<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: La sottovalutazione dell’euro da parte della sinistra e l’abbandono dell’exit alla destra	</title>
	<atom:link href="https://contropiano.org/documenti/2018/05/31/la-sottovalutazione-delleuro-da-parte-della-sinistra-e-labbandono-dellexit-alla-destra-2-0104508/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://contropiano.org/documenti/2018/05/31/la-sottovalutazione-delleuro-da-parte-della-sinistra-e-labbandono-dellexit-alla-destra-2-0104508</link>
	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Thu, 31 May 2018 14:44:15 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: De Marco		</title>
		<link>https://contropiano.org/documenti/2018/05/31/la-sottovalutazione-delleuro-da-parte-della-sinistra-e-labbandono-dellexit-alla-destra-2-0104508#comment-120516</link>

		<dc:creator><![CDATA[De Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2018 14:44:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://contropiano.org/?p=104508#comment-120516</guid>

					<description><![CDATA[Buongiorno Professore Moro,

Grazie per questo importante articolo.

Si può legittimamente discutere sull&#039;efficacia relativa della svalutazione monetaria e della deflazione salariale. Credevo che il consenso era che la prima riduceva fatalmente la produttività micro-economica sul medio e lungo termine, cosa verificata in Italia sin dalle svalutazioni di Dini, se non prima. In oltre, è pure vero che l&#039;Euro iper-centralizzato scaturito dalle teorie di Mundell serve naturalmente gli interessi del Centro della Zona monetaria. 

Mentre si creava la BCE, per ottenere un minimo di flessibilità, avevo, tra altro, chiesto dei Ratio Cooke nazionali per le banche membri della BCE. (1) Poi, alla luce della crisi dei subprime avevo argomentato in favore dell&#039;abolizione dell&#039;assurdità dei CDS sul debito pubblico (2). Avevo anche chiesto a più riprese la creazione di un polo bancario-finanziario pubblico capace di rifinanziare il nostro debito e di elargire credito al settore produttivo. Oggi questo settore è alle prese con il « credit crunch », il quale risulta direttamente dalla politica ultra-accomodante – per le banche private – della Bce.

La questione fondamentale mi sembra essere la seguente: che differenza c&#039;è tra « moneta » e « credito »? Rimando qui ai miei scritti.(3)

Se esiste una differenza tra moneta e credito, si può allora benissimo lasciare, per ora, la gestione della moneta alla BCE (4) ma riprendersi, secondo il dettato dell&#039;Articolo 47 della nostra Costituzione, il controllo pubblico del credito, almeno della parte che servirà a cancellare-finanziere il debito pubblico e para-pubblico ed a finanziare le nostre industrie strategiche, le quali devono ritornare ad essere pubblica proprietà, anche con il ricorso ai Fondi Operai. (5) La leva finanziaria (in media 40 euro di credito per ogni euro di capitale proprio, senza contare il shadow banking e gli OTC ) permetterebbe allo Stato ridarsi i mezzi del suo intervento,almeno un margine budgetario, ad un costo molto inferiore rispetto al costo oneroso dei presenti salvataggi delle banche private senza nessuno potere decisionale normalmente scaturito allo Stato per il suo contributo alla ricapitalizzazione.

Aggiungo un elemento fondamentale verificato dalla « gauche plurielle » : la zona euro mette a riparo i paesi membri da ogni attacchi speculativi, almeno sulla moneta. Con il ritorno alla lira, l&#039;Italia come la GB nel immediato dopo-guerra, non resisterebbe una sola ora ad un tale attacco. Rimane l&#039;attacco per mezzo dello spread: questo va risolto alla base, cioè  con la ri-nazionalizzazione del finanziamento del debito e del credito pubblici.

Cordiali saluti.

Paolo De Marco

Note:
1 ) Vedi « Tous ensemble » cioè il Livre 1 in Download Now, Sezione Livres-Books del sito www.la-commune-paraclet.com . Subito dopo furono tipicamente ribattezzati Ratio McDonough!!!  
2 ) La Cancelliera Merkel sembrava in favore almeno dell&#039;abolizione della « vente à nu » ma né il Presidente Hollande né il governo italiano si mostrarono pronti ad appoggiare questa dovuta anche se minima iniziativa di buon senso... 
3 ) Vedi « Compendio di Economia Politica Marxista » e « Introduzione metodologica », nella Sezione Livres-Books del stesso venerabile sito. Viene anche spiegato la differenza cruciale tra interesse classico, interesse speculativo e profitto. 
4 ) In effetti, per mandato, il ruolo della BCE riguarda la gestione degli aggregati monetari – anche se come Janet Yellen o Powell non hanno la minima idea di cosa siano le inflazioni. Stricto sensu, la definizione di questi criteri riguarda il potere esecutivo e il potere legislativo. Il tasso di scambio dell&#039;euro è invece una competenza giunta, cioè rileva della volontà politica dei Stati membri.  
5 ) Sulla grande efficacia dei Fondi Operai ispirati dal geniale  R. Meidner, vedi « Tous ensemble » già citato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno Professore Moro,</p>
<p>Grazie per questo importante articolo.</p>
<p>Si può legittimamente discutere sull&#8217;efficacia relativa della svalutazione monetaria e della deflazione salariale. Credevo che il consenso era che la prima riduceva fatalmente la produttività micro-economica sul medio e lungo termine, cosa verificata in Italia sin dalle svalutazioni di Dini, se non prima. In oltre, è pure vero che l&#8217;Euro iper-centralizzato scaturito dalle teorie di Mundell serve naturalmente gli interessi del Centro della Zona monetaria. </p>
<p>Mentre si creava la BCE, per ottenere un minimo di flessibilità, avevo, tra altro, chiesto dei Ratio Cooke nazionali per le banche membri della BCE. (1) Poi, alla luce della crisi dei subprime avevo argomentato in favore dell&#8217;abolizione dell&#8217;assurdità dei CDS sul debito pubblico (2). Avevo anche chiesto a più riprese la creazione di un polo bancario-finanziario pubblico capace di rifinanziare il nostro debito e di elargire credito al settore produttivo. Oggi questo settore è alle prese con il « credit crunch », il quale risulta direttamente dalla politica ultra-accomodante – per le banche private – della Bce.</p>
<p>La questione fondamentale mi sembra essere la seguente: che differenza c&#8217;è tra « moneta » e « credito »? Rimando qui ai miei scritti.(3)</p>
<p>Se esiste una differenza tra moneta e credito, si può allora benissimo lasciare, per ora, la gestione della moneta alla BCE (4) ma riprendersi, secondo il dettato dell&#8217;Articolo 47 della nostra Costituzione, il controllo pubblico del credito, almeno della parte che servirà a cancellare-finanziere il debito pubblico e para-pubblico ed a finanziare le nostre industrie strategiche, le quali devono ritornare ad essere pubblica proprietà, anche con il ricorso ai Fondi Operai. (5) La leva finanziaria (in media 40 euro di credito per ogni euro di capitale proprio, senza contare il shadow banking e gli OTC ) permetterebbe allo Stato ridarsi i mezzi del suo intervento,almeno un margine budgetario, ad un costo molto inferiore rispetto al costo oneroso dei presenti salvataggi delle banche private senza nessuno potere decisionale normalmente scaturito allo Stato per il suo contributo alla ricapitalizzazione.</p>
<p>Aggiungo un elemento fondamentale verificato dalla « gauche plurielle » : la zona euro mette a riparo i paesi membri da ogni attacchi speculativi, almeno sulla moneta. Con il ritorno alla lira, l&#8217;Italia come la GB nel immediato dopo-guerra, non resisterebbe una sola ora ad un tale attacco. Rimane l&#8217;attacco per mezzo dello spread: questo va risolto alla base, cioè  con la ri-nazionalizzazione del finanziamento del debito e del credito pubblici.</p>
<p>Cordiali saluti.</p>
<p>Paolo De Marco</p>
<p>Note:<br />
1 ) Vedi « Tous ensemble » cioè il Livre 1 in Download Now, Sezione Livres-Books del sito <a href="http://www.la-commune-paraclet.com" rel="nofollow ugc">http://www.la-commune-paraclet.com</a> . Subito dopo furono tipicamente ribattezzati Ratio McDonough!!!<br />
2 ) La Cancelliera Merkel sembrava in favore almeno dell&#8217;abolizione della « vente à nu » ma né il Presidente Hollande né il governo italiano si mostrarono pronti ad appoggiare questa dovuta anche se minima iniziativa di buon senso&#8230;<br />
3 ) Vedi « Compendio di Economia Politica Marxista » e « Introduzione metodologica », nella Sezione Livres-Books del stesso venerabile sito. Viene anche spiegato la differenza cruciale tra interesse classico, interesse speculativo e profitto.<br />
4 ) In effetti, per mandato, il ruolo della BCE riguarda la gestione degli aggregati monetari – anche se come Janet Yellen o Powell non hanno la minima idea di cosa siano le inflazioni. Stricto sensu, la definizione di questi criteri riguarda il potere esecutivo e il potere legislativo. Il tasso di scambio dell&#8217;euro è invece una competenza giunta, cioè rileva della volontà politica dei Stati membri.<br />
5 ) Sulla grande efficacia dei Fondi Operai ispirati dal geniale  R. Meidner, vedi « Tous ensemble » già citato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
