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Roma. Presidio all’Ufficio Scolastico Regionale contro la schedatura degli studenti palestinesi

CENSIMENTO PALESTINESI, OLTRE AL GENOCIDIO LA SCHEDATURA? VOGLIAMO RISPOSTE, FUORI IL SIONISMO DALLA SCUOLA PUBBLICA
Presidio all’USR Lazio (via Frangipane) – Lunedì 19 gennaio, H17:00 – Comunicato stampa congiunto di USB Scuola e OSA

Non bastava il genocidio mai interrotto del proprio popolo, adesso i palestinesi in Italia devono subire anche la schedatura dello Stato. Non sappiamo come altro definire il censimento degli studenti palestinesi richiesto dall’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio alle scuole della regione: la circolare pervenutaci dell’USR parla esplicitamente di “indagine” richiesta dal Mim, cioè dal Ministro Valditara, che quindi sta presumibilmente avvenendo anche in altre regioni.

Gli obbiettivi non sono indicati e questo conferma la natura inquietante di questa pericolosa operazione che avviene in un paese ormai asservito a Israele. Il sionismo detta legge in Italia, letteralmente, come dimostrano i Ddl Gasparri e Delrio che equiparano l’antisionismo all’antisemitismo, o le persecuzioni repressive e legali contro i solidali con la Palestina. Chi vuole sapere dove sono i palestinesi in Italia?

L’USR Lazio e Valditara devono dare risposte su questo censimento inquietante e ritirare ogni misura discriminatoria e repressiva verso i palestinesi e chi è solidale con la lotta di un popolo sotto le bombe di Israele da decenni. Le scuole non possono essere strumenti di controllo dei palestinesi né succubi del sionismo.

Avevamo d’altronde già visto i sondaggi sulla guerra rivolti dall’Agia a quattromila studenti, che evidentemente sono “osservati speciali” da questo Governo, che vuole garantirsi la pace sociale di fronte alle politiche belliciste e antipopolari che vara. Vogliamo poter parlare di Palestina nelle nostre scuole e non vedere corsi formativi e assemblee di istituto negati, come sempre più spesso accade. I contenuti e i metodi antidemocratici e razzisti del sionismo non possono entrare nella scuola pubblica statale, democratica, antifascista, antirazzista.

La scuola ha dimostrato negli scioperi generali del 22 settembre e del 3 ottobre che è con la Palestina. La nuova scuola pubblica per cui lottiamo è di pace e internazionalista. Palestina libera!

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