<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: La destra vince per rassegnazione: l’unica soluzione è ricostruire la coesione sociale	</title>
	<atom:link href="https://contropiano.org/interventi/2022/12/09/destra-vince-per-rassegnazione-lunica-soluzione-coesione-sociale-0155188/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://contropiano.org/interventi/2022/12/09/destra-vince-per-rassegnazione-lunica-soluzione-coesione-sociale-0155188</link>
	<description>Giornale comunista online</description>
	<lastBuildDate>Fri, 09 Dec 2022 19:00:53 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Eros Barone		</title>
		<link>https://contropiano.org/interventi/2022/12/09/destra-vince-per-rassegnazione-lunica-soluzione-coesione-sociale-0155188#comment-234702</link>

		<dc:creator><![CDATA[Eros Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2022 19:00:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://contropiano.org/?p=155188#comment-234702</guid>

					<description><![CDATA[È in atto uno spostamento a destra che ha dimensioni mondiali. Quando avviene, su scala globale, uno spostamento così massiccio e così generalizzato, sorge spontanea la domanda: perché? Del tutto fuorviante è la risposta fornita a questo proposito dagli analisti liberali borghesi, intenti meccanicamente e schematicamente a classificare le forze sociali e politiche in base ai seguenti dilemmi: contro la UE o a favore della UE, contro l’immigrazione o a favore dell’immigrazione; contro la Russia e per l&#039;Ucraina o viceversa. Questo approccio, che isola singole contraddizioni da un contesto più ampio, scambia la sostanza con la superficie, la realtà con l’apparenza, il generale con il particolare. L’analisi marxista, che tende invece a ricongiungere la superficie alla sostanza, l’apparenza alla realtà e il particolare al generale, indica con chiarezza che quelle contraddizioni sono altrettante conseguenze della crisi economica che attanaglia l’economia mondiale dal 2008. Il ciclo declinante del saggio di profitto e il ciclo ascendente della reazione, il ciclo della concentrazione monopolistica del capitale e il ciclo della proletarizzazione della piccola borghesia trovano così una corrispondenza perfetta, confermando la tesi dei sostenitori della “stagnazione secolare” e ridicolizzando quei sicofanti della borghesia imperialista che, ipnotizzati dall’andamento a ‘yo-yo’ dell’economia mondiale, esultano quando tale andamento sembra impennarsi verso l’alto e cadono nello sconforto quando il rocchetto della valorizzazione discende sempre più in basso. Né il quadro viene modificato dalla discesa degli indici della disoccupazione, poiché, anche sorvolando sulla composizione in gran parte precaria degli occupati, il confronto tra periodi differenti, essendo la percentuale degli occupati diminuita, conferma un tasso di disoccupazione ben più alto di quello che registrano le statistiche ufficiali. Lo spostamento a destra, che avviene in assenza di una qualsiasi soggettività antagonista, è dunque, tanto sul piano  ideologico e culturale quanto sul piano politico e istituzionale, la risultante del quadro di crisi e disoccupazione, che caratterizza attualmente la “struttura del mondo” in un&#039;epoca caratterizzata dalla triplice crisi del valore, del potere e del sapere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È in atto uno spostamento a destra che ha dimensioni mondiali. Quando avviene, su scala globale, uno spostamento così massiccio e così generalizzato, sorge spontanea la domanda: perché? Del tutto fuorviante è la risposta fornita a questo proposito dagli analisti liberali borghesi, intenti meccanicamente e schematicamente a classificare le forze sociali e politiche in base ai seguenti dilemmi: contro la UE o a favore della UE, contro l’immigrazione o a favore dell’immigrazione; contro la Russia e per l&#8217;Ucraina o viceversa. Questo approccio, che isola singole contraddizioni da un contesto più ampio, scambia la sostanza con la superficie, la realtà con l’apparenza, il generale con il particolare. L’analisi marxista, che tende invece a ricongiungere la superficie alla sostanza, l’apparenza alla realtà e il particolare al generale, indica con chiarezza che quelle contraddizioni sono altrettante conseguenze della crisi economica che attanaglia l’economia mondiale dal 2008. Il ciclo declinante del saggio di profitto e il ciclo ascendente della reazione, il ciclo della concentrazione monopolistica del capitale e il ciclo della proletarizzazione della piccola borghesia trovano così una corrispondenza perfetta, confermando la tesi dei sostenitori della “stagnazione secolare” e ridicolizzando quei sicofanti della borghesia imperialista che, ipnotizzati dall’andamento a ‘yo-yo’ dell’economia mondiale, esultano quando tale andamento sembra impennarsi verso l’alto e cadono nello sconforto quando il rocchetto della valorizzazione discende sempre più in basso. Né il quadro viene modificato dalla discesa degli indici della disoccupazione, poiché, anche sorvolando sulla composizione in gran parte precaria degli occupati, il confronto tra periodi differenti, essendo la percentuale degli occupati diminuita, conferma un tasso di disoccupazione ben più alto di quello che registrano le statistiche ufficiali. Lo spostamento a destra, che avviene in assenza di una qualsiasi soggettività antagonista, è dunque, tanto sul piano  ideologico e culturale quanto sul piano politico e istituzionale, la risultante del quadro di crisi e disoccupazione, che caratterizza attualmente la “struttura del mondo” in un&#8217;epoca caratterizzata dalla triplice crisi del valore, del potere e del sapere.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
