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Pisa. Difendiamo il circolo Agorà. Sabato in piazza

Sabato 18 settembre, Logge di Banchi iniziativa pubblica contro la chiusura del Circolo Agorà.

Dal 1994 il circolo Arci Agorà di Pisa rappresenta un insediamento socio/culturale molto importante per tanti e tante che, anche da altre città e regioni del paese, si avvalgono delle attività formative, sociali e culturali che questa associazione ha sempre messo a disposizione di tutti, gratuitamente o a prezzi popolari. Musica, teatro, cinema, presentazioni di libri, la Biblioteca Andrea Fisoni, ricca di oltre 8mila volumi, corsi di formazione, sportelli in difesa delle fasce sociali più deboli.

Come migliaia di altre associazioni nel paese, dal 5 marzo 2020 sino al 1 luglio 2021 agorà è stata costretta ad interrompere qualsiasi attività a causa della pandemia, subendo un tracollo economico senza precedenti, che ha causato la parziale sospensione del pagamento dell’affitto. La risposta della proprietà del fondo è stata l’invio di una lettera di finita locazione nei termini contrattuali: il 31 dicembre 2021.

Al fine di impedire la chiusura della sua sede, agorà ha lanciato una campagna pubblica di sostegno economico, che garantisce oggi il saldo delle mensilità non pagate durante la pandemia. L’Associazione ha anche accettato la richiesta di aumento del canone dal gennaio 2022, sulla base di un nuovo contratto di locazione.

Tutto questo alla proprietà non basta.  A garanzia del futuro contratto viene chiesta una fidejussione bancaria. Su questo si è arenata la trattativa, dato che nessuna persona fisica può bloccare i propri averi per 12 anni (la durata di un contratto 6+6).

Facciamo appello alla proprietà perché torni indietro rispetto a questa clausola fideiussoria, impossibile da onorare.

Facciamo appello alle istituzioni locali (Comune di Pisa e Provincia di Pisa) e alla Regione Toscana perché prendano posizione in favore della continuità delle attività del circolo agorà nella sua sede storica, in Via Bovio 48/50, facendo pressioni sulla proprietà perché torni indietro dalla richiesta fideiussoria, oppure facendosi garanti come Enti Pubblici di un nuovo contratto di affitto.

In alternativa, chiediamo alle stesse Istituzioni di mettere a disposizione uno dei tanti edifici pubblici vuoti da decine di anni nel centro storico e nelle periferie, garantendo così la continuità di un prezioso patrimonio socio/culturale, aggregativo e di difesa dei diritti di lavoratori, pensionati, migranti, giovani, donne.

(è possibile firmare l’appello a difesa del Circolo Agorà anche su https://www.change.org/o/ )

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