<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: Internazionalismo e indipendenza, una questione di classe	</title>
	<atom:link href="https://contropiano.org/interventi/2017/10/05/internazionalismo-indipendenza-questione-classe-096357/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://contropiano.org/interventi/2017/10/05/internazionalismo-indipendenza-questione-classe-096357</link>
	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Sat, 07 Oct 2017 14:11:57 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Redazione Contropiano		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2017/10/05/internazionalismo-indipendenza-questione-classe-096357#comment-88198</link>

		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Oct 2017 14:11:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://contropiano.org/?p=96357#comment-88198</guid>

					<description><![CDATA[Il paragone tra la richiesta di indipendenza della Catalogna e l&#039;indipendenza della Finlandia è zoppo dal lato russo (inconfrontabile con l&#039;attuale Spagna). Semmai sarebbe un utile elemento di riflessione, per calmare il delirio avventuristico di coloro che a sinistra sostengono acriticamente un movimento borghese basato sul privilegio economico e sul fondamentalismo etnico, quale è, in buona sostanza, il secessionismo catalano, ricordare l&#039;ammonimento che l&#039;irlandese James Connolly (1868-1916), sindacalista e rivoluzionario di orientamento marxista fucilato dagli inglesi per il ruolo dirigente da lui svolto nella Rivolta di Pasqua del 24 aprile del 1916, indirizzava ai suoi compagni indipendentisti: &quot;Se cacciate l&#039;esercito britannico domani e issate la bandiera verde sul castello di Dublino senza però creare una repubblica socialista, tutti i vostri sforzi saranno stati vani, e l&#039;inghilterra continuerà a dominarvi attraverso i latifondisti, i capitalisti e le sue istituzioni commerciali&quot;.
Nel frattempo, la classe operaia catalana, gran parte della quale proviene dalla Spagna, parla spagnolo e rifiuta la secessione (non la borghesia catalana che egemonizza quel movimento, non la borghesia castigliana che si appresta a reprimerlo &#039;manu militari&#039;), sta subendo, ad opera dei secessionisti di quella regione, una delle più nefaste operazioni di divisione che siano mai state poste in atto. In Italia vi è, rispetto al processo innescato in Catalogna, solo una differenza di grado ma non di qualità, poiché lo scopo finale del referendum del 22 ottobre promosso dai caporioni leghisti Maroni e Zaia è, dal punto di vista politico-propagandistico, lo stesso. Si tratta, cioè, di un progetto cripto-secessionista, i cui effetti divisivi colpiscono, in prima istanza, la classe operaia italiana, anche se, a causa dei bassi livelli di coscienza politica e delle politiche concertative dei sindacati collaborazionisti, non sembrano risultare sgraditi, per via dei localismi manifatturieri, a buona parte delle sue frazioni lombarda e veneta.
Eros Barone]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il paragone tra la richiesta di indipendenza della Catalogna e l&#8217;indipendenza della Finlandia è zoppo dal lato russo (inconfrontabile con l&#8217;attuale Spagna). Semmai sarebbe un utile elemento di riflessione, per calmare il delirio avventuristico di coloro che a sinistra sostengono acriticamente un movimento borghese basato sul privilegio economico e sul fondamentalismo etnico, quale è, in buona sostanza, il secessionismo catalano, ricordare l&#8217;ammonimento che l&#8217;irlandese James Connolly (1868-1916), sindacalista e rivoluzionario di orientamento marxista fucilato dagli inglesi per il ruolo dirigente da lui svolto nella Rivolta di Pasqua del 24 aprile del 1916, indirizzava ai suoi compagni indipendentisti: &#8220;Se cacciate l&#8217;esercito britannico domani e issate la bandiera verde sul castello di Dublino senza però creare una repubblica socialista, tutti i vostri sforzi saranno stati vani, e l&#8217;inghilterra continuerà a dominarvi attraverso i latifondisti, i capitalisti e le sue istituzioni commerciali&#8221;.<br />
Nel frattempo, la classe operaia catalana, gran parte della quale proviene dalla Spagna, parla spagnolo e rifiuta la secessione (non la borghesia catalana che egemonizza quel movimento, non la borghesia castigliana che si appresta a reprimerlo &#8216;manu militari&#8217;), sta subendo, ad opera dei secessionisti di quella regione, una delle più nefaste operazioni di divisione che siano mai state poste in atto. In Italia vi è, rispetto al processo innescato in Catalogna, solo una differenza di grado ma non di qualità, poiché lo scopo finale del referendum del 22 ottobre promosso dai caporioni leghisti Maroni e Zaia è, dal punto di vista politico-propagandistico, lo stesso. Si tratta, cioè, di un progetto cripto-secessionista, i cui effetti divisivi colpiscono, in prima istanza, la classe operaia italiana, anche se, a causa dei bassi livelli di coscienza politica e delle politiche concertative dei sindacati collaborazionisti, non sembrano risultare sgraditi, per via dei localismi manifatturieri, a buona parte delle sue frazioni lombarda e veneta.<br />
Eros Barone</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2017/10/05/internazionalismo-indipendenza-questione-classe-096357#comment-88165</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 19:12:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://contropiano.org/?p=96357#comment-88165</guid>

					<description><![CDATA[è più che altro sull&#039;orticante e ambiguo concetto di patria e di popolo che si gioca in questo paese e dentro la cosidetta sinistra una battaglia ideologica che vede la contrapposizione da muro contro muro (daltronde la dialettica, quella materialista e storica non è mai stata una nostra forte tradizione) ma come sempre tutti i nodi vengono al pettine... Adesso che grandi gruppi finanziari e industriali lasciano in tutta fretta (o minacciano di farlo) la Catalogna a quale parte del popolo spetta il diritto di riprendersi ciò che è stato a loro estorto o che hanno prodotto con il sudore della fronte ? L&#039;autodeterminazione in questo caso non dovrebbe passare attraverso l&#039;occupazione delle fabbriche, dei municipi, la confisca dei capitali... ? Dov&#039;è quel soggetto sociale e politico che dovrebbe essere organizzato per fare tutto questo ?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>è più che altro sull&#8217;orticante e ambiguo concetto di patria e di popolo che si gioca in questo paese e dentro la cosidetta sinistra una battaglia ideologica che vede la contrapposizione da muro contro muro (daltronde la dialettica, quella materialista e storica non è mai stata una nostra forte tradizione) ma come sempre tutti i nodi vengono al pettine&#8230; Adesso che grandi gruppi finanziari e industriali lasciano in tutta fretta (o minacciano di farlo) la Catalogna a quale parte del popolo spetta il diritto di riprendersi ciò che è stato a loro estorto o che hanno prodotto con il sudore della fronte ? L&#8217;autodeterminazione in questo caso non dovrebbe passare attraverso l&#8217;occupazione delle fabbriche, dei municipi, la confisca dei capitali&#8230; ? Dov&#8217;è quel soggetto sociale e politico che dovrebbe essere organizzato per fare tutto questo ?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: fp		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2017/10/05/internazionalismo-indipendenza-questione-classe-096357#comment-88142</link>

		<dc:creator><![CDATA[fp]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 08:59:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://contropiano.org/?p=96357#comment-88142</guid>

					<description><![CDATA[... e infatti, quando nel marzo 1921 avvenne la rivolta controrivoluzionaria di Kronštadt, (tanto &quot;spontanea&quot; da esser diretta dagli generali zaristi e annunciata con settimane di anticipo dai giornali dell&#039;emigrazione bianca in Germania e in Francia) era proprio dalla Finlandia che attendevano di partire i rinforzi stranieri, in attesa che si sciogliessero i ghiacci per portare rifornimenti alla base. i fuggiaschi furono accolti così tanto bene, nonostante militassero dalla stessa parte controrivoluzionaria, che qualcuno preferì addirittura tornare indietro e consegnarsi alle truppe di Tuchačevskij e di Trotskij... quanto ad &quot;attacco banditesco&quot;... studiamo le fonti, tutte le fonti
Benissimo Red. Contr.: centralismo democratico, centralismo democratico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; e infatti, quando nel marzo 1921 avvenne la rivolta controrivoluzionaria di Kronštadt, (tanto &#8220;spontanea&#8221; da esser diretta dagli generali zaristi e annunciata con settimane di anticipo dai giornali dell&#8217;emigrazione bianca in Germania e in Francia) era proprio dalla Finlandia che attendevano di partire i rinforzi stranieri, in attesa che si sciogliessero i ghiacci per portare rifornimenti alla base. i fuggiaschi furono accolti così tanto bene, nonostante militassero dalla stessa parte controrivoluzionaria, che qualcuno preferì addirittura tornare indietro e consegnarsi alle truppe di Tuchačevskij e di Trotskij&#8230; quanto ad &#8220;attacco banditesco&#8221;&#8230; studiamo le fonti, tutte le fonti<br />
Benissimo Red. Contr.: centralismo democratico, centralismo democratico</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Redazione Contropiano		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2017/10/05/internazionalismo-indipendenza-questione-classe-096357#comment-88139</link>

		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 06:58:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://contropiano.org/?p=96357#comment-88139</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://contropiano.org/interventi/2017/10/05/internazionalismo-indipendenza-questione-classe-096357#comment-88126&quot;&gt;Daniele&lt;/a&gt;.

Non siamo per niente d&#039;accordo. Ci vorrebbero libri per chiarire la questione e dunque ci limitiamo a marcare la differenza di opinione al riguardo; oltre che rispetto al linguaggio usato per approcciare problemi un tantino più grandi del tran tran quotidiano...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://contropiano.org/interventi/2017/10/05/internazionalismo-indipendenza-questione-classe-096357#comment-88126">Daniele</a>.</p>
<p>Non siamo per niente d&#8217;accordo. Ci vorrebbero libri per chiarire la questione e dunque ci limitiamo a marcare la differenza di opinione al riguardo; oltre che rispetto al linguaggio usato per approcciare problemi un tantino più grandi del tran tran quotidiano&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Redazione Contropiano		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2017/10/05/internazionalismo-indipendenza-questione-classe-096357#comment-88138</link>

		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 06:50:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://contropiano.org/?p=96357#comment-88138</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://contropiano.org/interventi/2017/10/05/internazionalismo-indipendenza-questione-classe-096357#comment-88124&quot;&gt;Marco&lt;/a&gt;.

Beh, ci sembra che la tua non sia una critica... O perlomeno che non sia nel merito teorico del problema posto nell&#039;articolo. Ossia: indipendenza nazionale e internazionalismo proletario non sono &quot;ideologicamente&quot; in contrapposizione (come traspare da molti discorsi sconclusionati che si sentono anche tra compagni). Anzi, nel corso della storia del movimento operaio sono quasi sempre andati di concerto.
Se invece discutiamo della situazione specifica della Catalogna, allora molti problemi sono del tipo che anche tu racconti  e che anche noi, negli articoli di cronaca e di riflessione specifica, abbiamo sottolineato.
Quel che ci sembra invece stupido e anche teoricamente disastroso è invece quella &quot;contrapposizione mentale&quot; che spinge alcuni a fare i &quot;centralisti non democratici&quot; opponendosi per principio a qualsiasi rivendicazione popolare di indipendenza rispetto a uno Stato che da secoli sperimentano come straniero e diverso.
Poi, nella pratica, dunque nella dialettica politica, ci sono indipendentismi di destra, di centro e rivoluzionari. E lì occorre distinguere, non diventare &quot;internazionalisti del capitale&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://contropiano.org/interventi/2017/10/05/internazionalismo-indipendenza-questione-classe-096357#comment-88124">Marco</a>.</p>
<p>Beh, ci sembra che la tua non sia una critica&#8230; O perlomeno che non sia nel merito teorico del problema posto nell&#8217;articolo. Ossia: indipendenza nazionale e internazionalismo proletario non sono &#8220;ideologicamente&#8221; in contrapposizione (come traspare da molti discorsi sconclusionati che si sentono anche tra compagni). Anzi, nel corso della storia del movimento operaio sono quasi sempre andati di concerto.<br />
Se invece discutiamo della situazione specifica della Catalogna, allora molti problemi sono del tipo che anche tu racconti  e che anche noi, negli articoli di cronaca e di riflessione specifica, abbiamo sottolineato.<br />
Quel che ci sembra invece stupido e anche teoricamente disastroso è invece quella &#8220;contrapposizione mentale&#8221; che spinge alcuni a fare i &#8220;centralisti non democratici&#8221; opponendosi per principio a qualsiasi rivendicazione popolare di indipendenza rispetto a uno Stato che da secoli sperimentano come straniero e diverso.<br />
Poi, nella pratica, dunque nella dialettica politica, ci sono indipendentismi di destra, di centro e rivoluzionari. E lì occorre distinguere, non diventare &#8220;internazionalisti del capitale&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2017/10/05/internazionalismo-indipendenza-questione-classe-096357#comment-88126</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 20:30:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://contropiano.org/?p=96357#comment-88126</guid>

					<description><![CDATA[Cari compagni, mi sembra il precedente storico più sbagliato che potevate trovare, fra l&#039;altro arrampicandovi sugli specchi; si, certamente l&#039;indipendenza della Finlandia fu firmata da chi sappiamo nel 1917, ma vorrei ricordarvi che nel 1939 Stalin attaccò banditescamente la Finlandia nella famosa &quot;Guerra d&#039;Inverno&quot;; i finlandesi si difesero coraggiosamente e provocarono perdite enormi all&#039;Armata Rossa (gli storici militari danno tra 1 e 2 milione di morti e migliaia di mezzi distrutti), certo Stalin nel suo delirio hitleriano conquisto una bella fetta del territorio finlandese tra cui l&#039;Istmo di Carelia che non è ancora stato restituito, ma provocò anche un effetto non previsto: i generali tedeschi assistettero a tale guerra da osservatori e non ebbero difficoltà a notare l&#039;estrema disorganizzazione dell&#039;esercito sovietico, la sua mancanza di disciplina, la mancanza di spirito, l&#039;arretratezza dei mezzi sia corazzati che aerei, insomma osservare l&#039;Armata Rossa in Finlandia li convinse dell&#039;estrema facilità di distruggerla, come poi avvenne nel 1941 con milioni di morti e prigionieri. Quindi, e concludo, la Finlandia è stata aggredita dall&#039;URSS e non era un nemico, tant&#039;è che nel 1922 quando vi fu la rivolta dei marinai di Kronstad, massacrat dalla NKVD, i superstiti furono accolti e aiutati dalle truppe di confine finlandesi, per cui.....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari compagni, mi sembra il precedente storico più sbagliato che potevate trovare, fra l&#8217;altro arrampicandovi sugli specchi; si, certamente l&#8217;indipendenza della Finlandia fu firmata da chi sappiamo nel 1917, ma vorrei ricordarvi che nel 1939 Stalin attaccò banditescamente la Finlandia nella famosa &#8220;Guerra d&#8217;Inverno&#8221;; i finlandesi si difesero coraggiosamente e provocarono perdite enormi all&#8217;Armata Rossa (gli storici militari danno tra 1 e 2 milione di morti e migliaia di mezzi distrutti), certo Stalin nel suo delirio hitleriano conquisto una bella fetta del territorio finlandese tra cui l&#8217;Istmo di Carelia che non è ancora stato restituito, ma provocò anche un effetto non previsto: i generali tedeschi assistettero a tale guerra da osservatori e non ebbero difficoltà a notare l&#8217;estrema disorganizzazione dell&#8217;esercito sovietico, la sua mancanza di disciplina, la mancanza di spirito, l&#8217;arretratezza dei mezzi sia corazzati che aerei, insomma osservare l&#8217;Armata Rossa in Finlandia li convinse dell&#8217;estrema facilità di distruggerla, come poi avvenne nel 1941 con milioni di morti e prigionieri. Quindi, e concludo, la Finlandia è stata aggredita dall&#8217;URSS e non era un nemico, tant&#8217;è che nel 1922 quando vi fu la rivolta dei marinai di Kronstad, massacrat dalla NKVD, i superstiti furono accolti e aiutati dalle truppe di confine finlandesi, per cui&#8230;..</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2017/10/05/internazionalismo-indipendenza-questione-classe-096357#comment-88124</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 19:28:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://contropiano.org/?p=96357#comment-88124</guid>

					<description><![CDATA[... ma tu mi porti come esempio la concessione di indipendenza alla Finlandia da parte di un organo rivoluzionario il che, se come linea di principio è ovviamente condivisibile ci incastra poco con la situazione catalana. Comunque, vengo da li e in quel movimento c&#039;è latitanza di un soggetto sociale e politico e cioè la classe alla quale appartengo. Un vuoto ancora incolmato nonostante gli sforzi di alcuni gruppi comunisti che tentano costantemente di riempire quel vuoto di contenuti. C&#039;è una egemonia politica interclassista e nazional-popolare checchè se ne dica, inoltre di tutta questa diatriba indipendentista si scorge già l&#039;andazzo; tavoli di trattativa già apparecchiati e mediazioni UE in vista, quindi, come dicevo c&#039;è un problema di egemonia che non si risolve semplicemente con l&#039;analisi di una contraddizione capitalistica. Insomma quello che voglio dire è che in quel contesto pervaso di interclassismo ed identitarismo (oltretutto da stadio) contenuti e piattaforme di classe, se vogliamo anche banalmente economiciste, non esistono, non esite la classe in questa sbornia indipendentista. Guai pensare di fare i puri e schifare questo movimento ma c&#039;è tanto da lavorare e parte di questo lavoro è quello di smascherare le vere intenzioni e gli interessi che intendono rappresentare Generalitat con i vari bianconigli come Puigdemont e i suoi maestri di cerimonia altrimenti da quelle oggettive contraddizioni non se ne cava un ragno dal buco sempre in termini di classe parlando...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; ma tu mi porti come esempio la concessione di indipendenza alla Finlandia da parte di un organo rivoluzionario il che, se come linea di principio è ovviamente condivisibile ci incastra poco con la situazione catalana. Comunque, vengo da li e in quel movimento c&#8217;è latitanza di un soggetto sociale e politico e cioè la classe alla quale appartengo. Un vuoto ancora incolmato nonostante gli sforzi di alcuni gruppi comunisti che tentano costantemente di riempire quel vuoto di contenuti. C&#8217;è una egemonia politica interclassista e nazional-popolare checchè se ne dica, inoltre di tutta questa diatriba indipendentista si scorge già l&#8217;andazzo; tavoli di trattativa già apparecchiati e mediazioni UE in vista, quindi, come dicevo c&#8217;è un problema di egemonia che non si risolve semplicemente con l&#8217;analisi di una contraddizione capitalistica. Insomma quello che voglio dire è che in quel contesto pervaso di interclassismo ed identitarismo (oltretutto da stadio) contenuti e piattaforme di classe, se vogliamo anche banalmente economiciste, non esistono, non esite la classe in questa sbornia indipendentista. Guai pensare di fare i puri e schifare questo movimento ma c&#8217;è tanto da lavorare e parte di questo lavoro è quello di smascherare le vere intenzioni e gli interessi che intendono rappresentare Generalitat con i vari bianconigli come Puigdemont e i suoi maestri di cerimonia altrimenti da quelle oggettive contraddizioni non se ne cava un ragno dal buco sempre in termini di classe parlando&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
