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	Commenti a: Dopo Cristo	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: giancarlo staffo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giancarlo staffo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jun 2012 10:00:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[segnalo articolo: il Corriere   allarmato per crescita sindacalismo conflittuale tira le orecchie a governo e sindacati cgil-cisl- uil:

Corriere della Sera
Pagina 56(23 giugno 2012) -

la Protesta Paralizza le Città quando la Piazza Sfugge ai Sindacati

 

Lo sciopero generale di ieri è stato ben visibile, almeno nelle grandi città come Roma e Milano, nonostante a proclamarlo fossero stati i cobas e non Cgil, Cisl e Uil. Ma soprattutto lo sciopero si è sentito. Complice il caldo infernale e la buona presenza dei sindacati di base nel settore dei trasporti, i disagi sono stati evidenti: linee della metropolitana ferme, autobus e tram a mezzo servizio, traffico sconvolto. A Roma, l&#039; Atac, azienda del trasporto pubblico locale, ha affermato che il 41 per cento dei lavoratori ha aderito allo sciopero indetto da Usb, Cub, Unicobas, Snater, Usi e Cobas. Numeri che vanno ben oltre gli iscritti alle diverse sigle dei sindacati antagonisti di estrema sinistra. Segno che la protesta «contro l&#039; attacco alle condizioni e al diritto del lavoro, lo smantellamento dell&#039; articolo 18, l&#039; Imu e l&#039; aumento dell&#039; Iva» ha raccolto un consenso più ampio. I cortei a Roma e Milano si sono notati. Alcune migliaia di persone vi hanno partecipato. Nei comizi si sono ascoltati messaggi sbagliati, per esempio contro l&#039; euro e l&#039; Europa accusati di essere all&#039; origine di tutti i problemi. Frange di partecipanti hanno messo in atto azioni simboliche da condannare, come lanciare uova e pomodori contro le vetrine di alcune banche o murare con mattoni uno sportello bancomat. La protesta ha però dato voce anche a lavoratori in cassa integrazione o mobilità, a famiglie senza casa, a studenti e precari che non vedono una prospettiva. Lo sciopero di ieri sicuramente indurrà qualche riflessione nei sindacati confederali, dove è aperto il dibattito tra chi avrebbe voluto lo sciopero generale prima dell&#039; estate e chi ha preferito aspettare. Fa impressione, per esempio, che ieri perfino il leader della Fiom, il duro Maurizio Landini, sia stato contestato a Bergamo al grido di «traditore» da un gruppo di lavoratori e giovani dei centri sociali. Ma qualche riflessione dovrebbe farla anche il governo. Forse è il momento di riaprire il dialogo con Cgil, Cisl e Uil: un incontro col sindacato confederale, che tante volte ha dato prova di responsabilità nei momenti di crisi, forse non sarebbe tempo perso. E farebbe sentire meno disorientati tanti lavoratori che vorrebbero appunto parlare col governo. Altrimenti, per qualcuno, non resta che la protesta.

Marro Enrico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>segnalo articolo: il Corriere   allarmato per crescita sindacalismo conflittuale tira le orecchie a governo e sindacati cgil-cisl- uil:</p>
<p>Corriere della Sera<br />
Pagina 56(23 giugno 2012) &#8211;</p>
<p>la Protesta Paralizza le Città quando la Piazza Sfugge ai Sindacati</p>
<p>Lo sciopero generale di ieri è stato ben visibile, almeno nelle grandi città come Roma e Milano, nonostante a proclamarlo fossero stati i cobas e non Cgil, Cisl e Uil. Ma soprattutto lo sciopero si è sentito. Complice il caldo infernale e la buona presenza dei sindacati di base nel settore dei trasporti, i disagi sono stati evidenti: linee della metropolitana ferme, autobus e tram a mezzo servizio, traffico sconvolto. A Roma, l&#8217; Atac, azienda del trasporto pubblico locale, ha affermato che il 41 per cento dei lavoratori ha aderito allo sciopero indetto da Usb, Cub, Unicobas, Snater, Usi e Cobas. Numeri che vanno ben oltre gli iscritti alle diverse sigle dei sindacati antagonisti di estrema sinistra. Segno che la protesta «contro l&#8217; attacco alle condizioni e al diritto del lavoro, lo smantellamento dell&#8217; articolo 18, l&#8217; Imu e l&#8217; aumento dell&#8217; Iva» ha raccolto un consenso più ampio. I cortei a Roma e Milano si sono notati. Alcune migliaia di persone vi hanno partecipato. Nei comizi si sono ascoltati messaggi sbagliati, per esempio contro l&#8217; euro e l&#8217; Europa accusati di essere all&#8217; origine di tutti i problemi. Frange di partecipanti hanno messo in atto azioni simboliche da condannare, come lanciare uova e pomodori contro le vetrine di alcune banche o murare con mattoni uno sportello bancomat. La protesta ha però dato voce anche a lavoratori in cassa integrazione o mobilità, a famiglie senza casa, a studenti e precari che non vedono una prospettiva. Lo sciopero di ieri sicuramente indurrà qualche riflessione nei sindacati confederali, dove è aperto il dibattito tra chi avrebbe voluto lo sciopero generale prima dell&#8217; estate e chi ha preferito aspettare. Fa impressione, per esempio, che ieri perfino il leader della Fiom, il duro Maurizio Landini, sia stato contestato a Bergamo al grido di «traditore» da un gruppo di lavoratori e giovani dei centri sociali. Ma qualche riflessione dovrebbe farla anche il governo. Forse è il momento di riaprire il dialogo con Cgil, Cisl e Uil: un incontro col sindacato confederale, che tante volte ha dato prova di responsabilità nei momenti di crisi, forse non sarebbe tempo perso. E farebbe sentire meno disorientati tanti lavoratori che vorrebbero appunto parlare col governo. Altrimenti, per qualcuno, non resta che la protesta.</p>
<p>Marro Enrico</p>
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