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	Commenti a: Pupazzi e furbastri	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Marco Santopadre		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Santopadre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2012 07:38:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un commento di Giorgio Gattei

Ottima e lucida analisi. Soprattutto:
“La crisi spazza via la possibilità di riproduzione di interi settori sociali. Non solo il lavoro dipendente e i pensionati, non solo il precariato più o meno giovanile e il pubblico impiego. Devono pagare pegno anche le colonie di batteri famelici prosperate negli interstizi tra l&#039;amministrazione e l&#039;impresa, tra un appalto e un evasione fiscale, tra un&#039;impresa in nero e la malavita organizzata. La poltiglia maleodorante che appesta questo paese in misura “superiore alla media europea” va – nell&#039;ottica della borghesia multinazionale riassunta nella troika - normalizzata tanto quanto il movimento operaio. Una “macchina da competizione” internazionale non sopporta antagonismi operai nel cuore del motore produttivo, ma nemmeno zavorra a bordo, né merda sulle ruote o passeggeri a sbafo”:

Aggiungerei solo che non sopporta più nemmeno quei ceti medi che hanno fatto la fortuna della società fordista (ci pescavano dentro DC e PCI) che adesso devono essere costretti a promuoversi nella “aristocrazia salariata” (se si sbattono…) oppure saranno ricacciati nel proletariato più infimo della precarietà occupazionale (nei “poveri laboriosi” = working poor in inglese) se fanno gli “schizzinosi”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un commento di Giorgio Gattei</p>
<p>Ottima e lucida analisi. Soprattutto:<br />
“La crisi spazza via la possibilità di riproduzione di interi settori sociali. Non solo il lavoro dipendente e i pensionati, non solo il precariato più o meno giovanile e il pubblico impiego. Devono pagare pegno anche le colonie di batteri famelici prosperate negli interstizi tra l&#8217;amministrazione e l&#8217;impresa, tra un appalto e un evasione fiscale, tra un&#8217;impresa in nero e la malavita organizzata. La poltiglia maleodorante che appesta questo paese in misura “superiore alla media europea” va – nell&#8217;ottica della borghesia multinazionale riassunta nella troika &#8211; normalizzata tanto quanto il movimento operaio. Una “macchina da competizione” internazionale non sopporta antagonismi operai nel cuore del motore produttivo, ma nemmeno zavorra a bordo, né merda sulle ruote o passeggeri a sbafo”:</p>
<p>Aggiungerei solo che non sopporta più nemmeno quei ceti medi che hanno fatto la fortuna della società fordista (ci pescavano dentro DC e PCI) che adesso devono essere costretti a promuoversi nella “aristocrazia salariata” (se si sbattono…) oppure saranno ricacciati nel proletariato più infimo della precarietà occupazionale (nei “poveri laboriosi” = working poor in inglese) se fanno gli “schizzinosi”.</p>
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