Nessun contributo pubblico a Confindustria – tassare i profitti dei padroni
Giovedì 15 settembre ore 11.00 presidio a Confindustria di Pisa, Via Volturno 43
Il nostro è l’unico paese in Europa in cui i salari sono diminuiti del 3% dal 1990 ad oggi, FRUTTO di 30 anni di consociativismo tra Confindustria, governi e CGIL CISL UIL
Mentre i lavoratori morivano a migliaia a causa del Covid19, gli industriali si arricchivano, come in Lombardia e nelle zone maggiormente industrializzate del paese, dove nel periodo più buio della pandemia le fabbriche non hanno chiuso un solo giorno.
Non contento, nell’ultima Assemblea di Confindustria in Vaticano il Presidente Bonomi chiede aiuti di Stato, delocalizzazioni, attacco al reddito di cittadinanza, addossando i costi sociali della crisi all’erario nazionale.
Invece di mettere nelle casse pubbliche gli extraprofitti accumulati in questi anni, i padroni vogliono continuare a guadagnare senza pagare dazio.
E’ la guerra in casa nostra, che non si combatte con armi e fucili, ma con salari e pensioni da fame, centinaia di morti sul lavoro ogni anno, leggi antioperaie promosse dal governo Draghi e da quelli che lo hanno preceduto.
Il governo Draghi, con il consenso dei fascisti di FdI, ha proposto:
• 200 euro una tantum quando un salario di 1.000 euro ha ormai perso 80 euro di potere d’acquisto ogni mese
• Il taglio dell’1,2% sul “cuneo fiscale” (12 euro al mese), che significa meno soldi per le pensioni presenti e future;
• Il congelamento temporaneo degli “oneri di sistema” per contenere l’aumento delle bollette;
• Lo sconto temporaneo delle accise e dell’Iva sui carburanti
Tutte misure che vanno a carico dei conti pubblici, preparando un debito più alto,
ma che non toccano minimamente i profitti delle imprese.
Gli aumenti salariali devono essere a carico delle imprese, non dello stato, altrimenti quel poco che entra in una tasca esce in misura maggiore dall’altra, con le tasse e la diminuzione dei servizi pubblici.
Unione Popolare propone
• nessun contributo pubblico a confindustria ma lotta contro l’evasione fiscale
• nuova scala mobile per salvaguardare i salari dall’inflazione
• basta precarieta’ e sfruttamento: salario minimo 10€ l’ora
• abolizione del jobs act e dell’alternanza scuola-lavoro
• introdurre il reato di omicidio sul lavoro nel codice penale per fermare la strage di lavoratori
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