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	Commenti a: Non ci avrete mai come volete voi	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: bruno gualco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bruno gualco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2015 13:15:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo senz&#039;altro, anche sulle conclusioni.  Ma imporre la visibilità delle proprie istanze, a un sistema di potere mediatico concepito per oscurarle, non mi sembra impresa possibile, se non aggirando quel sistema, cominciando con l&#039;ignorarlo. Ho paura che l&#039;unica suggestione delle lotte storiche che dovremmo recuperare è la frase &quot;la fantasia distruggerà il potere ...&quot;. Dovremmo militare per cambiare le cose nella società, nella quotidianità, organizzando ragionamento e comportamenti, nella società, nella quotidianità. Per fare questo costruire momenti organizzati diffusi, definibili come intellettuale collettivo (una volta si sarebbe detto semplicemente: Partito) è certo la premessa indispensabile ad ogni manifestazione. Ed è anche l&#039;unico modo per propagare una comunicazione reale, non subalterna alla ristrutturazione di significato operata dal sistema mediatico di potere.
Il potere, prima lo si deve rendere obsoleto, poi si riesce anche a batterlo in piazza. Su questo punto il &#039;68, ma anche l&#039;89, credo possano costituire precedenti storici da tenere sempre a mente.
Bruno Gualco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo senz&#8217;altro, anche sulle conclusioni.  Ma imporre la visibilità delle proprie istanze, a un sistema di potere mediatico concepito per oscurarle, non mi sembra impresa possibile, se non aggirando quel sistema, cominciando con l&#8217;ignorarlo. Ho paura che l&#8217;unica suggestione delle lotte storiche che dovremmo recuperare è la frase &#8220;la fantasia distruggerà il potere &#8230;&#8221;. Dovremmo militare per cambiare le cose nella società, nella quotidianità, organizzando ragionamento e comportamenti, nella società, nella quotidianità. Per fare questo costruire momenti organizzati diffusi, definibili come intellettuale collettivo (una volta si sarebbe detto semplicemente: Partito) è certo la premessa indispensabile ad ogni manifestazione. Ed è anche l&#8217;unico modo per propagare una comunicazione reale, non subalterna alla ristrutturazione di significato operata dal sistema mediatico di potere.<br />
Il potere, prima lo si deve rendere obsoleto, poi si riesce anche a batterlo in piazza. Su questo punto il &#8217;68, ma anche l&#8217;89, credo possano costituire precedenti storici da tenere sempre a mente.<br />
Bruno Gualco</p>
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