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	Commenti a: 100 anni dalla fondazione dell&#8217;URSS: l&#8217;Unione Sovietica e la mina ucraina	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Nuccio Viglietti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nuccio Viglietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Dec 2022 09:35:23 +0000</pubDate>
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		Di: Eros Barone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2022 16:43:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Circa la ‘vexata quaestio’ del rapporto tra la rivoluzione d’Ottobre e la nascita dell’Ucraina come Stato dell’Unione Sovietica giova sottolineare che, nel discorso del 21 febbraio scorso relativo al riconoscimento delle repubbliche del Donbass, Putin, rivendicando l’esperienza storica dell’imperialismo e del nazionalismo grande-russo, attacca Lenin per la sua politica delle nazionalità fondata sul riconoscimento del diritto di autodecisione delle nazioni. L’Ucraina, afferma, è «l’Ucraina di Vladimir Lenin», che ne è «autore ed architetto». Nella sua ricostruzione storica vi è un elemento di verità, là dove afferma che i bolscevichi non si curarono di danneggiare l’interesse della Russia, perché la loro prospettiva era «la rivoluzione mondiale». Lenin individuò infatti nella questione nazionale un’arma per combattere l’Impero zarista “prigione di popoli”; in questo il diritto di autodeterminazione fu parte integrante della strategia di disfattismo rivoluzionario che portò alla rivoluzione d’Ottobre. Quando in questione fu lo statuto dell’Urss, si deve poi considerare che la scelta di assicurare piena autodeterminazione all’Ucraina dentro all’Unione fu, per un verso, una carta contro le spinte grandi-russe e, per un altro verso, fu un modo per depotenziare le possibilità d’intervento delle potenze imperialiste, che miravano a far leva sulle correnti nazionaliste per indebolire e disgregare l’Urss; per un altro verso ancora, fu un segnale che il potere bolscevico mandava ai movimenti di liberazione nazionale in atto nel mondo coloniale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Circa la ‘vexata quaestio’ del rapporto tra la rivoluzione d’Ottobre e la nascita dell’Ucraina come Stato dell’Unione Sovietica giova sottolineare che, nel discorso del 21 febbraio scorso relativo al riconoscimento delle repubbliche del Donbass, Putin, rivendicando l’esperienza storica dell’imperialismo e del nazionalismo grande-russo, attacca Lenin per la sua politica delle nazionalità fondata sul riconoscimento del diritto di autodecisione delle nazioni. L’Ucraina, afferma, è «l’Ucraina di Vladimir Lenin», che ne è «autore ed architetto». Nella sua ricostruzione storica vi è un elemento di verità, là dove afferma che i bolscevichi non si curarono di danneggiare l’interesse della Russia, perché la loro prospettiva era «la rivoluzione mondiale». Lenin individuò infatti nella questione nazionale un’arma per combattere l’Impero zarista “prigione di popoli”; in questo il diritto di autodeterminazione fu parte integrante della strategia di disfattismo rivoluzionario che portò alla rivoluzione d’Ottobre. Quando in questione fu lo statuto dell’Urss, si deve poi considerare che la scelta di assicurare piena autodeterminazione all’Ucraina dentro all’Unione fu, per un verso, una carta contro le spinte grandi-russe e, per un altro verso, fu un modo per depotenziare le possibilità d’intervento delle potenze imperialiste, che miravano a far leva sulle correnti nazionaliste per indebolire e disgregare l’Urss; per un altro verso ancora, fu un segnale che il potere bolscevico mandava ai movimenti di liberazione nazionale in atto nel mondo coloniale.</p>
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