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	Commenti a: Carosello napoletano. &#8220;La situazione è grave ma non seria&#8221;	</title>
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	<description>Giornale comunista online</description>
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		Di: Antonello		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2021 16:49:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sembra un articolo ben fatto che espone in maniera non reticente uno dei problemi principali del &quot;milieu politico&quot; napoletano (e, ahimé, non solo), anche quello di &quot;sinistra&quot; (peraltro un sostantivo che occorrerebbe cominciare a mettere in discussione). Il trasformismo, la capacità camaleontica di riciclarsi di un vero e proprio ceto politico, che, ancorché non disponga del potere di quelli &quot;tradizionali&quot;, può comunque arrecare danno a un progetto che intenda costruire &quot;potere popolare&quot;. Chi scrive non ha mai risparmiato critiche alle due consiliature di De Magistris, in particolare la seconda. Con luci (poche) e ombre (più numerose), uno dei maggiori problemi è non aver tagliato corto con una cultura compatibile con il business as usual della politica politicante, in cui uno scranno in una qualsiasi istituzione è visto non come uno strumento tra gli altri per costruire l&#039;ipotesi di cui sopra, e, a maggior ragione oggi come oggi, nemmeno il principale, ma l&#039;alfa e l&#039;omega dell&#039;attività politica, l&#039;obiettivo a cui tutto si può sacrificare, persino la dignità. Non mi sembra imprevisto che questo fenomeno si sia riprodotto anche in occasione di questa tornata elettorale amministrativa, sebbene la sua entità clamorosa non possa che destare sconcerto. Insomma costruire una cultura politica strettamente legata all&#039;obiettivo, e non al navigare a vista quotidiano (che non può che portare all&#039;integrazione nel quadro politico mainstream) resta una priorità essenziale per un&#039;ipotesi di potere popolare, e mi sembra che l&#039;articolo lo metta bene in evidenza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra un articolo ben fatto che espone in maniera non reticente uno dei problemi principali del &#8220;milieu politico&#8221; napoletano (e, ahimé, non solo), anche quello di &#8220;sinistra&#8221; (peraltro un sostantivo che occorrerebbe cominciare a mettere in discussione). Il trasformismo, la capacità camaleontica di riciclarsi di un vero e proprio ceto politico, che, ancorché non disponga del potere di quelli &#8220;tradizionali&#8221;, può comunque arrecare danno a un progetto che intenda costruire &#8220;potere popolare&#8221;. Chi scrive non ha mai risparmiato critiche alle due consiliature di De Magistris, in particolare la seconda. Con luci (poche) e ombre (più numerose), uno dei maggiori problemi è non aver tagliato corto con una cultura compatibile con il business as usual della politica politicante, in cui uno scranno in una qualsiasi istituzione è visto non come uno strumento tra gli altri per costruire l&#8217;ipotesi di cui sopra, e, a maggior ragione oggi come oggi, nemmeno il principale, ma l&#8217;alfa e l&#8217;omega dell&#8217;attività politica, l&#8217;obiettivo a cui tutto si può sacrificare, persino la dignità. Non mi sembra imprevisto che questo fenomeno si sia riprodotto anche in occasione di questa tornata elettorale amministrativa, sebbene la sua entità clamorosa non possa che destare sconcerto. Insomma costruire una cultura politica strettamente legata all&#8217;obiettivo, e non al navigare a vista quotidiano (che non può che portare all&#8217;integrazione nel quadro politico mainstream) resta una priorità essenziale per un&#8217;ipotesi di potere popolare, e mi sembra che l&#8217;articolo lo metta bene in evidenza</p>
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