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Mercoledì, 23 Luglio 2014 08:29

Milano in piazza per la Palestina

Pubblicato in Eventi
Lunedì, 21 Luglio 2014 19:07

Firenze in piazza per la Palestina

Mercoledì 23 Luglio 2014 Mobilitazione contro l'aggressione israeliana a Gaza e Cisgiordania
      Per rompere il silenzio, denunciare le complicità e mostrare la propria solidarietà alla Palestina che non si arrende.

      Mercoledì 23/07/2014 ore 21.00 con partenza Piazza della Repubblica - Firenze

      per l’immediato ritiro dell’esercito israeliano da Gaza;per fermare la punizione collettiva che Israele sta infliggendo al popolo palestinese;per dire no all'occupazione e alla pulizia etnica che da
oltre 60 anni il sionismo porta avanti contro la popolazione palestines;per denunciare il silenzio della comunità internazionale e
il vergognoso servilismo della stragrande maggioranza dei media
italiani;per denunciare la complicità dell'Italia che, fornendo armi -
 come i caccia addestratori avanzati M-346 “Master”- a Israele, ne
supporta implicitamente l’attività bellica criminale a Gaza;per sostenere la resistenza palestinese e chi quotidianamente in Palestina lotta contro l'occupazione.
      Firenze per la Palestina

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Pubblicato in Eventi
Lunedì, 21 Luglio 2014 09:37

CORTEO PER LA PALESTINA A ROMA!

Alle ore 18, appuntamento in Piazza Vittorio.

Pubblicato in Eventi
Domenica, 20 Luglio 2014 08:24

Piazze d'Europa in appoggio ai palestinesi

Decine di migliaia in piazza a Parigi, Bruxelles e soprattutto Londra, oggi, per protestare - con slogan filo palestinesi - contro l'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza controllata da Hamas. Pacifica e molto affollata la manifestazione organizzata nella capitale britannica.

Accesi scontri invece a Parigi fra alcune centinaia di dimostranti e polizia, segnati da un bilancio di una trentina di fermi e diversi feriti. Il raduno nella capitale francese era stato vietato dalle autorità, dopo che un corteo nei giorni scorsi era sfociato in un tentativo d'irruzione in una sinagoga da parte di alcune frange estremiste. Ma i promotori l'hanno fatto svolgere ugualmente in segno di sfida, denunciando il divieto (molto raro in Francia) come un sopruso e rivendicando «il diritto a testimoniare solidarietà ai palestinesi», secondo le parole di Sandra Demarcq, del Nuovo partito anticapitalista (NPA, sinistra radicale antagonista).

I reparti anti-sommossa della polizia sono intervenuti quasi subito e sono stati affrontati in diverse strade parigine da lanci di pietre, a cui hanno risposto con cariche e candelotti lacrimogeni. A metà pomeriggio si contavano vari contusi, anche fra gli agenti, e numerosi fermi.

Raduni analoghi, ma meno movimentati, si sono svolti in altre varie città francesi, come Lille, Lione e Marsiglia. Pacifica la sfilata anche a Bruxelles con diverse migliaia di persone per le vie della capitale belga.

Oltremanica il corteo organizzato da sette associazioni, tra cui 'Stop the War', è partito verso mezzogiorno per passare davanti a Downing Street, residenza del primo ministro britannico, e poi vicino all'ambasciata israeliana a Kensington. Dopo qualche ora il raduno è terminato senza tafferugli o feriti.

L'associazione Palestine Solidarity Campaign ha annunciato un nuovo raduno per martedì davanti la sede diplomatica israeliana e per sabato prossimo un'altra a Whitehall, il quartiere londinese dei ministeri. La stessa organizzazione, sul suo profilo Facebook, ha precisato che svariate «migliaia di persone» hanno manifestato oggi nella capitale inglese «per la pace, la giustizia ed una Palestina libera». Anche Stop the War ha valutato in «decine di migliaia» il numero dei presenti. E domani si prosegue a Vienna, Amsterdam e Stoccolma, mentre a Londra è prevista una contromanifestazione filo-israeliana.

Pubblicato in Internazionale

Continua la campagna a sostegno della popolazione palestinese a Bologna. Dopo le iniziative dei giorni scorsi, almeno un migliaio in piazza San Francesco il pomeriggio del 15 luglio, ottavo giorno dei bombardamenti israeliani su Gaza. Una partecipazione oltre ogni previsione solo in parte preannunciata dalle adesioni all'evento sul social network e dalle numerose e varie sottoscrizioni al comunicato che lanciava l'iniziativa.

Numerose realtà politiche, di movimento, sindacali, numerose associazioni e singoli si sono incontrati in un presidio che spontaneamente ha sfilato da piazza San Francesco a Piazza Maggiore con in testa lo striscione “Stop bombing Gaza”.

Il corteo ha unito trasversalmente tutti al di sopra delle diversità per lanciare un unico messaggio forte contro la devastazione israeliana su Gaza, contro la complicità delle istituzioni e dei media italiani alla politica israeliana, ma soprattutto per avvolgere in un forte e virtuale abbraccio la popolazione palestinese, ostaggio di una prigione a cielo aperto. Ciò si è sentito nei diversi interventi al microfono, anche di rappresentanti dei palestinesi a Bologna, e nella determinazione con cui il corteo ha respinto in piazza Maggiore i soliti squadristi provocatori che vogliono far scempio di questa città.

Oggi ha sfilato la Bologna degna che ha unito la sua ricchezza di diversità in solidarietà al popolo palestinese che da oltre 60 anni resiste ad una delle più ingegnate e feroci occupazioni. Lo striscione in testa al corteo è stato appeso e lasciato in via del Pratello, via bolognese simbolo della Resistenza partigiana che anche oggi si unisce idealmente alla Resistenza palestinese.

Continueremo anche nei prossimi giorni con iniziative a sostegno della Palestina occupata e di Gaza sotto attacco, così come chiesto nell'appello della società civile di Gaza. La solidarietà non si ferma.


Vita, Terra e Libertà per il Popolo Palestinese 


Rete dei Comunisti 
Comitato Palestina Bologna 
Noi Restiamo 
Ross@ Bologna 
TPO 
USB Bologna 
Pratello R'esiste 
Hobo 
PdCI Bologna 
Earth Riot 
Exaequo-bottega del mondo 
Comitato Ucraina Antifascista 
Coordinamento Campagna BDS Bologna
PCL
XM24
VAG61

Pubblicato in Politica

Giovedì sera alla fiaccolata "per la pace" a Cesena spezzone militante - non ci stiamo a stare in silenzio come vorrebbero gli organizzatori, non ci stiamo a essere equidistanti, sappiamo chi è il carnefice e chi la vittima e vogliamo che la città lo sappia - volantinaggio e slogan - "gli aerei israeliani bombardano i bambini - e l'Italia vende armi agli assassini" "gli aerei israeliani non sono delle colombe, non portano la pace ma sganciano le bombe"  "pace terra libertà, la Palestina vincerà".  Questa mattina c'è stato un volantinaggio nel centro della città organizzato dal Centro di Difesa Sociale.

Pubblicato in Italia (flash news)
Mercoledì, 16 Luglio 2014 21:44

Padova. Presidio in Piazza dei Signori

Sabato 19 luglio dalle ore 17 alle ore 23 presidio in Piazza dei Signori (Padova)
Riprendiamoci la città!

L'ultima campagna elettorale ha dimostrato come la politica comunale di questa città, che a guidarla ci sia il centrosinistra o il centrodestra, sia in realtà asservita agli interessi economici degli speculatori. Gli appalti delle grandi opere e la partecipazione alle aziende municipalizzate sono state le fette della torta da spartirsi una volta concluse le elezioni tra le clientele dei vincitori. Questo è un passaggio cruciale al fine di governare la città.Al di là degli accordi fatti nella stanza dei bottoni, c'è però la quotidianità di chi vive veramente questa città e le sue problematiche.
L'emergenza abitativa si aggrava sempre di più sotto i colpi della crisi, nel frattempo le istituzioni preposte (Ufficio casa e Ater) sono incapaci di affrontarla (le graduarorie d'assegnazione delle case ERP sono bloccate dal 2012) ed anzi contribuiscono ad amplificarla, ad esempio con la messa in vendita degli alloggi Ater. I dati sugli sfratti sono allarmanti, nel 2014 arriveranno a più di 1000, con un aumento del 8% rispetto al 2013, di cui la quasi totalità sono per morosità, a fronte di più di 10.000 case sfitte nel solo comune di Padova.
La precarietà delle condizioni di lavoro entra a gamba tesa nella quotidianità di sempre più persone, che si vedono di fronte un presente e un futuro fatti di cassaintegrazione, lavori a tempo determinato o a chiamata, lavori in nero quasi sempre sotto pagati fino ad arrivare alla totale mancanza di lavoro.
Mentre il centro città viene agghindato come una vetrina, i nostri quartieri sono sempre più soggetti alle politiche di “riqualificazione”, che svendono il territorio alle imprese di costruzione e permettono l'inizio del processo della gentrificazione, mediante l'innalzamento del costo della vita e la chiusura di spazi di aggregazione sociale con il fine di espellere gli abitanti dai quartieri popolari verso una nuova periferia.
Il quartiere Portello rappresenta un esempio di come queste politiche siano già in atto: con il recente sgombero della Mensa Marzolo Occupata, gli studenti e gli abitanti del quartiere sono stati privati di uno spazio di socialità sana e di aggregazione popolare, strappato al degrado.
I problemi però rimangono: dall'allagamento di intere zone alla prima pioggia alla manutenzione delle case popolari, dagli edifici abbandonati lasciati al degrado fino agli insufficienti e sempre più costosi trasporti pubblici nella viabilità.
La sola politica che è stata portata avanti dentro i quartieri è stata quella di pompare e amplificare l'allarme sociale attorno alla tematica della sicurezza, che ha portato alla militarizzazione delle strade, all'aumento delle telecamere, a retate di stampo xenofobo e alla criminalizzazione della povertà e della marginalità.
Se la politica istituzionale non intende risolvere questi problemi o anzi intende aggravarli, speculandoci sopra, dobbiamo iniziare a prendere in mano la gestione politica delle nostre vite e di questa città, autorganizzandoci senza delegare il nostro destino, difendendo i nostri diritti e riprendendoci quello di cui abbiamo bisogno. Solo se saremo uniti, al di là delle nostre differenze specifiche, e solidali gli uni con gli altri potremo riuscire, con la lotta, ad ottenere delle conquiste.
 
NO ALLE PRIVATIZZAZIONI E ALL’UTILIZZO DI SOLDI PUBBLICI PER LE GRANDI OPERE (OSPEDALE, AUDITORIUM, TRAM, CAVALCAVIA, CENTRO CONGRESSI)
SI ALLA DESTINAZIONE DEI FONDI PUBBLICI PER RILANCIARE L’EDILIZIA POPOLARE, L’ISTRUZIONE (ASILI NIDO), RAFFORZARE I TRASPORTI, RICONSEGNARE ALLA COLLETTIVITA’ EDIFICI PUBBLICI DISMESSI

NO ALLA CEMENTIFICAZIONE DELLE AREE VERDI, LA DISMISSIONE DEI SERVIZI E DEGLI ENTI PUBBLICI, L’INVIO “RIQUALIFICATORIO” DEI MILITARI E L’ACQUISTO DI TELECAMERE
SI AGLI SPAZI AUTOGESTITI DI AGGREGAZIONE POPOLARE E DI SOCIALITA’, ALLA SOLIDARIETA’, ALLA COOPERAZIONE E AL MUTUO SOCCORSO TRA COMUNITA’

LA VERA SICUREZZA E’ GARANTIRE I DIRITTI E LA LIBERTA’ A TUTTI E TUTTE


Comitato di lotta per la casa – Marzolo occupata – Infospazio Chinatown

Pubblicato in Eventi

Questa mattina la digos ha notificato in diverse città una decina di denunce, tra cui 4 misure cautelari, per la manifestazione nazionale del 12 aprile, giornata in cui decine di migliaia di persone sono scese in piazza contro il Jobs act, il Piano casa e le politiche di austerity del governo Renzi. Misure che si sommano agli arresti domiciliari che Paolo e Luca sopportano da 59 giorni e ai numerosi obblighi di firma da 6 mesi per la manifestazione del 31 ottobre, e che si aggiungono ai tantissimi provvedimenti che in tutto il paese hanno colpito a decine attivisti e attiviste impegnati/e quotidianamente nelle lotte nei territori.

Questo avviene all’indomani dello sgombero del Volturno occupato a Roma, spazio vitale per l’impegno sociale, culturale e politico di questa città. Un luogo sottratto ad ipotesi speculative che viene riconsegnato alla rendita con probabile destinazione a sala Bingo.

Il governo “Telemaco” sta producendo il massimo sforzo per ridurre gli spazi di democrazia, affidando un ruolo centrale a procure, questure e prefetture, mentre  i  decreti convertiti in legge che hanno definitivamente precarizzato le  vite di milioni di persone vengono blindati da una riforma costituzionale che intende mettere al sicuro l’attuale maggioranza da ogni rovesciamento elettorale.

Dentro questi scenari diventa necessaria una mobilitazione ancora più unita, complice e solidale. Per questo domani scenderemo in piazza per rispondere allo sgombero e alla devastazione del Volturno occupato, mentre il 18 luglio ci mobiliteremo a piazzale Clodio dalle ore 13.30 in concomitanza con l’udienza del processo per gli arresti avvenuti davanti al Cipe nel marzo 2012, quando i movimenti per il diritto all’abitare contestarono lo stanziamento di ingenti fondi per il Tav, anticipando i temi delle mobilitazioni dello scorso autunno riassunte nello slogan: una sola grande opera, casa e reddito per tutti!

Invitiamo inoltre tutt@ a  portare la propria solidarietà a Gianluca e Adriano, in isolamento da 10 mesi con l’accusa di terrorismo, che il 18 mattina subiranno il processo in videoconferenza, una tecnica per nulla neutra e che rappresenta un pericoloso attacco al “diritto di difesa”.

·         Giovedì #17l ore 18 corteo da piazza Indipendenza

·         Venerdì #18 ore 13.30 presidio a piazzale Clodio

Liber@ tutt@, liber@ subito!

 

Movimenti per il diritto all’abitare

Pubblicato in Politica
Mercoledì, 16 Luglio 2014 10:01

Roma 17 luglio: no alla cementificazione!

L'Assemblea contro la Cementificazione e il Coordinamento Argine Divino Amore invitano la popolazione di S.Maria delle Mole, Frattocchie, Marino, delle altre sue frazioni e tutti i solidali a partecipare al presidio sotto la Regione Lazio, giovedì 17 luglio, dalle ore 10.00, presso la sede del “governo regionale” in via Cristoforo
Colombo.
Per fermare il progetto che prevede il raddoppio dell'abitato di S.Maria delle Mole e Frattocchie, con un milione di metri cubi di cemento da riversare su 240 ettari di Agro Romano e appartamenti per 12.000 nuovi residenti, chiediamo alla giunta della Regione Lazio di revocare le delibere della precedente giunta Polverini che riguardano il “via libera” a questa immensa speculazione edilizia.
Tali delibere furono realizzate dopo le dimissioni della stessa giunta Polverini mentre, circa un anno e mezzo prima, fu stipulato un accordo di programma tra la stessa ex-presidente della Regione e Adriano Palozzi, allora sindaco marinese e attualmente consigliere regionale nonché membro della Commissione Ambiente.
Chiediamo quindi che Zingaretti e la sua giunta mantengano gli impegni presi in maniera chiara durante la campagna elettorale delle ultime elezioni regionali e revochino gli atti amministrativi che riguardano la devastazione e il saccheggio del territorio dove viviamo e lavoriamo.
Questo importante quadrante di Agro Romano, ricco di reperti archeologicii, di bellezze paesaggistiche e naturalistiche non può finire preda di importanti costruttori privati, tra i quali spicca Parnasi con società costituite ad hoc che vantano ben 10.000 euro euro di capitale sociale.
Per impedire questo scempio e per avere una maggiore e definitiva tutela chiediamo inoltre l'estensione del Parco dell'Appia Antica a tutta la zona, vista la contiguità territoriale, storica e naturale che li lega.
Nel nostro territorio, sempre più assediato da problematiche relative al traffico aereo dell'aeroporto di Ciampino, dal gas radioattivo radon, dal traffico veicolare in costante aumento, dalla minaccia della costruzione della discarica di Roma-Falcognana non c'è e non ci può essere spazio per una nuova ed irreversibile nocività.
Nocività sostenuta a tutti i livelli da importanti politici locali a favore di forti interessi privati e combattuta dalle popolazioni tramite decine di iniziative pubbliche e numerosi ricorsi al TAR, tuttora pendenti.
Facciamo presente alla giunta Zingaretti e al sig.Palozzi, che ne è sicuramente più al corrente, che il Comune di Marino ha una raccolta differenziata ferma al 20% e che in virtù di questo splendido risultato ambientale, conferisce 4 tonnellate su 5 di rifiuto “tal quale” nella vicina discarica di Albano-Roncigliano.
Andando così ad avvelenare le terre e l'aria di una vastissima zona, provocando un'emergenza continua per le popolazioni locali che negli ultimi anni si sono ribellate e stanno lottando efficacemente, tanto che si trovano sotto processo alcuni eccellenti nomi dell'imprenditoria e della politica accusati di truffa.
Volendo costruire un altro milione di metri cubi di cemento e antropizzando il territorio marinese in modo così massiccio siamo destinati a vedere anche ridotte e maggiormente inquinate le nostre falde acquifere mentre la produzione di rifiuti raddoppierebbe, con tutte le conseguenze del caso.
Crediamo sia necessario prendere provvedimenti urgenti e mettere “una pietra sopra” a questa inutile e devastante speculazione edilizia, tanto più che esistono centinaia di appartamenti nuovi sfitti nel nostro comune mentre l'emergenza abitativa ci sembra sia esplosa anche a causa di simili politiche “di sviluppo”.
Per questo invitiamo tutti/e ancora una volta a partecipare al presidio sotto la Regione Lazio, giovedì 17 luglio dalle ore 10.00 ed abbiamo chiesto di incontrare in quella data gli assessori regionali Civita e Refrigeri.
Chi vuole potrà partire insieme a noi, ritrovandosi al parcheggio di scambio tra via G.Mameli e via Capanne di Marino, alle ore 9.00.

Assemblea contro la Cementificazione --- http://stopcemento.noblogs.org
Argine Divino Amore --- sites.google.com/site/arginedivinoamore
Pubblicato in Eventi
Martedì, 15 Luglio 2014 07:27

Catania in piazza per la Palestina

Si è svolta con successo a Catania la manifestazione in favore della Palestina e contro la rinnovata aggressione israeliana sulla popolazione palestinese. Diverse centinaia di persone si sono riunite nel pomeriggio di lunedì 14 davanti la storica piazza Stesicoro per dare avvio a un corteo cittadino che si è concluso nei pressi della moschea in piazza Cutelli.
Non scontata la buona presenza cittadina, vista la data. Eppure, è bastato poco tempo per mettere in piedi una giornata di mobilitazione di tutto rispetto in solidarietà del popolo palestinese.
Durante e alla fine del corteo, si è più volte ripetuto che non è possibile alcuna equiparazione tra lo stato israeliano, con le sua immensa forza militare e il suo appoggio politico statunitense, e il popolo palestinese, che, ancora una volta, resiste con la forza del suo coraggio e della sua pluridecennale determinazione ai soprusi più
volte condannati (almeno a parole) dalle organizzazioni internazionali, a partire dall’ONU.
Per tale ragione, si è continuato a promuovere la campagna internazionale di boicottaggio (BDS) contro le occupazioni e l’apartheid israeliani, per dare un concreto e quotidiano sostegno alla popolazione palestinese.

Pubblicato in Italia (flash news)
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