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	Commenti a: Israele, Gaza e la guerra economica mondiale	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Nov 2023 09:23:33 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Francesco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2023 08:33:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eccellente contributo del compagno e studioso Brancaccio. Che conunque anche a previsioni è stato sempre molto più abile di altri. Chi lo segue lo sa (per es vedere suo intervento al gramsci toscana di giugno su israele e palestina)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccellente contributo del compagno e studioso Brancaccio. Che conunque anche a previsioni è stato sempre molto più abile di altri. Chi lo segue lo sa (per es vedere suo intervento al gramsci toscana di giugno su israele e palestina)</p>
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		<title>
		Di: Redazione Contropiano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2023 19:55:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://contropiano.org/documenti/2023/11/09/israele-gaza-e-la-guerra-economica-mondiale-0166132#comment-245647&quot;&gt;Salvatore Michele De Marco&lt;/a&gt;.

&quot;Prevedere il passato&quot; è lo stigma della scienza economica. Ma su questo piano nessuno, neanche il materialismo storico e la critica dell&#039;economia politica hanno prodotto una capacità previsionale puntuale. AL massimo l&#039;anticipazione della crisi per caduta tendenziale del saggio del profitto e sovraproduzione di capitale.
Dunque è una critica sbagliata questa mossa a chi in ogni caso introduce un ordine razionale di spiegazione, sottraendo gli eventi al &quot;caso&quot;, alle &quot;questioni morali&quot; o alla &quot;volontà di potenza&quot;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://contropiano.org/documenti/2023/11/09/israele-gaza-e-la-guerra-economica-mondiale-0166132#comment-245647">Salvatore Michele De Marco</a>.</p>
<p>&#8220;Prevedere il passato&#8221; è lo stigma della scienza economica. Ma su questo piano nessuno, neanche il materialismo storico e la critica dell&#8217;economia politica hanno prodotto una capacità previsionale puntuale. AL massimo l&#8217;anticipazione della crisi per caduta tendenziale del saggio del profitto e sovraproduzione di capitale.<br />
Dunque è una critica sbagliata questa mossa a chi in ogni caso introduce un ordine razionale di spiegazione, sottraendo gli eventi al &#8220;caso&#8221;, alle &#8220;questioni morali&#8221; o alla &#8220;volontà di potenza&#8221;&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Salvatore Michele De Marco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Michele De Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2023 19:33:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il &quot;vizietto&quot; degli economisti: teorizzare dopo gli accadimenti e mai prima degli accadimenti.  
Iniziamo con il dire che la concezione materialista della storia è di K. Marx e di F. Engels, e dunque l&#039;autore non scopre niente di nuovo, in quanto il movente economico nazionale (l&#039;interesse economico degli Stati) è alla base di ogni conflitto armato  combattuto ieri, oggi e sarà combattuto domani, sia nel capitalismo sia in un ipotetico sistema non-capitalista. Ebbene, applicando tale metodo alle guerre attuali, l&#039;autore, nel libro citato, a dire il vero in modo confuso e con terminologia spesso impropria, individua nel disavanzo commerciale americano a cui gli fa eco il debito estero americano, entrambi fino ad ieri sostenibili per la supremazia del dollaro nei pagamenti internazionali e oggi non più sostenibile, la svolta protezionistica americana per invertire l&#039;andamento del disavanzo commerciale e del debito estero, da cui la suddivisione del mondo in paesi amici e paesi nemici, da cui ancora la guerra Russia-Ucraina, da cui infine la questione palestinese che si è messa di traverso alla capacità competitiva (energetica) americana: narrazione che si può sintetizzare in una semplice frase &quot;le guerre incorso sono il frutto della competizione reale tra blocchi economici&quot; che noi abbiamo più volte teorizzato senza aspettare che le guerre scoppiassero davvero (S.M. De Marco, 1999-2019). Mi domando, a questo punto, quando vedremo economisti che, invece di riempire pagine sul passato e presente, le riempiono su ciò che accadrà nel futuro? Solo così, se le loro teorie si avverano, potranno dire di avere innovato l&#039;economia. 
Salvatore Michele De Marco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il &#8220;vizietto&#8221; degli economisti: teorizzare dopo gli accadimenti e mai prima degli accadimenti.<br />
Iniziamo con il dire che la concezione materialista della storia è di K. Marx e di F. Engels, e dunque l&#8217;autore non scopre niente di nuovo, in quanto il movente economico nazionale (l&#8217;interesse economico degli Stati) è alla base di ogni conflitto armato  combattuto ieri, oggi e sarà combattuto domani, sia nel capitalismo sia in un ipotetico sistema non-capitalista. Ebbene, applicando tale metodo alle guerre attuali, l&#8217;autore, nel libro citato, a dire il vero in modo confuso e con terminologia spesso impropria, individua nel disavanzo commerciale americano a cui gli fa eco il debito estero americano, entrambi fino ad ieri sostenibili per la supremazia del dollaro nei pagamenti internazionali e oggi non più sostenibile, la svolta protezionistica americana per invertire l&#8217;andamento del disavanzo commerciale e del debito estero, da cui la suddivisione del mondo in paesi amici e paesi nemici, da cui ancora la guerra Russia-Ucraina, da cui infine la questione palestinese che si è messa di traverso alla capacità competitiva (energetica) americana: narrazione che si può sintetizzare in una semplice frase &#8220;le guerre incorso sono il frutto della competizione reale tra blocchi economici&#8221; che noi abbiamo più volte teorizzato senza aspettare che le guerre scoppiassero davvero (S.M. De Marco, 1999-2019). Mi domando, a questo punto, quando vedremo economisti che, invece di riempire pagine sul passato e presente, le riempiono su ciò che accadrà nel futuro? Solo così, se le loro teorie si avverano, potranno dire di avere innovato l&#8217;economia.<br />
Salvatore Michele De Marco</p>
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		<title>
		Di: Andrea Vannini		</title>
		<link>https://contropiano.org/documenti/2023/11/09/israele-gaza-e-la-guerra-economica-mondiale-0166132#comment-245646</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Vannini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2023 17:08:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[noi europei...semplicemente non esiste. l&#039; ue é l&#039; entità sub-imperialista che é e non la si cambia. é auspicabile che le sue contraddizioni, esasperate dalla sua condizione coloniale rispetto agli usa, finiscano per esplodere. un&#039; altra europa, antifascista e antimperialista, della quale attualmente non c&#039;è traccia, nascerà, se nascerà, dalle ceneri di quella attuale. gli interventi di brancaccio, sempre interessanti, lasciano, sempre, perplessi. osservo solo che la lettura della realtà concreta, attualmente caratterizzata sempre piu&#039; dalla guerra, fosse quella dello scontro creditori-debitori, non la troverei convincente. ancora meno convincente, di piu&#039; assolutamente sbagliata sarebbe l&#039; idea di uno scontro interimperialista. il &quot;solo&quot; imperialismo oggi esistente é quello usa-nato-ue dal quale scaturiscono guerre e fascismi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>noi europei&#8230;semplicemente non esiste. l&#8217; ue é l&#8217; entità sub-imperialista che é e non la si cambia. é auspicabile che le sue contraddizioni, esasperate dalla sua condizione coloniale rispetto agli usa, finiscano per esplodere. un&#8217; altra europa, antifascista e antimperialista, della quale attualmente non c&#8217;è traccia, nascerà, se nascerà, dalle ceneri di quella attuale. gli interventi di brancaccio, sempre interessanti, lasciano, sempre, perplessi. osservo solo che la lettura della realtà concreta, attualmente caratterizzata sempre piu&#8217; dalla guerra, fosse quella dello scontro creditori-debitori, non la troverei convincente. ancora meno convincente, di piu&#8217; assolutamente sbagliata sarebbe l&#8217; idea di uno scontro interimperialista. il &#8220;solo&#8221; imperialismo oggi esistente é quello usa-nato-ue dal quale scaturiscono guerre e fascismi.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: IlCarbonetto		</title>
		<link>https://contropiano.org/documenti/2023/11/09/israele-gaza-e-la-guerra-economica-mondiale-0166132#comment-245638</link>

		<dc:creator><![CDATA[IlCarbonetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2023 13:42:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ottimamente argomentato e bilanciato intervento, che centra secondo me le questioni principali della nostra epoca.
Non c&#039;e&#039; rimasto molto tempo, e non sarebbe saggio (soprattutto per noi europei) attendere che USA, Cina, Russia, abbiano raggiunto livelli di distruzione reciproca prima di essere costretti a raggiungere un compromesso a livello planetario, una nuova spartizione del mondo.

In mancanza di un ruolo decisivo da parte delle Nazioni Unite, l&#039;Unione Europea dovrebbe ritagliarsi uno spazio di autonomia per giocare un ruolo decisivo negoziale per il nuovo ordine mondiale.
Ma certo non con un&#039;UE come quella attuale, asservita agli interessi di un blocco egemone in via di obsolescenza.
Occorre quindi una presenza di classe, non un estraniamento, a livello europeo, per influenzarne il cambiamento.
L&#039;alternativa del disancoramento da un progetto pan-europeo e&#039; semplicemente inesistente, un battello inerme, solitario e ininfluente al largo del Mediterraneo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimamente argomentato e bilanciato intervento, che centra secondo me le questioni principali della nostra epoca.<br />
Non c&#8217;e&#8217; rimasto molto tempo, e non sarebbe saggio (soprattutto per noi europei) attendere che USA, Cina, Russia, abbiano raggiunto livelli di distruzione reciproca prima di essere costretti a raggiungere un compromesso a livello planetario, una nuova spartizione del mondo.</p>
<p>In mancanza di un ruolo decisivo da parte delle Nazioni Unite, l&#8217;Unione Europea dovrebbe ritagliarsi uno spazio di autonomia per giocare un ruolo decisivo negoziale per il nuovo ordine mondiale.<br />
Ma certo non con un&#8217;UE come quella attuale, asservita agli interessi di un blocco egemone in via di obsolescenza.<br />
Occorre quindi una presenza di classe, non un estraniamento, a livello europeo, per influenzarne il cambiamento.<br />
L&#8217;alternativa del disancoramento da un progetto pan-europeo e&#8217; semplicemente inesistente, un battello inerme, solitario e ininfluente al largo del Mediterraneo.</p>
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