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	Commenti a: Dentro l&#8217;Europa ma fuori dall&#8217;Unione Europea. Una alternativa	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		<title>
		Di: Renato sellitto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Renato sellitto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 12:04:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Finalmente un modo intelligente di discutere su questioni concrete,ove è legittimo anche dividersi per  elaborare le proposte capaci di rendere credibile le possibilità di un cambiamento,quindi suscettibili di mobilitare  oltre i lavoratori  i giovani,vasti strati popolari.
i contributi che fanno seguito alle proposte sono già interessanti,farebbbene anche  FdS  a fare uno sforzo per misurarsi con le questioni concrete della realtà concreta invece che inseguire ,stupidamente logiche di schieramento e partecipare a questa pagliacciata delle primarie che qualunque esito non ci allontana dal nuovo &quot;fascismo&quot; dettato dall&#039;UE,da Monti e da Napolitano che a chiare lettere indicano a Tutti che indietro non si torna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente un modo intelligente di discutere su questioni concrete,ove è legittimo anche dividersi per  elaborare le proposte capaci di rendere credibile le possibilità di un cambiamento,quindi suscettibili di mobilitare  oltre i lavoratori  i giovani,vasti strati popolari.<br />
i contributi che fanno seguito alle proposte sono già interessanti,farebbbene anche  FdS  a fare uno sforzo per misurarsi con le questioni concrete della realtà concreta invece che inseguire ,stupidamente logiche di schieramento e partecipare a questa pagliacciata delle primarie che qualunque esito non ci allontana dal nuovo &#8220;fascismo&#8221; dettato dall&#8217;UE,da Monti e da Napolitano che a chiare lettere indicano a Tutti che indietro non si torna.</p>
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		Di: Marco Santopadre		</title>
		<link>https://contropiano.org/iniziative-e-comunicati/2012/11/04/dentro-leuropa-ma-fuori-dallunione-europea-una-alternativa-011963#comment-1109</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Santopadre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2012 07:16:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le osservazioni di Roberto ai punti quattro e cinque non colgono la sostanza della proposta. La sostanza è politica e non economica. Perseguire una alternativa come quella indicata presuppone una rottura politica, rovesciare il 
tavolo, appunto. Senza la quale non esistono proposte economicamente &quot;ragionevoli&quot; nè soluzioni tecniche. E&#039; il presupposto di partenza che dobbiamo cambiare.

Rete dei Comunisti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le osservazioni di Roberto ai punti quattro e cinque non colgono la sostanza della proposta. La sostanza è politica e non economica. Perseguire una alternativa come quella indicata presuppone una rottura politica, rovesciare il<br />
tavolo, appunto. Senza la quale non esistono proposte economicamente &#8220;ragionevoli&#8221; nè soluzioni tecniche. E&#8217; il presupposto di partenza che dobbiamo cambiare.</p>
<p>Rete dei Comunisti</p>
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		<title>
		Di: nicomacce		</title>
		<link>https://contropiano.org/iniziative-e-comunicati/2012/11/04/dentro-leuropa-ma-fuori-dallunione-europea-una-alternativa-011963#comment-1108</link>

		<dc:creator><![CDATA[nicomacce]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2012 17:40:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[D&#039;accordo su tutto. Ritengo però che la risposta non debba solo caratterizzarsi come piattaforma economica. Come emerge dall&#039;impostazione del volantone. Il punto a cui occorre dare maggior forza e risalto è l&#039;aspetto politico inerente la democrazia. Democrazia intesa come sovranità popolare e di classe. Nazionalizzare le banche, le imprese e i settori strategici e vitali dell&#039;economia, pertiene l&#039;esericizio di questa sovranità. Pertiene soprattutto una visione differente della democrazia. Su questo programma se non si è chiari, si rischia di dare forza a chi pensa che il cambio rivoluzionario avvenga imbellettando di &quot;sociale&quot; le solite segreterie di sempre, che sia un aspetto meramente elettorale. Mentre invece si deve tornare a una visione della democrazia come democrazia diretta, consiliare, esercitata in forme di lotta riappropriative, esattamente come si sta configurando l&#039;antagonismo sociale e l&#039;autonomia di classe in altri paese che ci stanno aprendo la strada come Grecia, Spagne e Portogallo. Questa visione non è affatto una concessione allo spontaneismo, ma un ritorno alle modalità di intervento sui movimenti autenticamente leniniane. Il compito politico e organizzativo dell&#039;avanguardia politica è proprio quello di orientare e organizzare l&#039;antagonismo sociale emergente e la conflittualità su un terreno costituente. Anche un semplice volantone deve essere in grado di fare chiarezza sulla questione di chi deve e come deve esercitare sovranità, potere. Anche perché la lotta sarà vincente se sarà in grado di disattivare la &quot;governance&quot;, ossia il comando del capitale, le sue forme di dominio nella società e nell&#039;economia, attraverso lo sciopero generale e selvaggio nelle sue nuove forme dell&#039;accampata, dell&#039;occupazione, l&#039;autogestione nei luoghi di lavoro e dei cicli di produzione e dei servizi (vedi l&#039;Argentina), il boicottaggio, il sabotaggio, il rendere impossibile il funzionamento dell&#039;economia e dei rapporti sociali in relazione alla forza materiale della classe, alla sua crescita conflittuale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo su tutto. Ritengo però che la risposta non debba solo caratterizzarsi come piattaforma economica. Come emerge dall&#8217;impostazione del volantone. Il punto a cui occorre dare maggior forza e risalto è l&#8217;aspetto politico inerente la democrazia. Democrazia intesa come sovranità popolare e di classe. Nazionalizzare le banche, le imprese e i settori strategici e vitali dell&#8217;economia, pertiene l&#8217;esericizio di questa sovranità. Pertiene soprattutto una visione differente della democrazia. Su questo programma se non si è chiari, si rischia di dare forza a chi pensa che il cambio rivoluzionario avvenga imbellettando di &#8220;sociale&#8221; le solite segreterie di sempre, che sia un aspetto meramente elettorale. Mentre invece si deve tornare a una visione della democrazia come democrazia diretta, consiliare, esercitata in forme di lotta riappropriative, esattamente come si sta configurando l&#8217;antagonismo sociale e l&#8217;autonomia di classe in altri paese che ci stanno aprendo la strada come Grecia, Spagne e Portogallo. Questa visione non è affatto una concessione allo spontaneismo, ma un ritorno alle modalità di intervento sui movimenti autenticamente leniniane. Il compito politico e organizzativo dell&#8217;avanguardia politica è proprio quello di orientare e organizzare l&#8217;antagonismo sociale emergente e la conflittualità su un terreno costituente. Anche un semplice volantone deve essere in grado di fare chiarezza sulla questione di chi deve e come deve esercitare sovranità, potere. Anche perché la lotta sarà vincente se sarà in grado di disattivare la &#8220;governance&#8221;, ossia il comando del capitale, le sue forme di dominio nella società e nell&#8217;economia, attraverso lo sciopero generale e selvaggio nelle sue nuove forme dell&#8217;accampata, dell&#8217;occupazione, l&#8217;autogestione nei luoghi di lavoro e dei cicli di produzione e dei servizi (vedi l&#8217;Argentina), il boicottaggio, il sabotaggio, il rendere impossibile il funzionamento dell&#8217;economia e dei rapporti sociali in relazione alla forza materiale della classe, alla sua crescita conflittuale.</p>
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		<title>
		Di: Roberto 		</title>
		<link>https://contropiano.org/iniziative-e-comunicati/2012/11/04/dentro-leuropa-ma-fuori-dallunione-europea-una-alternativa-011963#comment-1107</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberto ]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 11:46:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il punti 4 e 5 non sono affatto chiari, anzi direi piuttosto confusi.
Comunque il governo della politica monetaria deve in qualche modo dipendere dal tesoro quindi direttamente da un governo eletto.
Altrimenti si rischi di ricadere in un sistema in cui il controllo della moneta è fuori dal controllo dei cittadini.
Coordinare l&#039;uscita dall&#039;area euro con altri paesi potrebbe essere auspicabile, ma se si volesse avere un&#039;altra moneta comune (che sia solo per i piigs) ci vorrebbe un comune governo eletto in grado di tassare, emettere titoli di stato e controllare attraverso un suo funzionario la futura banca centrale. Questa seconda ipotesi imporrebbe una fase costituente ( costituzione unica, garanzie uniche, un referendum confermativo ecc..) mi sembra una alternativa lunga.
Per questo non mi sento di sottoscrivere questo documento e di aderire a queste proposte si creerà un nuovo mostro antidemocratico e al servizio dedlle banche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il punti 4 e 5 non sono affatto chiari, anzi direi piuttosto confusi.<br />
Comunque il governo della politica monetaria deve in qualche modo dipendere dal tesoro quindi direttamente da un governo eletto.<br />
Altrimenti si rischi di ricadere in un sistema in cui il controllo della moneta è fuori dal controllo dei cittadini.<br />
Coordinare l&#8217;uscita dall&#8217;area euro con altri paesi potrebbe essere auspicabile, ma se si volesse avere un&#8217;altra moneta comune (che sia solo per i piigs) ci vorrebbe un comune governo eletto in grado di tassare, emettere titoli di stato e controllare attraverso un suo funzionario la futura banca centrale. Questa seconda ipotesi imporrebbe una fase costituente ( costituzione unica, garanzie uniche, un referendum confermativo ecc..) mi sembra una alternativa lunga.<br />
Per questo non mi sento di sottoscrivere questo documento e di aderire a queste proposte si creerà un nuovo mostro antidemocratico e al servizio dedlle banche.</p>
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