane e europee.

150124 pic 03 copia copiaIn tutta Europa assistiamo ormai ad un orrido rigurgito di organizzazioni fasciste e neonaziste che operano impunemente sotto gli occhi di chi sarebbe chiamato a intervenire. Non possiamo più far si che le istituzioni lascino spazio e agibilità politica a organizzazioni neofasciste come CasaPound in Italia o Alba Dorata in Grecia, che seminano nella società idee xenofobe e razziste al fine di creare una guerra tra poveri che non permette la salvaguardia delle idee di solidarietà e di lotta collettiva per una società migliore.

Il gruppo Antifascisti di Bruxelles manifesta oggi davanti all’Ambasciata Italiana per esprimere la propria solidarietà e affetto a Emilio, l’ultima vittima in ordine di tempo della violenza fascista, per chiedere alle istituzioni italiane di chiudere CasaPound, e a quelle europee di intervenire per fermare la rinascita di vergognosi movimenti che si richiamano ideologicamente ai più atroci momenti della storia europea. Ci appelliamo alla solidarietà delle forze sociali, democratiche e antifasciste del Belgio per agire insieme.

Il gruppo Antifascisti di Bruxelles sta inviando in queste ore a tutti i Parlamentari europei, ai Presidenti del Parlamento Europeo e della Commissione Europea, una lettera in cui si denuncia l’inattività dell’Italia rispetto a CasaPound, affinché – una volta consapevoli del velo di ipocrisia che copre questa vergogna - intervengano con forti pressioni sull’Italia perché chiuda CasaPound.

 

 

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Dopo i presidii di lunedi scorso organizzati in varie città, oggi alcune migliaia di antifascisti da tutta Italia sono arrivati a Cremona, in solidarietà a Emilio e ai compagni del CSA Dordoni aggrediti domenica da una squadraccia fascista composta di membri di Casa Pound provenienti da diverse città in occasione della partita di calcio tra Cremonese e Mantova.
Sono gli “antagonisti”, termine ormai abusato dalla stampa per descrivere militanti e attivisti che a vario titolo, praticano l'antifascismo nei propri territori ogni giorno. Sono quelli che non vogliono vedere il proprio Paese distrutto dalla speculazione, dalla corruzione e da un sistema che affossa i lavoratori e mette in ginocchio le giovani generazioni.
Il corteo è partito verso le 15.30 ed ha sfilato per le strade di Cremona, a suon di slogan per il diritto al lavoro, alla casa e al reddito, e compatto nel gridare il proprio antifascismo. Da via Mantova il corteo ha poi imboccato via Trento e Trieste per raggiungere la sede di Casa Pound.  
Davanti alla sede dei fascisti di Casa Pound, sono iniziate le tensioni. Nonostante il cartello “Vendesi” affisso sulla serranda abbassata, il dispiegamento delle forze dell ordine a difesa del covo fascista era enorme. Non si sa ancora se la notizia della chiusura e della vendita sia vera, o se sia stata una messa in scena di Casa Pound per evitare lo scontro con gli antifascisti. Ci sono stati attimi di tensione e sono volati lacrimogeni per impedire ai manifestanti di procedere verso la sede dei "fascisti del terzo millennio".
Non è cosa nuova che la polizia difenda i fascisti, né che la manifestazione del dissenso o dell'antifascismo compatto venga represso duramente. Anche di fronte al palese atto di squadrismo di qualche giorno fa, l'unica risposta da parte dello stato è il “ripristino dell'ordine pubblico” e “far sentire il sapore del manganello”.
Verso le 6 del pomeriggio, la manifestazione si trovava ancora nei pressi di Casa Pound assediata da migliaia di persone, a fronteggiarsi con la polizia che continuava con il lancio di lacrimogeni mentre alcuni dei manifestanti lanciavano fumogeni e petardi. Il corteo, nel tentativo di defluire, si è diviso in due e per un'altra ora Cremona è stata attraversata da slogan antifascisti. “Casa Pound serva di Salvini”, è stato gridato piu volte, mentre una parte dei manifestanti cercava di resistere ad alcune cariche della polizia e ai lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo. Slogan per Emilio, il compagno selvaggiamente pestato davanti al Dordoni nonostante fosse già a terra, le cui condizioni sarebbero in via di miglioramento ma ancora gravi. La rabbia era palpabile, alcune banche sono state sanzionate. La voglia di riabbracciare il compagno vittima dei fascisti e di riprendere insieme la lotta antifascista era molta. 
Nel frattempo, Anonymous Italia ha annunciato di aver messo fuori uso, in concomitanza con il corteo, il sito di Casa Pound Lombardia, e quello di Radio Bandiera Nera, la web radio dei camerati ormai organici al partito di Salvini.
Al termine della manifestazione, non risultano né feriti gravi né altre ripercussioni, ma si attende il ritorno a casa di tutti i manifestanti per avere un quadro definitivo di una giornata di lotta importante e comunque mentre scriviamo sono segnalati ancora scontri a Cremona tra gruppi di manifestanti e polizia in assetto antisommossa.
Una giornata, quella di oggi, che di sicuro ha saputo dare una risposta di forte unità e determinazione contro i fascisti, vecchi e nuovi, che tentano di guadagnare spazio nei territori con populismi xenofobi e razzisti, al servizio non certo delle classi popolari ma dei padroni.
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Aggiornamento. In una Cremona blindata il corteo antifascista (più di cinquemila persone) intorno alle 16.45 è arrivato in Viale Trento e Trieste e si è diretto verso via Geromini dove ha sede Casa Pound. La polizia ha bloccato la strada con reti metalliche e blindati. Il corteo, con un grosso servizio d’ordine davanti,  è avanzato verso la sede dei fascisti. Sono volati sassi e qualche petardo. La polizia ha sparato ripetutamente i lacrimogeni riempiendo di gas tutta la strada. La polizia è arretrata fino all’angolo tra via Trento e Trieste e via Geromini dove si è attestata dietro ad una barriera di blindati e reti metalliche.

Un video sulla manifestazione

Un video sugli scontri a Cremona

In attesa del report dai compagni che stanno manifestando, ecco intanto alcune foto da Patrizia Buffa.
Ma prima la notizia: CasaPound ha chiuso la sede di Cremona. (http://www.cremonaoggi.it/2015/01/24/non-esiste-piu-la-sede-di-casa-pound-ora-limmobile-e-in-vendita/#more).

Il corteo è partito da piazzale della Croce Rossa, di fronte al Csa Dordoni. Il corteosta seguendo il seguente percorso: via Mantova, Piazza Libertà, Viale Trento e Trieste, via Aselli, Largo Paolo Sarpi, via Manzoni, corso Cavour, via Gramsci, piazza Stradivari, via Verdi, corso Campi, via Palestro, via Dante, piazza Libertà, via Mantova, rientro al Csa Dordoni.

Emilio, nel frattempo, è sempre in coma, anche se il bollettino medico di stamattina segnala "risposta alle cure" e quindi prevede una progressiva riduzione dei dei sedativi. La prognosi, però, resta riservata.

Anonymous Italia ha comunicato via Twitter di aver messo "tango down" due siti fascisti: casapoundlombardia.org e www.radiobandieranera.org.

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Pubblicato in Politica

Alcune migliaia di persone sono scese in strada oggi nella capitale dello Yemen, Sana’a, per protestare contro il movimento sciita degli Houthi, che nei giorni scorsi ha occupato militarmente la città e assediato i palazzi del potere costringendo alle dimissioni il governo e il presidente. 

I manifestanti – per lo più sunniti - si sono radunati a piazza Taguir (Cambiamento), di fronte all'università della capitale, scandendo slogan contro le milizie sciite ma anche contro le organizzazioni legate ad Al Qaeda. Sui cartelli esposti della folla c'erano scritte come "No al colpo di Stato', "Non ci governeranno milizie armate", "Abbiamo bisogno di pace". Nel mirino della protesta c’é finito anche l'ex presidente Ali Abdullah Saleh, defenestrato nel 2011 dopo 33 anni al potere, che lo stesso Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha accusato di aver fornito un certo aiuto agli Houthi nei mesi scorsi.
Gruppo armato appartenente allo zaidismo, branca dello sciismo che nel nord ha le sue roccaforti e che conta un terzo dei 25 milioni di yemeniti, gli Houthi sono guidati dal 33enne Abdel Malek Huthi, figlio del fondatore del gruppo. Per otto anni (2004-2012) hanno combattuto l'ex presidente Saleh, anch'egli zaidita, che però ora li sostiene dopo esser stato deposto due anni fa sull'onda delle proteste popolari.
I manifestanti erano inizialmente intenzionati a dirigersi verso il Palazzo Repubblicano, la residenza del premier Khalid Bahah, dileguatosi da mercoledì in una località sconosciuta. Poi, però, hanno modificato il percorso del corteo per dirigersi verso la residenza del presidente dimissionario, Abd-Rabbu Mansour Hadi, per chiedergli di tornare al potere e di imporre "l'autorità dello Stato" sugli Houthi. I miliziani sciiti che pattugliano le strade della capitale e la polizia non hanno ostacolato la protesta anche se prima che la marcia iniziasse si sono verificati alcuni lievi scontri con i manifestanti.
Intanto mentre il presidente Hadi rimane di fatto recluso nella sua residenza, assediata dagli Houthi, per domani é attesa la riunione in seduta straordinaria del Parlamento yemenita per discutere delle sue dimissioni (che devono comunque essere confermate dall'assemblea legislativa perché siano effettive). In base alla Costituzione yemenita, il presidente del Parlamento, Yahya al-Rai, che arriva dal Congresso Generale del Popolo, il partito dell’ex dittatore Saleh, dovrebbe assumere l'interim in attesa della convocazione delle elezioni anticipate.
Intanto il paese è nel caos e rischia letteralmente di andare in pezzi a causa della dura reazione delle province a maggioranza sunnita contro la nuova situazione imposta dalla rivolta degli sciiti.
Le quattro province dello Yemen del Sud – Stato indipendente fino al 1990 – hanno annunciato ieri che rifiuteranno qualsiasi ordine in arrivo dalla capitale Sana’a alle unità militari e alle forze di sicurezza locale. Il Comitato per gli affari militari delle province di Aden, la principale città del sud, e di Lahj, Daleh e Abyan, hanno comunicato di aver preso la decisione dopo l’annuncio delle dimissioni da parte del presidente Hadi. Il Comitato ha inoltre annunciato la messa in stato d’allerta delle unità militari e delle forze dell’ordine, facendo appello anche alla popolazione civile affinché vigili e protegga gli edifici pubblici e i simboli dello Stato. Le province dello Yemen del Sud a maggioranza sunnita contestano l’accordo raggiunto prima della rinuncia fra il governo – sostenuto dall'Arabia Saudita e dal Consiglio di cooperazione del Golfo che ne è controllato - e i ribelli sciiti.
Nel sud operano anche le milizie di “Al Qaeda nella Penisola arabica” (Aqpa), che ha rivendicato la strage nella sede del settimanale satirico francese Charlie Hebdo che però in questi giorni non ha compiuto attacchi contro le forze di sicurezza e non ha approfittato del caos e del vuoto di potere creato dalla rivolta degli Houthi.
Gli Stati Uniti si dicono molto preoccupati per la situazione nello Yemen e a fronte degli ultimi sviluppi hanno affermato che manterranno aperta la loro ambasciata a Sana’a ma riducendo la presenza del proprio personale: “Continuiamo a sostenere una transizione pacifica. Abbiamo esortato le parti e continuiamo ad esortarle a rispettare la pace e l’accordo di partenariato nazionale” ha detto un portavoce della Casa Bianca che ha anche annunciato la sospensione di tutte le operazioni militari finora condotte dai droni e dai caccia statunitensi contro Al Qaeda nel sud del paese. Si tratta forse di un implicito via libera, si chiedono in molti, ai fondamentalisti sunniti affinché si scaglino contro le milizie sciite che hanno rimosso il presidente e il governo sostenuti finora da Washington oltre che dalle petromonarchie del golfo? 

Pubblicato in Internazionale

Le compagne e i compagni di Ross@ saranno in piazza sabato 24 gennaio a Cremona per la manifestazione nazionale antifascista convocata dopo l'aggressione fascista al Csa Dordoni. Nell'esprimere solidarietà ad Emilio, gravemente ferito dai fascisti ed ancora ricoverato all'ospedale, Ross@ denuncia la grave decisione delle autorità giudiziarie e di polizia di aver finora indagato tre attivisti del Centro sociale per rissa. Ancora una volta gli aggrediti vengono colpiti prima degli aggressori. Una ulteriore conferma della connivenza tra autorità e gruppi neofascisti, soprattutto adesso che – come Casa Pound – sono diventati il braccio armato della Lega.

La manifestazione nazionale di sabato prossimo a Cremona, così come quella del 25 ottobre scorso a Verona, sono segnali importanti di resistenza e coesione contro lo squadrismo di ritorno dei fascisti del terzo millennio così simili, per funzioni, copertura e metodi, agli squadristi del ventennio.

Ross@ sarà in piazza sabato insieme a tutte le antifasciste e gli antifascisti a Cremona. Appuntamento alle ore 15.00 per il corteo che partirà da via Mantova 7/A proprio del Centro Sociale Dordoni aggredito dai fascisti.

Pubblicato in Politica

Sembra incredibile ma non lo è. Per ora sono tre dei compagni aggrediti dai fascisti domenica 18 Gennaio a Cremona, ad essere stati iscritti nel registro degli indagati con i capi di imputazione di "rissa aggravata" e "lesioni". Nonostante domenica siano stati identificati una cinquantina di neofascisti vicini a CasaPound (arrivati anche Brescia, Vicenza e Parma), al momento gli investigatori non sarebbero ancora riusciti ad individuare i responsabili dell’aggressione e del pestaggio di Emilio. Ancora una dimostrazione della connivenza delle autorità in questa storia e dell'impunità di cui godono i fascisti nel commettere aggressioni, anche quando hanno conseguenze molto pesanti.

Ma non è l'unica notizia inquietante. Ieri ci sono state due intrusioni nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Cremona, dove è ancora ricoverato Emilio, gravemente ferito dai fascisti ma migliorato. Due persone non autorizzate che sostenevano di appartenere al CSA Dordoni, gsono state giustamente allontanate. Queste persone non facevano parte del CSA Dordoni e il grave episodio è stato immediatamente comunicato a tutto il personale medico.

Emilio intanto è stato svegliato in presenza della moglie, ha risposto a diversi stimoli ma continua ad essere in prognosi altamente riservata.

I compagni cremonesi hanno ribadito in una conferenza stampa l'invito rivolto a tutti gli antifascisti a partecipare in tanti e determinati al corteo di sabato 24 gennaio che partirà proprio dal Centro Sociale Dordoni oggetto dell'aggressione dei fascisti di Casa Pound. Appuntamento alle ore 15.00 a Cremona.

 

 

 

Pubblicato in Politica

La manifestazione convocata a Bilbao è per denunciare la vile aggressione fascista perpretata pochi giorni fa dalle squadraccie di Casapound contro il centro sociale Dordoni di Cremona e per far arrivare la nostra solidarietà al compagno Emilio, che si trova ancora in coma in lotta tra la vita e la morte. Casapound Italia è una organizzazione neo-fascista molto attiva in alcune città italiane, che deve la sua forza all'impunità poliziale ed ai forti appoggi istituzionali di cui gode (prima il PDL, oggi la Lega). Oggi, in un momento in cui il vento dell'intolleranza e del razzismo soffia in tutta Europa, ratti come Casapound trovano un ambiente favorevole per legittimare le proprie azioni squadriste.
Il nostro pensiero e solidarietà va a tutta la parte sana dell'Italia, ai compagni che da Nord a Sud lottano contro il fascismo e l'intolleranza, a chi risponde allo squadrismo con le lotte sociali e popolari nei quartieri e nei territori. 
Contro il fascismo non un passo indietro.
Emilio Resisti!

Casa Pound Akatu
Urtarrilak 24, 12:00etan - 24 Gennaio alle 12.00
Unamuno Enparantza, Bilbo - Bizkaia - Euskal Herria

Pubblicato in Esteri (flash news)
Mercoledì, 21 Gennaio 2015 10:37

Via la Merkel e Renzi da Firenze!

GIOVEDI' 22 FEBBRAIO 2015, ore 17,30
FIRENZE - PIAZZA DELL'UNITA'
VIA LA MERKEL E RENZI DA FIRENZE! IL 22 -1 CONTESTIAMO IL VERTICE ITALO-TEDESCO
PER LA ROTTURA DELL'UNIONE EUROPEA!

Nelle giornate di giovedì 22 e di venerdì 23 gennaio avrà luogo a Firenze il vertice bilaterale italo-tedesco, nel corso del quale è annunciata la presenza di Angela Merkel, che incontrerà il premier Renzi. 
Al termine del Semestre europeo a presidenza italiana, iniziato con l' annuncio del varo di politiche per la crescita e proseguito limitandosi a ratificare le politiche di austerity imposte dalla Trojka, Renzi porta al cospetto della Merkel e dei vertici dell'Unione Europea le misure previste dal Jobs Act, lo scalpo dei “corpi intermedi” della società, a partire dalla Cgil, e un deciso avanzamento in quel processo di superamento della democrazia rappresentativa verso un regime sempre più autoritario che caratterizza l'Italia come, in misure diverse, l'intera eurozona, e in particolare le sue aree periferiche del sud e dell'est.

ctds 22gennaio webEppure, come è stato dichiarato ripetutamente dalla stessa Merkel, dal presidente della Commissione europea Juncker e da altri esponenti della Trojka, le misure messe in cantiere non sono sufficienti a soddisfare l'esigenza strategica della Trojka europea di smantellare, soprattutto nei paesi “Piigs”, ciò che resta dei diritti del lavoro, di approfondire l’attacco ai salari diretti, indiretti e differiti, e di esautorare la funzione dei sindacati, andando verso forme di contrattazione sempre più individuali facendo così ripiombare il mondo del lavoro in una condizione ottocentesca. Sono queste le misure attraverso le quali il grande capitale europeo, nel pieno della in crisi di sistema, prova a recuperare margini di profitto, facendo guerra a milioni di lavoratori, giovani, precari. Una guerra “interna”, quella dell'UE ai popoli europei, cui corrisponde una proiezione imperialista sempre più decisa in scenari che vedono l'Europa circondata, in un “anello di fuoco” che va dalla Libia, al Medio oriente, all'Ucraina, mentre ormai è entrata nel vivo la competizione globale tra poli imperialisti. 
Pensiamo che all'interno delle compatibilità con l'Unione Europea le uniche prospettive sono quelle di subire la guerra portata alle classi popolari, mentre continuerà ad accentuarsi la tendenza alla guerra guerreggiata. Avanziamo quindi la parola d’ordine della rottura dell’Unione Europea e della costruzione di un’area di paesi euromediterranea che si sganci dalle imposizioni del polo imperialista europeo e imposti un modello alternativo di scambi solidali, avanzando nel superamento del modo di produzione capitalistico, verso il Socialismo del XXI secolo.
Per questo la Rete dei Comunisti partecipa e invita a partecipare al corteo indetto dall' Assemblea No Jobs Act di Firenze: l'appuntamento è alle ore 17.30 in Piazza dell'Unità.

Rete dei Comunisti - Pisa
Via Sant’Andrea 31
050575914 – 3384014989 – 3460126412
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www.retedeicomunisti.org

Pubblicato in Italia (flash news)

Emilio, un compagno di tante lotte e tante battaglie, è ricoverato all'ospedale Maggiore in condizione di coma farmacologico con una emorragia cerebrale estesa a causa di un assalto squadrista al centro sociale Dordoni di Cremona, avvenuto ieri sera.

L'attacco premeditato e scientificamente organizzato dai fascisti di CasaPound cremonesi, in combutta con altri militanti di estrema destra provenienti da fuori città in occasione di una partita di calcio tra la Cremonese e il Mantova, ha trovato una risposta determinata da parte dei militanti antifascisti presenti nel centro sociale, ma purtroppo il 49enne è stato colpito più volte alla testa.

I fascisti si sono accaniti contro Emilio con calci e sprangate anche quando era ormai a terra, fino a quando è stato portato in sicurezza all'interno del centro sociale mentre gli estremisti di destra tentavano di abbattere il portone dello stabile per cercare di entrare all'interno della sede; è stata, tuttavia, immediatamente chiara la gravità del suo stato di salute.

Secondo i militanti del centro sociale, "si è trattato di un vero e proprio agguato premeditato al quale hanno partecipato fascisti di Cremona, Parma e Brescia che si sono staccati dal corteo dei tifosi per assaltare il centro sociale" che si trova a pochissima distanza dallo stadio Zini.

Gravissimo e inaccettabile, denunciano i testimoni, è stato il comportamento della polizia che ha semplicemente identificato gli assaltatori e successivamente, per permettere loro di andarsene indisturbati, ha caricato il presidio di antifascisti che si erano radunati sul posto.

Ieri in tarda serata un'assemblea realizzata nel csa Dordoni partecipata da circa 300 compagni e compagne ha lanciato una manifestazione nazionale antifascista per sabato 24 Gennaio a Cremona.
Ma già oggi per esprimere totale vicinanza e solidarietà nei confronti di Emilio è stata indetta una giornata nazionale di mobilitazione in tutti i territori, ovunque sia possibile realizzare cortei, presidi, manifestazioni di diverso tipo; contro squadristi, polizia e istituzioni conniventi. 

A Cremona il concentramento sarà alle ore 18.30 in cortile Federico II. Di seguito l'elenco delle altre mobilitazioni previste per oggi e nei prossimi giorni in diverse città italiane:

Bergamo h 18.00 - piazza Vittorio Veneto

Bologna h 18.00 - Presidio in piazza Verdi

Brescia h 18.00 - Presidio in Piazza della Loggia

Bussoleno h 18.00 davanti sede Anpi

Cosenza h 18.00 Piazza 11 Settembre

Livorno h 18.00 - Presidio in Piazza Cavour

Mantova h 18.00 - Presidio in Via Principe Amedeo

Pisa h 17.30 - Presidio alle Logge dei Banchi

Roma h 18.30 piazzale Tiburtino

Torino h 17.00 - Presidio davanti a Palazzo Nuovo

Viareggio martedì 20 gennaio h 17.00 - zona mercato (piazzone via Battisti)

Pubblicato in Politica
Contro le politiche dell'Unione Europea. Non vogliamo fare la fine della Grecia!

GIOVEDI' 22 GENNAIO Il Coordinamento Toscano Per Il Diritto Alla Salute INVITA A PARTECIPARE ALL'INIZIATIVA in piazza dell’Unità alle ore 17.30 come deciso dall’Assemblea NO Jobs Act per manifestare contro la presenza a Firenze di Renzi e della Merkel, rappresentanti delle politiche di guerra e austerità dell’Unione Europea

SABATO 21 FEBBRAIO CONTRO IL ”Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale” voluto da Rossi ma figlio delle politiche di austerità imposte dall'Unione Europea e condivise oltre che dalla Regione Toscana dal Governo Renzi.

1. Per il rilancio del Sistema Sanitario Nazionale Pubblico.
2. Per lo sblocco del turn over, perché ad ogni lavoratore dev’essere garantito di operare in condizioni umane e dignitose.
3. Contro le liste bloccate, per avere la prenotazione della prestazione in tempi certi.
4. Contro il sistema dei Ticket, perché il Sistema sanitario deve essere assicurato dalla fiscalità generale proporzionata al reddito.
5. Contro la disposizione “la prestazione si paga prima” perché non si può anteporre il profitto al diritto di salute.
6. Contro il contributo di digitalizzazione, tassa obbligatoria anche per gli esenti ticket, che non fa altro che aumentare ingiustamente la compartecipazione alla spesa pubblica.
7. Per la re-internalizzazione dei servizi.
L'iniziativa è promossa dal -CTDS- COORDINAMENTO TOSCANO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE
E ALLORA PREPARIAMOCI ALLA MOBILITAZIONE!

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