DALLA FINTA TRANSIZIONE ECOLOGICA ALLA VERA TRANSIZIONE BELLICA: L’OCCIDENTE DICHIARA GUERRA ALL’AMBIENTE!
Convegno Nazionale di Ecoresistenze
20 giugno a Bologna, H10 Sala Piazza – Navile (Via Marco Polo, 52)
Ospiti e titoli delle relazioni:
* Chen Yiwen – Professore Associato alla Scuola di Marxismo, Università di Tsinghua, “Quadro teorico e pratico dell’implementazione della Civiltà Ecologica Cinese”
* Giorgio Ferrari – Esperto di Energia Nucleare, “La finta transizione ecologica dell’Unione Europea”
* Antonio Mazzeo – Saggista e Attivista No War, “Il Rearm EU e la vera transizione bellica”
* Rossella Marchini – Architetta, scrive su Dinamopress di Trasformazioni Urbane, “I territori al centro dei nuovi processi di valorizzazione”
* Mauro Conti – Centro Studi Rurali, Unical, “Meccanismi capitalistici di sussunzione nell’agricoltura”
* Sandro De Cecco – Docente di Fisica Nucleare, Sapienza Università di Roma, “Il Nucleare tra questione energetica e inquietanti risvolti militari”
* Francesco Maringiò – Giornalista, “La Civiltà Ecologica come contributo alla teorizzazione marxista”
* Antonio Bodini – Professore di Ecologia, Università di Parma, “Le scienze ecologiche nell’ottica del materialismo dialettico e il caso di Cuba”
In una fase segnata dall’intreccio tra crisi economica, sociale, ambientale e militare, dall’aumento degli eventi climatici estremi e dall’escalation delle guerre, emergono con sempre maggiore evidenza i limiti del modello di sviluppo capitalistico, che scarica i propri costi sui territori, sulle condizioni di vita e sull’equilibrio ecologico del pianeta.
La cosiddetta transizione ecologica promossa dall’Unione Europea si è rivelata una grande operazione di greenwashing, che ha trasformato la crisi climatica in una nuova occasione di profitto, affidando la riconversione al mercato e alle multinazionali. Il risultato è stato l’aumento delle disuguaglianze, della speculazione e della devastazione ambientale.
Oggi quella narrazione lascia il posto alla corsa al riarmo. La competizione economica si trasforma sempre più in competizione militare e l’Unione Europea imbocca la strada del keynesismo bellico, facendo della guerra e dell’industria militare un nuovo motore di crescita.
Come Ecoresistenze promuoviamo questo momento nazionale di confronto per indagare le radici della crisi ecologica, individuare le responsabilità politiche ed economiche che la alimentano e costruire strumenti di analisi e organizzazione all’altezza della sfida.
Per questo abbiamo aperto l’invito a singoli, realtà organizzate e movimenti consapevoli dell’urgenza di agire per fermare la deriva ecocida in corso.
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