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	Commenti a: Lo spirito di Genova	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Tue, 28 Feb 2023 05:52:26 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Redazione Contropiano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2023 05:52:26 +0000</pubDate>
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Ci sembra che i &quot;due limiti&quot; da te segnalati non ci siano. Sarebbe un po&#039; lungo argomentare, ma non mancheranno le occasioni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://contropiano.org/editoriale/2023/02/27/lo-spirito-di-genova-0157787#comment-237910">Eros Barone</a>.</p>
<p>Ci sembra che i &#8220;due limiti&#8221; da te segnalati non ci siano. Sarebbe un po&#8217; lungo argomentare, ma non mancheranno le occasioni&#8230;</p>
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2023 20:05:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho partecipato alla manifestazione di Genova e ne riconosco l&#039;importanza e la potenzialità di ulteriori sviluppi. Segnalo tuttavia due limiti, che bisognerà superare per estendere ed approfondire la mobilitazione contro la guerra imperialista: una certa timidezza nel denunciare la politica guerrafondaia del governo Meloni (ho visto un solo striscione che denunciava esplicitamente l&#039;attuale governo) e l&#039;assenza di una prospettiva strategica rivoluzionaria, che non può ovviamente ridursi alla pura e semplice difesa di una Costituzione ormai esautorata dai poteri dominanti e svuotata di qualsiasi significato alternativo. Infine, una breve nota sulla cosiddetta ‘sinistra’ (Pd, Sinistra italiana, M5S, Cgil), dal cui atteggiamento subalterno e nei fatti collaborazionista è legittimo dedurre che non verrà alcun contributo alla mobilitazione contro la guerra imperialista. Una sola cosa è invece sicura: in alcuni casi, ad esempio in fatto di bellicismo e di atlantismo, questa cosiddetta sinistra, o una parte di essa, batte in oltranzismo persino il governo ed esprime valori non meno borghesi e reazionari - e a volte perfino più reazionari - di quelli delle destre. Per converso, bisogna riconoscere che, a differenza di una siffatta ‘sinistra’, le “destre sociali” italiane e mondiali professano apertamente i propri ideali, additando anche a vasti settori delle masse oppresse e disperate una rigenerazione completa, radicale e addirittura ‘rivoluzionaria’ delle società borghesi, di cui ben conoscono la decadenza. Che serva una svolta radicale nella storia del mondo è infatti un’istanza sia evidente sia urgente. Alle esplosive contraddizioni di una società sbagliata, che intende far pagare all’umanità il suo fallimento storico con sacrifici, regressioni e guerre di sterminio, va allora contrapposta, con coraggio, lucidità ed ostinazione, la prospettiva di una società nella quale il libero sviluppo di ciascuno è la condizione e la premessa del libero sviluppo di tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho partecipato alla manifestazione di Genova e ne riconosco l&#8217;importanza e la potenzialità di ulteriori sviluppi. Segnalo tuttavia due limiti, che bisognerà superare per estendere ed approfondire la mobilitazione contro la guerra imperialista: una certa timidezza nel denunciare la politica guerrafondaia del governo Meloni (ho visto un solo striscione che denunciava esplicitamente l&#8217;attuale governo) e l&#8217;assenza di una prospettiva strategica rivoluzionaria, che non può ovviamente ridursi alla pura e semplice difesa di una Costituzione ormai esautorata dai poteri dominanti e svuotata di qualsiasi significato alternativo. Infine, una breve nota sulla cosiddetta ‘sinistra’ (Pd, Sinistra italiana, M5S, Cgil), dal cui atteggiamento subalterno e nei fatti collaborazionista è legittimo dedurre che non verrà alcun contributo alla mobilitazione contro la guerra imperialista. Una sola cosa è invece sicura: in alcuni casi, ad esempio in fatto di bellicismo e di atlantismo, questa cosiddetta sinistra, o una parte di essa, batte in oltranzismo persino il governo ed esprime valori non meno borghesi e reazionari &#8211; e a volte perfino più reazionari &#8211; di quelli delle destre. Per converso, bisogna riconoscere che, a differenza di una siffatta ‘sinistra’, le “destre sociali” italiane e mondiali professano apertamente i propri ideali, additando anche a vasti settori delle masse oppresse e disperate una rigenerazione completa, radicale e addirittura ‘rivoluzionaria’ delle società borghesi, di cui ben conoscono la decadenza. Che serva una svolta radicale nella storia del mondo è infatti un’istanza sia evidente sia urgente. Alle esplosive contraddizioni di una società sbagliata, che intende far pagare all’umanità il suo fallimento storico con sacrifici, regressioni e guerre di sterminio, va allora contrapposta, con coraggio, lucidità ed ostinazione, la prospettiva di una società nella quale il libero sviluppo di ciascuno è la condizione e la premessa del libero sviluppo di tutti.</p>
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