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	Commenti a: Lo storico Giovanni Sabbatucci stronca  Berlusconi: &#8220;Le sue affermazioni sono bestialità, ecco perché&#8230;&#8221;	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: jangaderop		</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2013 08:49:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[le prime leggi razziali italiane non sono del 38 ma del 37 e stabilivano un regime razzista in etiopia sancendo la superiorità degli occupanti  con l’istituzionedi un regime di separazione razziale che anticipa di diversi anni l’aparteid in Rhodesia e in Sudafrica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>le prime leggi razziali italiane non sono del 38 ma del 37 e stabilivano un regime razzista in etiopia sancendo la superiorità degli occupanti  con l’istituzionedi un regime di separazione razziale che anticipa di diversi anni l’aparteid in Rhodesia e in Sudafrica</p>
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		Di: Luciano Pietropaolo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luciano Pietropaolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 18:22:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa intervista di Sabatucci non contiene affatto “giudizi drastici e argomentati” sulle sortite filomussoliniane di Berlusconi. Sabatucci fa una ricostruzione di impianto liberale assolutamente inaccettabile, perché sostanzialmente ipocrita, come sempre avviene in campo liberale. Fossimo nel 1943, accetterei di stare a fianco di un “antifascista” come Sabatucci  ma oggi, nel contesto attuale, nessuna contiguità è possibile. I cardini  del suo discorso sono “la natura totalitaria” del fascismo, che  accomuna Mussolini a Hitler e a  Stalin (!) però rispetto a questi ultimi è stato “meno sanguinario” (bontà sua!), comunque un dittatore. Qualcuno dovrebbe spiegare allo “storico liberale” che le dittature non sono tutte uguali e nemmeno le democrazie lo sono: ogni regime va giudicato nel merito e non nella forma, tenendo conto delle circostanze in cui opera. Il fascismo non fu semplicemente una “dittatura” ma fu la dittatura di classe a cui fece ricorso la borghesia italiana per schiacciare il proletariato: lo disse per primo Matteotti, non il Comintern e non va mai taciuto quando si parla di fascismo. Negli anni Trenta divenne anche imperialista, ma l’imperialismo non era solo italiano, quello inglese  (liberaldemocratico e non “totalitario”) fu ben più atroce (l’India ne sa qualcosa).
  Per tornare a Berlusconi, la sua sortita patetica mi sembra dettata dal bisogno tattico di ricreare il clima “bipolare” che l’altro pifferaio di regime, Monti, ha smorzato oltre il limite accettabile. Berlusconi si traveste da “fascista” perché ha bisogno di essere attaccato per poter contrattaccare su un terreno a lui congeniale. A chi lo accuserà di fascismo potrà rilanciare l’accusa di “comunismo” e il gioco è fatto. Non escludo che Bersani stia al gioco: non arriverà certo a rivalutare il comunismo, però magari a sinistra (il vecchio PCI) c’era anche  “qualcosa di buono” , non è vero? e voilà il gioco è fatto, come nel ’94: chi a sinistra pensava di astenersi, si mette paura e vota PD e simmetricamente chi sta a destra voterà per il Cavaliere. Chi ci rimette è Monti, stritolato dalla macchina del “bipolarismo all’italiana”. Ma è una macchina ormai arrugginita, e lo si vedrà dalla quota di astensioni dal voto e dal numero di schede bianche/nulle.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa intervista di Sabatucci non contiene affatto “giudizi drastici e argomentati” sulle sortite filomussoliniane di Berlusconi. Sabatucci fa una ricostruzione di impianto liberale assolutamente inaccettabile, perché sostanzialmente ipocrita, come sempre avviene in campo liberale. Fossimo nel 1943, accetterei di stare a fianco di un “antifascista” come Sabatucci  ma oggi, nel contesto attuale, nessuna contiguità è possibile. I cardini  del suo discorso sono “la natura totalitaria” del fascismo, che  accomuna Mussolini a Hitler e a  Stalin (!) però rispetto a questi ultimi è stato “meno sanguinario” (bontà sua!), comunque un dittatore. Qualcuno dovrebbe spiegare allo “storico liberale” che le dittature non sono tutte uguali e nemmeno le democrazie lo sono: ogni regime va giudicato nel merito e non nella forma, tenendo conto delle circostanze in cui opera. Il fascismo non fu semplicemente una “dittatura” ma fu la dittatura di classe a cui fece ricorso la borghesia italiana per schiacciare il proletariato: lo disse per primo Matteotti, non il Comintern e non va mai taciuto quando si parla di fascismo. Negli anni Trenta divenne anche imperialista, ma l’imperialismo non era solo italiano, quello inglese  (liberaldemocratico e non “totalitario”) fu ben più atroce (l’India ne sa qualcosa).<br />
  Per tornare a Berlusconi, la sua sortita patetica mi sembra dettata dal bisogno tattico di ricreare il clima “bipolare” che l’altro pifferaio di regime, Monti, ha smorzato oltre il limite accettabile. Berlusconi si traveste da “fascista” perché ha bisogno di essere attaccato per poter contrattaccare su un terreno a lui congeniale. A chi lo accuserà di fascismo potrà rilanciare l’accusa di “comunismo” e il gioco è fatto. Non escludo che Bersani stia al gioco: non arriverà certo a rivalutare il comunismo, però magari a sinistra (il vecchio PCI) c’era anche  “qualcosa di buono” , non è vero? e voilà il gioco è fatto, come nel ’94: chi a sinistra pensava di astenersi, si mette paura e vota PD e simmetricamente chi sta a destra voterà per il Cavaliere. Chi ci rimette è Monti, stritolato dalla macchina del “bipolarismo all’italiana”. Ma è una macchina ormai arrugginita, e lo si vedrà dalla quota di astensioni dal voto e dal numero di schede bianche/nulle.</p>
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