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	Commenti a: Lotta di classe e questione nazionale in Catalogna	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Fri, 26 Jan 2018 23:20:44 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Paolo Grazioso		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Grazioso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2018 23:20:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro compagno,
il tuo articolo è interessante e dettagliato, ma mi permetto di dissentire su un paio di cose.

I Mossos non sono affatto né delle vittime né degli angioletti, anzi proprio loro alcuni anni fa repressero in modo durissimo le proteste degli &quot;indignados&quot; che si erano accampati in una piazza di Barcellona per protestare contro gli sfratti. Da questo movimento anti-sfratti proviene l&#039;attuale sindaca Colau. Ecco, i Mossos sono poliziotti tutt&#039;altro che teneri e pure loro non si fanno scrupoli di usare manganelli e violenza contro cittadini disarmati e non violenti.

La questione della lingua si è attualmente ribaltata: vero che nei 40 anni di franchismo il catalano insieme alle altre lingue minoritarie (basco, gallego ed occitano aranese, oltre al valenciano che secondo alcuni è un dialetto del catalano stesso mentre secondo altri è lingua autonoma anche se molto simile al catalano) fu osteggiato e scomparve dai documenti ufficiali, dalle scuole, dalla toponomastica, ecc.

Ma nei 40 anni successivi in Catalogna anche più che nelle altre regioni con lingue minoritarie i rapporti di forza si sono ribaltati. Oggi è lo spagnolo, o più correttamente il castigliano (ché anche il catalano è una lingua spagnola) ad essere di fatto discriminato, il suo insegnamento nelle scuole elementari è ridotto a poche ore settimanali, nelle radio e TV catalane è praticamente assente, è stato cancellato dalla toponomastica (anziché mettere iscrizioni bilingui si trovano solo nomi catalani). E perfino nelle insegne dei negozi e delle attività commerciali: un esercizio può essere multato per migliaia di euro se nelle sue insegne prevale il castigliano. Insomma è in atto una ghettizzazione dei catalani di madrelingua castigliana che sono tuttora maggioranza, anche tra gli autoctoni e non solo tra gli immigrati delle regioni più povere del sud e dell&#039;ovest della Spagna nonché dall&#039;America Latina. E questo non fa che produrre ed alimentare tensioni e risentimento tra le due comunità linguistiche, anziché promuovere un autentico bilinguismo.

Poi ci sarebbero altre questioni, ma non voglio dilungarmi troppo.

Intanto ti e vi ringrazio di avermi offerto la possibilità di commentare e dialogare.

Paolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro compagno,<br />
il tuo articolo è interessante e dettagliato, ma mi permetto di dissentire su un paio di cose.</p>
<p>I Mossos non sono affatto né delle vittime né degli angioletti, anzi proprio loro alcuni anni fa repressero in modo durissimo le proteste degli &#8220;indignados&#8221; che si erano accampati in una piazza di Barcellona per protestare contro gli sfratti. Da questo movimento anti-sfratti proviene l&#8217;attuale sindaca Colau. Ecco, i Mossos sono poliziotti tutt&#8217;altro che teneri e pure loro non si fanno scrupoli di usare manganelli e violenza contro cittadini disarmati e non violenti.</p>
<p>La questione della lingua si è attualmente ribaltata: vero che nei 40 anni di franchismo il catalano insieme alle altre lingue minoritarie (basco, gallego ed occitano aranese, oltre al valenciano che secondo alcuni è un dialetto del catalano stesso mentre secondo altri è lingua autonoma anche se molto simile al catalano) fu osteggiato e scomparve dai documenti ufficiali, dalle scuole, dalla toponomastica, ecc.</p>
<p>Ma nei 40 anni successivi in Catalogna anche più che nelle altre regioni con lingue minoritarie i rapporti di forza si sono ribaltati. Oggi è lo spagnolo, o più correttamente il castigliano (ché anche il catalano è una lingua spagnola) ad essere di fatto discriminato, il suo insegnamento nelle scuole elementari è ridotto a poche ore settimanali, nelle radio e TV catalane è praticamente assente, è stato cancellato dalla toponomastica (anziché mettere iscrizioni bilingui si trovano solo nomi catalani). E perfino nelle insegne dei negozi e delle attività commerciali: un esercizio può essere multato per migliaia di euro se nelle sue insegne prevale il castigliano. Insomma è in atto una ghettizzazione dei catalani di madrelingua castigliana che sono tuttora maggioranza, anche tra gli autoctoni e non solo tra gli immigrati delle regioni più povere del sud e dell&#8217;ovest della Spagna nonché dall&#8217;America Latina. E questo non fa che produrre ed alimentare tensioni e risentimento tra le due comunità linguistiche, anziché promuovere un autentico bilinguismo.</p>
<p>Poi ci sarebbero altre questioni, ma non voglio dilungarmi troppo.</p>
<p>Intanto ti e vi ringrazio di avermi offerto la possibilità di commentare e dialogare.</p>
<p>Paolo</p>
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