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L'occupazione militare della Sardigna rappresenta un sopruso che dura da sessanta anni e che non siamo più disposti a tollerare.
La nostra terra è ridotta a un campo di sperimentazione militare in cui diventa lecita qualsiasi soglia di inquinamento e viene testata qualsiasi tecnica di sterminio.
Col passare del tempo lo Stato italiano intensifica il ritmo e il peso delle esercitazioni militari.
L’occupazione militare rappresenta la negazione più evidente della nostra sovranità nazionale e impedisce uno sviluppo socio-economico indipendente del nostro popolo, condannando la Sardigna all'infamante ruolo di area di servizio della guerra.
Vogliamo che la Sardigna diventi un'isola di pace e che il suo territorio sia assolutamente indisponibile per le esercitazioni di guerra, di qualunque esercito (compreso quello italiano) e sia interdetto a qualunque attività o presenza connesse con chi usa la guerra per aggredire altri popoli o per crimini contro i civili, colpendo ospedali, scuole, rifugi per sfollati e abitazioni civili.
Chiediamo che la Sardigna sia immediatamente e per sempre interdetta all'aviazione militare israeliana.

Invitiamo tutto il popolo sardo, le associazioni, i partiti e i comitati ad aderire e partecipare alla manifestazione indetta a Capo Frasca il prossimo 13 di settembre per pretendere a gran voce:
- Il blocco immediato di tutte le esercitazioni militari.
- Chiusura di tutte le servitù, basi e poligoni militari con la bonifica e la riconversione delle aree interessate.

A Manca pro s'Indipendentzia, Sardigna Natzione Indipendentzia, Comitato Sardo Gettiamo le Basi, Comitato Su Giassu, Comitato Civico Su Sentidu

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13 e 21 Agosto. Questi i due giorni nei quali un nostro delegato RSU/RLS dovrà rimanere a casa, ovviamente senza stipendio, in seguito al provvedimento disciplinare di Poste Italiane.
Provvedimento che non solo è del tutto pretestuoso, ma fondato su vere e proprie
menzogne!
Le accuse: aver fatto foto al mezzo postale a propria disposizione. Episodio mai avvenuto, anche perchè il portalettere in questione non dispone di strumenti idonei a fare foto; aver
caricato sul mezzo la corrispondenza in modo disordinato.
Non esiste alcuna disposizione aziendale su un eventuale ordine; aver offeso tre dirigenti dell'ufficio di appartenenza. Il lavoratore non si è mai rivolto con toni offensivi verso nessuno
personalmente. 
Nonostante la consapevolezza di aver subito un torto non ci tiriamo indietro. Da una parte abbiamo già dato mandato al nostro studio legale di procedere in ricorso, dall'altra questi provvedimenti disciplinari non ci intimidiscono affatto.
Anzi, sono il segnale che diamo fastidio, e quindi non smetteremo di denunciare in tutti i modi a nostra disposizione la volontà di Poste Italiane di sfasciare il settore del recapito sul quale, a differenza che per Alitalia, non investe affatto.
Anche questa estate intere zone della città non ricevono la corrispondenza (sia raccomandate che altro), ed allo stesso tempo una quantità considerevole giace negli uffici.
Questa situazione è dovuta ad un semplice motivo: i portalettere sono in ferie, che l'azienda ha fatto programmare da mesi, e non vengono sostituiti. Anche nelle strade dove presta servizio il nostro delegato sospeso è avvenuta la stessa cosa.
Non possiamo accettare tali comportamenti in silenzio, soprattutto in un momento come questo che vede un futuro incerto ed oscuro per coloro che operano nei servizi postali.
I lavoratori e le organizzazioni sindacali devono prendere le necessarie e dovute distanze da queste politiche aziendali! 
GIOVEDI 21 AGOSTO alle ore 12 PRESIDIO davanti all'Ufficio Postale in Via Gemignani, Firenze

Pubblicato in Lavoro & Conflitto

Su quelle tombe i familiari pregano, gli attivisti meditano di passato e futuro, gli uomini dei villaggi che non ci sono più fanno la guardia. Perché la memoria della collina della memoria sia un monito per il tanto sangue versato. Ma ieri a Şehid Amed e nel cimitero di Sise è tornata la furia distruttiva e omicida dell’esercito turco. Si voleva rimuovere il busto di Mahsum Korkmaz, comandante e martire del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, una delle migliaia di vittime del duro conflitto che alla fine degli anni Novanta ha mietuto vite di combattenti e abitanti kurdi da una parte, e di militari turchi dall’altra. Ma la “pacificazione” e i dialoghi in corso fra i vertici politici del movimento kurdo e quelli dello Stato turco non limitano la repressione sul territorio. Esercito, polizia, magistratura non demordono e proseguono nella linea coercitiva sulla quale si diletta con ‘stop and go’ l’Esecutivo finora guidato da Erdoğan. Anche il primo cittadino di Lice Rezan Zuğurli, neo eletta con percentuali dell’oltre 80% nelle amministrative di marzo, a giugno era stata colpita da una condanna a tre anni di reclusione per aver partecipato, negli anni precedenti, a manifestazioni di protesta terminate con scontri di piazza.

 

Lì le proteste si ripetono periodicamente per il totale disinteresse del governo centrale alle necessità di questa comunità montana, vista da Ankara come fumo negli occhi per aver dato i natali all’organizzazione del Pkk. La Turchia (col supporto di Usa e Unione Europea) considera il partito kurdo un gruppo terroristico e ripropone continue azioni coercitive anche nelle aree dove la popolazione ne elegge gli attivisti alle massime cariche pubbliche. Fra maggio e giugno la popolazione di Lice aveva manifestato contro il rilancio di ristrutturazioni di caserme deciso dal ministero della Difesa, edifici che il sindaco Zuğurli voleva destinare a uso civile come foresterie o scuole. La condanna della magistratura nei suoi confronti ha il valore di punizioni retroattive dal sapore intimidatorio. Con la rimozione del citato busto del combattente, che la comunità kurda ricorda con affetto e riconoscimento, è andata in scena una provocazione bella e buona. I soldati hanno occupato l’area con mezzi blindati e armi spianate e alle iniziali proteste hanno risposto sparando. La pallottola, che ha inizialmente ferito l’attivista Mehdi Tașkın, è risultata fatale. A Şehid Amed s’aggiunge un’altra candida tomba che nessun kurdo voleva. 

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Aggiornamento. Sera di domenica 10 agosto 2014. Dopo la grande manifestazione del 9 agosto e l'invasione della base NRTF,  gli americani lanciano un ultimatum agli attivisti sulle antenne: scendere entro un'ora. Le antenne, in questo particolare frangente, devono essere tutte accese.
Giusto per chiarire a cosa servono: per la guerra, i droni, i bombardamenti.
Nel frattempo, gli attivisti all'esterno della base sono in assemblea e mantengono i contatti con i ragazzi appesi alle antenne, mentre la polizia è presente in forza. La situazione è in evoluzione.

Il bilancio della manifestazione di sabato

Il movimento NO MUOS, nell’ambito del campeggio indetto al presidio permanente di Cda. Ulmo dal 6 al 12 agosto, aveva fatto appello alla mobilitazione contro la struttura militare delle forze armate americane. Migliaia di persone hanno risposto sfilando fino alle reti della base dietro lo spezzone di apertura composto dal comitato NO MUOS di Niscemi, dalle mamme NO MUOS, dai comitati di base di tutta la Sicilia e da tantissimi militanti, di realtà organizzate e non, da tutta Italia.

Il corteo variegato, ha attraversato la strada che dal presidio permanente conduce al cancello 1 della base NRTF; tantissimi gli striscioni presenti, le bandiere NO MUOS e un grandissimo bandierone palestinese con la scritta “Gaza-Niscemi Resistenza”.

La manifestazione si è fermata in prossimità delle antenne, su cui da due giorni si erano arrampicati sette attivisti per rivendicare un netto rifiuto della guerra, costringendo le autorità della base ad interrompere le comunicazioni militari.

I manifestanti vincendo la resistenza e le manganellate delle forze di polizia, sono riusciti a penetrare nella quasi totalità, all’interno della base NRTF, che hanno occupato pacificamente per alcune ore.

Nell’occasione, cinque degli occupanti delle antenne sono scesi dai tralicci e sono usciti dalla base protetti dalla folla dei manifestanti, mentre due attivisti hanno deciso di continuare la protesta.

A distanza di un anno il movimento ha dimostrato di poter coinvolgere migliaia di persone, rivendicando la terra che è stata occupata dagli americani, a conferma della validità degli obiettivi di questa lotta che non solo non abbassa la guardia, ma rilancia l’opposizione al MUOS con sempre più nuove tattiche e strategie.

vedi anche:

Di ritorno da Niscemi

Il video con lo sgombero notturno dei pacifisti sotto le antenne

Pubblicato in Ambiente
Domenica, 10 Agosto 2014 06:56

Niscemi. La protesta No Muos di sabato 9

Niscemi. Da due notti sette attivisti No Muos sono abbarbicati alle antenne e hanno rilasciato un comunicato contro il Muos, gli F35 e la violenza israeliana sulla striscia di Gaza (QUESTA VOLTA VOGLIAMO TUTTO IL DIRITTO DI VIVERE IN PACE).

Oggi, sabato 9 agosto, il via alla manifestazione da settimane in preparazione. Già vietata dalla Questura di Caltanisetta per l’impraticabilità dei sentieri che dalla Sughereta conducono alle reti della base U.S. Navy, NRTF in Contrada Ulmo. La manifestazione non potrà quindi attraversare la sughereta, come lo scorso 9 agosto, ma si snoderà quindi lungo la strada Apa Ulmo che conduce dal presidio al cancello n. 1 della base.

Segue per noi la manifestazione Salvatore Giordano, del Gruppo comunicazione Coordinamento regionale dei Comitati No Muos, che ringraziamo.

 

 

 

Ore 21,00 – Turi Vaccaro sull’antenna. L’assemblea prosegue. Molti sono ormai quelli che son tornati ai propri mezzi e la manifestazione può dirsi sciolta. Ci si organizza per dare il cambio a chi da oltre 48 ore bivacca sulle antenne.

Ore 19,40 – Assemblea sotto le antenne. Si decide chi resta e chi va. Molti sono i pullman da restituire alle città di provenienza, ma molti saranno tra chi rimane. Qualcuno monta già la tenda sotto le antenne in presidio e sostegno a chi sulle antenne rimane. Le antenne non si restituiscono. L’ assemblea prosegue. Intanto arriva da Niscemi, la gente del paese in rinforczo al presidio alle reti, al presidio delle centinaia di attivisti elegali che restano là dove le Ff.Oo. si sono collocate a rattoppare i varchi prodotti dai manifestanti.

ore 19,00 –  Le FF.Oo. ha disposto mezzi e uomini ai varchi della recinzione creati dai manifestanti. Circa duecento persone, compresi i legali del Movimento, presidiano i varchi occupati dai mezzi e dagli uomini delle Ff.Oo. mentre il grosso del corteo è all’interno della base.

ore 18,45 – Il corteo è dentro alla base. A poche centinaia di metri dal cancello 1 le recinzioni sono state tagliate e migliaia di persone sono fluite attraverso le manganellate nel territorio italiano occupato dagli statunitensi. Si stanno dirigendo in massa verso le antenne su sui sono saliti gli attivisti due sere fa. Il territorio delle 46 antenne, ricordiamo, occupa circo 200 ettari di terreno. Le Ff.Oo. Impossibilitate a contenere la massa di attivisti si limitano a filmare.

Ore 17,20 - Bruciati in un braciere le notifiche di Divieto di dimora recapitate nei giorni scorsi a 29 attivisti, la manifestazione prosegue il suo cammino intenzionata a recapitare agli statunitensi una notifica a loro indirizzata dal movimento No Muos di “Divieto di dimora”. A 33° è ingente il corpo di Ff-Oo. già in tenuta antisommossa dispiegato lungo le recinzioni in testa e a seguito del corteo. Almeno un centinaio poi gli agenti in borghese che setacciano i cordoni alla ricerca di chi sottoposto a quel che di fatto è un Foglio di via (il Divieto di dimora) ha trasgredito alla notifica presentandosi alla manifestazione, come promesso.

Moltissime le sigle aderenti. Qui soltanto alcune delle presenti oggi, che hanno fatto pervenire la loro adesione al sito nomuos.info:

Rete nazionale TILT, TILT Sicilia, Sel Caltagirone, Comitato per la pace Caltagirone,Federazione Sel Catania, forum mediterraneoforpeace, Senato degli Studenti IUAV, Riccardo Laterza, portavoce nazionale Rete della Conoscenza, Casa per la pace di Grottaglie (TA), Etta Ragusa, Scout Caserta, Pax Christi, Partito Comunista – Sicilia, M5S, Comitato pace e disarmo, sos mediterraneo, Forum dell’acqua, Comune di Ragusa, Comune di Palagonia, Atracarta restauro libri e legatoria artistica di Paola Iabichino -Modica (Rg), Borderline Sicilia Onlus, Comune di Piazza Armerina, Comune di Caltagirone, SEL Scilia, Comune di Vittoria

Ore 16,30 – Parte ora la manifestazione dal presidio No Muos di Niscemi, per raggiungere il cancello n. 1 della base Nrtf della U.S. Navy statunitense contenente le 46 antenne oltre alle 3 del Muos. Diecimila persone si stanno muovendo dietro allo striscione dei Comitati “Ripudiamo le 46 antenne Nrtf”. Subito dopo la bandiera della Palestina.  Al grido di “Dalla Valsusa alla Sicilia la Terra non si abusa” muovono i diecimila.

Ore 15,30 –  Giornata calda e ventilata: 33°. Al momento un migliaio di persone si sono radunate al presidio, ma molti stanno arrivando, rallentati dalla distanza alla quale han dovuto lasciare i mezzi. La partenza è ovviamente ritardata, e si pensa che potrà avvenire attorno alle 16.

Ore 15.00 – Il prefetto di Caltanisetta, Carmine Valente, ha emanato ieri una ordinanza prefettizia secondo la quale le auto dei manifestanti dovranno fermarsi a 4 km, e i pullman a 3 km dal presidio, zona di concentramento della manifestazione. Già molti autobus in arrivo sono stati fermati dalle Ff.Oo., gli occupanti fatti scendere e filmati, controllati.

da TG Valle Susa

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Nel pomeriggio di sabato 2 agosto, alla luce del sole, il Presidio permanente NO MUOS di Niscemi è stato saccheggiato; ogni oggetto e suppellettile presente dentro la baracca è stato distrutto o reso inservibile. Il vile gesto vandalico rappresenta un chiaro messaggio intimidatorio verso il movimento NO MUOS che si accinge a dare vita al campeggio resistente e alla manifestazione del 9 agosto, e si aggiunge agli altri fin troppo chiari segnali arrivati in queste settimane: dai fogli di via a 29 attivisti, cui è stato proibito di entrare nel territorio di Niscemi, al rifiuto apposto al percorso della manifestazione del 9 dentro la Sughereta, al continuo stillicidio di denunce e convocazioni per attivisti rei di aver preso parte a manifestazioni e iniziative diversi mesi fa.

È evidente che la mobilitazione in atto a Niscemi e in Sicilia fa paura; dal governo americano a quello italiano temono che la spinta dal basso della popolazione e dei comitati possa ulteriormente ostacolare il completamento del programma MUOS, specie in un momento in cui spirano venti di guerra da Nord, da Est e da Sud (Ucraina, Palestina, Libia) in cui gli interessi militaristici USA e italiani sono strettamente coinvolti.

Per questo, azioni repressive “legali” e “illegali” vedono protagonisti magistratura, forze di polizia e manovalanza malavitosa, unite dal comune obiettivo di spianare la strada all’invasore americano, e di mettere a tacere con ogni mezzo l’opposizione che da anni resiste in contrada Ulmo e in paese ad uno dei più potenti progetti bellici che abbia mai interessato il territorio italiano.

Stranamente l’atto distruttivo del Presidio permanente si è svolto senza che le numerose telecamere e gli altri strumenti di intercettazione ambientale, abbondantemente disseminati dalle forze di polizia attorno alla struttura resistente, abbiano notato nulla. A ognuno di trarre le proprie conclusioni.

Al movimento NO MUOS il dovere di rispondere adeguatamente, di continuare la battaglia, di organizzare al meglio il campeggio di lotta dal 6 al 12 agosto e la manifestazione di giorno 9. Ogni atto repressivo, ogni provocazione, ogni intimidazione ci conferma di essere nel giusto e ci rafforza nella convinzione di portare sino in fondo questa lotta, fino allo smantellamento del MUOS e della base NRTF, per una Sicilia senza basi di morte, per un mondo senza guerra.

tutte le informazioni sul presidio, il campeggio e la manifestazione su http://www.nomuos.info/?p=6041 

Pubblicato in Politica

 IL PROGRAMMA DEL CAMPEGGIO NO MUOS NEL DETTAGLIO

6 agosto
ore 18, Apertura del campeggio
ore 20,30, Cena sociale (a cura de Lotto con l’Orto)
ore 22,30, Festa di accoglienza: Dj Set

7 agosto
ore 9, volantinaggio al paese (mercato ecc.)
ore 11, assemblea dei gruppi di lavoro (accoglienza, informazione, cucine, campeggio, eventi)
ore 13, pranzo sociale
ore 16, Assemblea di lavoro del campeggio
ore 17, Incontro dibattito servitù militari /fronti d guerra + forum Palestina
ore 20,30 cena sociale
ore 21,30 Concerto
dalle 24 “fuori onda”

8 agosto
Ore 11, Assemblea dei gruppi di lavoro
ore 13 pranzo sociale
ore 16, assemblea di campeggio
ore 17,30, Assemblea delle realtà impegnate nelle lotte territoriali
ore 20,30, cena sociale
ore 22,30, spettacolo Soc Italia
ore 24, “fuori onda”: proiezione alle reti della base

9 agosto
Ore 10, assemblea dei gruppi di lavoro
ore 11, assemblea di campeggio
ore 12/14 pranzo sociale
ore 14,30, Concentramento manifestazione
Festa serale

10 agosto

Ore 12, sede coordinamento Niscemi: conferenza stampa e volantinaggio in paese
ore 12, pranzo sociale (a cura del comitato di Ragusa)
ore 16, assemblea di campeggio
ore 17, niscemi, zona Trappeto, iniziativa su questioni di genere
ore 20,30, cena sociale (a cura del comitato di Ragusa)
ore 22, Spettacolo sulla Palestina – segue concerto
dalle 24, “fuori onda”

11 agosto
Ore 11, Assemblea gruppi di lavoro
ore 13 pranzo sociale
ore 16, assemblea di campeggio
ore 17,30, dibattito sulle prospettive del movimento
ore 20,30, cena sociale
ore 21,30 With Love Festival con sorteggio (riffa del comitato di Palermo)

12 agosto

Ore 13, pranzo di chiusura del campeggio.

Per arrivare a Niscemi è necessario, a meno che non si venga da qualche zona della Sicilia centrale, passare da Catania o comunque prendere la Catania-Gela, quindi le informazioni che vi daremo vi spiegheranno come arrivare a Niscemi a partire da questa città. Per arrivare a Niscemi con la macchina è necessario prendere la Catania-Gela da Catania in direzione di Gela ed uscire allo svincolo per Niscemi. Col treno è possibile arrivare fino a Caltagirone, ma da Caltagirone a Niscemi la linea è interrotta e quindi per arrivare da Caltagirone a Niscemi sarà necessario prendere un autobus, la stazione degli autobus è nella stessa piazza della stazione dei treni e quindi potrete farvi il biglietto al tabaccaio della stazione appena scesi dal treno. In ogni caso consigliamo di prendere un autobus a partire da Catania. Se arrivate a Catania col treno, anche stavolta troverete la stazione dei bus nella stessa area di quella dei treni e potrete fare immediatamente i biglietti nella biglietteria Interbus-Etnatrasporti. Gli orari dell’autobus per Niscemi sono i seguenti:http://www.interbus.it/Orarietariffe.aspx?locPartenza=1833&locArrivo=0%284630&DataPartenza=21/07/2014 . Se arrivate all’aeroporto vi basterà, invece, prendere la navetta per la stazione centrale degli autobus urbani, che è esattamente nella stessa piazza in cui insiste la stazione dei treni e dalla quale partono gli autobus extraurbani. Se gli orari di autobus e treni vi impongono di soffermarvi una notte a Catania, per esigenze di cambio, è possibile chiedere ospitalità al CSA Officina Rebelde che è sito in una zona centralissima e poco distante dai terminal di autobus e dalla stazione dei treni, inviando per tempo una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

ARRIVATI A NISCEMI:

Con la macchina dovete entrare in paese e dirigervi verso contrada Ulmo, prendendo la strada provinciale n° 10 in direzione di Caltagirone e svoltando per l’abbeveratoio di contrada Apa, qui il percorso con Google Maps

Se arrivate con l’autobus di Linea, scendete alla prima fermata e sarete su questo stesso percorso, che potete fare a piedi e vi impiegherà circa un’oretta di tempo o magari chiedete un passaggio in autostop (non ci sono autobus urbani di linea che vi possano portare in presidio), visto che tutti sanno dov’è il presidio.

ARRIVATI AL PRESIDIO, presentatevi all’accoglienza per lasciare un contributo economico minimo (3 euro) che consentirà di affrontare le spese di gestione del campeggio, per lasciare i vostri contatti ai compagni ed alle compagne del movimento No Muos e soprattutto per essere coinvolti nelle attività di organizzazione e di gestione del presidio.

E’ POSSIBILE VENIRE ANCHE ESCLUSIVAMENTE PER IL CORTEO DEL 9 AGOSTO, che partirà alle 15:00 dalla Sughereta di Niscemi ( QUI L’EVENTO FACEBOOK: https://www.facebook.com/events/1471969993046673/?fref=ts). Causa eventuali problemi con la questura e le autorizzazioni, che in passato ci sono stati, si consiglia di rimanere sempre connessi con l’evento facebook per essere informati di eventuali cambiamenti.

Per il 9 agosto partirà da Catania un autobus organizzato dal coordinamento studentesco Kaos, qui l’evento:https://www.facebook.com/events/1487713041465227/?ref_dashboard_filter=calendar
Potete contattare pure Officina Rebelde, per dei posti.

PURE DA MESSINA, IN PARTENZA UN AUTOBUS PER IL 9:

Concentramento a Piazza Duomo ore 10:00
Ritorno in serata
Costo del biglietto (A/R) 12 € studenti/disoccupati – 15 € lavoratori

Per info e prenotazioni: Giugia 3738721139

SI PARTE ANCHE DA MODICA:

INFO-PRENOTAZIONI BUS DA MODICA
Paola I: 3339034066
Sabina: 3382503405

e DA RAGUSA

Manifestazione 9 Agosto


Autobus da Ragusa:
partenza ore 12:30 da via epicarmo
rientro ore 23:30
costo biglietto euro 6,00
info prenotazioni:334/7640441 Giuseppe
” “:338/3609119 Adriano
sede cub via GB Odierna n°212-il lunedì dalle 18:30-alle 20:00
” “e il giovedì mattina dalle 11:00 alle 12:30
” pomeriggio dalle 17:00 alle 18:30

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Oggi, nella commemorazione della strage di stato del 2 agosto 1980 accanto alle compagne e ai compagni di Ross@ di Bologna erano in piazza anche i militanti di Ross@ delle altre città per rappresentare un impegno diretto di presenza politica in una delle fasi più difficili nella storia dell’Italia repubblicana. Esprimiamo viva soddisfazione per la numerosa partecipazione allo spezzone dedicato al filo conduttore che ha legato le stragi di ieri a quelle di oggi in corso a Gaza, centinaia di persone che hanno dato vita, successivamente al minuto di silenzio, ad un corteo unitario e alternativo che si è concluso in Piazza dell’Unità davanti alla targa dedicata alla resistenza partigiana, lasciando lì una bandiera palestinese.  

Questa è una giornata di lotta e di lutto, perché nessuno di noi potrà mai dimenticare quel giorno di trentaquattro anni fa quando le bombe fasciste stroncarono tante vite innocenti in nome di un folle disegno di onnipotenza che aveva come bersaglio la democrazia e le forme più avanzate di convivenza civile e sociale. Questa è anche giornata di lotta attorno ai temi decisivi di questa fase politica.

Affermiamo così con grande forza il nostro irriducibile antifascismo che si accompagna direttamente con la lotta per la pace: ciò che accade a Gaza, in Libia, in Ucraina, in tante altre parti del mondo dove sembrano imperare indisturbate sopraffazione e violenza.

Siamo nel momento più terribile su questi fronti di guerra, scorrono fiumi di sangue, si rinnova una inaccettabile tragedia umana.

La pace rappresenta da sempre un obiettivo irriducibile per la nostra prospettiva per il futuro: ma non pensiamo a una sorta di “pax romana” che annulla il conflitto perché le armi ne hanno estinto l’origine. Pensiamo alla pace come liberazione, alla pace come affermazione delle istanze sociali, alla pace come diritto dei popoli a scegliere il proprio destino.

Il nostro disegno internazionalista si accompagna alla nostra analisi allarmata al riguardo della situazione europea e italiana.

Sotto i diktat della troika asservita alla ferocia della gestione capitalistica emergono fenomeni di impoverimento generale, di crescita della disoccupazione, della precarietà, dello smantellamento dello stato sociale: dobbiamo spezzare queste catene che ci avviluppano lavorando per la rottura di questa Unione Europea che si presenta come del assolutamente irriformabile.

A questa situazione s’intreccia, in Italia, il tentativo in atto di riduzione dei margini di esercizio della democrazia: si sta tentando, attraverso le cosiddette riforme costituzionali e la legge elettorale di annullare la rappresentatività politica e di soffocare le istanze sociali.

Presidenzialismo e Partito unico della nazione: di fronte a queste concrete ipotesi serve subito una opposizione politica e sociale che nulla deve concedere tanto meno sul piano dei rapporti istituzionali.

Al PD partito di regime va contrapposto un ampio fronte di opposizione e un soggetto anticapitalista di alternativa.

Il nostro obiettivo è quello di contribuire a costruire questa ampia opposizione e a costruire Ross@ come soggetto politico, che intendiamo rappresentare in piena autonomia assieme a quegli altri soggetti che condividono questa proposta politica nella chiarezza, senza compromessi, in una idea che nulla concede ai personalismi e recupera il gusto della lotta politica collettiva. 

Compagne e compagni di Ross@ presenti oggi a Bologna

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Come ogni anno oggi Bologna ha commemorato le vittime della strage di Bologna. Una parata che dopo il saluto iniziale del ministo Poletti a Palazzo d Accursio, ha sfilato composta su via indipendenza fino a Piazza Medaglie d’Oro, dove hanno parlato le rappresentanze istituzionali del comune di Bologna e dell’associazione Vittime della Strage.
Al corteo, oltre 1000 le persone che hanno partecipato alla sfilata con le bandiere palestinesi all’asta, per ricordare che la memoria non è solo una commemorazione delle stragi di Stato, ma che è necessario aprire gli occhi oggi di fronte alla strage dello Stato israeliano nei confronti del popolo palestinese.
In questi giorni molte sono state le manifestazioni di solidarietà al popolo di Gaza, contro il silenzio dei mass media di fronte a questo massacro, e quello ancora piu grave del nostro governo e dell Unione Europea. Se molte parole e attenzioni sono state spese sulla questione ucraina, il desistere dal prendere una posizione di netta condanna dell attacco israeliano di questa estate mette in chiaro una volta per tutte che di fronte al massacro di un popolo l unico interesse che muove l Unione Europea è quello di allargare i propri confini imperialisti. Israele mantiene il ruolo del boia, con il tacito consenso della comunità internazionale.
Oggi a Bologna i movimenti sociali e politici sono scesi in piazza a fianco delle vittime della strage, ma uniti hanno scelto di non ascoltare la vuota dichiarazione delle nostre istituzioni sorde a cio che avviene oggi in Medioriente. Dopo il minuto di silenzio il corteo ha voltato le spalle al sindaco di Bologna e si è diretto in Piazza dell Unità, dove ha affiancato la bandiera palestinese alla targa che commemora la resistenza partigiana. Questa è anche la memoria che ha voluto affermare oggi Bologna.
 
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Alla fine del minuto di silenzio, i movimenti sociali, sindacati di base, Ross@, centri sociali che avevano sfilato oggi nel corteo che ha ricordato la strage del 2 agosto, hanno fatto retromarcia per abbandonare piazza Medaglie d’oro, ma non più in silenzio. Non appena è stata data la parola al sindaco di Bologna, Merola, si sono levati fischi dai manifestanti che oggi sono scesi in piazza per ricordare la strage di stato del 2 agosto 1980 ma anche per condannare il bombardamento di Gaza. Oltre i fischi si sono sentite chiare e fortti le le urla di “vergogna, vergogna”.

In un comunicato sottoscritto da diverse realtà antagoniste bolognesi (USB, Comitato Palestina Bologna, Comitato Ucraina Antifascista, Ross@ Bologna, Rete dei Comunisti, Noi Restiamo, ASIA-USB, csa Lazzaretto, Primavera Urbana, Rete Corpi Civili di Pace, cs TPO, Labàs Occupato, Hobo, PCL, Exaequo-Bottega del Mondo, Coordinamento Campagna BDS Bologna, PdCI, VAG61, XM24) si legge:

IN CENTINAIA PER NON DIMENTICARE LA STRAGE DI STATO E CON IL CUORE A GAZA

2 agosto 2014: la memoria unisce la strage fascista alla stazione di Bologna a quella sionista che ha provocato su Gaza, fino a oggi, oltre 1600 morti. Dietro allo striscione “DA BOLOGNA A GAZA NO ALLE STRAGI DI STATO” esponenti di centri sociali, associazioni, comitati, del sindacato USB e singoli venuti anche da fuori Bologna, hanno partecipato al corteo di commemorazione della strage di Bologna fino a Piazza Medaglie d’Oro aspettando le 10,25. Dopo il minuto di silenzio e mentre prendeva la parola il sindaco Merola, centinaia di persone, seguendo lo striscione, hanno svuotato la piazza muovendosi in corteo verso piazza dell’Unità dove, al canto di Bella Ciao, hanno legato la bandiera palestinese alla corona d’alloro lasciata in memoria della Resistenza partigiana.

L’iniziativa di oggi segue una serie di manifestazioni già realizzate a Bologna per denunciare l’ennesimo massacro sulla popolazione palestinese, il silenzio istituzionale e la disinformazione- deformazione mediatica. Gli stessi elementi che, con vari tentativi di depistaggio, sono stati messi in gioco anche sulla strage di Bologna e sulla strategia del terrore che colpì il movimento operaio italiano e  su cui ancora oggi vige l’omertà di Stato.

La manifestazione di oggi dimostra che la memoria del 2 agosto tiene viva la rabbia contro ogni strage di stato.

Stop Bombing Gaza

USB, cs TPO, Labàs Occupato, Comitato Palestina Bologna, Ross@ Bologna, Rete dei Comunisti, Noi Restiamo, Hobo, XM24, Comitato Ucraina Antifascista, ASIA – USB, Lazzaretto csa, Primavera Urbana, PCL, VAG61, Exaequo – Bottega del Mondo, Coordinamento Comitato BDS Bologna, PDCI, Rete corpi civili di pace.

 Sulla manifestazione di oggi a Bologna è stato diffuso anche un comunicato di Ross@. Qui di seguito il testo:

2 AGOSTO, ROSS@ A BOLOGNA: UNA GIORNATA DI LUTTO E DI LOTTA PER L’ANTIFASCISMO, LA PACE, IL LAVORO, LA DEMOCRAZIA

Oggi, nella commemorazione della strage di stato del 2 agosto 1980 accanto alle compagne e ai compagni di Ross@ di Bologna erano in piazza anche i militanti di Ross@ delle altre città per rappresentare un impegno diretto di presenza politica in una delle fasi più difficili nella storia dell’Italia repubblicana. Esprimiamo viva soddisfazione per la numerosa partecipazione allo spezzone dedicato al filo conduttore che ha legato le stragi di ieri a quelle di oggi in corso a Gaza, centinaia di persone che hanno dato vita, successivamente al minuto di silenzio, ad un corteo unitario e alternativo che si è concluso in Piazza dell’Unità davanti alla targa dedicata alla resistenza partigiana, lasciando lì una bandiera palestinese.  

Questa è una giornata di lotta e di lutto, perché nessuno di noi potrà mai dimenticare quel giorno di trentaquattro anni fa quando le bombe fasciste stroncarono tante vite innocenti in nome di un folle disegno di onnipotenza che aveva come bersaglio la democrazia e le forme più avanzate di convivenza civile e sociale. Questa è anche giornata di lotta attorno ai temi decisivi di questa fase politica.

Affermiamo così con grande forza il nostro irriducibile antifascismo che si accompagna direttamente con la lotta per la pace: ciò che accade a Gaza, in Libia, in Ucraina, in tante altre parti del mondo dove sembrano imperare indisturbate sopraffazione e violenza.

Siamo nel momento più terribile su questi fronti di guerra, scorrono fiumi di sangue, si rinnova una inaccettabile tragedia umana.

La pace rappresenta da sempre un obiettivo irriducibile per la nostra prospettiva per il futuro: ma non pensiamo a una sorta di “pax romana” che annulla il conflitto perché le armi ne hanno estinto l’origine. Pensiamo alla pace come liberazione, alla pace come affermazione delle istanze sociali, alla pace come diritto dei popoli a scegliere il proprio destino.

Il nostro disegno internazionalista si accompagna alla nostra analisi allarmata al riguardo della situazione europea e italiana.

Sotto i diktat della troika asservita alla ferocia della gestione capitalistica emergono fenomeni di impoverimento generale, di crescita della disoccupazione, della precarietà, dello smantellamento dello stato sociale: dobbiamo spezzare queste catene che ci avviluppano lavorando per la rottura di questa Unione Europea che si presenta come del assolutamente irriformabile.

A questa situazione s’intreccia, in Italia, il tentativo in atto di riduzione dei margini di esercizio della democrazia: si sta tentando, attraverso le cosiddette riforme costituzionali e la legge elettorale di annullare la rappresentatività politica e di soffocare le istanze sociali.

Presidenzialismo e Partito unico della nazione: di fronte a queste concrete ipotesi serve subito una opposizione politica e sociale che nulla deve concedere tanto meno sul piano dei rapporti istituzionali.

Al PD partito di regime va contrapposto un ampio fronte di opposizione e un soggetto anticapitalista di alternativa.

Il nostro obiettivo è quello di contribuire a costruire questa ampia opposizione e a costruire Ross@ come soggetto politico, che intendiamo rappresentare in piena autonomia assieme a quegli altri soggetti che condividono questa proposta politica nella chiarezza, senza compromessi, in una idea che nulla concede ai personalismi e recupera il gusto della lotta politica collettiva.

Compagne e compagni di Ross@ presenti oggi a Bologna

 

Pubblicato in Politica
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