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	Commenti a: Milano. Quello che va detto	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: francesco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2015 11:49:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I ragazzi che hanno compiuto azioni di sabotaggio durante il corteo No Expo hanno solamente tracciato una via. Hanno colpito le proprietà private, le banche, le agenzie immobiliari e chi difende questi oggetti quali la polizia, i carabinieri, la guardia di finanza. Distruggere una banca non vuol dire abbattere il capitalismo. Anche il più idiota lo capisce e certamente anche i ragazzi che hanno compiuto l’azione lo sanno benissimo. Il significato di quelle azioni è puramente simbolico e fanno parte di un messaggio preciso che si vuole dare mettendo in atto l’azione diretta. Se distruggi una sola banca, durante un corteo e durante il passaggio del corteo lasci un messaggio e basta, ma se ne distruggi cento, mille, diecimila, allora cominci davvero a mettere in c risi il sistema. E questo vale per tutti i simboli distrutti che chiaramente non sono presi a caso. La violenza non c’entra. Quei ragazzi non sono violenti. I violenti sono quelli che picchiano le donne, i bambini, stuprano le ragazze, approfittano della povera gente e della loro miseria, sono quelli che sfrattano, quelli che speculano sulla casa attraverso le immobiliari. Quelli sono violenti. La mafia di Milano è violenta. Uccide i propri nemici, li brucia, li fa sparire. Quelli che controllano la droga nelle piazze di Milano e il giorno dopo versano i soldi nelle banche quelli sono violenti. Quei ragazzi, quei giovani non sono violenti. Leggono libri, amano le loro donne e i loro uomini, rispettano l’ambiente, spesso sono vegetariani o vegani e quindi non uccidono animali, fanno la raccolta differenziata, inquinano poco e niente, rispettano quelli che lavorano e sono sfruttati. Vi sembra violento uno che fa questa vita ? Quindi quello che conta è il messaggio che questi giovani danno. Ribellatevi, ribelliamoci e non accettiamo più questa vita e questo modo di vivere. Boicottiamo il sistema e non facciamoci veicolare come loro vorrebbero che fossimo. Burattini che accettano supinamente le grandi opere pubbliche come l’Expo , il Tav, le centrali a carbone o nucleari, lo sfruttamento sui migranti, la mafia dai colletti bianchi che protegge quella nera e fascista. Il coro dei difensori della cosiddetta città, loro si ricchi che girano con i Rolex, come Veronesi, Dario Fo e via dicendo, venuto alla ribalta subito dopo è solo un ipocrita e vile modo di dire al potere “ noi stiamo con voi usateci come meglio credete”. Si tratta di gente morta che non sa di esserlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I ragazzi che hanno compiuto azioni di sabotaggio durante il corteo No Expo hanno solamente tracciato una via. Hanno colpito le proprietà private, le banche, le agenzie immobiliari e chi difende questi oggetti quali la polizia, i carabinieri, la guardia di finanza. Distruggere una banca non vuol dire abbattere il capitalismo. Anche il più idiota lo capisce e certamente anche i ragazzi che hanno compiuto l’azione lo sanno benissimo. Il significato di quelle azioni è puramente simbolico e fanno parte di un messaggio preciso che si vuole dare mettendo in atto l’azione diretta. Se distruggi una sola banca, durante un corteo e durante il passaggio del corteo lasci un messaggio e basta, ma se ne distruggi cento, mille, diecimila, allora cominci davvero a mettere in c risi il sistema. E questo vale per tutti i simboli distrutti che chiaramente non sono presi a caso. La violenza non c’entra. Quei ragazzi non sono violenti. I violenti sono quelli che picchiano le donne, i bambini, stuprano le ragazze, approfittano della povera gente e della loro miseria, sono quelli che sfrattano, quelli che speculano sulla casa attraverso le immobiliari. Quelli sono violenti. La mafia di Milano è violenta. Uccide i propri nemici, li brucia, li fa sparire. Quelli che controllano la droga nelle piazze di Milano e il giorno dopo versano i soldi nelle banche quelli sono violenti. Quei ragazzi, quei giovani non sono violenti. Leggono libri, amano le loro donne e i loro uomini, rispettano l’ambiente, spesso sono vegetariani o vegani e quindi non uccidono animali, fanno la raccolta differenziata, inquinano poco e niente, rispettano quelli che lavorano e sono sfruttati. Vi sembra violento uno che fa questa vita ? Quindi quello che conta è il messaggio che questi giovani danno. Ribellatevi, ribelliamoci e non accettiamo più questa vita e questo modo di vivere. Boicottiamo il sistema e non facciamoci veicolare come loro vorrebbero che fossimo. Burattini che accettano supinamente le grandi opere pubbliche come l’Expo , il Tav, le centrali a carbone o nucleari, lo sfruttamento sui migranti, la mafia dai colletti bianchi che protegge quella nera e fascista. Il coro dei difensori della cosiddetta città, loro si ricchi che girano con i Rolex, come Veronesi, Dario Fo e via dicendo, venuto alla ribalta subito dopo è solo un ipocrita e vile modo di dire al potere “ noi stiamo con voi usateci come meglio credete”. Si tratta di gente morta che non sa di esserlo.</p>
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