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	Commenti a: Il paese che ha tollerato Ustica	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Paolo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Sep 2023 19:06:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e benvenuti nel paese i cui cittadini possono essere uccisi tranquillamente da potenze straniere. si sa che noi siamo gli ucraini d&#039;Europa, valiamo poco o niente. sono convinto che il presidente 7% avrà anche ripagato il missile franco/Americano che uccise 81 italiani, dopo essersi prostrato e genuflesso ai militi d&#039;oltralpe/oceano. a questo punto visto che la memoria di zio topolino si è sciolta gli chiederei di fare luce anche sulla Moby Prince e la nave fantasma americana che trasportava armi illegalmente. magari il presidente potrebbe togliere le fette di salame al senatore Romano (ex) titolare della commissione di inchiesta parlamentare sull&#039; &quot;incidente&quot;. in 180 morirono asfissiati nella nave mentre attendevano i soccorsi, romano li ha uccisi di nuovo. non trovo sufficienti parole di odio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e benvenuti nel paese i cui cittadini possono essere uccisi tranquillamente da potenze straniere. si sa che noi siamo gli ucraini d&#8217;Europa, valiamo poco o niente. sono convinto che il presidente 7% avrà anche ripagato il missile franco/Americano che uccise 81 italiani, dopo essersi prostrato e genuflesso ai militi d&#8217;oltralpe/oceano. a questo punto visto che la memoria di zio topolino si è sciolta gli chiederei di fare luce anche sulla Moby Prince e la nave fantasma americana che trasportava armi illegalmente. magari il presidente potrebbe togliere le fette di salame al senatore Romano (ex) titolare della commissione di inchiesta parlamentare sull&#8217; &#8220;incidente&#8221;. in 180 morirono asfissiati nella nave mentre attendevano i soccorsi, romano li ha uccisi di nuovo. non trovo sufficienti parole di odio</p>
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		Di: roberto maffi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[roberto maffi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Sep 2023 17:55:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido in pieno, sia l&#039;articolo, che il commento di Bargigli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido in pieno, sia l&#8217;articolo, che il commento di Bargigli.</p>
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		Di: Leonardo Bargigli		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Leonardo Bargigli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Sep 2023 13:05:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alcune riflessioni a caldo si affacciano alla mente collocando l&#039;intervista di Amato a Repubblica nel contesto della situazione attuale del quadrante Nordafricano quale “cortile di casa” dell&#039;imperialismo europeo. Di Amato sappiamo che è uomo di stato, ovvero uomo non di parte, che si pone come rappresentante degli interessi collettivi del debole imperialismo nazionale. Per questo, la sua uscita sembra una mossa di peso a supporto del piano &quot;Mattei&quot; proposto dalla Meloni. A sostegno di questa interpretazione, notiamo che la Presidente del consiglio ha mostrato di apprezzare le sue dichiarazioni, mentre il vicepresidente e ministro degli esteri Tajani molto meno. D’altra parte, quest&#039;ultimo l&#039;ha combinata molto grossa, a quanto si è potuto capire, con l&#039;incontro tra rappresentanti libici e israeliani a Roma che ha portato al licenziamento della ministra degli esteri libica e al quasi rovesciamento del governo di Tripoli. Le dichiarazioni di Amato, di cui dobbiamo supporre che Tajani non fosse a conoscenza data la sua reazione, suonano come un voto di sfiducia nei suoi confronti.
La mia ipotesi di lavoro è che si parli del tentativo di assassinare Gheddafi nel 1980 ma che il vero oggetto d&#039;interesse sia la guerra contro Gheddafi nel 2011. Infatti, sappiamo che quella guerra, con il conseguente rovesciamento e assassinio del leader libico, è stata fortemente voluta e promossa dalla Francia, che oggi Amato mette sul banco degli imputati per la strage di Ustica. Sappiamo anche che quella guerra è stata subìta dall&#039;imperialismo italiano come una invasione di campo, avvenuta in un momento di grande debolezza economica dell&#039;Italia, pochi mesi prima dello sfratto esecutivo del governo Berlusconi da parte della BCE. Sappiamo che quella guerra è all&#039;origine dell&#039;insorgenza jihadista nel sahel, perché la NATO all&#039;epoca sguinzagliò i tagliagole islamisti in Libia come oggi foraggia i nazisti in Ucraina. Sappiamo infine che oggi la Francia è in grande difficoltà nel Sahel, dopo i colpi di stato patriottici in Mali, Burkina Faso e Niger, causati anche dall&#039;incapacità euro-francese di arrestare quell&#039;insorgenza. Ecco allora che il debole imperialismo italiano prova a rimettere fuori la testa, in Libia e in Tunisia, per togliere spazio agli odiati cugini e riguadagnare le posizioni perdute. Questo, a mio avviso, spiega le dichiarazioni di Amato tanto quanto evidenzia l&#039;assenza di prospettive nella politica estera dello stato italiano. Sul piano interno, queste dichiarazioni rafforzano la linea meloniana, rappresentante di un centrismo nazional-fascista che ormai arruola consensi trasversali e di peso come quelli di Amato. Purtroppo, in tutto questo, la giustizia e la pietà per le 81 vittime di Ustica non trovano né spazio né soddisfazione ma solo una ulteriore, cinica, strumentalizzazione da parte di chi in nessun modo può ritenersi meno responsabile dei militari che oggi mette sotto accusa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune riflessioni a caldo si affacciano alla mente collocando l&#8217;intervista di Amato a Repubblica nel contesto della situazione attuale del quadrante Nordafricano quale “cortile di casa” dell&#8217;imperialismo europeo. Di Amato sappiamo che è uomo di stato, ovvero uomo non di parte, che si pone come rappresentante degli interessi collettivi del debole imperialismo nazionale. Per questo, la sua uscita sembra una mossa di peso a supporto del piano &#8220;Mattei&#8221; proposto dalla Meloni. A sostegno di questa interpretazione, notiamo che la Presidente del consiglio ha mostrato di apprezzare le sue dichiarazioni, mentre il vicepresidente e ministro degli esteri Tajani molto meno. D’altra parte, quest&#8217;ultimo l&#8217;ha combinata molto grossa, a quanto si è potuto capire, con l&#8217;incontro tra rappresentanti libici e israeliani a Roma che ha portato al licenziamento della ministra degli esteri libica e al quasi rovesciamento del governo di Tripoli. Le dichiarazioni di Amato, di cui dobbiamo supporre che Tajani non fosse a conoscenza data la sua reazione, suonano come un voto di sfiducia nei suoi confronti.<br />
La mia ipotesi di lavoro è che si parli del tentativo di assassinare Gheddafi nel 1980 ma che il vero oggetto d&#8217;interesse sia la guerra contro Gheddafi nel 2011. Infatti, sappiamo che quella guerra, con il conseguente rovesciamento e assassinio del leader libico, è stata fortemente voluta e promossa dalla Francia, che oggi Amato mette sul banco degli imputati per la strage di Ustica. Sappiamo anche che quella guerra è stata subìta dall&#8217;imperialismo italiano come una invasione di campo, avvenuta in un momento di grande debolezza economica dell&#8217;Italia, pochi mesi prima dello sfratto esecutivo del governo Berlusconi da parte della BCE. Sappiamo che quella guerra è all&#8217;origine dell&#8217;insorgenza jihadista nel sahel, perché la NATO all&#8217;epoca sguinzagliò i tagliagole islamisti in Libia come oggi foraggia i nazisti in Ucraina. Sappiamo infine che oggi la Francia è in grande difficoltà nel Sahel, dopo i colpi di stato patriottici in Mali, Burkina Faso e Niger, causati anche dall&#8217;incapacità euro-francese di arrestare quell&#8217;insorgenza. Ecco allora che il debole imperialismo italiano prova a rimettere fuori la testa, in Libia e in Tunisia, per togliere spazio agli odiati cugini e riguadagnare le posizioni perdute. Questo, a mio avviso, spiega le dichiarazioni di Amato tanto quanto evidenzia l&#8217;assenza di prospettive nella politica estera dello stato italiano. Sul piano interno, queste dichiarazioni rafforzano la linea meloniana, rappresentante di un centrismo nazional-fascista che ormai arruola consensi trasversali e di peso come quelli di Amato. Purtroppo, in tutto questo, la giustizia e la pietà per le 81 vittime di Ustica non trovano né spazio né soddisfazione ma solo una ulteriore, cinica, strumentalizzazione da parte di chi in nessun modo può ritenersi meno responsabile dei militari che oggi mette sotto accusa.</p>
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