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	Commenti a: Italia: come rovinare un paese in trent’anni	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Tue, 20 Oct 2020 16:49:24 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Armand Milieu		</title>
		<link>https://contropiano.org/documenti/2019/08/05/italia-come-rovinare-un-paese-in-trentanni-0117821#comment-215870</link>

		<dc:creator><![CDATA[Armand Milieu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2020 16:49:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trovo utile l&#039;osservazione di Galati.
Mi par di capire quanto segue: ci si aspettava che il grande non avrebbe mai potuto fare qualità, ma solo quantità... e perciò si investiva nel piccolo in quanto unica fonte di qualità.
Sono bastate alcune innovazioni tecnologiche e di gestione della produzione per consentire anche al &quot;grande&quot; di inerire la qualità che una volta era appannaggio solo dell&#039;artigiano.
Mi sembra quasi -- ma forse mi spingo troppo oltre con la mia ermeneutica -- che ci si illudesse che i processi produttivi artigianali fossero eternamente &quot;non scalabili&quot; e dunque irrimediabilmente unici e insostituibili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo utile l&#8217;osservazione di Galati.<br />
Mi par di capire quanto segue: ci si aspettava che il grande non avrebbe mai potuto fare qualità, ma solo quantità&#8230; e perciò si investiva nel piccolo in quanto unica fonte di qualità.<br />
Sono bastate alcune innovazioni tecnologiche e di gestione della produzione per consentire anche al &#8220;grande&#8221; di inerire la qualità che una volta era appannaggio solo dell&#8217;artigiano.<br />
Mi sembra quasi &#8212; ma forse mi spingo troppo oltre con la mia ermeneutica &#8212; che ci si illudesse che i processi produttivi artigianali fossero eternamente &#8220;non scalabili&#8221; e dunque irrimediabilmente unici e insostituibili.</p>
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		<title>
		Di: IlCarbonetto		</title>
		<link>https://contropiano.org/documenti/2019/08/05/italia-come-rovinare-un-paese-in-trentanni-0117821#comment-169323</link>

		<dc:creator><![CDATA[IlCarbonetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2019 17:03:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Finalmente, qualcosa di utile da Contropiano.
Bene  l&#039;analisi di Servaas Storm.
Bene anche l&#039;osservazione di Mario Galati.
C&#039;e&#039; da osservare che la distruzione dei poli ad alta tecnologia (Olivetti, ad esempio) e delle grandi aziende pubbliche italiane fu perseguita in maniera sistematica dai poli geopolitici dominanti, dal dopoguerra in poi.
Certo, cio&#039; non scusa totalmente le classi dirigenti politiche ed economiche dell&#039;Italia, ma ne spiega in parte l&#039;involuzione.
Il dramma dell&#039;Italia e&#039; che fin&#039;ora tutti i blocchi egemoni, seppur tra loro contrapposti, sono stati concordi nel contenere e gradualmente diminuire il potenziale ruolo dell&#039;Italia a media potenza mediterranea e del Medio Oriente (Moro, gli Arabi, l&#039;Eni, etc.)
Domanda: perche&#039; proprio ora blocchi di capitale egemone divulga i fatti di questi ultimi 30 anni di declino italiano? E&#039; veramente perche&#039; sono preoccupati che l&#039;Italia affossi l&#039;EU? Forse, o forse e&#039; perche&#039; sta cominciando una nuova fase di ristrutturazione del capitale europeo, e degli assetti geopolitici.
Comunque si evolvera&#039; la situazione, all&#039;Italia non resta che subirne le conseguenze ed adattarsi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente, qualcosa di utile da Contropiano.<br />
Bene  l&#8217;analisi di Servaas Storm.<br />
Bene anche l&#8217;osservazione di Mario Galati.<br />
C&#8217;e&#8217; da osservare che la distruzione dei poli ad alta tecnologia (Olivetti, ad esempio) e delle grandi aziende pubbliche italiane fu perseguita in maniera sistematica dai poli geopolitici dominanti, dal dopoguerra in poi.<br />
Certo, cio&#8217; non scusa totalmente le classi dirigenti politiche ed economiche dell&#8217;Italia, ma ne spiega in parte l&#8217;involuzione.<br />
Il dramma dell&#8217;Italia e&#8217; che fin&#8217;ora tutti i blocchi egemoni, seppur tra loro contrapposti, sono stati concordi nel contenere e gradualmente diminuire il potenziale ruolo dell&#8217;Italia a media potenza mediterranea e del Medio Oriente (Moro, gli Arabi, l&#8217;Eni, etc.)<br />
Domanda: perche&#8217; proprio ora blocchi di capitale egemone divulga i fatti di questi ultimi 30 anni di declino italiano? E&#8217; veramente perche&#8217; sono preoccupati che l&#8217;Italia affossi l&#8217;EU? Forse, o forse e&#8217; perche&#8217; sta cominciando una nuova fase di ristrutturazione del capitale europeo, e degli assetti geopolitici.<br />
Comunque si evolvera&#8217; la situazione, all&#8217;Italia non resta che subirne le conseguenze ed adattarsi.</p>
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		Di: Mario Galati		</title>
		<link>https://contropiano.org/documenti/2019/08/05/italia-come-rovinare-un-paese-in-trentanni-0117821#comment-168998</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mario Galati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2019 07:52:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;autrice si concentra sul dopo Maastricht e sulle politiche economiche neoliberiste di austerità, ma quando tocca il tasto del calo di competitività tecnologica rimanda a problemi strutturali che affondano le loro radici negli anni precedenti. L&#039;accordo Multifibre degli anni &#039;70 sanciva una nuova divisione del lavoro internazionale, con l&#039;Italia specializzata in beni di consumo come scarpe, tessile, sedie, ecc., e con Germania e Inghilterra specializzate in beni strumentali di produzione e nell&#039;automobile. Mentre l&#039;Italia esaltava il suo nanocapitalismo del &quot;piccolo è bello&quot;, del made in Italy e del nuovo rinascimento degli stracci degli stilisti, la Germania manteneva una struttura di impresa medio-alta che produceva beni di ben altra sostanza. E la ricerca scientifica e tecnologica la fa la medio-grande impresa, non la piccola (che, tra l&#039;altro, comprime ancora di più la condizione dei lavoratori).
Pertanto, anche se indirettamente, l&#039;autrice colloca la differenza italiana (all&#039;interno della crisi capitalistica generale, che ha cause profonde non sfiorate nella trattazione) in un periodo precedente Maastricht e l&#039;euro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;autrice si concentra sul dopo Maastricht e sulle politiche economiche neoliberiste di austerità, ma quando tocca il tasto del calo di competitività tecnologica rimanda a problemi strutturali che affondano le loro radici negli anni precedenti. L&#8217;accordo Multifibre degli anni &#8217;70 sanciva una nuova divisione del lavoro internazionale, con l&#8217;Italia specializzata in beni di consumo come scarpe, tessile, sedie, ecc., e con Germania e Inghilterra specializzate in beni strumentali di produzione e nell&#8217;automobile. Mentre l&#8217;Italia esaltava il suo nanocapitalismo del &#8220;piccolo è bello&#8221;, del made in Italy e del nuovo rinascimento degli stracci degli stilisti, la Germania manteneva una struttura di impresa medio-alta che produceva beni di ben altra sostanza. E la ricerca scientifica e tecnologica la fa la medio-grande impresa, non la piccola (che, tra l&#8217;altro, comprime ancora di più la condizione dei lavoratori).<br />
Pertanto, anche se indirettamente, l&#8217;autrice colloca la differenza italiana (all&#8217;interno della crisi capitalistica generale, che ha cause profonde non sfiorate nella trattazione) in un periodo precedente Maastricht e l&#8217;euro.</p>
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