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	Commenti a: La mozione Ue? Un&#8217;offesa anche ai volontari della Guerra di Spagna	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		<title>
		Di: marat		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marat]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Sep 2019 06:03:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In sintesi (anche troppo lungo per un commento: chiedo scusa)

 Mentre le fabbriche di armi controllate da CNT e FAI producevano quasi solo per le colonne anarchiche, anche le industrie fedeli alla Repubblica riuscivano a produrre solo una parte infinitesimale (o non producevano affatto) di armamenti e munizionamento occorrenti: per dire solo dei proiettili, per armi leggere, artiglieria, o mine da mortaio, a marzo 1937 se ne sfornavano circa 500.000, contro un fabbisogno di oltre 3,5 milioni. La Repubblica, visti i rifiuti delle “democrazie” occidentali, si rivolse all&#039;URSS per l&#039;acquisto degli armamenti e dunque gli aiuti concreti più significativi arrivarono dall&#039;Unione Sovietica. A settembre 1936, non senza molte discussioni interne, Mosca decise il passaggio da aiuti puramente umanitari e sanitari, a quelli militari (che si sarebbero ripetuti praticamente per tutta la durata della guerra), avviando la “Operazione ”, per la cui realizzazione furono stanziati 1.900.000 rubli e 190.000 dollari, oltre uomini e mezzi. Gli iniziali dubbi sovietici erano dovuti al fatto che fossero in gioco i rapporti esterni dell&#039;URSS, di fronte a una situazione che scivolava sempre più velocemente verso la guerra mondiale; non a caso, già dopo un mese dall&#039;avvio dell&#039;operazione, il Ministro degli esteri Maksim Litvinov telegrafava all&#039;ambasciatore in Spagna, Rozenberg, che “la questione spagnola ha danneggiato i nostri rapporti con Francia e Inghilterra e seminato dubbi a Bucarest e Praga”.
Come scrive Jurij Rybalkin in “Operatsija ”: “Nella politica estera del governo sovietico e del partito bolscevico, l&#039;aiuto dell&#039;URSS alle rivoluzioni proletarie, democratiche e di liberazione nazionale era sempre stato visto come un elemento basilare; pertanto, verosimilmente, di fronte alla leadership sovietica la questione se prestare o meno aiuto alla Spagna era fuori discussione. Il problema si presentava piuttosto nel decidere le forme e la scala di tale aiuto, tanto più che la decisione era complicata dall&#039;assenza di una frontiera comune di terra tra i due paesi”. Fu così che cominciarono ad arrivare in Spagna, quando non erano intercettate e affondate dalla marina fascista italiana, le prime navi con gli aiuti russi; all&#039;inizio, i carghi partivano dai porti sovietici sul mar Nero, entravano nel Mediterraneo attraverso il Bosforo (dove rimanevano alla fonda per alcuni giorni, a scopo precauzionale) e quindi a sud di Malta, a largo dell&#039;Algeria, fino a Cartagena. Dopo il blocco del Mediterraneo, si cominciò a usare la rotta settentrionale, da Leningrado e Murmansk. 
Mosca fornì alla Repubblica caccia biplano e monoplano Polikarpov I-15 e I-16 (i famosi “Chatos” e “Moscas”), bombardieri veloci Tupolev SB-2 e R-Z; carri armati T-26 e BT-5; autoblindo BA-3, BA-6 e FAI; motosiluranti G-5; artiglierie, mortai, mitragliatrici, granate, bombe da aereo, combustibile, ecc. Tra il 1936 e il &#039;39 l&#039;URSS fornì 650 aerei, 350 carri, 1.200 pezzi d&#039;artiglieria, 21.000 mitragliatrici e circa 500.000 fucili, oltre a 870 milioni di proiettili, 110.000 bombe da aereo e altro materiale (grosso modo: circa 1/3 degli aiuti forniti a Franco da Germania e Italia); oltre naturalmente a piloti, carristi, personale tecnico e uomini del NKVD.
 Il 16 ottobre 1936 Stalin telegrafava al segretario del PCE, Josè Diaz: “I lavoratori dell&#039;Unione Sovietica non fanno che adempiere i propri obblighi, prestando tutto l&#039;aiuto possibile alle masse rivoluzionarie di Spagna. Essi sono consapevoli che la liberazione della Spagna dal giogo dei reazionari fascisti non è un affare privato degli spagnoli, ma un affare comune di tutta l&#039;umanità avanzata e progressista”.

Le cifre sugli aiuti sono da Jurij Rybalkin, Operatsija “X”; https://vk.com/doc225306680_516122072 (arrotondate)
La citazione di Litvinov è da Jurij Žukov “Inoj Stalin”

Su Barcelona, un&#039;altra volta...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In sintesi (anche troppo lungo per un commento: chiedo scusa)</p>
<p> Mentre le fabbriche di armi controllate da CNT e FAI producevano quasi solo per le colonne anarchiche, anche le industrie fedeli alla Repubblica riuscivano a produrre solo una parte infinitesimale (o non producevano affatto) di armamenti e munizionamento occorrenti: per dire solo dei proiettili, per armi leggere, artiglieria, o mine da mortaio, a marzo 1937 se ne sfornavano circa 500.000, contro un fabbisogno di oltre 3,5 milioni. La Repubblica, visti i rifiuti delle “democrazie” occidentali, si rivolse all&#8217;URSS per l&#8217;acquisto degli armamenti e dunque gli aiuti concreti più significativi arrivarono dall&#8217;Unione Sovietica. A settembre 1936, non senza molte discussioni interne, Mosca decise il passaggio da aiuti puramente umanitari e sanitari, a quelli militari (che si sarebbero ripetuti praticamente per tutta la durata della guerra), avviando la “Operazione ”, per la cui realizzazione furono stanziati 1.900.000 rubli e 190.000 dollari, oltre uomini e mezzi. Gli iniziali dubbi sovietici erano dovuti al fatto che fossero in gioco i rapporti esterni dell&#8217;URSS, di fronte a una situazione che scivolava sempre più velocemente verso la guerra mondiale; non a caso, già dopo un mese dall&#8217;avvio dell&#8217;operazione, il Ministro degli esteri Maksim Litvinov telegrafava all&#8217;ambasciatore in Spagna, Rozenberg, che “la questione spagnola ha danneggiato i nostri rapporti con Francia e Inghilterra e seminato dubbi a Bucarest e Praga”.<br />
Come scrive Jurij Rybalkin in “Operatsija ”: “Nella politica estera del governo sovietico e del partito bolscevico, l&#8217;aiuto dell&#8217;URSS alle rivoluzioni proletarie, democratiche e di liberazione nazionale era sempre stato visto come un elemento basilare; pertanto, verosimilmente, di fronte alla leadership sovietica la questione se prestare o meno aiuto alla Spagna era fuori discussione. Il problema si presentava piuttosto nel decidere le forme e la scala di tale aiuto, tanto più che la decisione era complicata dall&#8217;assenza di una frontiera comune di terra tra i due paesi”. Fu così che cominciarono ad arrivare in Spagna, quando non erano intercettate e affondate dalla marina fascista italiana, le prime navi con gli aiuti russi; all&#8217;inizio, i carghi partivano dai porti sovietici sul mar Nero, entravano nel Mediterraneo attraverso il Bosforo (dove rimanevano alla fonda per alcuni giorni, a scopo precauzionale) e quindi a sud di Malta, a largo dell&#8217;Algeria, fino a Cartagena. Dopo il blocco del Mediterraneo, si cominciò a usare la rotta settentrionale, da Leningrado e Murmansk.<br />
Mosca fornì alla Repubblica caccia biplano e monoplano Polikarpov I-15 e I-16 (i famosi “Chatos” e “Moscas”), bombardieri veloci Tupolev SB-2 e R-Z; carri armati T-26 e BT-5; autoblindo BA-3, BA-6 e FAI; motosiluranti G-5; artiglierie, mortai, mitragliatrici, granate, bombe da aereo, combustibile, ecc. Tra il 1936 e il &#8217;39 l&#8217;URSS fornì 650 aerei, 350 carri, 1.200 pezzi d&#8217;artiglieria, 21.000 mitragliatrici e circa 500.000 fucili, oltre a 870 milioni di proiettili, 110.000 bombe da aereo e altro materiale (grosso modo: circa 1/3 degli aiuti forniti a Franco da Germania e Italia); oltre naturalmente a piloti, carristi, personale tecnico e uomini del NKVD.<br />
 Il 16 ottobre 1936 Stalin telegrafava al segretario del PCE, Josè Diaz: “I lavoratori dell&#8217;Unione Sovietica non fanno che adempiere i propri obblighi, prestando tutto l&#8217;aiuto possibile alle masse rivoluzionarie di Spagna. Essi sono consapevoli che la liberazione della Spagna dal giogo dei reazionari fascisti non è un affare privato degli spagnoli, ma un affare comune di tutta l&#8217;umanità avanzata e progressista”.</p>
<p>Le cifre sugli aiuti sono da Jurij Rybalkin, Operatsija “X”; <a href="https://vk.com/doc225306680_516122072" rel="nofollow ugc">https://vk.com/doc225306680_516122072</a> (arrotondate)<br />
La citazione di Litvinov è da Jurij Žukov “Inoj Stalin”</p>
<p>Su Barcelona, un&#8217;altra volta&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Redazione Contropiano		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2019/09/26/la-mozione-ue-unoffesa-ai-volontari-della-guerra-di-spagna-0119035#comment-176758</link>

		<dc:creator><![CDATA[Redazione Contropiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2019 07:25:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://contropiano.org/interventi/2019/09/26/la-mozione-ue-unoffesa-ai-volontari-della-guerra-di-spagna-0119035#comment-176749&quot;&gt;Mario Galati&lt;/a&gt;.

Se vogliamo riaprire la discussione storica sulla Guerra Civile in Spagna, i fatti di Barcellona, il ruolo dell&#039;Urss e delle potenze europee ben volentieri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://contropiano.org/interventi/2019/09/26/la-mozione-ue-unoffesa-ai-volontari-della-guerra-di-spagna-0119035#comment-176749">Mario Galati</a>.</p>
<p>Se vogliamo riaprire la discussione storica sulla Guerra Civile in Spagna, i fatti di Barcellona, il ruolo dell&#8217;Urss e delle potenze europee ben volentieri</p>
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		Di: Mario Galati		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2019/09/26/la-mozione-ue-unoffesa-ai-volontari-della-guerra-di-spagna-0119035#comment-176749</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mario Galati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2019 06:42:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Però, anche i combattenti di Spagna non dovrebbero dimenticare che l&#039;Unione Sovietica che sconfisse il nazismo, e che cercò di aiutare la repubblica spagnola, era guidata da Stalin. Secondo questa tesi, l&#039;Unione Sovietica vinse nonostante Stalin. Troppo comodo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Però, anche i combattenti di Spagna non dovrebbero dimenticare che l&#8217;Unione Sovietica che sconfisse il nazismo, e che cercò di aiutare la repubblica spagnola, era guidata da Stalin. Secondo questa tesi, l&#8217;Unione Sovietica vinse nonostante Stalin. Troppo comodo.</p>
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