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	Commenti a: Lenin su capitalismo e immigrazione operaia (1913)	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Visconte Grisi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Visconte Grisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Aug 2017 00:55:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo aver letto il testo di Lenin si possono fare alcune riflessioni : 1) da un punto di vista quantitativo dal 1901 al 1909 l&#039;immigrazione negli Stati Uniti e stata di 7.200.000 persone e quindi sicuramente pagaragonabile o probabilmente superiore a quella attuale ; 2) i paesi di provenienza degli emigranti erano prevalentemente paesi europei arretrati come Austria, Italia e Russia quindi comunque di razza bianca e quindi sicuramente con minori implicazioni razziali di quella odierna. Inoltre non c&#039;erano guerre in corso negli anni a cui Lenin fa riferimento; 3) Lenin parla dichiaratamente di immigrazione operaia cioè di una emigrazione di contadini che aspiravano a diventare operai oppure di operai che erano alla ricerca di condizioni più avanzate; 4) nella visione di Lenin questa emigrazione aveva un significato progressivo in quanto spezzava il ristagno e l&#039;arretratezza della vita locale, distruggendo le barriere e i pregiudizi nazionali e andava a formare &quot;un esercito avanzato e internazionale del proletariato&quot;.             Bisogna notare che ai tempi di Lenin le nazioni capitalisticamente più avanzate come Stati Uniti e Germania erano in grado di integrare la maggior parte degli operai immigrati nella loro organizzazione produttiva mentre oggi, in un periodo di crisi generale e di declino del modo di produzione capitalistico non è più così. La disgregazione prevale sulla integrazione.  Le masse dei migranti oggi : 1)provengono in buona parte da zone di guerra ; 2) non sono più contadini o operai ma provengono in genere dalle periferie delle megalopoli dei paesi arretrati ; 3) anzi una parte di essi sono possessori di una notevole cultura o di una laurea ; 4) la parte maggioritaria degli odierni migranti è comunque alla ricerca di una promessa &quot;modernità&quot; e quindi, soggettivamente, mantiene il carattere progressivo indicato da Lenin, ma finisce con lo scontrarsi con un capitalismo &quot;postmoderno&quot; incapace di accogliere e valorizzare queste istanze di progresso.    Una parte minoritaria dei migranti odierni finirà per essere utilizzata come &quot;esercito industriale di riserva&quot; nel senso marxiano del termine, e quindi per abbassare ulteriormente i salari degli operai in generale, mentre la maggior parte rimarrà nella moltitudine dei disperati di cui il capitalismo non ha più bisogno.                                                          Per quanto riguarda la recente decisione della Merkel di accogliere i migranti siriani bisogna anzitutto notare che essi hanno diritto comunque allo status di rifugiati. Alcuni commentatori hanno ipotizzato uno scenario di reindustrializzazione dell&#039;Europa e di una futura ripresa della lotta di classe ma altri invece hanno sottolineato il fatto che i profughi siriani sono in larga percentuale laureati o diplomati e quindi utilizzabili selettivamente in un progetto limitato di integrazione, come è stato già in Gran Bretagna per pakistani e indiani. Anche ai tempi di Lenin una parte minoritaria degli operai più arretrati venivano rispediti nelle loro nazioni di origine, solo che adesso la proporzione si è invertita : è la maggioranza che risulta in eccesso.                           P. S. Chi poi si sorprende per le azioni razziste del governo ungherese e fa impropri riferimenti alla rivolta del 56, dovrebbe invece ricordarsi della repressione sanguinosa della repubblica dei consigli di Bela Kun e del regime fascista di Orthy, alleato dei nazisti nella seconda guerra mondiale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver letto il testo di Lenin si possono fare alcune riflessioni : 1) da un punto di vista quantitativo dal 1901 al 1909 l&#8217;immigrazione negli Stati Uniti e stata di 7.200.000 persone e quindi sicuramente pagaragonabile o probabilmente superiore a quella attuale ; 2) i paesi di provenienza degli emigranti erano prevalentemente paesi europei arretrati come Austria, Italia e Russia quindi comunque di razza bianca e quindi sicuramente con minori implicazioni razziali di quella odierna. Inoltre non c&#8217;erano guerre in corso negli anni a cui Lenin fa riferimento; 3) Lenin parla dichiaratamente di immigrazione operaia cioè di una emigrazione di contadini che aspiravano a diventare operai oppure di operai che erano alla ricerca di condizioni più avanzate; 4) nella visione di Lenin questa emigrazione aveva un significato progressivo in quanto spezzava il ristagno e l&#8217;arretratezza della vita locale, distruggendo le barriere e i pregiudizi nazionali e andava a formare &#8220;un esercito avanzato e internazionale del proletariato&#8221;.             Bisogna notare che ai tempi di Lenin le nazioni capitalisticamente più avanzate come Stati Uniti e Germania erano in grado di integrare la maggior parte degli operai immigrati nella loro organizzazione produttiva mentre oggi, in un periodo di crisi generale e di declino del modo di produzione capitalistico non è più così. La disgregazione prevale sulla integrazione.  Le masse dei migranti oggi : 1)provengono in buona parte da zone di guerra ; 2) non sono più contadini o operai ma provengono in genere dalle periferie delle megalopoli dei paesi arretrati ; 3) anzi una parte di essi sono possessori di una notevole cultura o di una laurea ; 4) la parte maggioritaria degli odierni migranti è comunque alla ricerca di una promessa &#8220;modernità&#8221; e quindi, soggettivamente, mantiene il carattere progressivo indicato da Lenin, ma finisce con lo scontrarsi con un capitalismo &#8220;postmoderno&#8221; incapace di accogliere e valorizzare queste istanze di progresso.    Una parte minoritaria dei migranti odierni finirà per essere utilizzata come &#8220;esercito industriale di riserva&#8221; nel senso marxiano del termine, e quindi per abbassare ulteriormente i salari degli operai in generale, mentre la maggior parte rimarrà nella moltitudine dei disperati di cui il capitalismo non ha più bisogno.                                                          Per quanto riguarda la recente decisione della Merkel di accogliere i migranti siriani bisogna anzitutto notare che essi hanno diritto comunque allo status di rifugiati. Alcuni commentatori hanno ipotizzato uno scenario di reindustrializzazione dell&#8217;Europa e di una futura ripresa della lotta di classe ma altri invece hanno sottolineato il fatto che i profughi siriani sono in larga percentuale laureati o diplomati e quindi utilizzabili selettivamente in un progetto limitato di integrazione, come è stato già in Gran Bretagna per pakistani e indiani. Anche ai tempi di Lenin una parte minoritaria degli operai più arretrati venivano rispediti nelle loro nazioni di origine, solo che adesso la proporzione si è invertita : è la maggioranza che risulta in eccesso.                           P. S. Chi poi si sorprende per le azioni razziste del governo ungherese e fa impropri riferimenti alla rivolta del 56, dovrebbe invece ricordarsi della repressione sanguinosa della repubblica dei consigli di Bela Kun e del regime fascista di Orthy, alleato dei nazisti nella seconda guerra mondiale.</p>
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