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Roma. Caso Assange, l’Occidente imbavaglia la verità. Dibattito

Caso Assange, l’Occidente imbavaglia la verità

Appuntamento: giovedì 29 febbraio, ore 18:30, presso il Circolo GAP di San Lorenzo (via dei Sabelli 23, Roma – entrata con tessera Arci).

Organizzano: Comitato Free Assange Roma e la Redazione di Contropiano

Il 20 e 21 febbraio si è tenuta presso l’Alta Corte del Regno Unito l’udienza finale sulla richiesta di estradizione di Julian Assange negli USA. La Corte si è riservata di pronunciarsi nei prossimi giorni.

I giudici dovranno decidere se accogliere il parere degli avvocati di Assange di considerare illegittima la richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti, oppure dichiarare esauriti i canali di ricorso e quindi spedirlo nelle carceri di Massima sicurezza nordamericane.

Paradossalmente, gli illeciti contestati ad Assange sono quelli di aver svelato i crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti in Afghanistan e Iraq in base a documenti coperti da Segreto di Stato.

Se estradato, il cofondatore di WikiLeaks, il sito dove sono stati resi pubblici gli illeciti commessi da governi e privati in tutto il mondo, rischia una condanna fino a 175 anni di carcere.

Quello in corso da più di dieci anni a questa parte è un processo di carattere tutto politico nei confronti di chi ha osato svelate la verità dei crimini dell’Occidente e non solo.

La Corte Suprema degli Stati Uniti e la Corte Europea dei Diritti Umani hanno stabilito infatti che è legittimo rivelare segreti di Stato quando ciò è nell’interesse generale. Se così non fosse, qualsiasi governo potrebbe secretare impunemente le sue malefatte.

Ma per la Giustizia USA&UK tali sentenze non hanno alcuna importanza e de facto hanno “condannato” Assange fino a oggi a 7 anni di reclusione da rifugiato politico, di cui gli ultimi 5 passati nel carcere duro nella prigione londinese di Belmarsh, subendo una costante tortura psicofisica come ha riconosciuto Nils Melzer, Relatore Speciale dell’ONU sulla tortura.

Il tutto senza processo.

Colpire Assange significa lanciare un messaggio intimidatorio a tutti coloro che vorrebbero fare informazione libera ed indipendente dai blocchi di potere occidentali. In questa storia, chi rivela i crimini di guerra viene perseguitato, chi li ha commessi è ancora a piede libero.

Il “doppio standard” che sempre caratterizza l’Occidente collettivo nelle controversie internazionali emerge nel caso Assange in tutta la sua ingiustizia.

Per discutere di tutto questo, il Comitato Free Assange Roma e la Redazione di Contropiano danno appuntamento per giovedì 29 febbraio, alle ore 18:30, al Circolo GAP di San Lorenzo (via dei Sabelli 23, Roma – entrata con tessera Arci).

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