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	Commenti a: I lavoratori nel tritacarne delle &#8220;cause&#8221; sui licenziamenti	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: V for Vendetta		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[V for Vendetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2013 14:12:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C’è poi il caso, se vogliamo anche più inquietante, di Francesco, giovane funzionario Bnl, sempre sulla piazza romana.

 

Lui la causa l’ha vinta, ma non lo fanno rientrare.

 

Dalla Banca BNL si evince con questo racconto, una vicenda intercorsa con un suo quadro direttivo, che cercare di portar alla luce dei fatti scomodi può costare caro. Talmente caro che ci si può ritrovare senza lavoro o, come in questo caso simile agli operai FIAT, comunque fuori dal ciclo produttivo, pur percependo un salario. Come si possa permettere questo in un paese civile, come non possa essere ritenuto umiliante, ancora è un mistero. Francesco Ielo, sindacalista di base, con il suo staff sindacale, denuncia &quot;anche&quot; tramite la trasmissione REPORT un illecito sommerso, in pieno conflitto di interessi, nel Fondo Pensioni dei dipendenti Bnl. Da quel momento scattano nei suoi confronti richieste particolari, fino a trovarlo mancante della copia fotostatica dei certificati medici già consegnati a seguito di un incidente automobilistico. A sicurezza sopraggiunta che non avesse più la possibilità di riproporli, la Banca lo licenzia discreditandolo con ogni mezzo, per aver fornito dei certificati da lei in comunque in possesso, ritenuti falsi, fatti disconoscere dal medico, in quanto realmente tali. Dal ritrovamento casuale delle copie degli originali certificati, riconosciuti dal medico in questione e dai testimoni scatta il reintegro al posto di lavoro da parte del giudice (passati due anni)... ma ancora oggi vittima di sopruso e tagliato fuori.

 
Video :


http://www.youtube.com/watch?v=rDgb6hGV5Qs]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è poi il caso, se vogliamo anche più inquietante, di Francesco, giovane funzionario Bnl, sempre sulla piazza romana.</p>
<p>Lui la causa l’ha vinta, ma non lo fanno rientrare.</p>
<p>Dalla Banca BNL si evince con questo racconto, una vicenda intercorsa con un suo quadro direttivo, che cercare di portar alla luce dei fatti scomodi può costare caro. Talmente caro che ci si può ritrovare senza lavoro o, come in questo caso simile agli operai FIAT, comunque fuori dal ciclo produttivo, pur percependo un salario. Come si possa permettere questo in un paese civile, come non possa essere ritenuto umiliante, ancora è un mistero. Francesco Ielo, sindacalista di base, con il suo staff sindacale, denuncia &#8220;anche&#8221; tramite la trasmissione REPORT un illecito sommerso, in pieno conflitto di interessi, nel Fondo Pensioni dei dipendenti Bnl. Da quel momento scattano nei suoi confronti richieste particolari, fino a trovarlo mancante della copia fotostatica dei certificati medici già consegnati a seguito di un incidente automobilistico. A sicurezza sopraggiunta che non avesse più la possibilità di riproporli, la Banca lo licenzia discreditandolo con ogni mezzo, per aver fornito dei certificati da lei in comunque in possesso, ritenuti falsi, fatti disconoscere dal medico, in quanto realmente tali. Dal ritrovamento casuale delle copie degli originali certificati, riconosciuti dal medico in questione e dai testimoni scatta il reintegro al posto di lavoro da parte del giudice (passati due anni)&#8230; ma ancora oggi vittima di sopruso e tagliato fuori.</p>
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