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	Commenti a: Crisi economica e crisi politica. Note sull&#8217;intreccio italiano	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: giancarlo staffo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giancarlo staffo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2013 11:01:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si elude il problema che ogni possibile blocco sociale anticapitalista, per essere tale e non essere interno alla logica stessa del capitale finanziario che ha prodotto la crisi di sovrapproduzione di merci e capitali, si deve fondare sulla direzione di una linea di classe, che in pratica richiede ineludibilmente l’esistenza di un soggetto comunista rivoluzionario organizzato e radicato e nei settori proletari più conflittuali e senza nulla da perdere, solo su questa base ci si potrà rivolgere con una posizione egemone ad altre aeree sociali che la crisi capitalista sta espropriando di diritti vitali sociali e ed ambientali spingendole verso la disgregazione, la pauperizzazione che dovrà avere nella proletarizzazione il suo sbocco logico, combattendo e non alimentando illusioni di reinserimento selettivo meritocratico nel sistema neocorporativo.
Ed oggi servono ancor meno percorsi ideologici soggettivisti ambigui e confusionari in cui le classi scompaiono con affermazioni del tipo “un contenzioso esplicito col sistema capitalistico sui diritti di piena “cittadinanza umana”; un contenzioso che metta al centro di tutte le attività sociali esattamente i corpi, i saperi, gli affetti, gli ambienti”.
Concetti astratti idealistici e “moralisti” illusori, mentre dovrebbe essere ormai chiaro per chi si richiama al marxismo, che senza basi solide materialiste di classe sarebbe totalmente illusorio “far vivere visivamente la “produzione per i bisogni” e la logica dei “valori d’uso”.
L’uso di simili concetti costituisce una conciliazione acritica, e incoerente e non dialettica mescolanza di elementi teorici di provenienza diversa e talvolta contraddittori nel tentativo gradualista di ricondurli pacificamente ad una linea comune. La diversità a vari gradi è comunque sempre contraddizione anche se non ancora antagonista, quindi va trattata di conseguenza con metodo unitario e critico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si elude il problema che ogni possibile blocco sociale anticapitalista, per essere tale e non essere interno alla logica stessa del capitale finanziario che ha prodotto la crisi di sovrapproduzione di merci e capitali, si deve fondare sulla direzione di una linea di classe, che in pratica richiede ineludibilmente l’esistenza di un soggetto comunista rivoluzionario organizzato e radicato e nei settori proletari più conflittuali e senza nulla da perdere, solo su questa base ci si potrà rivolgere con una posizione egemone ad altre aeree sociali che la crisi capitalista sta espropriando di diritti vitali sociali e ed ambientali spingendole verso la disgregazione, la pauperizzazione che dovrà avere nella proletarizzazione il suo sbocco logico, combattendo e non alimentando illusioni di reinserimento selettivo meritocratico nel sistema neocorporativo.<br />
Ed oggi servono ancor meno percorsi ideologici soggettivisti ambigui e confusionari in cui le classi scompaiono con affermazioni del tipo “un contenzioso esplicito col sistema capitalistico sui diritti di piena “cittadinanza umana”; un contenzioso che metta al centro di tutte le attività sociali esattamente i corpi, i saperi, gli affetti, gli ambienti”.<br />
Concetti astratti idealistici e “moralisti” illusori, mentre dovrebbe essere ormai chiaro per chi si richiama al marxismo, che senza basi solide materialiste di classe sarebbe totalmente illusorio “far vivere visivamente la “produzione per i bisogni” e la logica dei “valori d’uso”.<br />
L’uso di simili concetti costituisce una conciliazione acritica, e incoerente e non dialettica mescolanza di elementi teorici di provenienza diversa e talvolta contraddittori nel tentativo gradualista di ricondurli pacificamente ad una linea comune. La diversità a vari gradi è comunque sempre contraddizione anche se non ancora antagonista, quindi va trattata di conseguenza con metodo unitario e critico</p>
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