sd t st m
Menu
Domenica, 19 Ottobre 2014 12:51

La Milano antirazzista e antifascista c’è!

Tanti, ma proprio tanti, tra i 15 e i 20 mila. Mentre giungevano notizie che il corteo nazi-xenofobo era, come previsto, molto partecipato, già fin dalle prime ore del pomeriggio Largo Cairoli a Milano non riusciva più a contenere le migliaia di persone affluite alla manifestazione grazie quasi esclusivamente ai soliti tam tam via web delle ultime 2 settimane.

La testa del corteo era aperta da uno striscione che recitava “Chi ama la libertà odia la Lega” seguito da comunità di migranti, tantissimi giovani, tantissime donne e poi la Milano antifascista di sempre.

Assente non pervenuta, la Cgil. La quale, solo attraverso dichiarazioni a mezzo stampa denunciava il carattere razzista della manifestazione dei Salvini boys. Ma Milano antirazzista e antifascista c’é!!!

Mentre il corteo scorre nei pressi del popolarissimo mercato alimentare di viale Papiniano, solidarietà e condivisione sono palpabili. Molti lavoratori migranti (in prevalenza nord-africani) vi lavorano ed esprimono la loro partecipazione anche regalando ceste di frutta ai manifestanti. Il corteo si ingrossa sempre più. Gioioso e militante, consapevole che le piazze di Milano non devono essere lasciate a chi specula (da destra) ed usa demagogia a go-go per alimentare una guerra tra poveri unendosi ai fascisti di Casa-Pound.

La fine della manifestazione è a Piazza S.Stefano, ma la testa del corteo si accorge ben presto che non può contenere tutti. I nuovi e vecchi antifascisti e antirazzisti milanesi sono incazzati con una Questura che fa barriera ad un avanzamento del corteo. Ma per oggi può bastare!

* Ross@ Milano

 

Pubblicato in Politica
Domenica, 19 Ottobre 2014 08:39

Bologna: antifascismo è anticapitalismo

E' stata quella di ieri una giornata importante, in cui si è avuta l'emersione compatta di quelle forze che da settimane hanno ripreso ad accumularsi a Bologna, in un corteo partecipato e determinato che ha saputo coniugare al meglio la lotta antifascista con quella anticapitalista.

Abbiamo risposto al governatore di Bankitalia, Visco, per dirgli che non abbocchiamo al disegno di chi, con Renzi e Draghi, millanta una crescita fatta di precarietà, sfruttamento del territorio,privatizzazione, smantellamento del welfare, concentrazione della ricchezza e dei processi decisionali in poche sporche mani.

Ci siamo rivolti ai lavoratori in lotta, ai migranti sfruttati, ai compagni che non mollano, a chi difende gli spazi liberati dalla polvere, agli abitanti che nelle occupazioni hanno trovato una casa e un tetto altrimenti negati da un sistema ingiusto, ai nostri coetanei che non si arrendono all'idea di veder cancellato il proprio futuro. Abbiamo detto tutti insieme che nella crisi sociale ed economica di questi anni non lasceremo alcuna agibilità a chi pensa di risolvere i problemi portando odio, xenofobia e sessismo per distogliere lo sguardo degli oppressi dal loro nemico reale, una classe padronale che dall'alto della cupola dell'Unione Europea affama le fasce più deboli della popolazione di questo continente. Forza Nuova, Fiore e ogni forma di vecchi e nuovi fascismi si sono quindi visti sbattere nuovamente la porta in faccia, in una città che oggi si è assunta la responsabilità di scacciarli senza diritto di appello, perchè l'unico odio che possiamo sostenere è quello contro lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.Non ci hanno fermati dunque i manganelli di chi pensa di fare del disagio, economico e sociale, materia di competenza per il Ministero degli Interni, e una volta in più abbiamo fatto un passo in avanti verso la generalizzazione politica di questioni che come tali devono essere trattate.
Solidali con chi lotta per un futuro diverso ovunque nel Mediterraneo, solidali con i compagni che oggi hanno pagato la propria deteterminazione con le ferite inferte dalle FdO.
E soprattutto solidali con Teo, che vogliamo vedere presto tornare a lottare in questa città!
Pubblicato in Politica

Nel giorno dell'Orgoglio Razzista, ovvero nella giornata in cui le destre estreme ( Lega Nord, Casapound, Forza Nuova ) manifestano in diverse città d'Italia al grido di “Stop Invasione”, a Castel Volturno sfilano invece proprio i presunti "invasori" ovvero la comunità di migranti e rifugiati che vivono e lavorano lungo il Litorale Domizio.

In realtà si era scelto questa data già da luglio per manifestare indipendentemente dalle sfilate xenofobe convocate in seguito, per rispondere alle rivolte dei lavoratori africani provocate dal ferimento di due ragazzi da parte del datore di lavoro e di suo figlio che avevano aperto il fuoco contro gli immigrati. L'ennesimo e tragico episodio che aveva portato alle stelle la tensione tra la comunità autoctona e quella migrante. Qui infatti la metà della popolazione residente è di origine africana, senza contare poi i migranti "invisibili" sprovvisti di permesso di soggiorno. Un luogo simbolo, Castel Volturno, dell'immigrazione nel sud d'Italia e delle contraddizioni insite nel processo di sfruttamento selvaggio dei migranti.

L'appuntamento è sulla statale Domiziana, in testa al corteo Il Movimento dei Migranti e dei Rifugiati e il centro sociale Ex Canapificio di Caserta, organizzatori della giornata di lotta. Dietro di loro circa 5000 persone, per lo più immigrati africani. Corteo gioioso, coloratissimo e soprattutto molto giovane nella sua composizione. D'altronde la forza lavoro richiesta in questi territori è in larghissima parte destinata al settore agricolo, un lavoro duro che ha bisogno di braccia forti e giovani. Sotto la spinta della crisi, poi, sono precipitati i livelli salariali e le condizioni di sicurezza e sono invece aumentate le tecniche di sfruttamento. Un contratto regolare è praticamente un miraggio, qui infatti si è ritornati in quanto a condizioni lavorative a inizio Novecento. Il caporalato è il sistema di gestione normale del lavoro e all'alba di ogni giorno lungo la Domiziana furgoncini di caporali caricano i migranti in cerca d'occupazione. La paga per 10\12 ore di lavoro talvolta è di soli 15 o 20 euro, qualche volta qualche euro in più. Di politiche abitative da parte delle amministrazioni comunali neanche a parlarne. Gli immigrati spesso vivono in catapecchie o cascine agricole fatiscenti ammassati l'uno sull'altro. Oggi però vogliono parlare, spiegare, farsi sentire. Le voci che parlano al microfono e ai megafoni parlano lingue straniere, gli interventi che si susseguono sono in francese, in inglese, in arabo, raramente in italiano. Hanno però le idee chiare: Il problema principale è la Bossi-Fini, un mostro legislativo che precarizza oltre i limiti di qualsiasi decenza le loro esistenze. Legge che li spinge a forza nella clandestinità e nell'incubo dell'espulsione coatta, pur senza avere mai commesso reati o crimini se non quello di non avere i documenti in regola. Durante il corteo si sprecano gli insulti per Salvini e per la Lega Nord che sul razzismo antistranieri ha costruito parte delle sue fortune politiche ed elettorali. Il percorso del corteo è molto lungo, circa 5 km, tutti sulla Statale Domizia  e si conclude nel centro del paese nella piazza accanto al Municipio.

E' un corteo senza tensioni, le forze dell'ordine non indossano neanche i caschi. D'altronde ci sono tanti bambini negli spezzoni, difficile immaginare situazioni violente. La musica di Bob Marley la fa da padrona e quando risuonano le note di One Love, canzone sull'amore universale contro ogni barriera ideologica, il corteo si muove seguendo il ritmo.

1castel

Ma oltre a divertirsi e a ballare la comunità migrante ha rivendicazioni serie da proporre. Regolarizzazione, almeno per cominciare, per i migranti che hanno almeno 10 anni di soggiorno in Italia; un piano da concordare con le istituzioni locali per affrontare l'emergenza abitativa e sanitaria; contratti di lavoro regolari con base minima salariale; avvio dei progetti di bonifica e riqualificazione del territorio martoriato dall'interramento di rifiuti tossici provenienti dal Nord Italia e dall'inquinamento delle falde acquifere, da parte della Camorra, che rendono pericolosa la balneazione del litorale.

Se proprio si vuole trovare un difetto alla manifestazione che ha sfilato oggi a Castel Volturno è la scarsissima presenza di italiani. Pochi anche i militanti dei centri sociali giunti da Napoli. Non più di una cinquantina. Tra loro i disoccupati del comitato Banchi Nuovi, qualcuno di Mezzocannone Occupato, 081 e Ska, i centri sociali del centro storico, e facce note dell'antagonismo napoletano come Alfonso De Vito e Francesco Caruso.

Quella di oggi è comunque una manifestazione riuscita. Buona anche la risposta della cittadinanza che salutava i dimostranti ai lati del corteo o sorrideva dalle finestre. Nulla insomma che possa ricordare i problemi tra italiani e stranieri dei mesi scorsi. I migranti anzi invitano gli italiani a fare fronte comune perché è l'unico modo per uscire da una crisi economica e sociale come quella odierna. Riconoscersi per cittadinanza e per condizione di classe e non per nazionalità. Perché i problemi in questi luoghi non sono certo i migranti a portarli. A loro viene addebitato da media e classe politica il degrado e finanche la decadenza dell'industria turistico-balneare ma i veri produttori di degrado e malessere sono i camorristi e gli imprenditori collusi. I turisti da queste parti non ci vengono più non certo per l'alta concentrazione di lavoratori africani ma perché bagnarsi lungo le coste domiziane è un atto di coraggio visti i livelli d'inquinamento del mare.

Una manifestazione, quella di oggi, più che mai necessaria in una giornata così nefasta per il paese, durante la quale fascisti e nazileghisti si ergono a difensori del ‘popolo italiano’ contro “lo straniero rubalavoro e criminale” per definizione. Oggi hanno ragione loro, i migranti, il razzismo è ignoranza. Oggi invece qui a Castel Volturno siamo tutti un po’ più ricchi. Di umanità.

1castel2

Pubblicato in Politica

Riceviamo dagli studenti presenti ieri al corteo e pubblichiamo:

 

Stamani circa 300 studenti, provenienti dalle scuole occupate e non, hanno deciso di scendere in piazza contro le ultime riforme che, oltre a distruggere la scuola pubblica, stanno togliendo ogni diritto e ogni voce a tutti i settori della società.
Il corteo, dopo essere stato costretto dalle forze dell’ordine a un ridicolo girotondo per le vie del centro, ha cercato di evitare i blocchi imposti con spiegazioni al limite del ridicolo dai carabinieri, e intravedendo via della Vigna Nuova sguarnita con determinazione si è preso la libertà di sfuggire al controllo imposto.

La reazione non si è fatta attendere e al tentativo hanno risposto dapprima agenti DIGOS spintonando via i ragazzi, poi con due cariche di alleggerimento i carabinieri hanno fatto indietreggiare i cordoni degli studenti scontrandosi con la loro giusta rabbia.
La macelleria sociale del governo Renzi non passerà sotto silenzio, l’hanno gridato forte in tutta Italia i movimenti sociali e i lavoratori ricevendo la solita dose di democratiche manganellate che si fanno ormai sempre più frequenti ai danni chi sceglie di non chinare la testa.
Per i “tutori dell’ordine” la mattinata era già iniziata alle dieci quando entrati nel Liceo Capponi occupato, deserto per la massiccia affluenza al corteo, hanno attutato perquisizioni personali illegali sottraendo anche dagli zaini i documenti di alcuni studenti e mettendo sottosopra la scuola il tutto con la complicità della preside.
Nonostante ciò gli occupanti non si sono fatti intimidire e solo il loro tempestivo e coraggioso intervento, aprendo la scuola ai manifestanti dopo la carica, ha evitato una caccia all’uomo organizzata dagli agenti DIGOS intenti a chiamare rinforzi per non lasciarsi sfuggire l’occasione di usare ancora una volta la mano pesante dopo aver mandato una ragazzina all’ospedale con la testa spaccata.
Se pensano che saranno divieti, denunce e manganellate a farci indietreggiare sbagliano di grosso, alla loro repressione abbiamo sempre opposto la nostra granitica volontà nel continuare le lotte per una scuola, un modello di lavoro e una società basata sull’uguaglianza, la giustizia e la solidarietà.
Per questo torneremo ancora nelle piazze per gridare più forte la nostra rabbia!

‪#‎nobuonascuola‬ ‪#‎nojobsact‬ ‪#‎noart5‬ ‪#‎lalottanonsiarresta‬!

Rete dei collettivi studenteschi Fiorentini

da http://www.inventati.org/cortocircuito

Pubblicato in Italia (flash news)
Venerdì, 17 Ottobre 2014 09:00

Torpignattara respinge fascisti e razzisti

Ci avevano provato, quelli di "fratelli d'italia" e fascisteria varia, a sfruttare i problemi di un quartiere proponendo la soluzione razzista della "guerra tra poveri". Si erano persino adattati a nascondere la loro reale identità rinunciando a bandiere e simbologia abituale, che li avrebbe fatti riconoscere subito per quello che sono. Perciò hanno adottato la retorica della "difesa della legalità" cercando di occupare una piazza nello storico quartire antifascista e multietnico.

Gli è andata male lo stesso. Diverse centinaia di antifascisti e migranti hanno occupato piazza della Marranella, all'incrocio la via Casilina e via di Torpignattara, e solo la massiccia presenza di polizia in assetto di guerra ha impedito che le forze sane del quartiere "convincessero" gli intrusi ad allontanarsi in tempo reale.

Blitz dei centri sociali al sit-in per la legalità: "Via i fascisti da Tor Pignattara"
"Il vero degrado è la guerra tra poveri", recitava lo striscione in prima fila, mentre si alzavano gli slogan: "Fuori i fascisti da Tor Pignattara" e "Gli unici stranieri sono gli sbirri nei quartieri".

Il volantino diffuso in piazza dal Comitato di Lotta Quadraro e Studi Popolari Autonomi è ancora più preciso: "Crediamo che il degrado sia la conseguenza di precise politiche istituzionali. Politiche sul lavoro, volte alla riduzione del salario e allo sfruttamento dei lavoratori. Politiche sull’immigrazione, che legano il permesso di soggiorno al contratto di lavoro, introducendo di fatto il reato di disoccupazione".

Un malessere generalizzato, che accomuna "nativi" e migranti, ma che "forze politiche fasciste" provano a deviare verso la guerra tra poveri, indicandome "responsabili dei problemi le persone immigrate e quelle delle condizioni di vita e lavoro precaria".

 

Pubblicato in Italia (flash news)

Si è svolta lunedì 13 ottobre, presso la sede provinciale veronese di Rifondazione Comunista, l’assemblea “Verso il #25Ottobre” indetta dall’Assemblea per il 25 Ottobre, che promuove la Giornata Antifascista.

Il senso di questa Giornata sarà molteplice: innanzitutto denunciare il lungo percorso di sdoganamento di vecchi e nuovi fascismi portato avanti da Flavio Tosi e dalla Lega Nord, con la conseguente infiltrazione nelle istituzioni di personaggi dichiaratamente appartenenti a gruppi della destra radicale come il Veneto Front SkinHead o CasaPound Verona. In secondo luogo scardinare il meccanismo mediatico costruito da Tosi che, come una cappa di oscurantismo, avvolge le politiche smaccatamente razziste ed omofobe della sua Giunta e portare alla luce la ragnatela di connivenze con i gruppi neofascisti e con la loro propaganda intollerante che regge il “Sistema-Tosi”.

Anche e soprattutto riaffermare che la frammentazione e l’emergenza sociale prodotte dalla crisi non possono trovare nessuna via d’uscita con l’intolleranza ed il razzismo propugnato dalla destra radicale capeggiata dalla Lega Nord. L’alternativa possibile va costruita dal basso e si basa su reti di solidarietà ed auto-organizzazione, dove l’omofobia, il razzismo e la xenofobia non possono trovare alcuno spazio.

Il corteo sarà quindi comunicativo, colorato e determinato nel portare a galla la realtà di una città troppe volte indifferente di fronte alla violenza razzista e le responsabilità politiche di chi, Flavio Tosi in testa, ha consentito che questo clima di odio ed intolleranza prendesse il sopravvento a Verona.

Kollettivo Autonomo Antifascista Verona

Pubblicato in Italia (flash news)

Dopo il corteo di oltre 10mila persone del 10 Ottobre torniamo in piazza a #napoli!

Ven #24O - ore 9:30 - Piazza del Gesù!

UNITI E INFLESSIBILI CONTRO
#RiformaDellaScuola e #JobsAct!

****

A sei mesi dal suo insediamento, l'uomo nuovo della politica italiana, Matteo Renzi, ha gettato la maschera e non ci sono dichiarazioni d'intenti, rottamazioni evocate e propaganda mediatica che tengano. 
I due provvedimenti dell'esecutivo finiti al centro del dibattito pubblico nelle ultime settimane, la “Buona Scuola” e il Jobs Act, evidenziano chiaramente quali siano obbiettivi e priorità su cui il Governo intende andare fino in fondo.

La piattaforma della Scuola – su cui il premier ci ha invitato a “twittare” dubbi, critiche e perplessità, salvo poi assicurarci che a Gennaio la riforma inizierà il suo iter senza che sia stata cambiata una virgola rispetto alla bozza partorita dal Ministro Giannini – segna un'ulteriore spinta al processo di aziendalizzazione e privatizzazione che da anni investe la scuola pubblica. 
Presidi-manager affiancati da privati all'interno dei Consigli d'Istituto e insegnanti costretti a sgomitare tra loro in una rincorsa senza esclusione di colpi e a essere docili nell'assecondare la volontà e i progetti di chi “gestisce” gli Istituti per “meritarsi” una miseria in più nello stipendio mensile. 
Studenti a cui viene richiesto solo di essere soldatini disciplinati e di essere preparati oggi alla valutazione – sulla base di intoccabili parametri meritocratici – e domani allo sfruttamento, modellando la propria vita, il proprio studio, il proprio lavoro, sulla produttività dei bilanci di qualcun altro.
Studenti a cui si chiede di assimilare una serie di nozioni inconsistenti, di formarsi continuamente, di “specializzarsi” perchè stage e apprendistati (che noi sappiamo essere, per esperienza diretta, vere e proprie prestazioni lavorative gratuite di cui beneficiano le aziende!) sono al centro del modello d'integrazione e alternanza tra scuola e lavoro voluto da Matteo Renzi.

Nel progetto della “Buona Scuola” renziana non c'è posto per il Diritto allo Studio (si parla di ulteriori tagli previsti dal Documento Economico e Finanziario del Governo) né per un'edilizia scolastica seria né per la stabilizzazione che spetterebbe a migliaia di precari della scuola che aspettano da anni il “miracolo” delle assunzioni.

Dall'altra parte, la Riforma del Lavoro. Quella che ci viene indicata come l'unica via d'uscita dalla crisi, quella che “ci chiede l'Europa”, quella che “ci chiede Confindustria”, quella che risponde alle esigenze e alle domande poste dal “paese reale”.

Il Jobs Act pretende di combattere la precarietà istituzionalizzandola: la durata dei contratti a termine viene innalzata da 12 a 36 mesi, senza che risulti obbligatorio, per l'azienda, specificare la causale (ossia senza che nessuno si prenda la briga di giustificare il perchè di un'assunzione “anomala”) e diventano possibili ben 8 rinnovi nel giro di soli 3 anni; per il contratto d'apprendistato non è più necessario stabilizzare la metà degli apprendisti prima di poterne assumere altri, eliminando ogni controllo e obbligo sul ruolo formativo del contratto!
Sulla stessa lunghezza d'onda si muove la seconda parte del provvedimento - su cui il Senato ha posto la fiducia pochi giorni fa - con l'introduzione del contratto a tutele crescenti, la modifica degli ammortizzatori sociali che elimina la Cassa Integrazione, l'abolizione dell'art. 18 e il progressivo superamento dei contratti collettivi di categoria riducendo la contrattazione ad una mera questione tra lavoratore e azienda, di fatto – anche da un punto di vista giuridico - rendendo più agevoli i licenziamenti.

Insomma, due provvedimenti che in realtà sono due facce dello stesso attacco che Governo e padroni stanno sferrando complessivamente alle nostre condizioni di vita, peggiorandole dai banchi di scuola al miraggio dell'insperata pensione, passando per un interminabile ricatto lavorativo.
Da studenti e da giovani disoccupati che spesso si trovano costretti a faticare per qualche spiccio in nero o a condizioni assurde e che, prima o poi, dovranno entrare nel mondo del lavoro (e dovranno entrarci a queste condizioni!) non possiamo che opporci a tutto questo. 
Rispediamo al mittente l'assurda la retorica che vuole i nostri interessi, quelli dei giovani precari, contrapposti a quelli dei vecchi lavoratori troppo garantiti per troppo tempo, perchè viviamo sulla nostra pelle che ogni tentativo di eliminare tutele, diritti, salario, per qualcuno, si traduce in un arretramento per noi tutti. 
Proviamo a ricomporre il fronte a cui è diretta questa offensiva, che è estremamente composito e frammentato, eppure tutt'altro che sopito, come hanno dimostrato le mobilitazioni delle ultime settimane in tutta Italia, tra cortei (come quello dello scorso 10 ottobre che qui a Napoli ha portato decine di migliaia di persone in piazza), picchetti, scioperi, volantinaggi.
È proprio per questo che ripartiamo dal 24 ottobre, giorno dello sciopero nazionale del Sindacalismo di Base, scendendo in piazza insieme ai lavoratori dell'Unione Sindacale di Base, per dare un segnale di opposizione netta a questo governo e alle sue politiche, per riprenderci la parola e poter decidere del nostro presente e del nostro futuro, per poterlo fare insieme!

DISCIPLINATI OGGI, SFRUTTATI DOMANI!

UNITI E INFLESSIBILI CONTRO RIFORMA DELLA SCUOLA E JOBS ACT!

Pubblicato in Italia (flash news)
Mercoledì, 15 Ottobre 2014 09:49

Genova. Sabato manifestazione. L'Usb ci sarà

2010 Sestri Ponente, Varazze e Cogoleto ; 2011 Genova, La Spezia e le 5 Terre; nel 2013 di nuovo La Spezia ; oggi Genova , il Tigullio e l'entroterra. E questo solo negli ultimi 4 anni. Morti, distruzione, danni incalcolabili.

E la consueta ignobile gara allo scaricabarile, alla polemica, a chi promette più soldi, a chi fa gli annunci più roboanti. Con la prospettiva mortificante che i soldi che (forse) arriveranno saranno gestiti dagli stessi che ieri non sono riusciti a far tagliare due alberi nel Bisagno.

Oggi si cercano, giustamente, responsabili e colpevoli. Ma si rischia anche un colossale abbaglio. I disastri che si susseguono incessanti da anni non sono dovuti ad incapacità o inettittudine della classe politica. Sono frutto di una precisa scelta di chi governa questa regione e questi territori da anni. La classe dirigente ligure, in particolare il PD ed il suo corteo di alleati e servi sciocchi, ha fatto una scelta chiara: mettersi al servizio di interessi economici precisi, inseguire la logica del mattone e del cemento, della privatizzazione e dello smantellamento dei servizi pubblici. E mettersi apertamente e chiaramente contro l'interesse comune e i bisogni della popolazione.

QUALCUNO HA SENTITO IN QUESTE ORE PRONUNCIARE DA BURLANDO E CO. UNA SOLA PAROLA DI RIPENSAMENTO SU TERZO VALICO E GRONDA ?  OVVIAMENTE NO . PERCHE' QUESTE SONO LE LORO VERE PRIORITA', in perfetta sintonia con le politiche antipopolari del governo Renzi, burattino bugiardo (senza paragoni offensivi con l'autentico e molto piu' simpatico Pinocchio) dei grandi gruppi finanziari e delle banche.

Oggi è il momento della giusta rabbia e della protesta. Ma l'obiettivo deve essere chiaro : non basta cambiare un nome o un dirigente. Basta vedere la triste parabola del Sindaco Doria.. Grandi speranze e promesse di cambiamento all'inizio, ignobile ritirata su privatizzazioni e grandi opere poi. E il triste epilogo della città che annega, mentre lui si trastulla a teatro.

 

L'USB Liguria partecipera'  ALLA MANIFESTAZIONE DI SABATO 18 OTTOBRE ALLE ORE 15 DAL PIAZZALE DEL CIMITERO DI STAGLIENO A DE FERRARI per continuare a costruire  una chiara e netta alternativa sociale e politica a chi ha scelto chiaramente di stare dalla parte della speculazione del cemento e delle privatizzazioni a Genova come a Roma o nei centri europei che decidono le nostre sorti.

MA LA DISTRUZIONE DEI TERRITORI PASSA PER LO SCEMPIO DEI DIRITTI E LA CANCELLAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI . IL GOVERNO RENZI PREPARA L'ASSALTO FINALE E VA CONTRASTATO. PER SALVARE IL NOSTRO FUTURO.

USB  invita quindi  tutti  a partecipare sabato 24  OTTOBRE  allo sciopero generale nazionale di 24 h con manifestazione dalle ore 10 in Via Cesarea  contro le politiche di smantellamento dei diritti, contro le privatizzazioni, per il rilancio dei servizi pubblici.

Pubblicato in Lavoro & Conflitto
Martedì, 14 Ottobre 2014 07:31

Kabul in piazza per Kobane

Pubblicato in Video
Pagina 1 di 107
sostieni condividi segui