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	Commenti a: AI e futuro del capitalismo da un punto di vista marxista e neoclassico	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Wed, 17 Jun 2026 16:02:51 +0000</lastBuildDate>
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		Di: Redazione Contropiano		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 16:02:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://contropiano.org/fattore-k/2026/05/30/ai-e-futuro-del-capitalismo-da-un-punto-di-vista-marxista-e-neoclassico-0195333#comment-303178&quot;&gt;Andre&lt;/a&gt;.

Non è il solo, nella storia, a confondere massa e percentuali, come anche tasso individuale (o di settore) e tasso medio... Però, come vedi, aiuta a discutere...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://contropiano.org/fattore-k/2026/05/30/ai-e-futuro-del-capitalismo-da-un-punto-di-vista-marxista-e-neoclassico-0195333#comment-303178">Andre</a>.</p>
<p>Non è il solo, nella storia, a confondere massa e percentuali, come anche tasso individuale (o di settore) e tasso medio&#8230; Però, come vedi, aiuta a discutere&#8230;</p>
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		Di: Andre		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 15:14:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ah sì proprio dice che i tassi di profitto stanno aumentando, paragrafo 7° &quot;Questo non sembra accordarsi bene con i fatti e con le aspettative di tassi di profitto non minori, ma maggiori, che deriverebbero dall’introduzione dell’IA.&quot;. Ma penso sia proprio empiricamente falso, anche guardando a questo instante e a solo la frazione del capitale di aziende AI, lo studio citato prima (https://mlq.ai/media/quarterly_decks/v0.1_State_of_AI_in_Business_2025_Report.pdf) rileva che il 95% delle aziende AI non generano alcuni ritorni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ah sì proprio dice che i tassi di profitto stanno aumentando, paragrafo 7° &#8220;Questo non sembra accordarsi bene con i fatti e con le aspettative di tassi di profitto non minori, ma maggiori, che deriverebbero dall’introduzione dell’IA.&#8221;. Ma penso sia proprio empiricamente falso, anche guardando a questo instante e a solo la frazione del capitale di aziende AI, lo studio citato prima (<a href="https://mlq.ai/media/quarterly_decks/v0.1_State_of_AI_in_Business_2025_Report.pdf" rel="nofollow ugc">https://mlq.ai/media/quarterly_decks/v0.1_State_of_AI_in_Business_2025_Report.pdf</a>) rileva che il 95% delle aziende AI non generano alcuni ritorni</p>
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		Di: Andre		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 14:54:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Boh, ovviamente domanda interessante, ma non capisco a quali &quot;fatti&quot; Milanovic intenda (2° paragrafo). Perché pare dire che secondo lui i fatti riguardanti la AI siano in contraddizione con la classica analisi marxista che un incremento nella composizione organica del capitale deve portare a un tasso di profitto più basso (ci sarebbe da aggiungere SE il tasso di sfruttamento (s/v) cresce meno velocemente della composizione del capitale dato che s/(c+v)=(s/v)/(c/v+v/v), ma vabbè dato che è quasi sempre così). Ma questo è vero per la AI, le aziende di AI hanno enormi problemi di profittabilità (vedi ad esempio https://mlq.ai/media/quarterly_decks/v0.1_State_of_AI_in_Business_2025_Report.pdf) e inoltre cè da aggiungere che nella classica analisi del capitale volume 1 cap. 23 su composizione del capitale o quella del volume 3 sulla tendenza dei tassi di profitto a decrescere, si parla della composizione del capitale e dei tassi di profitto in senso globale, per la somma del capitale totale, non per le uniche aziende che si innovano tecnologicamente. Chiaramente per aziende particolari che implementa innovazioni tecnologiche può avere (anche se non per la AI, almeno per ora) profitti alti almeno inizialmente. 

Inoltre magari un commento sulla citazione di Luxemburg e Grossmann e la caraterizzazione messianica dei loro scritti. Prima di tutto li cita insieme, ma poi ricostruisce la classica analisi marxista della crisi, che è quella di Grossmann, ma non di Luxemburg. Infatti Grossmann criticò Luxemburg, in quanto la sua teoria della crisi era legata a problemi di sottoconsumo (similmente a teorie successive Keynesiane) e non alla composizione del capitale, legando quindi la radice della crisi nel volume 2, sulla circolazione del capitale, e non nella produzione del capitale. Ma vabbè sono solo io un bastardo pignolo su sta roba non è importante.
La parte più critica forse è quella della teoria della crisi marxista come messianismo che le crisi del capitale automaticamente porteranno alla fine del capitalismo. Questa è una ricostruzione liberale, le crisi di sovrapproduzione portano a guerre che poi distruggono i beni e la populazione di troppo, e sto fatto cè pure nel manifesto. Che le crisi portano all opportunità di cambiamento è chiaro, ma le guerre possono rigenerare la capacità di acccumulazione del capitale attraverso la distruzione stessa. Ste cose ci sono addirittura nel manifesto e negli scritti di Marx, ma anche in Grossmann nel suo lavoro sul crollo del capitalismo scrive che l esito finale verrà deciso dalla lotta di classe e quindi soggettività politiche. Ovviamente i capitalisti non aspettano di avere rapporti di profitto di uno o minori, cominciano a guerreggiare anche per creare nuovi mercati per i prodotti non venduti (armi), come hanno fatto nel passato e stanno facendo ora, creando un opportunità per noi. Brutto quindi anche che Milanovic conclude con l adattamento umano come se dovessimo necessariamente adattarci a sta società di barbarie. Bella però che almeno ha citato Grossmann anche se caratterizzato male solo dal titolo del suo lavoro, perché Grossmann è veramente un grande compagno che va riletto di più.

(scusate per il rant e nn mi va l apostrofo)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Boh, ovviamente domanda interessante, ma non capisco a quali &#8220;fatti&#8221; Milanovic intenda (2° paragrafo). Perché pare dire che secondo lui i fatti riguardanti la AI siano in contraddizione con la classica analisi marxista che un incremento nella composizione organica del capitale deve portare a un tasso di profitto più basso (ci sarebbe da aggiungere SE il tasso di sfruttamento (s/v) cresce meno velocemente della composizione del capitale dato che s/(c+v)=(s/v)/(c/v+v/v), ma vabbè dato che è quasi sempre così). Ma questo è vero per la AI, le aziende di AI hanno enormi problemi di profittabilità (vedi ad esempio <a href="https://mlq.ai/media/quarterly_decks/v0.1_State_of_AI_in_Business_2025_Report.pdf" rel="nofollow ugc">https://mlq.ai/media/quarterly_decks/v0.1_State_of_AI_in_Business_2025_Report.pdf</a>) e inoltre cè da aggiungere che nella classica analisi del capitale volume 1 cap. 23 su composizione del capitale o quella del volume 3 sulla tendenza dei tassi di profitto a decrescere, si parla della composizione del capitale e dei tassi di profitto in senso globale, per la somma del capitale totale, non per le uniche aziende che si innovano tecnologicamente. Chiaramente per aziende particolari che implementa innovazioni tecnologiche può avere (anche se non per la AI, almeno per ora) profitti alti almeno inizialmente. </p>
<p>Inoltre magari un commento sulla citazione di Luxemburg e Grossmann e la caraterizzazione messianica dei loro scritti. Prima di tutto li cita insieme, ma poi ricostruisce la classica analisi marxista della crisi, che è quella di Grossmann, ma non di Luxemburg. Infatti Grossmann criticò Luxemburg, in quanto la sua teoria della crisi era legata a problemi di sottoconsumo (similmente a teorie successive Keynesiane) e non alla composizione del capitale, legando quindi la radice della crisi nel volume 2, sulla circolazione del capitale, e non nella produzione del capitale. Ma vabbè sono solo io un bastardo pignolo su sta roba non è importante.<br />
La parte più critica forse è quella della teoria della crisi marxista come messianismo che le crisi del capitale automaticamente porteranno alla fine del capitalismo. Questa è una ricostruzione liberale, le crisi di sovrapproduzione portano a guerre che poi distruggono i beni e la populazione di troppo, e sto fatto cè pure nel manifesto. Che le crisi portano all opportunità di cambiamento è chiaro, ma le guerre possono rigenerare la capacità di acccumulazione del capitale attraverso la distruzione stessa. Ste cose ci sono addirittura nel manifesto e negli scritti di Marx, ma anche in Grossmann nel suo lavoro sul crollo del capitalismo scrive che l esito finale verrà deciso dalla lotta di classe e quindi soggettività politiche. Ovviamente i capitalisti non aspettano di avere rapporti di profitto di uno o minori, cominciano a guerreggiare anche per creare nuovi mercati per i prodotti non venduti (armi), come hanno fatto nel passato e stanno facendo ora, creando un opportunità per noi. Brutto quindi anche che Milanovic conclude con l adattamento umano come se dovessimo necessariamente adattarci a sta società di barbarie. Bella però che almeno ha citato Grossmann anche se caratterizzato male solo dal titolo del suo lavoro, perché Grossmann è veramente un grande compagno che va riletto di più.</p>
<p>(scusate per il rant e nn mi va l apostrofo)</p>
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