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	Commenti a: Ottusi	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: luciano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luciano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Sep 2012 16:42:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I satrapi del capitale sanno benissimo quello che fanno; di fronte alla caduta tendenziale del saggio di profitto,l&#039;unica soluzione che sanno adottare è la diminuzione spietata del salario diretto ed indiretto, nello scontro esiziale ,inevitabile nel modo di produzione capitalistico,tra oligarchie sempre più accentrate e lavoro sempre più parcellizzato,svuotato della sua centralità intrinseca alla produzione di plusvalore, da anni relegato in nicchie sempre più anguste,in cui il suo costo infimo deve provvedere alla sopravvivenza del margine vitale per il capitale.Quello che l&#039;antica coscienza della classe deve risvegliare, è la consapevolezza di una lotta che non si esaurirà nel semplice ripristino di diffusa socialità,ma,( questa volta),nella messa in discussione radicale della struttura economico/sociale che fonda la sua legittimità sull&#039;estorsione di profitto dal lavoro subordinato.Le strategie messe in campo finora da chi doveva opporsi,sono risultate ,sin qui, poco incisive,se non perdenti di fronte alla compattezza dimostrata dalla classe dominante.Deve apparirci chiaro il disegno reazionario e criminale della borghesia,che non è più quello del recupero momentaneo del comando sul lavoro,ma  quello ben più risolutivo di distruzione pura e semplice di quote sempre maggiori di lavoratori non più utili al ciclo di accumulazione del capitale.Questo abbiamo di fronte e su tali prospettive bisogna sapersi muovere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I satrapi del capitale sanno benissimo quello che fanno; di fronte alla caduta tendenziale del saggio di profitto,l&#8217;unica soluzione che sanno adottare è la diminuzione spietata del salario diretto ed indiretto, nello scontro esiziale ,inevitabile nel modo di produzione capitalistico,tra oligarchie sempre più accentrate e lavoro sempre più parcellizzato,svuotato della sua centralità intrinseca alla produzione di plusvalore, da anni relegato in nicchie sempre più anguste,in cui il suo costo infimo deve provvedere alla sopravvivenza del margine vitale per il capitale.Quello che l&#8217;antica coscienza della classe deve risvegliare, è la consapevolezza di una lotta che non si esaurirà nel semplice ripristino di diffusa socialità,ma,( questa volta),nella messa in discussione radicale della struttura economico/sociale che fonda la sua legittimità sull&#8217;estorsione di profitto dal lavoro subordinato.Le strategie messe in campo finora da chi doveva opporsi,sono risultate ,sin qui, poco incisive,se non perdenti di fronte alla compattezza dimostrata dalla classe dominante.Deve apparirci chiaro il disegno reazionario e criminale della borghesia,che non è più quello del recupero momentaneo del comando sul lavoro,ma  quello ben più risolutivo di distruzione pura e semplice di quote sempre maggiori di lavoratori non più utili al ciclo di accumulazione del capitale.Questo abbiamo di fronte e su tali prospettive bisogna sapersi muovere.</p>
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