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	Commenti a: &#8220;Buona scuola&#8221;, la rovina delle generazioni future	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Sat, 27 Aug 2016 10:37:06 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Giulio Mario Palenzona		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulio Mario Palenzona]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Aug 2016 10:37:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[
	Concordo totalmente : l&#039;articolo &#232; un pro-riforma FALSE FLAG !
]]></description>
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		<title>
		Di: T.S.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[T.S.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2016 09:12:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[
	Perdonate il doppio commento, se possibile eliminate il precedente.
	Grazie



	Con le mie osservazioni non intendo difendere in alcun modo quella porcheria che &#232;, da qualsiasi punto la si osservi, la &#034;buona scuola&#034;. Tuttavia penso che la testimonianza riportata sia toppo &#034;personale&#034; e scevra di dettagli per ritenersi &#034;probante&#034; seppur con tutti i limiti che l&#039;esperienza soggettiva porta ovviamente con se.
	Prevalentemente ci&#242; che trovo fallace &#232; il tono dello scritto, che pare inserirsi nel solco della critica tipica che il &#034;cittadino&#034; comune muove nei confronti della scuola e di chi vi lavora, ovvero quella di essere responsabile del fallimento dello studente rimandato/bocciato; atteggiamento che da diversi anni a questa parte veicola la deresponsabilizzazione pi&#249; o meno ampia dei soggetti che nella situazione hanno altrettanto peso, ovvero gli studenti stessi e le loro famiglie.
	Per farla breve &#232; poco oggettivo rammaricarsi per lo studente che ha perso il diritto all&#039;estate per colpa di insegnanti che non sono stati in grado di colmare le sue lacune, se non si hanno gli strumenti per valutare le condizioni materiali in cui gli insegnanti stessi hanno dovuto esercitare il proprio ruolo (questo sia nei confronti del datore di lavoro cui devono rispondere, la Scuola appunto - che per l&#039;autrice del testo pare sia un tutt&#039;uno con i suoi dipendenti - sia in rapporto agli studenti - e in questo senso definire il ragazzo rimandato a settembre come &#034;una testa&#034; non &#232; indicativo di un suo approccio &#8220;positivo&#8221; nei confronti di chi lo ha rimandato).
	Insomma, trovo la situazione descritta poco circostanziata al punto tale da essere facilmente manipolabile come un testimonianza pro-riforma, quanto meno nella parti di quest&#8217;ultima in cui si mortifica nuovamente il ruolo e l&#8217;operato degli insegnanti.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>	Perdonate il doppio commento, se possibile eliminate il precedente.<br />
	Grazie</p>
<p>	Con le mie osservazioni non intendo difendere in alcun modo quella porcheria che &egrave;, da qualsiasi punto la si osservi, la &quot;buona scuola&quot;. Tuttavia penso che la testimonianza riportata sia toppo &quot;personale&quot; e scevra di dettagli per ritenersi &quot;probante&quot; seppur con tutti i limiti che l&#039;esperienza soggettiva porta ovviamente con se.<br />
	Prevalentemente ci&ograve; che trovo fallace &egrave; il tono dello scritto, che pare inserirsi nel solco della critica tipica che il &quot;cittadino&quot; comune muove nei confronti della scuola e di chi vi lavora, ovvero quella di essere responsabile del fallimento dello studente rimandato/bocciato; atteggiamento che da diversi anni a questa parte veicola la deresponsabilizzazione pi&ugrave; o meno ampia dei soggetti che nella situazione hanno altrettanto peso, ovvero gli studenti stessi e le loro famiglie.<br />
	Per farla breve &egrave; poco oggettivo rammaricarsi per lo studente che ha perso il diritto all&#039;estate per colpa di insegnanti che non sono stati in grado di colmare le sue lacune, se non si hanno gli strumenti per valutare le condizioni materiali in cui gli insegnanti stessi hanno dovuto esercitare il proprio ruolo (questo sia nei confronti del datore di lavoro cui devono rispondere, la Scuola appunto &#8211; che per l&#039;autrice del testo pare sia un tutt&#039;uno con i suoi dipendenti &#8211; sia in rapporto agli studenti &#8211; e in questo senso definire il ragazzo rimandato a settembre come &quot;una testa&quot; non &egrave; indicativo di un suo approccio &ldquo;positivo&rdquo; nei confronti di chi lo ha rimandato).<br />
	Insomma, trovo la situazione descritta poco circostanziata al punto tale da essere facilmente manipolabile come un testimonianza pro-riforma, quanto meno nella parti di quest&rsquo;ultima in cui si mortifica nuovamente il ruolo e l&rsquo;operato degli insegnanti.</p>
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