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	Commenti a: Imperialismo e gendarmi sociali. Intervista ad Ernesto Screpanti	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Fabrizio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2019 17:45:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Çarissimo Eros, devo deluderti, ma il piu&#039; grande marxista vivente che ahinoi non si dichiara piu&#039; tale e&#039; Gianfranco La Grassa. Lui si, che e&#039; un cattivo maestro, anzi cattivissimo, altro che di Antonio Negri detto Toni. 
Volevo poi, se i compagni di Contropiano me lo consentono, fare una chiosa sull&#039;assemblea del 7 dicembre delle cosidette sinistre di opposizione, sulla quale non ho letto prese di posizione da parte di Contropiano. Ritengo che sia stata un&#039;assemblea triste, in cui veramente sembra che il morto tenta  di acchiappare il vivo. Ma la cosa piu&#039; grave e&#039; che nella risoluzione finale non c&#039;e&#039; alcun riferimento alla lotta contro l&#039;imperialismo della UE e per l&#039;uscita unilaterale dall&#039;eurozona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Çarissimo Eros, devo deluderti, ma il piu&#8217; grande marxista vivente che ahinoi non si dichiara piu&#8217; tale e&#8217; Gianfranco La Grassa. Lui si, che e&#8217; un cattivo maestro, anzi cattivissimo, altro che di Antonio Negri detto Toni.<br />
Volevo poi, se i compagni di Contropiano me lo consentono, fare una chiosa sull&#8217;assemblea del 7 dicembre delle cosidette sinistre di opposizione, sulla quale non ho letto prese di posizione da parte di Contropiano. Ritengo che sia stata un&#8217;assemblea triste, in cui veramente sembra che il morto tenta  di acchiappare il vivo. Ma la cosa piu&#8217; grave e&#8217; che nella risoluzione finale non c&#8217;e&#8217; alcun riferimento alla lotta contro l&#8217;imperialismo della UE e per l&#8217;uscita unilaterale dall&#8217;eurozona.</p>
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Dec 2019 22:48:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;I due più grandi teorici della storia del marxismo sono italiani&quot;. Questi teorici, per Screpanti, sarebbero Gramsci (e su questo si può essere d&#039;accordo, sia pure con qualche distinguo e con qualche riserva) e Sraffa. Quest&#039;ultimo è - come giustamente affermato dallo stesso Gramsci, il quale lo conosceva bene - un agnostico kantiano, il quale nulla dice né si propone di dire circa il modo di produzione capitalistico. Le sue teorizzazioni sono concepite unicamente come &quot;tecnica del pensiero&quot;. Anzi, egli le ha sviluppate presupponendo come dati sostanzialmente immodificabili sia il modo di produzione capitalistico sia la teoria economica dominante, e questo è davvero sorprendente e assai poco credibile nell&#039;epoca del capitalismo monopolistico, dopo due guerre imperialistiche globali e due rivoluzioni proletarie di portata mondiale (tralasciando guerre e rivoluzioni locali). Che cosa abbia a che fare Piero Sraffa con la teoria marxista resta pertanto un mistero di cui solo Screpanti possiede la chiave. Conviene allora segnalare (non a lui che, pur essendone perfettamente a conoscenza, lo ha volutamente ignorato ma) al lettore non prevenuto la critica che delle teorizzazioni di Sraffa e di Keynes ha condotto, da un punto di vista marxista e comunista, Gianfranco Pala nel libro &quot;Pierino e il lupo&quot;. E&#039; il miglio antidoto verso l&#039;eclettismo (non acefalo ma eterocefalo) che io conosca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;I due più grandi teorici della storia del marxismo sono italiani&#8221;. Questi teorici, per Screpanti, sarebbero Gramsci (e su questo si può essere d&#8217;accordo, sia pure con qualche distinguo e con qualche riserva) e Sraffa. Quest&#8217;ultimo è &#8211; come giustamente affermato dallo stesso Gramsci, il quale lo conosceva bene &#8211; un agnostico kantiano, il quale nulla dice né si propone di dire circa il modo di produzione capitalistico. Le sue teorizzazioni sono concepite unicamente come &#8220;tecnica del pensiero&#8221;. Anzi, egli le ha sviluppate presupponendo come dati sostanzialmente immodificabili sia il modo di produzione capitalistico sia la teoria economica dominante, e questo è davvero sorprendente e assai poco credibile nell&#8217;epoca del capitalismo monopolistico, dopo due guerre imperialistiche globali e due rivoluzioni proletarie di portata mondiale (tralasciando guerre e rivoluzioni locali). Che cosa abbia a che fare Piero Sraffa con la teoria marxista resta pertanto un mistero di cui solo Screpanti possiede la chiave. Conviene allora segnalare (non a lui che, pur essendone perfettamente a conoscenza, lo ha volutamente ignorato ma) al lettore non prevenuto la critica che delle teorizzazioni di Sraffa e di Keynes ha condotto, da un punto di vista marxista e comunista, Gianfranco Pala nel libro &#8220;Pierino e il lupo&#8221;. E&#8217; il miglio antidoto verso l&#8217;eclettismo (non acefalo ma eterocefalo) che io conosca.</p>
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