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	Commenti a: La scuola pubblica, i diritti e l&#8217;unione delle lotte	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: sara		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Feb 2013 22:06:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Antonella, molto interessante l&#039;articolo che segnali. Conosco la pedagogia di Freire, e apprezzo molto l&#039;idea e l&#039;impostazione dei modelli educativi &quot;alternativi&quot;. Anzi direi che sono l&#039;esempio a cui  tendere. Ma qui, ora, in Italia, nel 2013, non me la sentirei di lasciare l&#039;unico esempio di educazione pubblica, certo statale, con tutti i difetti che ciò comporta, ma comunque l&#039;unica gratuita ed aperta a tutti, in balia dei poteri che spingono verso la privatizzazione, l&#039;aziendalizzazione del sapere e l&#039;esclusione. Che poi questo sapere, i curricoli e le modalità siano tarate sulle esigenze della classe capitalista dirigente , beh, su questo siamo d&#039;accordo. Non per niente ho iniziato il mio intervento dicendo che difendere la scuola pubblica non significa difendere la scuola pubblica come è adesso.  Al momento, credo che le condizioni non siano ancora pronte per modelli di educazioni alternativi attuabili su larga scala; credo che in questo momento battersi contro la scuola pubblica significhi semplicemente lasciare campo libero ad aziende multinazionali e poteri politico-finanziari.  Chomsky direbbe che c&#039;è il momento di lavorare per allargare il perimetro della gabbia e quello per buttare giù la gabbia; che è rischioso buttar giù la gabbia quando non si è ancora abbastanza forti per sconfiggere i predatori appostati fuori. Lungi da me l&#039;idea di &quot;esser paladina&quot;. Credo di avere orizzonti abbastanza ampi, ma credo anche che ogni confronto li allarghi ancora di più. Questo dovrebbe valere per tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Antonella, molto interessante l&#8217;articolo che segnali. Conosco la pedagogia di Freire, e apprezzo molto l&#8217;idea e l&#8217;impostazione dei modelli educativi &#8220;alternativi&#8221;. Anzi direi che sono l&#8217;esempio a cui  tendere. Ma qui, ora, in Italia, nel 2013, non me la sentirei di lasciare l&#8217;unico esempio di educazione pubblica, certo statale, con tutti i difetti che ciò comporta, ma comunque l&#8217;unica gratuita ed aperta a tutti, in balia dei poteri che spingono verso la privatizzazione, l&#8217;aziendalizzazione del sapere e l&#8217;esclusione. Che poi questo sapere, i curricoli e le modalità siano tarate sulle esigenze della classe capitalista dirigente , beh, su questo siamo d&#8217;accordo. Non per niente ho iniziato il mio intervento dicendo che difendere la scuola pubblica non significa difendere la scuola pubblica come è adesso.  Al momento, credo che le condizioni non siano ancora pronte per modelli di educazioni alternativi attuabili su larga scala; credo che in questo momento battersi contro la scuola pubblica significhi semplicemente lasciare campo libero ad aziende multinazionali e poteri politico-finanziari.  Chomsky direbbe che c&#8217;è il momento di lavorare per allargare il perimetro della gabbia e quello per buttare giù la gabbia; che è rischioso buttar giù la gabbia quando non si è ancora abbastanza forti per sconfiggere i predatori appostati fuori. Lungi da me l&#8217;idea di &#8220;esser paladina&#8221;. Credo di avere orizzonti abbastanza ampi, ma credo anche che ogni confronto li allarghi ancora di più. Questo dovrebbe valere per tutti.</p>
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		Di: antonella		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[antonella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 22:13:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ma siamo ancora al frame scuola pubblica/scuola privata? ma non l&#039;abbiamo ancora capito che tutte le scuole, per definizione, sono pubbliche e che quella che si definisce impropriamente scuola pubblica è la scuola di Stato? e se una persona vuole optare per un modello alla Ivan Illich o ad una scuola popolare alla Paulo Freire, ne ha diritto oppure no? e a chi si dovrebbe rivolgere, fatemi capire, ai paladini e alle paladine della statale? vediamo di allargare gli orizzonti, per favore, che è ora http://www.dinamopress.it/news/educazione-popolare-e-autonomia-nellera-della-governance-kirchnerista]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ma siamo ancora al frame scuola pubblica/scuola privata? ma non l&#8217;abbiamo ancora capito che tutte le scuole, per definizione, sono pubbliche e che quella che si definisce impropriamente scuola pubblica è la scuola di Stato? e se una persona vuole optare per un modello alla Ivan Illich o ad una scuola popolare alla Paulo Freire, ne ha diritto oppure no? e a chi si dovrebbe rivolgere, fatemi capire, ai paladini e alle paladine della statale? vediamo di allargare gli orizzonti, per favore, che è ora <a href="http://www.dinamopress.it/news/educazione-popolare-e-autonomia-nellera-della-governance-kirchnerista" rel="nofollow ugc">http://www.dinamopress.it/news/educazione-popolare-e-autonomia-nellera-della-governance-kirchnerista</a></p>
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